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Visualizzazione dei post con l'etichetta angeli

Gemme

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La terra come la vita nasconde delle gemme, da raccogliere e valorizzare Poesia di Marina Zinzani Le mani nella terra è freddo  è buio solo il proprio respiro paura.

Angeli nella notte

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Il Natale lascia molti senza calore: al gelo della notte, o dei sentimenti. Forse non è vero che gli angeli abitano solo nei cieli, e lontano da noi di Marina Zinzani La crudeltà delle notti, quando il male si presenta sotto le sembianze del freddo, del gelo, della neve: si agghiaccia il corpo. Il cuore, quello che sente, è un pezzo di ghiaccio già da tempo.

Angeli, lassù

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Le parole che feriscono, quelle che possono dare sollievo di Marina Zinzani Eco di parole dure, momento di sgomento e sconforto. Ma le parole si librano in volo ora, vedi, in volo, in volo, e tu viaggi in alto con quelle parole, sanno volare le parole, sai, vanno vicino alle stelle e ti riportano i loro sussurri, nella notte.

Angeli, tra le macerie

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di Marina Zinzani (Ispirata agli “angeli” che operano tra le macerie del terromoto) Angeli erranti che scavano a mani nude che scavano nella disperazione che ci sono presenti non conoscono fatica, sconforto volto velato di Dio.

Un angelo

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di Marina Zinzani (Ricordando i padri che non ci sono più) Desideravo vederti volare ma non avevi ali desideravo vederti ridere ma la tristezza era nei tuoi occhi desideravo altre serate altri giorni ma… Flebile il tempo fumo, nebbia pensieri che evaporano parole non dette cose non fatte rammarico. Onda lieve che mi segui un angelo accanto a me.

Il colore degli angeli

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(ap) Il 2 ottobre è la festa mondiale degli angeli. Di questi tempi, non importa essere credenti,  né occorre necessariamente peccare di imperdonabile ingenuità, per interrompere le nostre fatiche quotidiane, concederci una breve pausa e pensare di invitare il nostro angelo, e tanti amici con lui, ad una festa.

Gli angeli del fango contro l'alluvione in Toscana

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(ap) Li avevano chiamati così, “angeli del fango”. Erano quelle persone, soprattutto giovani, provenienti da tutto il mondo che accorsero a Firenze dopo l’alluvione del 4 novembre 1966 per salvare opere d’arte, statue, manufatti, insomma un patrimonio storico dell’umanità a rischio di distruzione, ma anche per aiutare tanta gente trovatasi improvvisamente senza casa, o addirittura in pericolo di vita, di fronte alla furia   della natura incontrollata.