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Visualizzazione dei post con l'etichetta Papa Francesco

Il pretesto del Covid-19

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Con il pretesto del Covid-19 i sovranisti ultracattolici all’attacco del papa,  la campagna politica contro la Chiesa di Francesco di Sonia Scarpante * Padre Bartolomeo Sorge ha scritto: “Il Papa non è più Re della cristianità, ma un Pastore che odora di pecore. Tutti i benpensanti ne sono sconcertati”. Perché lo ha fatto? Su Rai 3, una recente trasmissione di “Report” ha messo in rilievo che con l’esplosione della pandemia il fronte sovranista, che si professa ultracattolico, è tornato all’attacco della Chiesa.

La forza dell'umiltà

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Nelle situazioni di emergenza, messaggi di vitalità e forza, accompagnati dal senso di umiltà di fronte a tante sventure di Sonia Scarpante * Il cardinale Gianfranco Ravasi, in una recente intervista su Repubblica , invita alla resilienza: “Possiamo essere diversi, ma c’è bisogno di cultura e di una politica meno egoista”. E aggiunge: “Forse la crisi della politica si risolverebbe permettendo alle donne di accedere ai posti di potere: le donne hanno generato. Prima di uccidere, di distruggere, ci pensano due volte. Hanno caratteristiche che noi uomini non abbiamo”.

Il coraggio di andare avanti

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Parole audaci e coraggiose, quelle di Papa Francesco, avere coraggio anche davanti alle disgrazie. L’opportunità di un cambiamento, sollecitati dal Covid-19 di Sonia Scarpante Papa Francesco in questi giorni ha detto: “Ogni crisi è un pericolo, ma è anche un’opportunità di uscire dal pericolo”. E ha ricordato che la natura continua a darci, da tanti anni, forse già troppi, indicazioni sul nostro essere poco avveduti in tante cose come i problematiche sul clima. Ha aggiunto poi di “avere cura dell’ora, ma per il domani. Tutto questo con creatività”.

Essere audaci

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Garfagnana (foto ap) Essere audaci, oggi. Lo ripetono papa Francesco e il presidente Mattarella: l’invito a dare valore alla nostra fatica e a trasformarla in risorsa di Sonia Scarpante Alessandro Baricco ha parlato in un suo articolo dell’importanza di essere oggi audaci . Ed io mi affianco a lui perché questa riscoperta della nostra umanità dovrà divenire sempre più valore, forza lavoro del nostro domani, un punto di riferimento fondamentale su cui noi costruiremo castelli, erigeremo comunità di speranza.

La solitudine di Papa Francesco

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Le immagini di papa Francesco nella Roma deserta per il coronavirus appartengono ad un'epoca impaurita dal contagio. Eppure la presenza solitaria del papa  ricorda che ci sono molti modi per essere vicini, e che c’è una distanza che esprime solidarietà e partecipazione (ap) Papa Francesco, solo nella grande piazza di San Pietro a Roma, svuotata dal virus . Un’immagine piena di suggestione, che racchiude i significati più sconvolgenti di questa epidemia. Il pericolo del contagio, la necessità della lontananza fisica per sfuggire alla contaminazione, e provare così a venirne a capo. Un colpo d’occhio sorprendente, che il 27 marzo arriva nelle nostre case, attraverso lo schermo, e che rimane a lungo nella mente.

Sognatori

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“Siete capaci di sognare?”, Papa Francesco di Marina Zinzani Parole sagge, ispirate, coraggiose: ricominciare a sognare. Il sogno è una chiave magica che apre tutte le porte che trasforma linguaggi ostili in comprensioni spontanee che libera i pensieri in alto e dall’alto può cambiare l’opacità del sole.

La piccola matita di Dio

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di Valeria Giovannini (Il coraggio del dolore in Madre Teresa di Calcutta) (ap) Il rapporto tra fede e storia è il principale retaggio dell’esperienza umana di Madre Teresa di Calcutta, ora diventata santa a quasi 20 anni dalla morte. Lì, in quell’intreccio inevitabile tra gli ideali e la vita concreta di ciascuno, è raccolto il significato profondo dell’esperienza “miracolosa” di questa donna.

La peste, ai nostri giorni

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di Paolo Brondi (Il nostro male quotidiano, le domande che hanno attraversato i secoli) Di fronte al dolore non ci si accontenta di spiegazioni né razionali, né morali e neppure teologiche: tutte sono inadeguate e finiscono per scoppiare tra le mani. Lo stesso Papa, in visita ad Auschwitz, al pari di Giobbe fin dall’antico, non ha potuto esimersi dal mettere in relazione la straziante sofferenza umana e l’agire di Dio, o la sua assenza dal male nel mondo. Un rapporto estremamente difficoltoso ed esposto alle aporie del ragionamento, come già insegnava Epicuro con le parole “Se Dio vuole togliere il male e non può, è allora impotente e quindi non è il vero Dio.

L’avventura del futuro

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di Papa Francesco (Alla veglia della giornata mondiale della gioventù, Cracovia, 30.7.16) Volete essere addormentati? Che altri decidano il futuro per voi? O essere liberi e lottare per il vostro futuro? Anche gli apostoli vissero la paura che porta alla chiusura prima che lo Spirito li trascinasse in una avventura che mai avrebbero sognato. Gesù è il Signore del rischio.

Un filo d'erba

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di Liliana Segre (86 anni, codice 75190 tatuato sul braccio, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. Deportata con il padre, non lo ha più rivisto) A me questo Papa piace moltissimo. Ho trovato meravigliosa la scelta del silenzio. Come diceva Primo Levi, l’orrore di Auschwitz è indicibile. Andare nel luogo del dolore assoluto, in silenzio, è il massimo che potesse fare. Ho visto in tv lo sfondo verde dei prati, gli alberi, le pietre lisce dell’impiantito. Ricordo uno spiazzo enorme, la neve, il freddo, la violenza. Ci fosse stato un filo d’erba l’avremmo mangiato. ( Corriere della sera , 30 luglio 2016)

Uomo dal popolo

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di Giovanna Vannini Papa Francesco, un “Uomo del popolo preso in carico da Dio”. Così mi piace definirlo. Mai avrei immaginato di ritrovarmi a scrivere di un Papa. Mi ci hanno spinto i suoi modi casarecci, il suo andare in tonaca bianca sprovvisto di orpelli a zonzo tra la gente, dispensando abbracci non da Papa, appoggiando sulle ginocchia, come un nonno, ogni infante che trotterellando gliene faccia richiesta,