Pagine Letterarie

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(foto ap)

martedì 18 ottobre 2016

La cena

di Marina Zinzani
(Il lavoro perduto: lo smarrimento della propria identità, la presenza degli affetti)

Non c'è niente che possa offrirti, solo le mie mani nude, i miei abiti consumati, i miei sogni infranti. Avrebbe voluto dire questo alla moglie, perdere il lavoro è lacerazione, paura, amarezza. E' il silenzio dentro, è il futuro che diventa oscurità, tormento. Avrebbe voluto dire questo alla moglie, ma non lo fece.
Si sedette a tavola e mangiò il semplice piatto che lei gli aveva preparato, piatto cucinato con cura, caldo, come se quel caldo potesse riscaldarlo, amore in una forma misteriosa, infinita.

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