Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta narrativa

La vita va così: Il pastore sardo Ovidio Marras contro il profitto

Immagine
(a.p.)    ▪️RACCONTO. Dedicato alla storia del pastore sardo Ovidio Marras, nel film “La vita va così” di Riccardo Milani: una metafora senza tempo. Non si tratta solo di terra, ma del conflitto tra l'anima di un luogo e il profitto. • Sulle coste sorgeva quella collina. Non una vetta, ma roccaforte selvaggia prima che il cemento inghiottisse il mare.  Il pascolo di Efisio: La memoria della terra C’era il pascolo di Efisio, pastore che aveva sulle mani la stessa grana delle rocce. Non possedeva carte di credito né abiti stirati; possedeva la memoria della terra. Il condottiero del regno di vetro: L'offerta che acceca Un giorno, il condottiero del regno di vetro volle prendere anche quel lembo. Il padrone si presentò a Efisio con la sua offerta, un numero così grande da accecare: "Prendi il tuo tesoro e vattene in città. La vita va così: si compra, si vende, si cresce!" La resistenza come minuscolo scoglio Efisio, seduto sulla pietra accanto all’ovile, non si mosse. ...

In viaggio

Immagine
Dall’alba al tramonto, possono non esserci limiti. Per esplorare luoghi, e vivere strane  sensazioni di Cristina Podestà Il respiro si ferma davanti a tanta meraviglia! Sfumature di verde, azzurro e blu fino a dissolversi in un viola tenue ma tenace. Le montagne nel tardo pomeriggio regalano immagini come questa! E, d’improvviso, si svela la sera!

Non solo silenzi

Immagine
Alla luce tarda di un pomeriggio al mare: dialoghi tra silenzi e leggerezze di Paolo Brondi In quel pomeriggio appena spiovuto, la luce azzurro-grigiastra del cielo s’insinuava tra le carte e i libri che Giulio riponeva con meticolosità negli scomparti della sua libreria. Stava per partire senza meta. L’ultimo caso lo aveva indotto a fare un bilancio della sua vita e l’esito era drammatico.

Meglio non incontrarsi più

Immagine
Piazza dei Miracoli (foto ap) Era accaduto molte rughe prima e faticò a riconoscerlo: meglio cancellare quel ricordo di Cristina Podestà Seria e riservata, non aveva più nulla della antica lucentezza di un tempo. Appariva opaca nell’incedere incerto e banale, nulla a che vedere con l’andatura baldanzosa e sicura di allora. Le rughe solcavano il viso appassito, sfiorita nella nullità del suo egoismo.

Fortunati quei poeti

Immagine
Torre Campatelli, San Gimignano (foto ap) Per chi scrive poesia, tempi difficili. Complicato farsi conoscere ed il web non è generoso con i poeti. Non se la cavano meglio i narratori di Davide Morelli La fortuna critica dei poeti. Chi l'avrebbe detto che Dino Campana sarebbe diventato un immortale della poesia ad esempio? E che dire di Sergio Corazzini, morto giovane, diventato un caposcuola dei crepuscolari? Ma i più sono destinati a scomparire. La gloria postuma è determinata da una concomitanza di fattori.

Più di un fiore

Immagine
Frammenti di vita che tornano alla mente, mentre ci guardiamo intorno di Lettori di Pagine Letterarie (Commento a Il mazzolino per la maestra ,   PL, 29/3/20) Frammenti e pensieri di vita vissuta, richiamati alla coscienza di un oggi cosi tormentato, con stile pulito, svincolato da patetiche ridondanze anche quando il dolore grida o la dolcezza di alcuni momenti affiora. Per questo lo scritto appare essenziale ed efficace. Anna Rosa Vatteroni

Philip Roth, scrittore realistico e visionario

Immagine
Perché scrivere? (Einaudi, 2018) raccoglie saggi, interviste, riflessioni dello scrittore americano contemporaneo più stimato e premiato.  Un’originale lettura di sé da parte dello stesso autore: Philip Roth è scrittore insieme realistico e visionario (ap *) Difficile mettersi davvero a nudo, per uno scrittore, ma ci si può provare. Quando si tratta poi di Philip Roth , il più noto e premiato scrittore americano (anche se non ha vinto il Nobel), il compito sembra immane se non fosse che proprio lui ha dato un contributo prezioso con Perché scrivere? , una raccolta di testi scritti tra il 1960 e il 2013, ora uscita in Italia con Einaudi (2018), dopo la pubblicazione negli Stati Uniti, l’anno precedente, con l’analogo titolo Why write?

"L'ultima Stanza" a Milano

Immagine
L'ultima Stanza, il libro di Marina Zinzani, collaboratrice di Pagine Letterarie, alla libreria Hoepli di Milano

“Evolute” le chiamano quelle parole

Immagine
La cura e la conoscenza di sé, un progetto di cambiamento attraverso la scrittura. Appunto “terapeutica” di Sonia Scarpante (Tratto dal contributo inserito nel libro Medicina narrativa , a cura di Marilena Bongiovanni e Pina Travagliante, Angeli editore, 2017) Ho imparato in questi anni, attraverso la scrittura, ad affrontare me stessa. La scrittura mi ha salvata. Perché vi parlo di scrittura terapeutica? La scrittura è veramente un mezzo potente, un aiuto fondamentale per chi è alla ricerca di un miglior equilibrio interiore.

Le voci che raccontano

Immagine
di Paolo Brondi Chi legge più i versi? La domanda, problematica e non semplicemente retorica, va posta anche per la narrativa. Chi legge ancora Ungaretti, Malaparte, Gadda, De Robertis, Papini, Moravia, Pratolini?