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La scala di Giacobbe: simbolo tra cielo e terra, dalla Genesi a Chagall

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Cosa succede quando l'uomo dimentica la connessione con il divino? La risposta è in un'antica visione della Genesi. La Scala di Giacobbe non è solo un mito, ma la mappa per ritrovare la rotta in un mondo che sembra averla perduta. C'è ancora, nascosta da qualche parte, vicino a noi? “Una scala poggiava sulla terra, mentre la cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa» (Genesi 28,12).  (Marina Zinzani) ▪️ La simbologia della scala di Giacobbe, nata da un sogno riportato nella Genesi, ha affascinato da sempre gli artisti. Ha ispirato Raffaello, Chagall, William Blake, e tanti altri. L’unione fra la terra e il cielo, fra l’umano e il divino, ha sempre segnato la storia dell’uomo. E l’uomo, quando credeva di essersi liberato da questo legame, ha perduto la rotta. Difficile discernere la propria vita dalla spiritualità. La preghiera è una scala? Il raccoglimento, sotto varie, molteplici forme anche apparentemente laiche, è una scala?...

Come discriminare gli altri

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L’odio verso il diverso si nutre di fandonie, dure a morire. Così è avvenuto per il popolo ebreo, e accade ancora oggi di Davide Morelli C'è ancora antisemitismo nella nostra società. Ci sono raduni di naziskin nelle grandi città, vengono profanati cimiteri ebraici, picchiati ebrei in giro con la kippà, vendute camicie cinesi con simboli antisemiti, sui social si diffonde l'odio, alcuni vogliono bruciare librerie ebraiche.

27 gennaio, la memoria della Shoah

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Le foto di alcune famiglie ebree trucidate , Museo della Memoria, Gerusalemme (foto ap) di Bianca Mannu (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Il 27 gennaio è stato scelto come giorno della memoria perché è la data in cui le truppe sovietiche entrarono nel campo di Auschwitz. Era la fine, con la sconfitta della Germania nella seconda guerra mondiale, della Shoah. Una parola che indica lo sterminio del popolo ebreo da parte dei nazisti in ogni paese sotto il loro dominio in nome di una presunta inferiorità etnica. Furono trucidati dai 5 ai 7 milioni di ebrei, adulti e bambini, donne e uomini. E con loro, tanti altri, minoranze etniche, religiose, sessuali.

L'eroe e il silenzio

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Il caso Dreyfus, la giustizia e la verità: uomini alle prese con la loro coscienza di Marina Zinzani (Commento al film L’ufficiale e la spia di Roman Polanski) La ricostruzione dell’affare Dreyfus, nel film “L’ufficiale e la spia” di Roman Polanski, porta lo spettatore in una sorta di macchina del tempo. Sembra di essere in quegli anni, che partono dal 1894, in un ideale immaginario più gentile di oggi, suggerito così tante volte dalla pittura impressionista.

La voce del diario dalla copertina rossa

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Liliana Segre Due storie simili con un destino diverso, Anna Frank e Liliana Segre. La parola racconta lo sterminio e indica il dovere civile della memoria di Angelo Perrone  * 13 anni e la vita cambia, per sempre. La stessa età adolescenziale, quella dei giochi e della spensieratezza, segna una svolta in due esistenze così diverse e pure parallele, accomunate in due paesi differenti durante il dominio nazi-fascista – l’Olanda e l’Italia - da un solo elemento, essere ebrei in un mondo scatenato barbaramente in un disegno di eliminazione del “diverso da sé”. Le vite e le storie di Anne e Liliana.

Una porta per la memoria

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La memoria è custodita in molti luoghi, ma soprattutto nell'animo dell'uomo di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) (ap) Il 27 gennaio è il giorno della memoria. L’assemblea generale delle Nazioni Unite decise nel 2005 di commemorare ogni anno le vittime della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, e di ogni forma di genocidio. La data coincide con il giorno in cui l’Armata rossa sovietica, nella sua avanzata verso la Germania, liberò il campo di concentramento di Auschwitz in Polonia. La scoperta di quel campo e poi le testimonianze dei pochi sopravvissuti, rivelarono al mondo intero l’orrore incarnato dal nazismo.

Il ghetto

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di   Marina Zinzani Un tempo sospeso, una grande lapide davanti alla sinagoga che ricorda le vittime e una lunga scritta, sembrano stradine dove si capta quasi una vita passata, antica e anche più recente. Mi sono chiesta se le pietre, le case conservano ancora le paure, i tormenti, di quello che è successo agli ebrei, che lì a Ferrara erano una comunità numerosa.

Elie Wiesel e la scala degli angeli

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La scala di Giacobbe, Musei Vaticani, Roma di Elie Wiesel (Premio Nobel per la pace 1986) (Commento di Angelo Perrone) Quando gli angeli apparsi nel sogno a Giacobbe (Genesi, 28) risalirono in cielo, dimenticarono di ritirare la scala. Da allora essa è rimasta tra noi ed è la scala musicale che ci fa ascendere dalla terra al cielo.

La narrazione del male

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di Marina Zinzani Arriva nello stesso giorno la notizia di due morti. Una è di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace, sopravvissuto ai campi di concentramento, e testimone, attraverso i suoi libri e la sua vita, della Shoah. L’altra morte è quella di Michael Cimino, che con il suo film “Il cacciatore” ha lasciato una traccia indelebile sui tanti orrori della guerra in Vietnam. E’ accaduto nello stesso giorno: queste due morti sembrano collegate.