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Visualizzazione dei post con l'etichetta fantasmi

Viaggio al termine della notte

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I fantasmi che accompagnano le ultime ore della notte di Bianca Mannu Intemperante e vano gialleggiare di presunta primavera addosso a prode che s’accompagnano - umide e senza cagione dimesse e gentili - all’asfalto avverso della statale Piomboso asfalto che guizza convulso piombo che schiocca al succhio sbrigativo - ma pugnace - d’infocati pneumatici lanciati in vortici di danza rettilinea

Il figlio del portiere

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L’importanza della fantasia, in qualunque luogo di Marina Zinzani Cortili e palazzi. Un’infanzia come tante altre, mio padre portiere, il via vai di gente e il salutarsi. Buongiorno, buonasera. Vedi, quello è il dottore del terzo piano, ha appena avuto una bambina. Quella è la signora del quinto, tutti i giorni va a farsi una passeggiata a quest’ora.

Uno squillo

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Lo sguardo sulla natura, il richiamo improvviso della realtà di Gianantonio Tassinari Guardo dietro la finestra verso l’infinito. La vista spazia e la mente vaga. Non vedo più l’azzurro, mi perdo nei ricordi, nei sogni a occhi aperti.

Elogio del tempo

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Il tempo: non solo silenzio e meditazione, ma anche dialogo e fantasia. A ricordarcelo: Omero, secoli fa di Paolo Brondi Il nostro tempo toglie spesso spazio al silenzio, alla meditazione. Ci   fa smarrire all’interno di una società non più aperta al dialogo, all’ascolto, alla fantasia, ma al contrario favorevole alla passività, all’indifferenza, alla corruzione.

La fantasia smarrita

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di Cristina Podestà   (Commento a Brondi, Magia del regolo, tra fiaba e tecnologia, PL, 12/6/16) Regolo è termine che riconduce a molte realtà: alla stella della costellazione del Leone, ad un calcolatore meccanico, ad un tipo di uccello protetto. Il mondo contadino di un tempo era davvero ricco, non di pane, bensì di tutto ciò che manca al giorno d'oggi, in cui abbiamo in abbondanza pane e companatico.

Fantasmi all'appuntamento

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di Marina Zinzani Il percorso di ricerca può essere accidentato, incerto, a volte anche pericoloso. Si possono trovare lungo questo percorso delle parti di sé inesplorate, impreviste. Lo sguardo indietro pone interrogativi, il sottolineare le proprie imperfezioni, le cose che si potevano fare, che si dovevano fare.