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Visualizzazione dei post con l'etichetta Europa

Quello che si impara dall'epidemia

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Rinchiusi in casa ci sentiamo più vicini agli altri, forse ci rendiamo conto che avevamo smarrito l’orientamento di un lettore di Pagine Letterarie (Commento a Il mondo che rinascerà , PL, 27/3/20) Strano il mondo, ora che siamo "rinchiusi" siamo invece tutti più vicini. Ci saremo resi conto che l'egoismo è dannoso? Che non è giusto non pensare anche agli altri quando noi stiamo bene di salute, in famiglia, col lavoro? Ci saremo accorti che #lunionefalaforza e che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme?

Una guerra anche questa?

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Guerra è la parola che ripetiamo a proposito del coronavirus: evoca l’annuncio  tragico del 1940 a piazza Venezia. Oggi, un’altra guerra non voluta da nessuno: tutti in trincea. Forse da soli e senza alleati di Laura Maria Di Forti Avevo sentito la notizia alla radio. Era nell’aria da tempo, questo è certo, ma ascoltare quella parola, ecco, fu per me raggelante. Sentii un brivido corrermi dappertutto, percepii chiaramente il mio cuore battere forte per la paura.

Il modello Italia e gli altri paesi

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I paesi europei e l’America, in forte ritardo rispetto all’Italia. Una diversa gestione della sanità. Nel nostro paese, prevale l’impostazione “comunitaria”, incentrata sul principio costituzionale per cui la salute non è solo diritto del cittadino ma interesse di tutta la collettività. (ap*) Uno sguardo veloce oltre confine. Cosa stanno facendo gli altri paesi, contro il coronavirus? Uniti contro il nemico comune, oppure ognuno per sé e Dio per   tutti? L’impressione è che ci sia una sostanziale sottovalutazione del problema. Nei modi e nei tempi di reazione. E una diversa filosofia dei rapporti tra Stato e cittadino, dinanzi ad una questione fondamentale come la salute.

Ritorna la Storia, sui banchi di scuola

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Il ripristino della Storia come materia della maturità 2020 è il risultato di una battaglia culturale condivisa: il sapere critico è un “bene comune”, fondamento del vivere civile e della scuola, come istituzione formativa   (ap *) La Storia è di nuovo argomento della prima prova di Italiano agli esami di maturità del giugno 2020. Dopo un anno di assenza (era stata abolita dal precedente ministro leghista dell’Istruzione, Bussetti), si cambia rotta, e anche la traccia storica sarà proposta agli studenti. Un ripensamento doveroso, e indispensabile, il cui significato va oltre i problemi organizzativi degli studi scolastici.

Bandiera bianca

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In Catalogna, come altrove, l’indipendentismo minaccia oggi di portare a conseguenze opposte alle aspettative: crisi in economia e nelle relazioni internazionali più che valorizzazione della propria identità. Solo aprendo la propria storia al dialogo, è immaginabile il progresso di Angelo Perrone * Una fuga di imprese e di banche. Mancanza di denaro liquido. Crisi delle attività economiche. Persino l’ipotesi di una paralisi non sarebbe così peregrina. L’indipendenza potrebbe costare molto cara alla Catalogna, nonostante sia un territorio ricco, con una attività produttiva consistente e redditizia.