Pagine Letterarie

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(foto ap)

mercoledì 11 novembre 2015

Quale famiglia

di Paolo Brondi

Tutto quanto di perverso e di tragico accade nella nostra quotidianità induce a fare una distinzione fra la famiglia di ieri e quella di oggi. La famiglia del c’era una volta era il luogo della sicurezza, un muro protettivo, con genitori amorevoli, ove i figli tornavano sempre.
La madre, pur stanca e stressata, mai mancava di stare accanto ai figli, il padre contribuiva al benessere di tutti; nonni e zii mettevano a disposizione la loro esperienza e contribuivano ad alleggerire i compiti del sistema familiare.
Non si può tacere che qua e là è ancora presente questo quadro, ma per lo più è ormai favola. Oggi, nel tempo dell’incessante fretta, della crisi strisciante in tutti i settori, padri e madri, nonni e zii non hanno più quella libertà di ieri e allora è rapido il passaggio o meglio il brusco salto dalla famiglia tradizionale, quale ambiente migliore in cui un bambino può crescere, al vuoto. I bambini spesso rimangono soli: l’unico amico è la tv, il cellulare, I cartoni animati, presentati con una valanga di pubblicità occulta, sono i nuovi educatori. Una educazione diseducante, perché ingenera nella mente una visione del mondo ove tutto è legato al possesso, e così si appannano, o meglio spariscono, i valori tradizionali: l'attesa, lo stupore, la ricerca con sforzo, con sacrificio, con umiltà.
Senza tv, senza cellulare, non sanno giocare; non sono in grado di inventare i propri giochi risvegliando la creatività. E qui occorre ricordare che il bambino che non gioca non è bambino. Ma anche i padri che non giocano con i figli perdono per sempre il bambino che è dentro di loro. Le ragioni di questa indifferenza verso la quotidianità e i suoi pericoli, vanno cercate, oltre ai guasti dell’humus socio-culturale, anche e soprattutto nella trasformazione della famiglia dove nemmeno persiste il gioco suggerito dall’antico “Odi et amo. Quare id faciam nescio sed fieri sentio et excrucior”. Si diffondono separazioni e divorzi e da un nucleo unitario si passa alla famiglia cespuglio, alla famiglia rifugio. E’ una realtà assai variegata, complessa, che talvolta fa crescere la nostalgia della famiglia del c’era una volta!

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