Pagine Letterarie

Pagine Letterarie
(foto ap)

sabato 27 dicembre 2014

Lo strano caso di Franz Kripte


Racconto di Paolo Brondi

Al criminologo e investigatore professionale, Alberto Valli, in un mattino di primo freddo invernale, venne richiesto un pressante aiuto “Dr. Valli, mi chiamo Barbara De Witte ed ho avuto il suo numero dal procuratore Vincenti.

giovedì 25 dicembre 2014

Alle nove di sera


di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia


(ap) Storie di donne diverse: il tema delle pioggia le percorre in modo misterioso. Non solo scenario, talvolta anche specchio di inquietudini.

Riavvolgere il nastro. Ricominciare daccapo. Riprendere da un certo punto preciso, e annullare quello che c’è stato dopo. Trattare il tempo come un file del computer: canc, cancellare.

domenica 14 dicembre 2014

Da un sogno


Poesia di Valeria Giovannini

Chi ha pronunciato il mio nome?
Nel riflesso della luna
la mia ombra si sdoppia
una chiara ed una più scura
e danzano insieme

lunedì 8 dicembre 2014

Sarà silenzio

Foto Giacomo Bagnoli

Racconto di Giovanna Vannini
Tratto da Le Passanti, Mostra fotografico-letteraria

Si commuoveranno, rivedendosi in quei passi in stivali, coi pantaloni attillati, con le chiome grano lunghe. Con il tempo, il loro, avverrà conoscenza. 

sabato 6 dicembre 2014

Silenzio


Poesia di Marina Zinzani

L’acqua che cade su una foglia
la coccinella che si posa su una mano
il canto misterioso
di un uccello all’alba

martedì 2 dicembre 2014

Mancava solo il sale


di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia

(ap) Il tema della pioggia ricorre in storie differenti, soprattutto di donne, animate da sentimenti contrastanti.

Martina era bella. Con le labbra a forma di cuore. Martina  sorrideva a chiunque. Martina aveva i capelli biondi di suo padre e gli occhi scuri di sua madre. Martina era un incanto. Martina non dormiva la notte.

domenica 30 novembre 2014

martedì 25 novembre 2014

Colorato caos


(Foto Arianna Cinelli)
Racconto di Giovanna Vannini
Tratto da Le Passanti, Mostra fotografico-letteraria

Nei minuti di una sigaretta lascia andare i cattivi pensieri. Sotto il capello le ride la nuca, al ritmo delle parole si animano le rughe intorno agli occhi.
Clelia, colorato caos sempre in fuga, dalla valigia spalancata sul domani.

domenica 23 novembre 2014

Preghiera


di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia

(ap) La pioggia è scenario quieto e rassicurante, oppure angoscioso e terrificante. Metafora di gioie, dolori, interrogativi. Il tema della pioggia, esile filo che annoda misteriosamente la trama di alcuni racconti.

La storia della vita iniziava con una preghiera: Dio, fa’ che tutto vada bene. Finiva anche con una preghiera.

domenica 9 novembre 2014

Il giardino dei cachi


Racconto di Valeria Giovannini

Ho vissuto in una famiglia infelice che, come tale, non somigliava ad alcun'altra. Infelice per difetto. Per l'assenza di calore. E di colore. Ospiti costanti erano l'ansia e la tensione. Mi sembrava che ogni altra famiglia fosse felice.

giovedì 6 novembre 2014

Natascia

di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia

(ap) Il tema della pioggia è il sottile filo conduttore di storie diverse, in cui la speranza si mescola alla disillusione e allo smarrimento.

La vita porta via i sogni. La vita cancella, passo dopo passo, i ricami della mente, i voli di un momento.
La vita può diventare una sequenza stancante di scale da pulire. Quelle scale erano diventate i giorni di Natascia, e forse doveva essere anche felice di quelle scale da pulire, perché qualcosa lei aveva trovato, venuta in Italia. Vedeva gli inquilini dei palazzi che passavano sulle scale, prendevano gli ascensori, a volte dicevano anche buongiorno, altre volte nemmeno si accorgevano di lei. Forse nessuno avrebbe potuto descrivere il suo volto, perché a nessuno veramente interessava chi fosse lei. Una che puliva le scale, non di più. La gente passava, gente benestante, il palazzo era signorile, le signore uscivano con tacchi alti, scie di profumo, vestiti non certo presi nelle bancarelle del mercato. 
Le signore erano  belle, ben pettinate e truccate. Natascia  ascoltò per caso, quella mattina di tiepido sole primaverile, le urla che provenivano da un appartamento. Erano di un uomo e di una donna. E alla fine sentì sbattere la porta, un signore se n’era andato di fretta, aveva preso le scale senza neanche accorgersi di lei, che continuava a pulire. Cose che capitavano, bisticci probabilmente fra marito e moglie. Solo che c’era dell’altro, quella mattina, che le fece pensare alcune cose, occuparsi degli affari degli altri: dopo una mezz’ora entrò nell’appartamento un altro uomo, uno giovane e lei sentì chiaramente la voce della donna. Forse era un fratello, un amico, chissà.  E lei continuò a pulire tutte le scale. Il secchio con il detersivo, lo spazzolone. Quella era la sua vita, in quel palazzo e in altri palazzi dove aveva trovato un po’ di lavoro.
Dato che l’appartamento da cui erano uscite le urla e in cui era entrato quel giovane era al primo piano, Natascia ebbe modo di essere nell’atrio quando si aprì la porta. Ebbe modo di alzare lo sguardo e di vedere la sagoma di una donna che baciava quel giovane. Natascia sorrise. Devo farmi gli affari miei, pensò. Erano passati alcuni giorni. Le scale erano sempre le stesse, lei era sempre trasparente. L’uomo del litigio uscì dall’appartamento al primo piano, probabilmente era il marito, dato che l’aveva visto altre volte nel palazzo. Non seppe perché, forse il piede messo male, forse il pavimento bagnato, forse le scarpe che non erano le solite con la suola di gomma: di fatto lei scivolò giù per le scale. Quell’uomo era quasi sul portone e si girò. Dio mio, si è fatta male? No, non lo so.
Cosa doveva dire lei a uno sconosciuto? E che situazione imbarazzante… Venga, la porto di sopra, si stenda sul divano, vediamo se si è fatta qualcosa, non riesce proprio a muovere la gamba? Comunque io sono un medico, magari la porto al pronto soccorso. Sorreggendola, il signore gentile l’aveva condotta al suo appartamento e l’aveva fatta sedere sul divano. Le fa male? Lui faceva domande, lei cercava di rispondere ma le sue parole erano più che altro smorfie di dolore.  E lei sapeva che non poteva permettersi di stare male, di non lavorare: come avrebbe pagato l’affitto con la sua amica Vera, come avrebbe fatto se avesse dovuto ingessare la gamba? Certo la caviglia si stava gonfiando, aveva delle fitte, il dolore era insopportabile.
Doveva essere pallida, impaurita. Lui arrivò con un bicchiere d’acqua. E’ meglio andare al pronto soccorso, queste furono le parole di quell’uomo gentile. Lei non era mai entrata in nessuno di quegli appartamenti, a volte aveva immaginato che fossero lussuosi, pieni di mobili laccati, e con grandi tappeti. Anche con quadri preziosi alle pareti. Era così la casa di quell’uomo, ancora meglio, forse come non avrebbe mai immaginato. Era grande, la sala era come il suo piccolo appartamento, un tappeto dai colori caldi, arancione, blu, verde, riempiva l’ambiente di calore e di armonia. Il divano era bianco, con dei cuscini arancioni scuri. Due grandi piante erano ai bordi del divano. Era bello tutto, bella la casa, belli i mobili, ogni cosa era al suo posto, il gusto dei ricchi, le cose che i ricchi potevano permettersi. E quell’uomo era gentile, veramente gentile. 
Le offriva un bicchiere d’acqua, mentre lei guardava il ritratto su una mensola che ritraeva una donna bellissima dai lunghi capelli biondi e dagli occhi azzurri, sorridente con i denti perfetti e bianchissimi. Era lei, la donna che aveva intravisto salutare quel giovane, baciarlo fugacemente. Aveva l’amante, la signora. Che peccato per lui, in fondo era un bell’uomo, suo marito, un uomo gentile. Un medico, quindi. Lui risolse la questione chiamando un taxi, era la cosa migliore da fare disse, andare al pronto soccorso e vedere cosa le fosse successo. L’avrebbe accompagnata, non c’era altro da fare.  Lei, cercando di scusarsi per portargli via il suo tempo, pensando a soluzioni alternative, alla fine si ritrovò sul taxi accanto a lui.  Aveva delle mani curate quell’uomo. E degli occhi di un castano che tendeva al grigio, lei l’aveva notato, ma poi aveva abbassato gli occhi. Natascia non aveva neanche detto il suo nome, in fondo era solo la ragazza delle scale. Quando arrivarono al pronto soccorso, lui scese dal taxi e tornò con una sedia a rotelle. 
Venga, si sieda qui, non le ho ancora chiesto il suo nome. Natascia? Ah, venga Natascia, speriamo che facciano presto. Lui che va a parlare con un medico, dice che è un collega. Che strano cameratismo. Ma si conoscono? Lei che è lì, i dolori che aumentano, cosa posso fare ora, Vera è al lavoro, dovrei chiamarla. Dovremo aspettare, lui dice, ci vuole un po’ di pazienza. Intanto vuole che le porti qualcosa dal bar, un tè, un caffè, c’è anche un distributore automatico lì, non faccia complimenti. Magari un tè, grazie. Il tè riscalda. Il tè mi ha sempre riscaldato.  Anche da piccola. Quando papà e la mamma erano davanti alla televisione, e io facevo i compiti. Una bella tazza di tè con dei biscotti che prepara la signora Klara. E’ buono questo tè, dolce. Questo medico è dolce, si preoccupa per me. Non sa neanche chi sono, mi è passato vicino qualche volta, mi ha sfiorato e mai veramente visto. Ora è qui, con una tazza di tè per me. Anzi, dice che si prende qualcosa anche lui, l’attesa sarà lunga, c’è parecchia gente al pronto soccorso.  
Mi dispiace farle perdere del tempo, avrà molte cose da fare. Ma lui sorride. Ha qualcosa di caldo, che evoca una certa pace. Un uomo di mondo, tranquillo, che si alza e va a parlare con un medico, chiede quanto ci vorrà ancora, la signorina ha male. Si preoccupa per me. Qualcuno si preoccupa per me. Gli schiaffi, le urla, lui che mi tira per i capelli. Io che corro e lui mi rincorre. Il grande amore che diventa un incubo da cui scappare. Mi prenderà, lui è forte, è violento e io non lo sapevo. Mia madre me l’aveva detto di non fidarmi di lui. Andrej, maledetto ovunque tu sia. Il signore invece comincia a parlare con me, chiede, chiede da dove vengo, la Polonia, ah, la Polonia. Non c’è lavoro lì, e allora sono venuta in Italia. Le piace l’Italia? Ha visto altre città, oltre a Milano? Passa un’ora, e poi un’altra. Siamo ancora qui che parliamo, non abbiamo smesso un attimo. Sa tante cose, ha viaggiato. C’è stato anche in Polonia, ma non nella mia città. 
Mi incanta la sua voce, è bassa, calda. E’ calda anche la sua mano che mi sorregge quando è il mio turno e devo entrare. Quello che viene dopo, con lui che mi segue, i raggi, la fasciatura, mi fa sentire lontana. E’ il mio corpo che questi medici curano. Ma io sono lì, con lui, con questo medico che mi ha aiutato e che è stato gentile con me, in questo giorno che sembrava uguale agli altri. E quando lui mi accompagna a casa, ancora una volta in taxi, si preoccupa ancora, e lo devo fare salire in quella stanza che è tutta la mia vita, la mia vita di ora. Vuole un caffè? No, non si disturbi, si riposi, questo ha detto il medico, venti giorni e poi vedremo, la sua amica comunque torna questa sera? Questo è il mio cellulare comunque, non si faccia scrupoli. Natascia entrava nel salone. Era lì, con i vestiti appena un po’ migliori dei suoi soliti, aveva un paio di jeans e una maglietta nera. Attillata sì, e con i lunghi capelli castani che si era raccolta, un filo di ombretto azzurro che contornava gli occhi. 
Lei era lì, quando lui tornava a casa con la borsa di medico, doveva avere avuto una giornata stancante, chissà quanti pazienti aveva visitato, quante noie. Ma lui doveva sentire il profumo dalla cucina, un profumo di un pasto caldo che era pieno di amore per lui. E lui si sarebbe seduto, avrebbe chiesto cosa hai fatto da mangiare, e lei l’avrebbe accolto con un bacio, un abbraccio stretto, e un sorriso. Anche una carezza. E lui, guardandola, sorridendo, si sarebbe seduto e avrebbe cominciato a mangiare. Non diceva che era buono, il gulash che aveva preparato. Stava in silenzio e la guardava. Lei sorrideva. Gli è piaciuto, si vede dallo sguardo. E poi la domenica sarebbe stato bello fare un giro nel parco, quello dove c’è l’acqua e i giovani che si sdraiano e avrebbero passeggiato abbracciati. 
Lui l’avrebbe protetta, lui era buono. Erano buoni i suoi occhi, non poteva sbagliarsi su questo. Venti giorni furono lunghi, accompagnati dai sogni, da quello che sarebbe potuto accadere. La moglie aveva un amante, lui non si meritava una donna simile. Meritava di più, cento volte di più. Venti giorni trascorsi fra quelle stanze da sogno, in punta di piedi, loro due che ascoltano musica, loro due attratti e felici. Un sogno che sembrava vero e perché no, possibile.
Lo rivide, un mese dopo. Era una giornata di pioggia, di quelle in cui la gente entra nel palazzo con le scarpe fradice e lei doveva fare il doppio della fatica. Pulire, ancora pulire. Lo vide scendere dal suo appartamento con la donna della foto, la moglie.  La salutò. Come sta ora? Tutto bene? Per fortuna che non c’era niente di rotto.  Ma chi è, chiese la moglie. Ah, la ragazza delle scale, ti ricordi che te l’avevo detto.  Ma la moglie scosse la testa, come se quello che era accaduto quel giorno non fosse importante, come se una povera ragazza polacca che cade dalle scale non interessasse a nessuno. Solo a lui, forse, che mentre usciva dal portone la salutò con un lieve sorriso.

mercoledì 5 novembre 2014

Eterni viandanti


di Laura Bonfigli

"Se non dovessi tornare sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare/è stato tutto un restare/qua, dove non fui mai".

domenica 2 novembre 2014

Le Passanti


(ap) A “Le Passanti” è dedicata una mostra itinerante, fotografica e letteraria, organizzata dal Circolo Fermo Immagine di Montespertoli, che si è avvalso del prezioso contributo della scrittrice Giovanna Vannini.
Allestita a Montespertoli, poi presso l’antico caffè delle Giubbe Rosse di Firenze, ancora a Empoli.

sabato 1 novembre 2014

Cinquant'anni


di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia

(ap) La pioggia è scenario quieto e rassicurante, oppure angoscioso e terrificante. Metafora di gioie, dolori, interrogativi. Il tema della pioggia, esile filo che annoda misteriosamente la trama di alcuni racconti.

mercoledì 29 ottobre 2014

Gli anni


Poesia di Marina Zinzani

Desideravo farmi luce
per illuminare le tue sere
desideravo farmi acqua
per colmare la tua sete
desideravo farmi ombra
per proteggerti dal sole
desideravo farmi pioggia
per farti sentire l’acqua sulla pelle
e il profumo dell’erba bagnata.

sabato 25 ottobre 2014

Alle cinque del mattino


Poesia di Marina Zinzani

Il buio e l’aria fredda alle cinque del mattino
una maglia calda per entrare in balcone
le finestre chiuse del palazzo di fronte.
Alle cinque del mattino
c’è il silenzio delle cose
il silenzio della mente

mercoledì 22 ottobre 2014

Il mio mare

(Foto ap)

Poesia di Valeria Giovannini

Ti accolgo
Con la forza di una madre
Quando ti perdi
nelle mie braccia

domenica 19 ottobre 2014

Il cavallino


di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia

(ap) La pioggia che cade sulle acque placide di un lago, che si intravede appena oltre il vetro appannato di una finestra, o che scende in una torbida e inquieta notte d’autunno.

domenica 12 ottobre 2014

Segni invisibili


di Laura Bonfigli

Possono le disavventure psicologiche e sentimentali dell'anima essere già scritte nel corpo? Forse sì, come ci dimostra, fin dalle prime righe del racconto Ultime ore insieme di Paolo Brondi (Pagine letterarie 1/10/14), il protagonista Antonio.

sabato 11 ottobre 2014

Il tatuaggio


Racconto di Vespina Fortuna

Laura una mattina si guardò allo specchio: il suo corpo era stato interamente ricoperto da un tatuaggio!
Qualcuno le aveva disegnato sulla pelle come una stoffa!
In un primo momento credé di aver visto male; accese la luce e tornò a guardarsi, il cuore batteva forte in petto: non si era sbagliata, un disegno monotono e ripetitivo l’avvolgeva come una ragnatela facendola sentire preda di un ragno invisibile.

venerdì 10 ottobre 2014

Chi amava i Beatles

di Marina Zinzani
(con un ricordo di chi c’era)

(ap) Quattro ragazzi a Liverpool: conobbero l’austerity del dopo guerra e il miracolo economico, poi un successo strepitoso in un mondo pieno di aspettative.

mercoledì 1 ottobre 2014

Ultime ore insieme

Racconto di Paolo Brondi

Nicola non aveva ancora venti anni e già si comportava da vecchio. I suoi coetanei trascorrevano il loro miglior tempo agitando i piedi, calamitati da una elettrica selva di note, stringendo al petto, con sentimenti non certo ideali, le standardizzate figure femminili di allora, facendo oggetto del loro discorrere una sequela di ingenuità e di stupidaggini.

venerdì 26 settembre 2014

Philip Seymour Hoffman, un attore


Ricordo
di Marina Zinzani

Non si può amare Philip Seymour Hoffman se non ci si è sentiti qualche volta un po’ outsider. Fuori dal coro, diversi. Outsider con un corpo che non corrispondeva ai nostri desideri, goffi ad una festa, sbagliati al posto sbagliato, chiusi nel silenzio senza potere esprimere nulla, perché a nessuno interessava i nostri pensieri.

giovedì 25 settembre 2014

Partecipazione ed esclusione


(ap) La democrazia non è (solo) una questione di procedure. Come il diritto, le cui regole non costituiscono un asettico orizzonte di mero formalismo, ma si propongono di dare concretezza ai principi fondamentali del vivere civile, secondo le esigenze di uno specifico momento storico.

mercoledì 24 settembre 2014

I girasoli


Poesia di Valeria Giovannini

Sembrano tanti monaci in preghiera
quando li vedi silenziosi e muti
prima del sorgere del sole
con il capo chino
è così faticoso
stare ritti nelle tenebre

martedì 23 settembre 2014

Una notte per sperare


di Cristina Podestà

Il racconto Colpo al cuore (Pagine letterarie 16/9/14) è particolarmente profondo e le riflessioni che l'autore suggerisce sono molteplici. Cristina e Luisa, competenti e sagge, studiose della mente, sembrano a loro volta vittime di una ragazza vinta dalla anoressia.

domenica 21 settembre 2014

Passione visionaria


di Laura Bonfigli


Il Demonio in sagrestia (Pagine Letterarie, 3/9/14), breve, ma intenso racconto di Paolo Brondi rientra a pieno titolo nel genere noir: che la morte di fra Martino si risolva in un suicidio piuttosto che in un omicidio, a mio avviso, è del tutto ininfluente.

giovedì 18 settembre 2014

Gocce di pioggia

(foto ap)
Racconto di Marina Zinzani

Il pranzo sul lago era un evento irrinunciabile. Ci si trovava tutti, in un ristorante sul lago, almeno una volta l’anno.
Quella  mattina,  Federico e sua moglie Paola erano arrivati in anticipo nel piccolo paese sul Lago di Garda. Era una domenica uggiosa, in cui una pioggerella tenue non accennava a smettere.

lunedì 15 settembre 2014

Quando è impossibile soffocare l'amore


di Cristina Podestà

Mai come in questo racconto, Demonio in sagrestia (Pagine Letterarie 3/9/14), ho sentito l'emozione dei personaggi, sapientemente trasmessa al lettore. Già le prime immagini degli uccellini suggeriscono pagine d'amore....

sabato 13 settembre 2014

Pieghe del tempo


Poesia di Valeria Giovannini

Ti lasci sfiorare dalla vita
tra televisione e finestra
spettatore immobile
di altrui gioie e affanni

venerdì 12 settembre 2014

Lo chiamavamo desiderio


di Marina Zinzani

La vecchietta con la borsa della spesa, la schiena curva, il passo lento.  Graffiti sui muri, sulle saracinesche, l’asfalto sconnesso, è grigia Milano. Extracomunitari e la moda, i negozi del centro, le donne velate che fanno acquisti, il caffé in Galleria, la gente che passa.

giovedì 11 settembre 2014

Investire sulla giustizia


Da lungo tempo ormai il sistema giudiziario italiano versa in una grave crisi di efficienza e di funzionalità, che si traduce in crisi di credibilità della Giustizia, con una ricaduta sul principio di legalità e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. I rimedi a tale situazione vanno ricercati anzitutto in forti investimenti in risorse di personale amministrativo e di mezzi ma anche in riforme coraggiose della normativa civile e penale.

mercoledì 10 settembre 2014

Birra al sax

Manoscritto rinvenuto fortunosamente*
da Vespina Fortuna

Caro Leonardo,
stamani ti ho pensato perché, arrivando a Roma (in cui t’assicuro nulla è rimasto, se non qualche pezzo d’arte qua e là, nascosto nei palazzi vaticani o in qualche casa nobiliare che adesso chiamano museo), ti ho visto giganteggiare in mezzo ad una aiuola, nel frastuono delle macchine volanti che tanto ti sei dato da fare ad inventare.

lunedì 8 settembre 2014

Nuvole di drago



Recensione di Pietro Pancamo

Avvicinandosi alla “passione” universale che Dio nutre per ogni particola del creato (sia essa uomo, animale o luogo geografico), chi sulla Terra avverta il bisogno d’istruirsi, per acquisire una maggior consapevolezza, si ritrova sul serio ad amare tutto e tutti: perché si accorge ben presto che qualunque incontro –con persone, cibi, cose, civiltà, monumenti (o magari paesaggi al gran completo di flora e fauna)– è un’occasione preziosa per accrescere il patrimonio delle proprie conoscenze e dunque arricchirsi.

venerdì 5 settembre 2014

Una forma per la seduzione


(ap) E’ immaginabile una forma per la seduzione? 130 opere (dal disegno alla scultura, e soprattutto alla pittura) in mostra alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900. Dal 5 giugno al 5 ottobre) si misurano con questo dilemma. Antico e scabroso. Grandi artisti, diversissimi tra loro (Modigliani e Breton, Guttuso e Picasso, Manzù e Dalì, Carrà e De Chirico, Mirò e Klimt, solo alcuni) offrono la loro personalissima idea della seduzione declinata al femminile: il corpo delle donne come oggetto di ispirazione, esempio di inquietudine personale, trasposizione di fascino artistico.

giovedì 4 settembre 2014

Specchio di ghiaccio


Poesia di Valeria Giovannini

Specchio di ghiaccio
riflette il silenzio
di un istante
che dura da una stagione
La mia anima
a disagio
è graffiata
e non respira più

mercoledì 3 settembre 2014

Demonio in sagrestia


Racconto di Paolo Brondi

In quel pomeriggio, mentre la pioggia si trasformava in candidi fiocchi di neve, Giulio Belli, criminologo e investigatore, stava riponendo su una scodellina di latta tantissime briciole di pane per poi installarla tra i rami del pesco che giungevano fino all’altezza della finestra del suo studio.

martedì 2 settembre 2014

Buoni amici di Zhuangzi


(ap) “Che cento fiori sboccino, che cento scuole di pensiero gareggino” (Zhuangzi, filosofo e mistico taoista, IV-III sec. a. C.). I testi qui pubblicati possono essere liberamente riprodotti e condivisi. In un intreccio di pensieri che, per tutti, si alimenta anche di quanto si legge altrove, e si osserva ovunque: è utile uscire, guardarsi intorno, camminare a lungo. Un motivo in più perchè questi scritti siano buoni amici disposti ad accompagnare, per un tratto anche piccolo di strada, il lettore. A cui chiedono soltanto la cortesia di citarne l’autore, e la fonte.

lunedì 1 settembre 2014

Con Fellini, premio letterario Fregene


Sabato 6 settembre, alle ore 21, all’Arena Federico Fellini di Fregene
 (Roma), si svolge la cerimonia di premiazione dei vincitori della 36^ edizione del Premio letterario Fregene.

sabato 30 agosto 2014

Quale Costituzione?



Il Fatto quotidiano ha lanciato l’appello “Contro i ladri di democrazia e il Parlamento dei nominati, per riforme che facciano contare i cittadini”. La risposta è stata travolgente: 250mila firme in poco più di un mese, prestigiose adesioni di giuristi, intellettuali, artisti ed esponenti della società civile.

venerdì 22 agosto 2014

Venuto da lontano

Diario di 
Valeria Giovannini

(ap)L’adozione, in un diario. Una madre, che ha affrontato questa straordinaria esperienza, racconta le aspettative e le delusioni vissute in un intreccio tumultuoso di sentimenti contraddittori.

martedì 19 agosto 2014

Libri all'aria



Il 28 Agosto 2014, nella pineta monumentale di Fregene (Roma), prenderà il via “Libri nell’aria”, la prima edizione del Festival del libro e dell’editoria organizzata dall’assessorato comunale alla Cultura.

lunedì 18 agosto 2014

Oltre i confini


di Cristina Podestà

La dolcezza del racconto Campo 61 (Pagine letterarie, 9/8/14) inizia con immagini splendide ma tristi: la pigrizia dell'ombra, il vento che getta trucioli in mare arricchendolo di coriandoli, il tempo passato, la morte di un uomo.
Tuttavia il passato e il presente si fondono nella figura di Giorgio e lo rendono più forte, anche se sembrano, invece, accentuarne la debolezza. 

sabato 16 agosto 2014

L'oro alla fine dell'arcobaleno


Labinia Grenot


La gazzella diventata un puma: medaglia d'oro nei 400 metri agli Europei di atletica (15 agosto 2014)

giovedì 14 agosto 2014

Amandoti

(foto ap)


Poesia di Marina Zinzani

Ho raccolto fiori per te
e attraversato strade
e navigato fiumi.
Ho cercato il tuo sguardo
e la tua voce
e ti ho preso la mano
quando eri triste.
Fra tante persone distratte
e rumori, silenzi
sento che, amandoti,
ho vissuto.

Gente da conoscere

Dal film L'attimo fuggente (1989)

di Robin Williams

Della vita, ho capito che arrivi solo e parti solo.
La parte più bella è che in mezzo conosci tanta gente interessante.

mercoledì 13 agosto 2014

Misteriosa Cabiria




Sabato 16 Agosto, ore 18.30
presso la Biblioteca Gino Pallotta in Viale della Pineta 54, Fregene ROMA

La Biblioteca Gino Pallotta e la Pro Loco Fregene-Maccarese vi invitano alla presentazione del libro di
GIANFRANCO ANGELUCCI
“GIULIETTA MASINA”
Attrice e sposa di Federico Fellini
(Edizioni Sabinae e Centro Sperimentale di
Cinematografia)
Insieme all’autore parlerà del libro
ENRICO VANZINA