Pagine Letterarie

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(foto ap)

sabato 11 febbraio 2017

Il superlavoro della cucitrice

La cucitrice (1931) di Felice Casorati
Percezioni di gioia e sensazioni di affanno, come nei gesti di una cucitrice in una piccola soffitta

di Marina Zinzani
Commento di Angelo Perrone

Si crea ogni giorno:
la felicità
l’infelicità
la vita che scorre
la si dipinge di colori
anche opachi
è come una coperta che si cuce
pezzo dopo pezzo.
Si crea ogni giorno
la felicità
l’infelicità
tutto da scrivere
anche se la matita
è spesso spuntata
si vorrebbero scrivere
storie colorate
mentre si è in luoghi angusti
come soffitte
con poca luce
e poca aria.

(ap) La luce celeste radente, che filtra da una piccola finestra, è tersa e cristallina. Crea effetti di luminosità tagliente all’interno della soffitta dove una donna è intenta a cucire.
Nel quadro La cucitrice (1931) di Felice Casorati la realtà raffigurata è plausibile, non c’è nulla che contraddica la verosimiglianza della scena anche per la raffigurazione dell’interno attraverso geometrie rigorose. Ma la sensazione che offrono quei colori stemperati ha un tono magico e rarefatto e si percepisce comunque un’inquietudine pur lieve. E’ suggerita in modo appena discreto, ed è tuttavia penetrante in tutto l’ambiente.
La tela, cogliendo il gesto ripetuto e uguale a se stesso del cucire, il passaggio continuo della mano sulla stoffa riposta in grembo, fissa un‘anima estatica e ferma, con uno sguardo straniato dalla realtà. Pensieri profondi e lunghi sembrano andare ben oltre la vertigine della vita, tra ricordi di gioia e percezioni di affanno.

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