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Albero senza foglie

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Racconto di Vespina Fortuna Tratto da “Donne maledette” (ap) Una raccolta di storie (immaginarie) di donne che hanno vissuto sulla loro pelle un orrore, diverso per natura, ma sempre lacerante, affrontato con una forza disperata, alla ricerca di una via di uscita, forse impossibile da trovare. Non ti ho mai lasciato, figlio mio, non ti ho mai abbandonato, che tu lo creda o no. Ti ho affidato al mare perché si prendesse cura di te e anche perché non ho avuto altra scelta. 

Cultura: il filo invisibile tra le parole

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(ap) Talvolta ci si chiede di quali mezzi si avvalga la cultura, specie nell’epoca del web : brevi messaggi, chat , comunicazioni istantanee, oppure libri, poesie, saggi, magari instant books, insomma pagine più articolate . In tutti i campi della conoscenza e i settori della vita sociale. 

L'eterno dilemma

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di Laura Bonfigli Il racconto Sapore di sale  (su Pagine Letterarie , 21/3/14), con una narrazione fluida, apparentemente colloquiale, in realtà va poi in profondità, là dove si annidano, non solo le inquietudini, ma anche tutte le potenzialità inespresse di una vita che, all' improvviso, tornano a bussare sulla soglia della coscienza proprio quando tutto, apparentemente, sembra sotto controllo.

Colori a Palaia

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Tribunale di Pisa, ciao

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Da Pisa a Livorno, una scelta per proseguire il lavoro di sempre nel settore penale, ma non solo. Anche per affrontare problemi nuovi, con metodi più elaborati. Un percorso nella continuità e nel rinnovamento. Senza dimenticare nulla degli anni trascorsi, e con un pizzico di nostalgia.   Piero Calamandrei è il mitico giurista, membro autorevole dell’Assemblea costituente, al quale ritorna il pensiero nei momenti più delicati.

Sapore di sale

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Racconto di Paolo Brondi Le mie parole, in questo pomeriggio d’estate, aleggiano nella stanza e rimangono svuotate dalla calura della stagione che si arrocca a strati presso il soffitto, vanamente cacciata dal ventilatore Ruini. Il riccioluto, boccoleggiante, studente liceale che mi sta appresso suda copiosamente sotto le ascelle e in fronte, nel cercare di afferrare le parole in fuga, ma non riesce e rimane lì, accanto a me, intontito dallo sforzo, con gli occhi acquosi e vani. Non capisce, o forse sì, ma quando tenta di rispondere alle mie domande, non ricorda più come si articola la regola della perifrastica passiva.

Veleno per topi

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Racconto di Vespina Fortuna Tratto da “Donne maledette” (ap) Una raccolta di storie (immaginarie) di donne che hanno vissuto sulla loro pelle un orrore, diverso per natura, ma sempre lacerante, affrontato con una forza disperata, alla ricerca di una via di uscita, forse impossibile da trovare. Maleditemi pure, se volete, non m’importa! Ho dovuto fare ciò che ho fatto, l’ho dovuto fare, secondo coscienza. Era un uomo spregevole il mio. 

Andrea, Er moretto de Garibardi

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Poesia di Vespina Fortuna Dice che hanno sentito un forte botto qua a Trastevere, vicino la chiesa de Santa Maria! Pare che er Moro c’è rimasto sotto e che lo stanno a porta’ a la farmacia.

Grazie, Babbo Natale

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Racconto di Vespina Fortuna Ormai eravamo quasi alle porte di dicembre ma Babbo Natale quest’anno non aveva proprio voglia di distribuire i regali. Era troppo triste per tutti i bimbi che aveva visto portar via dalla furia delle acque e del vento nelle Filippine, per quelli affogati nel mare a pochi metri da Lampedusa, ai quattro piccoli travolti dall’alluvione in Sardegna, alle migliaia di bimbi affamati e a tutti quelli cui insegnano ad imbracciare un fucile più alto e più pesante di loro.

La casa in collina

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Racconto di Paolo Brondi Il vino, di un bel rosso rubino, gorgogliava scendendo dal fiasco impagliato, e le due grandi coppe titillavano nel riempirsi e Giulio e Irene si scambiarono un brindisi spontaneo e sincero. «Questo vino, Irene è veramente oblio dai mali! Non scalda solo il corpo, ma anche l’animo e ridona entusiasmo. Non le fa questo effetto?». Irene non rispose, ma lo guardò: era lo sguardo di una donna ammirata dall’uomo che aveva dinanzi, un uomo che le appariva affascinante nel portamento, nell’asciuttezza del corpo, e dotato di una muscolatura di cui la stretta di mano faceva presagire elasticità e freschezza; ne ammirava il viso, dalle linee pure, forti e delicate; gli occhi, dorati di verdi pagliuzze e le tempie appena striate di bianco.