Pagine Letterarie

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(foto ap)

giovedì 30 ottobre 2014

Andare via

Poesie di Valeria Giovannini

(ap) Allontanarsi all’improvviso, senza alcun preannuncio, oppure discuterne e cercare di riannodare il filo smarrito; una decisione repentina o invece maturata e sofferta nel tempo.
Scelte sempre difficili e radicali, sofferte ed angoscianti. Trapela talvolta nel quotidiano il disagio, ma non basta all’altro per capirlo se gli occhi sono socchiusi. Si può immaginare un tradimento, compierlo o subirlo. Lasciando spazio, in tutte e due le persone, al logorio di mille domande o al silenzio di chi sa tacere a se stesso ogni verità. Andarsene da qualcuno che non si ama più, o vedere andare via qualcuno, che si è amato, quando ancora c’è il sentimento: esperienze diverse, vissute al femminile e al maschile, tra sogni che si spezzano e illusioni che tardano a svanire, quando il cielo appare ancora grigio.

(Nelle parole di una donna)

Ho respirato le scale in punta di piedi
La mia anima silenziosa
appoggiata sulle spalle tremanti
come uno scialle avvolgente
a far sì che il corpo non gridasse la sua rabbia
Ho sentito il tuo sguardo addosso
percorrere il profilo del mio essere
oltre il confine di sommessi ricordi
nostalgia del nostro ieri dissolto
foschia di mattini umidi
e bruma pallida sui fili d’erba
Sprofondata in abissi vellutati
la luna, disperatamente sola,
inghiottiva la notte e le mie lacrime
mi hai spogliata dell’ultimo ricordo
fotografia in bianco e nero di un addio
a essere tua ancora un istante
eppure non ci siamo mai avuti tanto
luci e ombre e illusioni tra noi
mai davvero insieme, al di là del mio pensiero
ho inciampato in tutti i sospiri della mia vita
calpestando schegge di vetro e di sogni
mi sono dileguata senza voltarmi
nebbia serpeggiante dietro gli angoli
per lasciarti con mille domande.
E nessuna risposta.

(Nelle parole di un uomo)

Ti guardavo scivolare via leggera
da un portone e dalla mia vita
Un fazzoletto legato a un ramo
di sogni spezzati e di illusioni
Io immobile lì dietro a un vetro
ti scrutavo piano nella penombra
per rubare ancora un’immagine di te
Mi sembravi così fragile di notte
La tua anima sfiorava con gli occhi
I tuoi passi flebili di dolore
La pioggia confondeva lacrime lente
di argento votate a luna di seta
Io ti ho amata tanto, davvero
ma il nostro tempo è passato, ormai.
Ho tirato i fili della cortina
e un’ombra è calata sul mio cuore.

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