Pagine Letterarie

Pagine Letterarie
(foto ap)

mercoledì 31 ottobre 2018

"Is panixeddas": una festa per tornare bambini a novembre

La Sardegna ha conservato, per il culto dei morti, una antica festa che ricorda Halloween. I bambini vestiti da fantasmi bussano alle porte delle case chiedendo piccoli doni in cambio di preghiere. Tutti aspettano questa ricorrenza preparando i dolci tradizionali

di Bianca Mannu
(Introduzione di Angelo Perrone)

(ap) La sensazione più acuta è un’immersione in un mondo lontano e ben poco conosciuto, quello di alcuni piccoli paesi della Sardegna. Il tempo e lo spazio marcano una distanza rispetto alle abitudini di oggi. Anche la stessa lingua italiana ha una corposità dal forte sapore antico, lo stile del racconto è talvolta arcaico per l’uso di espressioni che rinviano ad un altrove poco consueto (“in panciolle”; “rettangoli di sole che fanno civetta” tra i vetri).

domenica 28 ottobre 2018

Maurizio (Il rimpianto)

di Marina Zinzani

(ap) Racconti dedicati alle emozioni. Quel vago sentire che solo con il tempo può trasformarsi in sentimenti duraturi, mettere radici. Oppure percezioni più consistenti che giungono a turbarci nel profondo, sorprendendoci mentre siamo intenti ad altro. Spesso non durano a lungo, scolorano nella memoria, e ne conserviamo un pallido ricordo, non perché poco importanti: solo perché siamo riversi verso nuove esperienze, che ci trascinano altrove.

Vino

Il bevitore, di Mario Sironi
Un bicchiere in più e cade la maschera sul viso: il volto sconosciuto

di Marina Zinzani

Poi si invecchia
poi si accendono le luci
e un bicchiere di vino
si deposita la maschera sul tavolo
per una sera si allenta la tensione
si beve un po’
verità che appare
cattiva
cosa faccio adesso
come rimedio
non devo bere
mi fa male bere

sabato 27 ottobre 2018

Diventare avvocati: il valore degli esami nella formazione professionale

Polemiche sugli esami per l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Al fondo, uno scetticismo sulla loro stessa utilità. La verifica delle capacità del singolo rientra nel processo di formazione

Esami di Stato al centro di polemiche
(ap *) Gli esami (anche quelli “di Stato”) non finiscono mai. Non c’è sessione, in qualunque campo, in cui manchino critiche e polemiche. Da parte di tutti: i componenti delle commissioni, chiamati a esprimere giudizi su persone mai viste prima, e i candidati stessi, perplessi sullo svolgimento delle prove, e sul comportamento degli esaminatori; ovviamente dispiaciuti quando l’esito è infausto.

Camini fumanti

L’atmosfera autunnale nei piccoli borghi

di Paolo Brondi

Autunno in montagna
Vaga il pensiero sulle cime
Fumanti di camini in evanescenza
Si ritorce nel freddo in borgo antico
Ascolta discorsi muti fra solitarie figure
Guarda immagini antiche
Che si fanno nuove nel tenero
Espanso profumo di pane
e nel dolce canto di ninna nanna

venerdì 26 ottobre 2018

Volare oltre

Musiche che regalano leggerezza

di Maria Cristina Capitoni

Melodie inconsapevoli e distratte
Rapiscono al cuore
Il suo corpo pesante
Lasciandolo, preda di venti,
Volare ben oltre il previsto 

mercoledì 24 ottobre 2018

Il tempo nasce vecchio

Le tante immagini dell’uomo: dalla figura di cacciatore alla dimensione collettiva di oggi

di Bianca Mannu

Qua –
fra gli sterrati contesi alla campagna –
strame e fossa d’orridi capanni -
il tempo nasce vecchio e ingordo
affetto dalla stessa cupidigia
del più stupido
di tutti gli animali:
l’uomo

Compagni di scuola

Arthur Rimbaud, Istituto Rossat, 1864
Incontrarsi dopo tanto tempo, quel senso di estraneità

di Marina Zinzani

Parole di stupore e ci fu anche un abbraccio. Il tempo e le cose come allora. Ma qualcuno era passato, nelle loro vite e nei loro volti, cambiandoli per sempre.
Silenzio, un attimo dopo, e poi tante parole, chi hai rivisto di allora. In quell’attimo di silenzio c’era la verità, l’essere estranei ora, con altre vite.

Salire in quota

Fermarsi qualche volta, per ritrovare la strada

di Maria Cristina Capitoni

Scovar nel marasma familiare
Tracce confuse del genuino sentiero
Ecco ciò che costringe davvero
A sostare in quei pressi
Prender nota
Poi di nuovo in quota
Per quel volo che terminerà
All’inizio del nuovo giorno.

Passi

Sogni come speranza o rimorso

di Paolo Brondi

A lungo ho percorso tappeti
di foglie cadute invecchiate
tradite da un sole cocente
A lungo ho atteso silente
la traccia di un bene diverso
immoto come pietre nascoste
sotto un cielo nascosto alle stelle

venerdì 19 ottobre 2018

Reddito di cittadinanza: il salto che scavalca le cause del bisogno

Identificare la lotta alla povertà con il reddito di cittadinanza può tradire tante aspettative: la liberazione dal bisogno dipende dalla capacità di affrontarne le cause

I dati sulla povertà
(ap *) Non c’è argomento, come il reddito di cittadinanza, in cui sia così forte il livello polemico della discussione, ma anche così indispensabile rinunciare ad un approccio sommario; saper distinguere il giusto da ciò che ci porta molto lontano e non ci fa intravedere una via d’uscita. Anzi ci avvicina ad un esito fallimentare, che tradirebbe le aspettative di molti.

Incantesimo

Capo Sounio, Grecia (foto ap)
Attimi particolari, che rimangono nei ricordi

di Marina Zinzani

Un prato pieno di margherite
la foglia che nasce
un profumo che arriva improvviso.
Sentirsi felici
per una sera
per qualche ora
il cielo si rischiara
e offre una miracolosa pace
pienezza.
Forse Dio ci ha sfiorato
e non ce ne siamo accorti.

Tra i pensieri

Un pizzico di nostalgia, nei ricordi

di Paolo Brondi

Che non darei per leggere
Sotto la nebbia dei pensieri
Dove tutto appare sospeso
Le tante mie nostalgie
Lo so, non si possono lasciare
Le nostalgie, mi vivranno accanto
Dormiranno con me
Spartendo tutto fra noi

mercoledì 17 ottobre 2018

Un tocco di stregoneria

Idoli e feticci: le forme che possono assumere al tempo d’oggi

di Paolo Brondi

Parole e concetti antichi trovano ancora oggi significato. Con il termine “idolo” (εἶδωλον) i greci indicavano immagini fittizie inviate dagli dei agli uomini, che s’infiltravano, come sottili pellicole, dentro l’uomo, costituendo simulacri della divinità, di una divinità che ingannava l’uomo. Oggi che la laicità trionfa, il rapporto non è più fra dei e uomini, ma fra uomo e uomo; forse non accade spesso che si spargono e si assorbono immagini fittizie e ingannatrici?

Bimba canterina

Le prime parole dell’infanzia

di Paolo Brondi

Una domenica, il venti agosto
Duemilacinque
Hai cominciato a pronunciare
L’erre, proprio così
Come se fosse niente
E più avanti mi dicevi
“gualda che so fale”
e poi.. ti sentivo…canterina
“Papi! Papi! Plendimi… papà

martedì 16 ottobre 2018

Matilde (Il senso di impotenza)

di Marina Zinzani
(Introduzione di Angelo Perrone)

(ap) Racconti dedicati alle emozioni. Ci vuole poco perché ci coinvolgano, scuotendo il tran tran quotidiano, rompendo abitudini, cambiando il ritmo della vita. Nulla come prima. Una selva di sensazioni che solo dopo, forse, potranno diventare altro, mettere radici e trasformarsi in sentimenti, magari duraturi e costanti. E allora orientare scelte e percorsi in modo sicuro. Non subito.

Scrittura al tempo del digitale

(A Silvia, manoscritto 1828)
Nella grafia, le tracce nascoste del nostro io

di Cristina Podestà
(Commento a Allo specchio, PL, 10/10/18)

La comunicazione non verbale è essenziale per conoscere l'individuo nella sua complessa identità.
Ogni movimento diventa parola, ma solo pochi sanno percepire, interpretare, capire il gesto e le sue sfumature.
Il corpo non mente. E la grafia ancor meno. Con i gesti si tradiscono i veri pensieri perché  possiamo controllare le parole ma non la gestualità e la postura, legate all'inconscio e, perciò, difficili da pilotare.

Luogo caldo

Ritorno a casa, la sera

di Marina Zinzani

Le ombre della sera 
accolgono le anime 
che tornano a casa. 
Sì ritrova parte di sé
in un luogo caldo
in una mano che stringe
in un cibo preparato, offerto
con amore.

Solitudini

Molto cose da dirsi, per essere meno soli

di Marina Zinzani

Le donne che si parlano al telefono 
hanno molte cose da dirsi
lunghi discorsi
divagazioni sulla cucina, la spesa, i vestiti, 
qualche problema,
i genitori anziani, i figli.
Le donne che si parlano al telefono 
hanno molto da raccontarsi
e la giornata diventa meno dura
la solitudine è allontanata
mentre si lasciano con un sorriso.

domenica 14 ottobre 2018

Monopattino

L’intreccio inestricabile dei ricordi

di Maria Cristina Capitoni

C’era un monopattino
In cantina da nonna
Ho provato a toglierlo
Dal buio
Ma non viene
È incastrato tra ricordi
E roba abbandonata
Ho chiuso di nuovo la porta
Poi mi son svegliata 

sabato 13 ottobre 2018

Giacomo (Il senso di colpa)

Franz Kafka, acquaforte di J. Hladìk, 1978
di Marina Zinzani
(Introduzione di Angelo Perrone)

(ap) Racconti dedicati alle emozioni. Basta un attimo e ne siamo colpiti, quasi travolti. Ci vuole tempo perché mettano radici nel nostro animo e magari diventino sentimenti forti e duraturi. Trasformandosi però in qualcosa di diverso da ciò che erano all’origine.
Ma prima, quando sono apparse, le emozioni ci hanno sorpreso, cogliendoci mentre eravamo intenti a tante altre cose, non abbiamo avuto il tempo o la voglia di fermarci a riflettere. A pensare il daffare. Oppure lo abbiamo fatto prendendo decisioni affrettate, sulle quali siamo tornati tante volte senza riuscire a far pace con esse. Non abbiamo trovato qualcosa che ci rasserenasse, lenisse l’inquietudine.

Mattina

Le ore del risveglio, promessa di vita

di Marina Zinzani

La vita fra le mani
negli odori del mattino
i fiori, i bambini, le vacanze
il sole riscalda
promessa di ore
particelle di gioia raccolte.

venerdì 12 ottobre 2018

Trovarsi

Malattie dell’anima: le medicine misteriose

di Marina Zinzani

Ci si può ammalare 
per urla e grida
per parole sussurrate
per sguardi
per abbandoni
per silenzi.

mercoledì 10 ottobre 2018

Allo specchio

Tra tutti i movimenti corporei, la grafia è quella che dà maggiori informazioni sulle emozioni del soggetto

di Paolo Brondi

I gesti del “corpo” possono far pervenire a significati mancanti più che le parole, specie quando lo scambio verbale è reso impossibile o dall’intensità dell’angoscia o in presenza di meccanismi difensivi. Il corpo si prolunga, attraverso l’ampiezza dei suoi movimenti; o, nell’attualità, per opera di strumenti che gli conferiscono un enorme potere (o l‘illusione del potere.) come l’automobile, il computer, i media in genere.

L'età dell'oro

Una miriade di possibilità, non il crepuscolo: la terza età

di Marina Zinzani

L’età in cui si guardano le cose al passato. Ma anche l’età che offre opportunità nuove: andare al mare di prima mattina e decidere della propria giornata, o fare una passeggiata in città alla ricerca di cose che non si sono mai viste veramente. Oppure iscriversi ad un corso di ballo, o frequentare l’università della terza età. Fare volontariato, conoscere altre realtà, allargare i propri orizzonti su nuove, recenti difficoltà e non solo.

Per carità!

Reddito di cittadinanza? Necessaria una riflessione sulle implicazioni sociali della povertà

di Cristina Podestà

La storia è maestra e basterebbe ricorrere ad essa per certe problematiche. Le idee illuministe della Francia settecentesca erano già prepotentemente moderne e di grande apertura. E cosi nell'Inghilterra. Né sembra cosa nuova parlare dell'indipendenza del singolo come requisito per una vita dignitosa.

martedì 9 ottobre 2018

Voci che non svaniscono

La marcia della pace Perugia-Assisi: una speranza per il presente

di Paolo Brondi

Appare preponderante, nel tempo nostro, il numero di chi non ha dubbi che la forza del corpo e la prepotenza delle voci entrino a far parte delle forze del potere; che promesse e proposte nascano, durino un poco e poi svaniscano; che il nulla che rincorre il nulla s'imponga ed educhi coscienza e civiltà.

Chi si volta indietro

Le canzoni ci ricordano i sapori di altre stagioni, che appartengono ormai al passato

di Marina Zinzani

Chi si volta indietro vede volti scomparsi, anche il proprio. Altre fisionomie, altri abiti, altri pensieri. Chi si volta indietro rivede banchi e compagni di scuola e ricorda poco, accenni di giorni, libri e parole insieme. Chi si volta indietro vede il vuoto.

lunedì 8 ottobre 2018

Buone dicerie su di noi

Bisaccia (AV) in Irpinia
Nei borghi e nelle aree interne, un drammatico spopolamento, e  la fine di molte attività economiche;  si disperde quel senso di identità che ha caratterizzato intere comunità per tanto tempo. Non è solo questione di investimenti, ma della capacità di elaborare una visione del futuro per rammendare il tessuto intero del paese, dalle città alle periferie, e migliorare la qualità del vivere sociale

Un poeta e la politica
(ap *) Una lettera al premier Giuseppe Conte. A scriverla non un politico o un economista, ma un poeta, Franco Arminio, da Bisaccia, nell’Avellinese, un uomo di cultura del profondo Sud, conosciuto per aver raccontato la vita di piccoli borghi italiani, a cominciare da quelli meridionali.
Che avrà mai un poeta da dire al presidente del Consiglio, in un momento così complicato della vita politica del paese? In una fase in cui è tanto difficile trovare la quadra tra flax tax, riforma delle pensioni, e reddito di cittadinanza; cifre economiche dalla consistenza gassosa e liti continue con l’Europa?
Certo, lo spunto apparente è una sorta di “vicinanza regionale” con Conte per le sue origini pugliesi, un dialogo a distanza tra quasi conterranei, e infatti l’idea della lettera è venuta percorrendo una strada non lontana dal paese dove abitano ancora i suoi parenti, quella che congiunge le piccole realtà di Carlantino in Puglia e Colletorto in Molise.
Ma il contenuto della missiva va oltre questa associazione di idee, sollecita una riflessione sulle campagne italiane che si spopolano, sulla perdita di identità in tanti paesi, su quanto stiamo smarrendo ogni giorno. Di più: sul senso del vivere in una comunità, ovunque si trovi. Uno sguardo a 360 gradi perché, come ha scritto Franco Arminio in una poesia, abbiamo bisogno di “gente che sa fare il pane” ma anche di quella che “ama gli alberi e sa riconoscere il vento”; in una parola: di contadini e di poeti.

Lo spopolamento di tanti borghi
Una strada poco trafficata, quasi deserta, quella provinciale percorsa dal poeta in viaggio verso il Molise, senza molti segni che indichino delle attività lavorative, niente capannoni, magazzini, poche pompe di benzina. Come tanti altri territori, che si incontrano appena usciti dagli agglomerati urbani non solo al Sud. A volte basta percorrere una manciata di chilometri, soprattutto verso le alture delle montagne, per scorgere i segni di abbandono in tante zone. Una strada, dunque, con un valore simbolico rispetto alle condizioni di molte aree del paese.
Sono luoghi di campagna e pure di mare, con una sensazione di vuoto e di sperdimento, che esprime un fascino inconfondibile per il silenzio che accompagna e circonda ambienti di inestimabile bellezza, ma che segnala anche un processo inarrestabile di spopolamento di territori una volta ricchi di iniziative o comunque di vita sociale.
Siamo indifferenti verso questi luoghi, perché l’immagine della urbanizzazione ci è più familiare, e ci sembra anche migliore portatrice di progresso, viatico privilegiato verso il futuro. Almeno prima di scoprirne tutte le incongruenze e contraddizioni.
Solo un poeta poteva rinunciare alla facile, e in sé sacrosanta, idea di sottolineare la necessità di stanziare più soldi per risollevare tante realtà. Certo servono finanziamenti, utili e indispensabili, ma c’è anche altro, ancora più importante e necessario. Da cui può derivare poi la spinta verso una politica di investimenti strutturali.

Idee per rinascere
E Franco Arminio prova a racchiudere questa idea nella sorprendente proposta di “spargere buone dicerie” sui borghi in via di spopolamento. Una idea che si potrebbe applicare ovunque, al meridione così sfiduciato ma anche a tante zone del nord, pure più solerte. Sì, perché esistono anche queste, le “dicerie buone”, non solo pregiudizi, lamentele, risentimenti, o pessima fama. E non si tratta semplicemente di “voci”, banali chiacchiere, sterili illusioni, sia pure stavolta ispirate a intendimenti positivi anziché a senso di svalutazione. Al contrario, il richiamo è diretto a suggerire atteggiamenti concreti.
Un esempio? Raccontare che terreni dalle buone qualità naturali possano ancora offrire molto all’agricoltura moderna. Con tanti sacrifici certo, ma non minori di quelli che deve affrontare un precario in cerca di lavoro come cameriere nei paesi europei. Pensare che tanti borghi potrebbero ospitare iniziative pubbliche dall’alto valore simbolico, come primo passo sulla strada di un risveglio collettivo.
Contrastare l’idea che un terremoto, con la distruzione delle case, porti necessariamente con sé la fine di una comunità. Tornare ad apprezzare la semplicità delle piccole dimensioni, cogliendo l’occasione di comprare immobili sul mercato a prezzi ridotti. Ribellarsi civilmente al paesaggio delle “porte chiuse” nelle strutture tradizionali: farmacie, uffici postali, negozi, scuole; e in cui occorrono ore per andare a comprare una medicina, pagare una bolletta, frequentare la scuola.
Il problema più urgente, in queste realtà, non sembra quello di dare sussidi ai tanti disoccupati, né quello di incoraggiare i pensionamenti con il miraggio di offrire lavoro alle nuove leve. Ci sono anche proposte di segno diverso e a costo zero, che non creano peso sul debito: le più appetibili in tempi grami, se ci fosse al riguardo un po’ di attenzione e di sensibilità. E anche le più efficaci alla lunga perché rivolte alle radici dei processi di desertificazione del paese.

Rammendare il tessuto sociale
Ci sono molte ragioni di avvilimento nella vita sociale, e i piccoli borghi le vivono in pieno prima ancora delle realtà urbane capaci di mascherare meglio tante difficoltà nel vivere quotidiano. Lì la perdita del senso di socialità si manifesta prima che altrove con la rarefazione della stessa popolazione e delle sue attività lavorative.
Non si tratta naturalmente di tornare indietro nel tempo, di rinchiudersi nella nostalgia del bel mondo antico, che poi non è mai esistito davvero, né di idealizzarlo dimenticando che era fatto di fatiche e sofferenze, ma di provare a coltivare una visione del mondo in cui l’unica soluzione del vivere non sia solo la città, senza per questo esaltare l’idillio della periferia. Provare a costruire un tessuto più articolato, fatto di mille realtà diverse, ricche di vitalità, che magari provano a darsi una mano tra loro. Perché, ovunque siamo, abbiamo bisogno delle stesse cose: il silenzio e la voce, la fragilità e la forza.


* Leggi anche La Voce di New York:
L’appello di un poeta a Giuseppe Conte: le “buone dicerie” su di noi salveranno il Sud
Qualche riflessione sulla lettera che Franco Arminio, da Bisaccia, uomo di cultura del profondo Sud, ha indirizzato al premier Conte

Reddito di cittadinanza, l'antico alla prova di oggi

L’idea di garantire una sicurezza economica minima ai cittadini è risalente nel tempo,  le conclusioni cui è giunta fin qui l'esperienza storica  sarebbe oggi molto utile

di Paolo Brondi

Chissà se i fautori del reddito di cittadinanza abbiano conoscenza che l’idea di garantire ai cittadini il diritto a un minimo di sicurezza economica con mezzi pubblici era già diffusa nel settecento. Compare in Montesquieu: ”Lo Stato deve a tutti i cittadini il sostentamento assicurato, il nutrimento…” (L’Esprit des lois, XXIII, 29, 1748).

domenica 7 ottobre 2018

Chopin, adagio

Fryderyk Chopin, il ritmo che dona pace e libertà

di Paolo Brondi

Ricordo nell’adagio di Chopin
Tutte le gioie crescenti
Nel tempo insieme vissuto
E mai non stancano
Mentre le rendo mie
Donandomi pace e libertà

Istanti che paiono eterni

Il passato, il ricordo indelebile di un altro tempo

di Maria Cristina Capitoni

Ed ecco il presente
Scadere in ricordo
Non so com’è andata
Ma è come se avessi dormito da sveglia

Tante vite

I tanti modi in cui accade di dare vita a qualcosa, oltre noi stessi

di Marina Zinzani

Mani operose
che raccolsero la terra
e la misero in un vaso
e misero dei semi
e videro crescere una foglia