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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica

🇺🇸 Sipario strappato: i fischi all’uscita di scena

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(a.p.).    ▪️È disgustoso che Donald Trump si permetta di infangare il ritiro di Nancy Pelosi. Definire "malvagia e corrotta" un'avversaria di 85 anni, con una carriera politica lunga e onorevole al servizio della nazione, è volgarità. L'attacco personale e senza rispetto, privo di ogni dignità, serve solo a avvelenare il dibattito pubblico, ad alimentare l’odio e la contrapposizione. Non ce n’era bisogno nel momento dell’uscita di scena. La reazione è una caduta di stile, una mancanza di rispetto per il servizio pubblico e per una donna che ha fatto la storia della democrazia americana. Un comportamento che esprime disprezzo per la civiltà politica. #SiparioStrappato #NancyPelosi #DonaldTrump #FischiIndegni #PoliticaUSA #DecoroIstituzionale #Dignità #FineDiUnEra

⚖️ Illazioni contro i giudici: il pretesto per riforme decisive

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(a.p.).    ▪️Le parole pesano come macigni. È il caso delle recenti affermazioni del Sottosegretario Alfredo Mantovano sulle "Procure forti" che influenzerebbero i Giudici per le Indagini Preliminari (GIP). Un'accusa grave e priva di prove, che mina la credibilità di chi garantisce i nostri diritti. Affermare senza evidenze che siano condizionati equivale a dire che un arbitro sia corrotto senza dimostrarlo. Chi accusa deve provare Chi accusa deve provare. Ma in politica sembra non valere. Imputare ai Pm influenze indebite senza fatti concreti mina la fiducia delle persone, la sicurezza legale. L’imparzialità giudiziaria non è un’opinione, ma un principio. Prima di parlare di riforme, si dovrebbero fornire prove; altrimenti, le parole restano insinuazioni. Soffio di riforma. Le domande senza risposta Quali sono i fatti concreti? Ci sono prove, testimonianze, sentenze? Nomi e casi in cui l’influenza è chiara? Si tratta di pressioni, giochi nascosti o soldi? Da dove viene ...

Stop, i conti non tornano: La sindrome del "costruttore ostacolato" sul Ponte

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(a.p.)    ▪️La reazione della politica al parere della Corte dei Conti sul ponte sullo stretto non è stata una risposta tecnica, ma l'attivazione di un copione, la “sindrome del costruttore ostacolato”, che ha forte impatto emotivo. Il costruttore ostacolato: L'emozione contro il merito Come non schierarsi con "chi vuole fare" contro "chi impedisce", la solidarietà è immediata. Ma è anche capace di cancellare qualsiasi domanda inopportuna sul merito o sulla legalità. Corte dei Conti: il consulente che difende i nostri risparmi Eppure la Corte dei Conti non è un comitato eversivo di oppositori politici, e fin qui non era composta da toghe rosse; è una sorta di consulente finanziario a guardia dei nostri risparmi. Quando questo consulente dice "Stop, i conti non tornano, e le procedure sono a rischio", l'ostacolo non è più il giudice, ma i vizi rilevati nelle carte del progetto. L'interrogativo non è se si voglia ostacolare il ponte, ma se s...

🧱 Stop al ponte, attaccare l'arbitro per non contare i falli

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(a.p.)     ▪️ La frenata al progetto del ponte sullo stretto, imposta dal mancato visto di legittimità della Corte dei Conti, ha provocato l'innalzamento di un muro retorico: l'accusa di "invasione di campo". Anziché affrontare i rilievi contabili, dimostrandone l’infondatezza, il controllato accusa il controllore, pretendendo così di rovesciare l'onere della prova. Una trappola. ⚖️ Il confine costituzionale Di fronte a un atto di controllo, spetterebbe a chi accusa di invasione dimostrare che l'organo giudiziario ha agito ultra vires.

Miss alla Casa Bianca, la sfilata delle vanità

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(a.p.) ▪️In un’epoca che richiederebbe la lucidità di Machiavelli e l'integrità di Cicerone—con Gaza e l'Ucraina che bruciano—l’America risponde con audacia. La notizia che Donald Trump stia allestendo la sua corte alla Casa Bianca con uno stuolo di collaboratrici , senatrici, procuratrici e ministre, selezionate anche tra ex Miss di concorsi di bellezza farebbe sorridere, se non confermasse un’irrimediabile mancanza di serietà.  L'estetica del potere: miss e serietà obsoleta Mentre la geopolitica affronta i nodi della sopravvivenza, l'unica preoccupazione reale sembra essere l'estetica del potere. La “serietà” è un concetto obsoleto, quasi un fastidio plebeo. L’unica cosa che conta è l’immagine e il tratto trionfale. La sfilata come nuova diplomazia e realpolitik In effetti, perché dibattere sulla competenza dei ministri quando si possono avere assistenti che hanno già dimostrato le loro capacità? L'esperienza nelle sfilate è il nuovo requisito della realpoliti...

7 ottobre 2023: la violenza nel kibbutz e la memoria della terra senza frutto

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(a.p.) ▪️Nelle comunità del kibbutz, la vita è sempre stata scandita dai ritmi della terra, un'esistenza costruita su valori di cooperazione, lavoro agricolo e cura reciproca. Le loro giornate: il sole che sorge sui campi di agrumi e cotone, i bambini che giocano liberi tra le case, le voci calme degli agricoltori che raccolgono i frutti del loro impegno. Sono luoghi nati da un ideale di pace e innocenza, dove la sicurezza era data dalla vicinanza e dal sogno di una società egalitaria. Il 7 ottobre 2023, la violenza ha fatto irruzione in questi villaggi, trasformando le fattorie in luoghi di orrore e portando via persone che non avevano altra colpa se non quella di vivere. Oggi, ricordando il kibbutz come era e come doveva rimanere – un simbolo di speranza e dedizione – onoriamo la memoria di tutte le vittime dell'eccidio, riaffermando che la vita costruita sulla cura e la solidarietà non dovrebbe mai essere sopraffatta dall'odio. E proprio questo ricordo, pur nel dolore, r...

Una pacca sulle spalle per il destino della giustizia

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(a.p.) ▪️La grande questione della separazione delle carriere si riduce a siparietto tragicomico. Un passaggio storico, il terzo di quattro voti, finisce in pagina per un applauso. Ironico, sfottente, irridente. Nemmeno.  Solo l’accusa di un applauso che poi sarebbe una semplice pacca sulle spalle, tra quei due, i più contenti dell’evento. Sempre loro, il maestro del diritto e l’erede berlusconiano, accoppiata di ferro. Che pena vedere un'aula parlamentare, teorico tempio del dibattito civile, degenerare in un gesto improprio di esultanza e poi in una rissa. Il dramma, il vero, straziante dramma, è, con la riforma, il suo avvilente contorno. Il sacro si scontra con il ridicolo, e il confronto sulle idee si dissolve in una bagarre di stile, una questione di etichetta degna di un galateo scadente.  L'unica via d'uscita è il cambio di argomento, una fugace, e probabilmente ipocrita, preoccupazione per Gaza, usata per non dover ammettere che un tema così grave sia stato trasfor...

La sindaca ci spiega la democrazia

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(Angelo Perrone) Una nuova, e bizzarra, interpretazione della democrazia: secondo la sindaca di Collepasso (Lecce) Laura Manta (lista civica), « Parlo io, chi perde sta zitto: è la democrazia ». Un approccio che fa a pugni con il dialogo e il confronto, dove la minoranza, pur non governando, ha il diritto di esprimersi. Sembra che a Collepasso la dialettica, appunto democratica, sia stata sostituita da un lapidario «chi vince prende tutto, compresa la parola».

Il fortino neofascista

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(Angelo Perrone) CasaPound, il cui nome deriva dal poeta statunitense Ezra Pound, si è imposto all'attenzione della cronaca nel dicembre 2003, quando ha occupato abusivamente un palazzo di proprietà demaniale in via Napoleone III a Roma, nel quartiere Esquilino. Questa occupazione, presentata come risposta all'emergenza abitativa, è stata definita dalla Corte dei Conti come un'operazione che ha causato un danno erariale di oltre 4,5 milioni di euro.

Politica e scienza, il patto tradito

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(a.p.) ▪️La vicenda del ministro Schillaci, e in particolare il dibattito che ne è scaturito, mette in luce una delle sfide più delicate del nostro tempo: il rapporto tra la politica e la scienza. A inizio agosto, Schillaci aveva nominato i membri del gruppo tecnico consultivo nazionale per le vaccinazioni (Nitag), decisione controversa per la presenza di due figure note per le posizioni critiche e, in alcuni casi, contrarie ad alcune vaccinazioni, in particolare quelle anti-Covid. Erano scaturite forti polemiche, per cui il ministro ha dovuto revocare l'intera commissione. La serietà e l'integrità della ricerca, fondate su dati, metodo e rigore, rischiano di essere minacciate dalla vacuità della politica, spesso mossa da logiche di consenso e da una comunicazione che tradisce la complessità dei fatti. In questo contesto, la scienza non può essere piegata a strumento di propaganda. Quando ciò accade, si incrina un patto di fiducia fondamentale, non solo tra cittadini e scienzia...

I due volti del Leoncavallo

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(Repubblica) (Angelo Perrone) Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo a Milano , dopo oltre trent'anni di occupazione, riporta alla luce il nodo irrisolto del rapporto tra legalità, politica e fermento sociale. La notizia, che ha visto il sindaco Sala disconoscere la mossa e la premier Meloni ribadire l'assenza di "zone franche", è uno spaccato delle contraddizioni che governano le nostre scelte.

Il caso Almasri e i dubbi su Nordio

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(Italiainforma) (Angelo Perrone) L'affaire Almasri si sta rivelando un terremoto politico-giudiziario che mina la credibilità del governo italiano e, in particolare, del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Le rivelazioni del Tribunale dei ministri contraddicono le versioni ufficiali, suggerendo una gestione opaca di un caso internazionale.

L'urgenza come sistema

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(Adnkronos) (Altre riflessioni in " 100 Meloni " , Critica liberale, 25.6.25) (Angelo Perrone) Il Governo Meloni ha superato i cento decreti legge , mantenendo una media mensile di 3,03, in linea con i governi precedenti. Questo dato, puramente numerico, evidenzia una tendenza che va ben oltre la statistica: l'uso del decreto legge, strumento costituzionale per "casi straordinari di necessità e urgenza", si è trasformato in una modalità ordinaria di legiferare . La vasta gamma di materie affrontate, dall'Anti-Rave all'ex Ilva, ne è la prova. A questa rapidità si contrappone però un'alta percentuale di decreti decaduti (12 su 100), rendendo inefficaci molte iniziative.

La crisi della partecipazione, il caso referendum

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(Altre riflessioni in Disaffezione e referendum , Critica liberale, 16.6.25) (Angelo Perrone)  La bassa affluenza ai referendum rivela una crisi profonda nella partecipazione politica in Italia, sintomo di una disaffezione popolare che si estende a molte democrazie occidentali. Questa assenza di voto non è semplice pigrizia, ma un eloquente segnale di sfiducia nella politica e nella sua capacità di rappresentanza, come dimostrano i recenti referendum con affluenze spesso sotto le soglie di validità.

Referendum, la retorica e la sfiducia nella partecipazione

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(Angelo Perrone) Il linguaggio dei politici, spesso, sembra aver perso ogni freno, scivolando in una retorica che avvelena il dibattito pubblico. Quando definisce gli elettori "schifati" per la bassa affluenza a un referendum senza quorum , il presidente del Senato, Ignazio La Russa, non fa un semplice scivolone di linguaggio, ma di sostanza. Nell’esternazione, non c’è analisi, difettano il commento, la riflessione. 

La Meloni sul referendum, tra indifferenza e disimpegno

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(Altre riflessioni in Il diritto al "non senso" della democrazia , Critica liberale, 6.6.25) (Angelo Perrone) L'affermazione della presidente Meloni (il “non voto” al referendum su lavoro e cittadinanza come un suo diritto) è una posizione inquietante in tempi di crisi democratica.

Silvia Salis, e non solo

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(Angelo Perrone) Proposte concrete, prive di clamore, ricche di sostanza. Genova, Ravenna, Taranto, Matera. L'intento di affrontare le sfide con metodo e una visione a lungo termine, piuttosto che con soluzioni effimere. Si percepisce consapevolezza delle difficoltà e dedizione.

Il silenzio delle urne

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(a.p.) ▪️« Farò propaganda per il non voto», ha detto Ignazio La Russa , che è la seconda carica dello Stato, non un qualsiasi politico di partito. Lui, sui cinque referendum abrogativi dell'8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza, dirà «ciò che pensa affinché la gente se ne stia a casa».  La dichiarazione solleva il tema del ruolo delle istituzioni. Il presidente del Senato ha scelto di prendere una posizione attiva contro il voto, promuovendo l'astensione, così mettendo in discussione il principio costituzionale della neutralità delle cariche pubbliche. Ci si aspetta invece, come dalle altre figure istituzionali, che garantisca il neutrale funzionamento della vita democratica, senza favorire una parte politica né sostenere una strategia elettorale.  La propaganda per l'astensione ha conseguenze dirette sulla partecipazione elettorale, scoraggiando il dibattito pubblico e la formazione di un'opinione informata. In un contesto in cui l'affluenza alle urne è bassa, un ...

Leone XIV, visto dal lato destro

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(Angelo Perrone) La prima omelia di Papa Leone XIV è un richiamo alla missione spirituale della Chiesa, un invito all'umiltà e al servizio. Chiunque detiene un ministero di autorità deve «sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato». Il messaggio, elaborato sulla figura del capo della cristianità, rappresenta un monito per chiunque detenga un potere, grande o piccolo esso sia. È la riaffermazione di una tradizione millenaria di leadership morale che pone l'accento sulla responsabilità e sull'abnegazione, piuttosto che sul potere e sull'influenza politica.

L'estetica di Lollobrigida, su Trump

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(Altre riflessioni in " Lollobrigida, pensieri fashion su Trump ", 7.5.25) (Angelo Perrone) Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida commenta l’immagine di Donald Trump vestito da Papa, generata con l’intelligenza artificiale e rilanciata sui social dalla Casa Bianca. Quella, per ricordare, in cui il presidente Usa si mostra vestito da Papa, con abito talare bianco, mitra e crocifisso dorato, nell'atto di impartire una benedizione. Provocazione, derisione, cattivo gusto, cretinata? Macchè, il pensiero del ministro è in sintesi: non guardiamo gli abiti dei leader.