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Mani, parola simbolo del Covid-19

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Giudizio universale, Cappella Sistina, Roma Il Covid-19 ha un proprio linguaggio? Il termine più ricorrente è “mani”, fonte di contagio e di pericolo. Alla parola sono associati in genere significati tra il positivo ed il negativo, ma nessuna più di questa evoca un senso di vitalità positiva. La forza utilizzata dall’uomo in tante imprese (ap*) Le tragedie portano con sé cambiamenti di ogni tipo . Ne esce stravolta la realtà. Ma ci sono anche novità nel modo di rappresentarla e di raccontarla, cioè nella lingua usata: parole, metafore, modi di dire. Termini che si diffondono, e mettono radice nelle relazioni, negli articoli di giornale, nelle chiacchiere. Insieme ai concetti scientifici propri del Covid-19, finora sconosciuti ai più. L’emergenza sta creando un terremoto linguistico, modificando anche il significato proprio delle parole più comuni? Un altro lessico fondamentale?

La playstation del cosmo

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L’artista: poche parole, solo un gioco di immaginazione di Paolo Brondi Michelangelo, nella Cappella Sistina, nel rappresentare la creazione, raffigura la sapienza come un giovane meraviglioso e armonioso che sta giocando nell’atelier immenso del cosmo. E’ un gioco puro, disinteressato: l’artista quando sta creando si diverte infinitamente, trascende le sue miserie, perde la sua sofferenza fisica.