Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta madre

Quando eri bambina

Immagine
Ricordi di madre: quando la figlia era bambina di Marina Zinzani Le mani che ti hanno accarezzato dolci ricordi le meraviglie incanto di un piccolo mondo se la ricorda, la madre la figlia bambina è sempre tenero quel momento fatiche e dolcezze la vita piena una cosa sola.

La tua vita, figlia mia

Immagine
Figlia mia, il tuo arrivo ha cambiato la mia vita di Cristina Podestà E mentre il fiume scorre lento e la brezza accarezza i fiori e i tuoi capelli, ti guardo nel tempo in cui parli e sorridi e sento che nutro per te tutto l’amore che posso. Credo di essere inchiodata a te, pur sapendo che forse non è del tutto giusto e per questo a volte ti ho implorato di darmi un aiuto, per riuscire ad essere più distaccata e lontana. Il nulla intorno, se non ci sei.

Le mani della madre

Immagine
Mani di madre. Desideri, fantasmi, gesti di affetto e momenti. Verso il figlio di Marina Zinzani Le tenere mani che avvolgono un bambino appena nato. Le mani che lo sorreggeranno nei primi passi. Le mani che lo prenderanno in braccio quando sarà stanco, alle prime gite, zaino in spalla e scarpe comode. Le mani che lo tengono ben stretto, quando deve attraversare la strada. Le mani che gli indicheranno i primi pericoli.

Le forme dell'amore

Immagine
La donna e il sentimento, i ricatti familiari e la scelta a favore del figlio. A qualunque costo di Cristina Podestà (Commento a Il segreto di Giolì , PL, 3/4/20) L’istinto materno, l’immenso e ineguagliabile amore di una madre, seppur adolescente, il senso di responsabilità verso il proprio figlio restano da sempre peculiarità che caratterizzano le donne, di qualunque tempo, età, condizione sociale. Giolì sceglie il figlio, non cede ai ricatti familiari e accoglie la separazione dai genitori in nome di un bene ancora più grande: Giulia.

Un po' di sonno

Immagine
Addormentarsi: il significato diverso del sonno. Per ciascuno di Marina Zinzani Il sonno viene a volte di sera, guardando programmi alla televisione che ci lasciano indifferenti, la noia richiama il sonno, poche cose belle, in giornate che sembrano uguali.

Agata

Immagine
(Una scheda "madre") (ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, faccende di casa, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti. Un tempo per fare ciò che si è rimandato in attesa di trovare spazio tra le proprie cose, oppure, invece, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente; leggere un libro, guardare un film, uscire con amici di vecchia data. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Accade anche di non fare nulla, guardarsi intorno in casa, fare una passeggiata. In compagnia dei propri pensieri.

Quel silenzio che rimane

Immagine
Epidauro, Grecia (foto ap) Una perdita, nulla più è come prima, nel tempo che trascorre muto di Valeria Giovannini Tutto sta e tace. Sprazzi di solitudine profonda, nonostante le parole e le risate. Il senso di finitudine. Di tempo vorticoso. Scivola tra le mani. Sabbia nella clessidra. Come oggi, già passato. Anni in fila. Sfogliati freneticamente. E tutto sta e tace. Dieci anni dissolti in un istante. Restiamo noi. E il tempo continua ad accarezzare le nostre vite.

Una di noi due

Immagine
I ruoli d’amore possono scambiarsi, nella vita. E nel ricordo Poesia di Maria Cristina Capitoni Eri fatta di sostanza Fragile Che si incrinava facilmente Ti sento spesso Ti sogno raramente Sembravi il pensiero lucido di chi non si inganna

Malinconia di una madre

Immagine
Malinconia (Mario Tozzi) I pensieri, le preoccupazioni di un genitore per i figli di Marina Zinzani Rimarrai forte figlio là fuori? Come onde che lambiscono le nostre stanze il mondo è ostile anche.

Tra le rughe

Immagine
Fili invisibili riportano al ricordo della madre di Maria Cristina Capitoni Senza invito entrasti nelle mani fili invisibili a collegarti al cielo e sul viso la mia speranza quella di vederti così per molto tempo ancora la musica era quella che da anni conoscevi

Parole tra noi

Immagine
La visita (1932),  Virgilio Guid Generazioni diverse a confronto: il difficile dialogo. Traendo spunto da un quadro di Virgilio Guidi, La visita di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) La luce del giorno è là fuori la casa protegge la casa difende la casa è una prigione io esco poco. La luce del giorno è là fuori e tu me la porti un po’ figlia mia. Cosa hai da raccontarmi oggi?

Non perdersi nel dolore

Immagine
di Paolo Brondi Addentrarsi nel territorio inquietante della sofferenza esistenziale significa comprendere che il soffrire non è mai un'esperienza unicamente individuale, riguarda tutti, nel gioco della solidarietà che dovremmo sempre perseguire, e, per il senso che l’esistenza ha sempre, anche quando è pregna di dolore e comprende pure la morte. Solo così il dolore diventa comunicabile, oltre il muro di solitudine in cui è rinserrato chi soffre o quello difensivo o indifferente di tutti gli altri e si rende produttivo di nuove possibilità, di un nuovo sapere.

Tra poco ti vedrò

Immagine
di Marina Zinzani (Pensieri di un padre ad un figlio che sta per nascere) Vorrei parlarti del mondo, figlio mio, degli uccellini che crescono nel nido e che un giorno si leveranno, e voleranno da soli. Vorrei parlarti dei loro viaggi, del sole e delle nuvole, dei temporali, del cielo che sa essere grigio e minaccioso, e di magnifici giorni di primavera, in cui senti una gioia misteriosa e non sai perché.

Domenica sera

Immagine
di Marina Zinzani (Essere padri nella separazione. Commento di Angelo Perrone) (ap) Padri separati che riportano i loro figli alla madre alla fine del tempo loro concesso. È storia quotidiana, non fa notizia. La lontananza tra padre e figlio è dolorosa per entrambi e crea un vuoto che richiede di essere colmato. Con la mancanza di frequentazione quotidiana si aprono nuove ferite nell’uomo oltre quelle percepite con la separazione dal coniuge e nutrite di sensi di colpa e malesseri sottili. Ma anche per i figli, il padre assente è un fantasma inquietante che preannuncia, nella crescita, un futuro difficile se non tragico. Per questo l’idea, resa possibile ed imminente dalla biotecnologia, di una “nascita senza padre” lascia intravedere un’ombra grande sul destino di quei figli. Si è padri, fino in fondo, e per sempre.

Mére, ciò che io sono

Immagine
di Vespina Fortuna Le vôtre est le ventre qui m'a créé le vôtre est l'odeur de ma peau votre   visage votre voix mère mais je suis moi-même mon cœur qui secoue ma poitrine mes pensées qui me tiennent éveillé mes choix à prendre tous les jours mes souvenirs qui remplissent mes yeux ma douleur et mes soucis aussi qui ne sont pas le vôtre mère.

Ninna nanna

Immagine
di Marina Zinzani Ninna nanna ninna nanna la madre guarda il suo bambino è lungo la strada dei sogni colorati ninna nanna amore mio incontrerai le fate gli gnomi

Mille solitudini

Immagine
di Marina Zinzani La solitudine dell’anziano in casa. Non c’è niente alla tivù la domenica, i vicini sono usciti. Ore lunghe, un giornale da leggere. Alle undici e trenta mettere sul gas il tegame con l’acqua, c’è un sugo in frigo. Un piatto di pasta e una mela. La solitudine di un giovane il sabato sera. Ritrovare gli amici, ci sono altre ragazze, non le conosci. Prima la pizzeria, e poi si va a ballare. Volti nuovi, capelli lunghi, smalto verde sulle unghie, ridono. E’ finita. Mi dispiace ma è finita. Il volto di lei che riappare, luce di fronte a queste ragazze, luce che si è spenta. E’ finita.  Che pizza prendi?