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Visualizzazione dei post con l'etichetta Resistenza

La storia che ci coinvolge

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Figure che abbiamo avuto occasione di conoscere personalmente e che hanno segnato la nostra vita di Cristina Podestà (Commento a I ricordi di Pino, partigiano , PL, 28/4/20) Questa bellissima pagina di storia mi ha commosso fino alle lacrime perché, questa volta, è storia! Quella vera, reale, sentita dalle voci di parenti e familiari, una storia studiata poco sui libri, molto vissuta perché è proprio qui da noi che ciò è successo. E non potrà mai essere cancellato.

I ricordi di Pino, partigiano

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Un frantoio di giorno, poi i panni da partigiano, la storia di Pino sulle Apuane di Paolo Brondi Quando il tempo è sereno, Pino si siede vicino alla porta del capanno in spiaggia. La sua figura è un po’ patetica, un po’ commovente: con i capelli ove il bianco fa da padrone sul nero; rughe in fronte e sulle guance così fitte che somigliano alle acque increspate dal vento o ad un brivido non esauritosi nel tempo;  gli occhi perduti in affollati e vorticosi pensieri.

Festa di sciarpe

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Pisa (foto ap)

25 aprile, celebrarlo al tempo del Covid-19

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La liberazione dal nazifascismo: ne sottolineiamo l’attualità, oggi che la libertà è minacciata dal Covid-19. La data della rinascita dell’Italia libera suona oggi come appello all’impegno civile (ap*) Niente cerimonie, o cortei, o interventi pubblici. Quest’anno, il 25 aprile , festa della liberazione dal nazifascismo 75 anni fa, non viene cele brato in modo tradizionale, a causa del Covid-19. Neppure per questo però rimane sotto silenzio. E’ ugualmente ricordato, dopo l’invito di tanti, 1400 personaggi della cultura, della società civile, dello spettacolo, dello sport, a ritrovarsi comunque insieme in una sorta di piazza virtuale che magicamente sappia riunire il paese.

Il mondo che rinascerà

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Quando si potrà parlare di un “dopo”? Siamo lontani purtroppo dall’uscire dal coronavirus. Cominciare ad immaginare il futuro e a prepararlo. Saranno necessari cambiamenti negli stili di vita, nel modo di interpretare le priorità. Dobbiamo fare tesoro di quanto ci insegna questa esperienza contro la paura e il dolore (ap*) “ Nulla sarà più come prima ”, sentiamo dire in giro, e lo pensiamo anche noi. Vallo a sapere quando accadrà, intanto. Un pensiero che genera ansia. Nessuno è in grado di prevederlo, nemmeno gli scienziati che ogni giorno illustrano i misteri del virus e si avventurano nel futuro possibile. Lo fanno in diretta, perché essi stessi fino ad ieri non ne sapevano granché e lo stanno scoprendo solo ora, lentamente.

Il modello Italia e gli altri paesi

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I paesi europei e l’America, in forte ritardo rispetto all’Italia. Una diversa gestione della sanità. Nel nostro paese, prevale l’impostazione “comunitaria”, incentrata sul principio costituzionale per cui la salute non è solo diritto del cittadino ma interesse di tutta la collettività. (ap*) Uno sguardo veloce oltre confine. Cosa stanno facendo gli altri paesi, contro il coronavirus? Uniti contro il nemico comune, oppure ognuno per sé e Dio per   tutti? L’impressione è che ci sia una sostanziale sottovalutazione del problema. Nei modi e nei tempi di reazione. E una diversa filosofia dei rapporti tra Stato e cittadino, dinanzi ad una questione fondamentale come la salute.

Non dobbiamo dimenticarlo: siamo italiani

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Coronavirus: nelle situazioni di difficoltà, emerge il carattere degli italiani. Fantasia, intelligenza, ironia, sorriso, buon umore. Il miracolo è possibile. Alla fine, vuoi mettere un’amatriciana? di Laura Maria Di Forti Si dice che è proprio nei momenti di grande difficoltà che l’italiano rivela la sua creatività, il genio sopito, il suo essere speciale, la sua innata capacità di creare meraviglie laddove altri riuscirebbero solo a produrre la mediocrità funzionale.

La macchina senza carburante

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Quando parliamo male della politica, dimentichiamo che proprio l’indifferenza verso la cosa pubblica è il male peggiore di Catia Bianchi (Commento a 25 aprile 1945: cosa rimane oggi? , PL, 24/4/19) La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l´impegno, lo spirito, la volontà di mantenere le promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l´indifferenza alla politica. È un po´ una malattia dei giovani l’apatia verso la cosa pubblica.

25 aprile 1945: cosa rimane oggi?

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La data della liberazione dal fascismo è oggetto di memoria, ma anche di deprecabili contestazioni: ricordare quella pagina storica può aiutare a guardare il futuro con un slancio diverso, e a condividere valori di solidarietà (a.p. *) Cosa rimane oggi del 25 aprile 1945 , data del “cessate il fuoco”, proclamata poi “Festa della Liberazione”, simbolo conclusivo della resistenza al nazismo e al fascismo? Tra memorie e polemiche, il paese sembra aver bisogno di ribadire con le sue voci più solenni, dal presidente Mattarella a Liliana Segre , scampata ad Auschwitz, l’importanza irrinunciabile del ricordo di quell’evento fondativo della nazione di fronte ai tanti episodi di contestazione, o semplice oblio.  Quasi di ritrovare in sé stesso le ragioni di un momento storico, di convincersi dentro di sé, prima ancora di affermarlo in pubblico, che si trattò di un passaggio essenziale della storia comune.

Quella bella signora

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2 giugno, un compleanno speciale: la storia della Repubblica, l’avventura di un paese (ap * ) E’ una bella signora, 72 anni ben portati, non li dimostra nemmeno, qualche ruga, ma ancora in gamba. I compleanni sono speciali, un giro di boa accompagnato da attese, speranze e bilanci. Non era molto tempo fa che tutti la consideravano ancora giovane, inesperta, fragile, bisognosa di consigli, e persino oggi qualcuno è ancora preoccupato che possa non farcela, ad affrontare le   disavventure.

Mele marce?

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Anna Frank durante una partita di calcio: i gesti che offendono la memoria di una tragedia storica e rischiano di banalizzare il male (ap) Il caso dell’immagine di Anna Frank, utilizzata dagli ultras della tifoseria laziale come sfottò contro gli avversari, ha giustamente sollevato l’indignazione di tanti per la sua inaudita gravità: usare in quel modo orrendo un simbolo così delicato e sorridente della sofferenza e del martirio di un popolo per scopi risibili dà la misura di un tragico smarrimento etico in cui si è persa una parte delle nuove generazioni. E forse non solo.

Sorridere, nonostante tutto

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L’insegnamento che rimane: la fiducia nell’avvenire di Catia Bianchi "La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”, ne era convinto Giovanni Falcone.

25 aprile: Uomini nella resistenza

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(ap) È la data del “cessate il fuoco”,  il 25 aprile 1945, proclamata poi “Festa della Liberazione”, e diventata il simbolo conclusivo della resistenza al nazismo e al fascismo. Una ricorrenza che racconta  la storia  di un popolo in un momento particolare della sua vita, tragico e sanguinoso, anche pieno di ombre, ma insieme esaltante; e l’esperienza collettiva vissuta  nella ricerca  di valori morali, prima che politici, comuni, posti a fondamento della rinascita e della ricostruzione del Paese.

Resistenza: come foglie d'autunno

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di   Vittorio (ap) Vittorio, come si firma senza aggiungere altro, ha inviato la sua riflessione sul 25 aprile. Ha chiesto umilmente che venissero riscritti i suoi ricordi e le sue emozioni con parole, così si è espresso, più “consone”. Ma le frasi che ha raccolto su un pezzo di carta non richiedono correzioni: vengono dal cuore, dalla storia di una vita. Dai sentimenti del passato, mai dimenticati, e ancora presenti oggi tra noi.

Alberi, vecchi amici

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Monte Sumbra, Garfagnana (foto ap) I venti contrari, l’esempio della natura (ap) Cercarli ed osservarli, accoglierli come buoni amici, parlare con loro. Suscita in ciascuno un senso di curiosità e meraviglia. I cedri altezzosi nella solitudine delle montagne. Le rustiche conifere tra geli improvvisi e prolungati periodi di siccità. Le betulle, dal fogliame caduco, che parlano di storie e leggende. Le maestose querce, così alte e dal portamento vigoroso, ricoperte di fessure scavate dal trascorrere del tempo. I lecci sempre verdi, pieni di ghiande ricoperte da foglie spinose a protezione dai predatori.

Forza delle idee

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di Marina Zinzani (Commento a “Leggendo Piero Calamandrei”, PL, 3/12/16) Alberi piegati alberi offesi alberi caduti alberi e uomini abbattuti dal vento. Ma l’albero forte non muore rimane qualcosa sulla terra nuda la forza delle idee dell’eroe silenzioso mano calda sulla spalla, ora in fredde giornate d’inverno.

Leggendo Piero Calamandrei

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«  Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.  » Piero Calamamdrei ,  Discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitari a, Milano, 26 gennaio 1955

Liberi ed eguali

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(ap) Risale alla notte dei tempi l’idea di una legge scritta. Incisa faticosamente nella dura pietra. Vergata da mani sapienti su preziose pergamene. Battuta a macchina sulla comune carta. Digitata sulla tastiera del computer ed infine affidata a supporti magnetici di silicio, nuovo spazio privilegiato della conservazione della parola scritta.

La Costituzione in una nuvola di parole

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Restituzione, il modo di parlare dei diritti

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di Marina Zinzani (Commento a “Liberi ed eguali”, PL, 29.11.16) Restituzione. Significato della parola restituzione. Si usa per definire qualcosa che deve essere ridato, perché ricevuto, prestato, o preso. Soffermandoci su quest’ultima parola, preso, prendere, e sull’altra, restituire, e inserendone una terza, diritti, si potrebbe scrivere la maggior parte della storia dell’umanità: la restituzione di diritti presi.