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Silvia Romano, tragedia di tutti

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Il dramma personale di Silvia Romano interpella tutti sul rapporto tra vittima e aguzzini: i valori di libertà e dignità che fondano la società   ( Angelo Perrone ) Ci sono segreti che non emergono mai. O lo fanno con difficoltà, e dopo un lungo percorso. Indicibili, misteriosi. Per questo sfuggono alla mente e al cuore. Rimangono dentro, da qualche parte. Senza trovare una via di uscita, una strada che li sveli, ne mostri il fondamento o la mistificazione. E accade che ciascuno se li porti dietro, perché in ogni caso c’è bisogno di tempo, forse di fortuna. Per fare chiarezza, prima di decidere il futuro.

Silvia Romano e l'Islam: trovare Dio?

Tra gli insulti, la storia personale di Silvia Romano convertitasi all'Islam di Sonia Scarpante * (Commento di Angelo Perrone) (ap) I segreti e ciascuno di noi. Possono esserci strade che non si incontrano mai. Proseguono senza uno sbocco, che sveli il fondamento o la mistificazione delle scelte. A Silvia Romano potrebbe succedere di rimanere, ancora una volta, da sola. Con il suo tremendo segreto. Senza saperlo, senza fingere. Senza scioglierlo.

Il posto del cuore, le polemiche sulla conversione di Silvia Romano

La liberazione di Silvia Romano e le polemiche per la conversione all'Islam di Cristina Podestà (Commento di Angelo Perrone) (ap) Ci sono strascichi penosi: cori petulanti, domande insulse, perditempo in cerca di pretesti, predicatori del politicamente corretto, anime candide, reduci del buonismo fuori contesto, infine appassionati del fuoristrada. Un variegato caleidoscopio che vicende clamorose come quella di Silvia Romano, mettono in moto per riflesso (quasi) condizionato.

La strana conversione di Silvia Romano all'Islam

Scalpore per la conversione di Silvia Romano all’Islam nella prigionia. Il mistero del rapporto tra vittima e carceriere, che spinge la prima ad abbracciare l’ideologia del carnefice (ap*) Solo il tempo farà chiarezza, ci dirà qualcosa in più sulla “conversione” all’islamismo di Silvia Romano, la cooperante italiana liberata dietro il pagamento di un forte riscatto alla banda criminale jihadista di al-Shabaab che l’ha tenuta segregata per 18 mesi dal novembre 2018.