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Silvia Romano, tragedia di tutti

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Il dramma personale di Silvia Romano interpella tutti sul rapporto tra vittima e aguzzini: i valori di libertà e dignità che fondano la società   ( Angelo Perrone ) Ci sono segreti che non emergono mai. O lo fanno con difficoltà, e dopo un lungo percorso. Indicibili, misteriosi. Per questo sfuggono alla mente e al cuore. Rimangono dentro, da qualche parte. Senza trovare una via di uscita, una strada che li sveli, ne mostri il fondamento o la mistificazione. E accade che ciascuno se li porti dietro, perché in ogni caso c’è bisogno di tempo, forse di fortuna. Per fare chiarezza, prima di decidere il futuro.

Silvia Romano e l'Islam: trovare Dio?

Tra gli insulti, la storia personale di Silvia Romano convertitasi all'Islam di Sonia Scarpante * (Commento di Angelo Perrone) (ap) I segreti e ciascuno di noi. Possono esserci strade che non si incontrano mai. Proseguono senza uno sbocco, che sveli il fondamento o la mistificazione delle scelte. A Silvia Romano potrebbe succedere di rimanere, ancora una volta, da sola. Con il suo tremendo segreto. Senza saperlo, senza fingere. Senza scioglierlo.

La strana conversione di Silvia Romano all'Islam

Scalpore per la conversione di Silvia Romano all’Islam nella prigionia. Il mistero del rapporto tra vittima e carceriere, che spinge la prima ad abbracciare l’ideologia del carnefice (ap*) Solo il tempo farà chiarezza, ci dirà qualcosa in più sulla “conversione” all’islamismo di Silvia Romano, la cooperante italiana liberata dietro il pagamento di un forte riscatto alla banda criminale jihadista di al-Shabaab che l’ha tenuta segregata per 18 mesi dal novembre 2018.

Senza mortadella

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(foto Ansa) Un avvocato-donna che indossava il velo islamico in Tribunale a Bologna è allontanata dal giudice. «Chi assiste o partecipa all’udienza deve ..stare a capo scoperto..» (art. 129 c.p.c), era ricordato sulla porta dell’aula. Il politicamente corretto, e il rispetto delle regole di Catia Bianchi Per entrare nelle moschee occorre avere un abbigliamento adeguato al luogo, non solo perché le regole lo esigono, ma perché è buona educazione farlo, per rispettare le norme di questa religione.

La ragazza che sventola il velo

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L’immagine della giovane islamica a capo scoperto che sventola il proprio “velo” bianco è diventata un simbolo del movimento per i diritti delle donne. Contro l’oscurantismo della legge coranica che impone loro di coprirsi il volto. Un segno intollerabile di discriminazione ed oppressione di Angelo Perrone * Ha fatto il giro del mondo ed è diventata virale sul web l’immagine di quella ragazza in una strada centrale di Teheran durante i giorni della rivolta. Su un piedistallo di fortuna, a volto scoperto, con i capelli neri sciolti sulle spalle, senza il velo a coprire la testa, come invece è d’obbligo in Iran secondo la legge islamica. Composta, indossava un abbigliamento affatto ostentato o provocante, forse una semplice tuta scura. Era lì, a sventolare con un bastone proprio il suo hijab bianco, con calma e dignità, nella sorpresa dei passanti (maschi) più vicini e forse nel disinteresse di quelli appena più lontani.

La luce smarrita

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di Laura Bonfigli (Commento a Brondi, La fede in mano a Satana , PL 19/2/16) Come è possibile che nel XXI secolo la cultura della morte abbia pervaso e travolto parti di società, eredi di civiltà millenarie ricche di saperi letterari, filosofici, scientifici che hanno contaminato, con esiti artistici felicissimi, anche l'occidente cristiano?

L’assalto al vivere quotidiano

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di Cristina Podestà (Commento a Brondi, La fede in mano a Satana , PL, 19/2/16) Se per “struttura” si intende un piedistallo concreto e forte su cui poggiano le “sovrastrutture”, queste ultime definiscono la prima. Ed è per questo che le due cose sono fortemente dipendenti una dall'altra, proprio per quei "sussulti che, scaturiti dal profondo, alterano l'economia e portano a rovina...”.

Parigi, giorni dopo

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di Marina Zinzani Tratto da I racconti della pioggia (ap) Eventi collettivi drammatici entrano di peso nella storia personale ed intima di due giovani che si amano, che si sono amati, e che comunque non sono più quelli di prima. Accade, mentre la pioggia viene a spegnere l’entusiasmo della giovinezza, forse a segnalare una nuova strada da percorrere.

Parigi

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Poesia di Marina Zinzani Non ho niente da offrirti ora solo le mie lacrime il mio cuore che soffre. Non ho niente da offrirti ora solo un silenzio angosciato solo parole che non so dove cercare.