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Visualizzazione dei post con l'etichetta memoria

👵 Non solo ricordi: l'eternità dell'amore di una nonna 🕊️

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Cara nonna, modi di essere e di fare: le tante tracce che ci riportano a chi abbiamo amato. Quando un luogo si svuota della presenza amata, ciò che rimane si fa sentire più forte: la nostalgia. Questo toccante ricordo personale della nostra collaboratrice ci guida attraverso il dolore della perdita, la ricerca instancabile di chi non c'è più, e la dolce scoperta di come i modi di essere e le tracce di chi abbiamo amato possano renderli eterni, trasformando il ricordo in una parte inseparabile di noi. 🕊️ La nostalgia e la ricerca incessante (Valeria Giovannini) ▪️ Nostalgia. Talvolta sogno di essere a casa sua. Tuttavia lei non è più lì, l’appartamento va svuotato. E anche nel sogno sento una forte nostalgia. La cerco. Soprattutto quando vado in centro: ogni tanto mi capita di vedere qualcuno che le assomiglia. Ma non è lei. Non è mai lei. Non è più lei. 🕊️ Il rifugio perduto e la comunione di anime Posso soltanto abbracciare il suo ricordo. È la persona che più mi manca. Era il...

L'eco nel pozzo

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(a.p).    ▪️Marco viveva in una stanza chiusa. Il pavimento era instabile. Temeva il pozzo nero: sapeva che, guardando giù, avrebbe visto ombre e fallimenti. Che cosa mi salva? si chiedeva. Per anni ha camminato sul pavimento instabile, senza osare guardare sotto. Credeva che l'oblio fosse la sua unica forza, che vivere senza limiti fosse la sua unica libertà. Ma la stanza restava buia. Finché non incontrò Andrea, che non gli disse cosa fare, ma gli raccontò solo di aver trovato nel fondo del suo pozzo una vecchia lampada. Marco si avvicinò al pozzo. Esitò. Poi, piano, si chinò. E scoprì che nel buio, tra i detriti, brillava qualcosa di piccolo, di saldo: un anello dimenticato. Capì che la salvezza non era nel fardello che portava, per diventare ciò che si poteva essere. Forse, valeva la pena tentare. #Memoria #StoriaPersonale #Salvezza

La vita va così: Il pastore sardo Ovidio Marras contro il profitto

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(a.p.)    ▪️RACCONTO. Dedicato alla storia del pastore sardo Ovidio Marras, nel film “La vita va così” di Riccardo Milani: una metafora senza tempo. Non si tratta solo di terra, ma del conflitto tra l'anima di un luogo e il profitto. • Sulle coste sorgeva quella collina. Non una vetta, ma roccaforte selvaggia prima che il cemento inghiottisse il mare.  Il pascolo di Efisio: La memoria della terra C’era il pascolo di Efisio, pastore che aveva sulle mani la stessa grana delle rocce. Non possedeva carte di credito né abiti stirati; possedeva la memoria della terra. Il condottiero del regno di vetro: L'offerta che acceca Un giorno, il condottiero del regno di vetro volle prendere anche quel lembo. Il padrone si presentò a Efisio con la sua offerta, un numero così grande da accecare: "Prendi il tuo tesoro e vattene in città. La vita va così: si compra, si vende, si cresce!" La resistenza come minuscolo scoglio Efisio, seduto sulla pietra accanto all’ovile, non si mosse. ...

Amicizie a Padova

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Padova La realtà che abbiamo vissuto tanti anni fa, ritornare a Padova  di Davide Morelli Sono una persona alquanto riservata e non ho mai scritto niente della mia vita privata. Ora vorrei parlare delle mie amicizie. Ogni tanto ripenso a ciò che è stato anche se nessun volto rimane indelebile nella memoria. Amici ed amiche di un tempo non di rado affollano la mia mente.

Ciò che rimane

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Più utile della nostra stessa volontà? La memoria che filtra l’esistenza di Maria Cristina Capitoni O forse solo ciò che la memoria tiene a mente solo quello ha senso tutto il resto ingombra e affanna perché indietro non si torna e quel che fu rimane solo un punto di vista.

Tra la perduta gente

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Non rimangono più tracce di tutti quei fatti, che pure furono solo finzione di Bianca Mannu Un annuncio inatteso rivela ciò che sapevamo: esserci avelli già chiusi nel cimiteri del cuore.

Il mattino ha l'oro in bocca

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di Laura Maria Di Forti (Presentazione di Angelo Perrone) (ap) La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa.

Petali

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Cose che non rimangono nella memoria di Marina Zinzani Giorni scritti a matita facili da cancellare come soffiare su fiori dai petali fragili.

📸 Fotografare: un ritratto di vita e la postura di chi guarda

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(a.p.) ▪️L’immagine, nei media e nel privato, coglie l’attimo e vorrebbe conservarlo nel tempo per trasmetterne il senso. Molti i contenuti e gli scopi: avvenimenti storici e di costume, episodi di vita quotidiana e mutamenti sociali, semplici suggestioni visive o ricordi personali. La fotografia si configura come uno specchio di vita, catturando l'esistenza e rivelando, in ogni scatto, la postura e l'angolazione unica dell'uomo. Ma è un’illusione il proposito di rivedere con gli stessi occhi la realtà mutevole che un tempo abbiamo osservato, siamo noi a cambiare spesso il punto di vista. E a rimanere sorpresi, guardando le foto di un tempo. 1. ⏳ L'illusione di conservare la traccia Un microcosmo in cui sfumano i confini tra finzione e realtà. Eppure, la fotografia è una buona amica che accompagna alcuni momenti della vita e trasmette l’illusione di conservarne una traccia indelebile. « La nostra memoria, quando i ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa », si au...

Quello che ritroviamo

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I sogni che ci riportano alla realtà di Marina Zinzani Riesco a rivedere a volte degli sguardi a risentire delle voci a illuminare dei volti a stringere ancora delle mani nei sogni.

La felicità di ricordare

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di Catia Bianchi (Commento a Addobbi di festa, e quel senso di vuoto , PL, 31/12/18) Vivete in armonia e amerete le memorie. Le memorie felici saranno di più di quelle tristi, le ultime. Così le ultime non saranno le prime, e ogni assenza si colmerà con una presenza invisibile e felice. 

Maurizio (Il rimpianto)

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di Marina Zinzani (ap) Racconti dedicati alle emozioni. Quel vago sentire che solo con il tempo può trasformarsi in sentimenti duraturi, mettere radici. Oppure percezioni più consistenti che giungono a turbarci nel profondo, sorprendendoci mentre siamo intenti ad altro. Spesso non durano a lungo, scolorano nella memoria, e ne conserviamo un pallido ricordo, non perché poco importanti: solo perché siamo riversi verso nuove esperienze, che ci trascinano altrove.

Sabrina (L'invidia)

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di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Racconti dedicati alle emozioni. Prima di trasformarsi in sentimenti, elaborati da tempo, radicati dentro di noi e di qualche spessore, sono soltanto percezioni improvvise, accenni di stati d’animo, intuizioni superficiali. Pur così fragili e provvisorie, sono capaci di condizionare il nostro modo d’essere e di modificare i comportamenti di ciascuno. Possono anche fare la differenza quando si tratti di compiere scelte importanti di vita.

Le mani sul futuro

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I ri cordi a volte attenuano il gusto dell’avventura, che comunque rimane un rischio (ap) Deposito di percezioni, di idee, di esperienze, la memoria è luogo del tempo vissuto e delle fantasticherie provate. Si muove in un orizzonte sconfinato, nel tentativo di trattenere ciò che può sfuggirci in ogni momento: presenze, spinte creatrici, illusioni.

Tempo passato

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Il trascorrere del tempo si accompagna alla percezione di una perdita inevitabile, talvolta anche a quella di aver sprecato delle occasioni di vita di Marina Zinzani Il tempo che non si è vissuto non ritorna. In fondo è poco il tempo realmente vissuto. Pensa questo l’uomo che guarda dal finestrino del treno, paesaggio che passa veloce davanti ai suoi occhi, giorni veloci, vita così veloce da svanire, chissà se si è visto tutto. No, non tutto, poco, poco o niente.

L’ultimo saluto

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Un incontro emozionante e così fugace di Giovanni Muzi Trattenere le lacrime. Per una notte. Nella propria casa. Offrire loro la camera degli ospiti. Il bagno degli ospiti. L’asciugamano degli ospiti. E scoppiare a piangere. Il mattino seguente. Quando ti saluteranno. Per l’ultima volta.

Tra le rughe

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Fili invisibili riportano al ricordo della madre di Maria Cristina Capitoni Senza invito entrasti nelle mani fili invisibili a collegarti al cielo e sul viso la mia speranza quella di vederti così per molto tempo ancora la musica era quella che da anni conoscevi