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Cose dimenticate

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Il senso fugace del tempo, che cancella i ricordi più intensi di Davide Morelli Rose fiorite e baci non dati avvolti in un sudario di polvere e cenere, inchiodati a una croce di terra e pietra.

Un bacio, forse un addio

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Dopo quel saluto, tutto cambia nella loro vita: nulla sarà come prima di Giovanna Vannini Sabrina avrebbe ripreso la corriera, Ermanno un altro treno alla prossima stazione. Tra loro in poi lettere: di speranze, di racconti frammentati, di notizie da nulla, perché quelle importanti non si scrivono.  Sabrina avrebbe messo via quell’abito appena uscito dalle mani di sua madre, per indossarlo ancora al ritorno di Ermanno. Ignorava ora, che non ci sarebbe rientrata.

Rammento i miei vent'anni

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di Giovanna Vannini (Noi, e il dopo: tra ricordi della fanciullezza, malanni del presente, e quel pizzico di nostalgia) Quando me ne andrò non lascerò un vuoto ma un pieno con diversi vuoti. Quando me ne andrò sentirò la leggerezza dell’assenza del non fatto. Quando me ne andrò sarà presto per dire che avevo finito di fare e tardi per quel tanto da fare che mi restava. Quando me ne andrò sarò il mio intero che va, verso una luce lontana, un camminamento per persona sola, un dove da arrivarci piano, da fermarsi per raggiunta meta. Quando me ne andrò rammenterò stazioni di paesi visti solo in cartolina, binari con vagoni su cui non sono salito, fermate di tram imboscate, biciclette regalate per età in crescita, pattini a rotelle per quella pista della mia fanciullezza.

Baciarla, quasi un sogno

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di Giovanna Vannini Fu luce, fu gioia, di quella che pensavo aver dimenticato, riposta in un cassetto dell'anima chiuso a chiave. Dovevo farmela bastare, per un tempo che ancora non potevo definire ma che immaginavo, pianificavo, essere a mio favore. Luana sorrise dandogli suono, dandogli vita. Mi sentii appagato da quel procedere in positivo e allora rimisi insieme parole: " Ero in buio stamattina, una nottata passata a rimuginare. Succede, a te capita mai?...”