Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta psicologia

👵 Non solo ricordi: l'eternità dell'amore di una nonna 🕊️

Immagine
Cara nonna, modi di essere e di fare: le tante tracce che ci riportano a chi abbiamo amato. Quando un luogo si svuota della presenza amata, ciò che rimane si fa sentire più forte: la nostalgia. Questo toccante ricordo personale della nostra collaboratrice ci guida attraverso il dolore della perdita, la ricerca instancabile di chi non c'è più, e la dolce scoperta di come i modi di essere e le tracce di chi abbiamo amato possano renderli eterni, trasformando il ricordo in una parte inseparabile di noi. 🕊️ La nostalgia e la ricerca incessante (Valeria Giovannini) ▪️ Nostalgia. Talvolta sogno di essere a casa sua. Tuttavia lei non è più lì, l’appartamento va svuotato. E anche nel sogno sento una forte nostalgia. La cerco. Soprattutto quando vado in centro: ogni tanto mi capita di vedere qualcuno che le assomiglia. Ma non è lei. Non è mai lei. Non è più lei. 🕊️ Il rifugio perduto e la comunione di anime Posso soltanto abbracciare il suo ricordo. È la persona che più mi manca. Era il...

La comfort zone: Il rifugio di the e coperta dove l'anima non ha maschere

Immagine
( Marina Zinzani)      ▪️ Ci sono zone circoscritte, in cui sembra di vivere meglio. È il conosciuto, ciò che appaga. I piaceri semplici della comfort zone È la tazza di the sul divano, mentre fuori fa freddo. È il piatto di pasta che non delude mai, pur con pochi ingredienti. È la partita di calcio che provoca sussulti e tensioni, attesa prima della partita, partecipazione, e a volte cuore a mille. È la bottiglietta di birra davanti alla tv, di sera.

🎭 La stagione delle maschere: Il paradosso di un borgo che prestava il volto

Immagine
(a.p.)     ▪️ Nel borgo, dove la luce del giorno si ritira presto e le ombre si fanno lunghe, esiste un’usanza antica: prestare il volto ad altri. L'antica usanza di prestare il volto ad altri Quando l’aria si fa più fredda, ogni abitante indossa una maschera prima usata da altri. C'è l'uomo che lavora sui numeri, ma al calar delle nebbie calza il volto del saltimbanco, e dispensa allegria. C’è la guardiana, inflessibile, che si copre con l’effigie del sognatore e si aggira tra le vie con passi leggeri. Non lo fanno per divertimento, ma per necessità. Credono che il loro vero volto sia troppo esposto o troppo scomodo per l'ultima parte dell'anno. Hanno il permesso di recitare una parte che il loro ruolo non consente.

Ma quanto dura il tempo?

Immagine
La percezione della durata del tempo è molto soggettiva: perché? I fattori che contano di Paolo Brondi Perché, mentre s’invecchia, gli ultimi anni e perfino il singolo giorno sembrano fuggire con una rapidità sorprendente e gli anni di scuola sembrano durare un secolo? Una ragione banale e ricorrente fa appello al carattere nuovo e originale delle esperienze giovanili che rendono piena la vita e fresca la memoria e alla routine, spesso monotona, dei contenuti d’esperienza, man mano che il tempo passa.

Fantasmi all'appuntamento

Immagine
di Marina Zinzani Il percorso di ricerca può essere accidentato, incerto, a volte anche pericoloso. Si possono trovare lungo questo percorso delle parti di sé inesplorate, impreviste. Lo sguardo indietro pone interrogativi, il sottolineare le proprie imperfezioni, le cose che si potevano fare, che si dovevano fare.

Archeologia: l’indagine dell'anima

Immagine
di Valeria Giovannini (Commento a Valentina Erculiani e Roberto Sirigu, Archeologia inversa , E dizioni  Le foglie del gelso, 2015) Un archeologo e una psicanalista. Dialogo d'anima. Nel profondo della terra. Nella memoria del sotterraneo. "Diventare una cosa morta è il nostro destino". Il suicidio di un collega. Il suo corpo abbandonato sugli scogli. "Una cosa. Il giorno prima era con noi. Ed oggi, ora, è una cosa." La consapevolezza che l'archeologia si occupa di "cose". Compresi i corpi, un tempo vivi.