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Siamo leoni in gabbia?

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di Giovanna Vannini Ci sono momenti nella vita che dovremmo avere il diritto di mollare. Come i topi, che per primi abbandonano la nave che affonda. Salire sulla scialuppa, farsi risucchiare dal buio della notte, non farsi più trovare. Vigliacchi, senza sensi di colpa, senza ripensamenti. Vigliacchi, vigliacchi e vigliacchi.

Mai banale, quando una donna scompare

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di Marina Zinzani Quando una donna muore, ci sono dei bambini a casa. Ci sono una madre, un padre, dei fratelli, delle sorelle.  Quando una donna muore in un certo modo, in quel modo in cui quotidianamente ormai avviene, la tristezza, il rammarico prendono il sopravvento. Spesso nasce un giallo: chi è stato, dove ha passato le ultime ore, che tipo di vita aveva, magari lei non era una donna seria ed aveva una relazione segreta.

La memoria che ci accompagna

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di Marina Zinzani (Ascoltando Antonio Vivaldi) https://www.youtube.com/watch?v=dRfBqp7GZSk Antichi rovi spine che hanno ferito parole che hanno cambiato. Antiche sere tramonti sul mare sabbia fra le dita l’aria fresca che arriva a riva parole liete.

Sonia Scarpante: parole per guarire

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Scola: quando una giornata è particolare

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di Marina Zinzani Quando muore un artista, il lutto è di molti. Non solo di chi l’ha conosciuto ed amato, ma anche di chi è stato accompagnato durante gli anni dalle sue opere, dai suoi personaggi.  Spesso ha trovato in quei personaggi degli amici virtuali in cui si è identificato, che lo hanno aiutato a capire, che lo hanno arricchito.

L’addio di Celine Dion

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(ap) Celine Dion, la cantante e attrice canadese, ha rivolto il suo ultimo saluto al marito, al termine della lunga battaglia contro il cancro, nella basilica di Notre Dame a Montreal in Canada. Con lei i figli. Il più grande, Renè-Charles: “Mi hai lasciato bellissimi ricordi da condividere con i fratelli più piccoli; cercherò di trasmettere loro tutto quello che mi hai insegnato”. Lei, non ha parlato nel corso del rito funebre.

Mietitura: storie familiari d'altri tempi

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di Paolo Brondi La frigidità e secondarietà di tante pagine mediatiche, il cui effetto sulle coscienze è quello stesso della metafora "gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo", causano l'evanescenza di ricordi e suggestioni, che, tut tavia, per non essere del tutto fagocitati dalle realtà linguistiche

Il mare di Umberto Bindi

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di Marina Zinzani (Dedicato ad Umberto Bindi https://www.youtube.com/watch?v=wuehydVMgWE ) C’è una canzone che parla del mare, l’ha cantata Umberto Bindi. Si chiama “Io e il mare” (il testo è di Bruno Lauzi) e parla di uno sguardo struggente verso l’orizzonte, in quel mare che ha visto nascere amori, che ha fatto provare emozioni, coltivare speranze. Di fronte al mare, tanti anni dopo, l’uomo ricorda le promesse con disincanto.  “La vita mi ha cambiato” dice.

Ettore Scola: l'ironia per capire il nostro tempo

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di Giovanna  Vannini Ne ho visti molti, li ho amati tutti. Per via di quella poesia che sostava in ogni sua immagine, per via di quei silenzi traboccanti di sguardi, di espressione, per quella lentezza che lasciava spazio al proprio sentire, immaginare, elaborare, per quella capacità di condurti e trasportarti nel tempo, andando e tornando usando la stessa inquadratura, mutandone la luce, l'atmosfera, la musica. Mostri sacri del cinema italiano e straniero hanno reso servigio e servizio ai suoi capolavori, essendo sempre quello che lui voleva fossero: perfetti nel loro dar vita ad altri. Ho scene di alcuni suoi film incorniciate nella memoria, viste e riviste seduta in punta di divano, con i gomiti appoggiati sulle ginocchia, con le mani incrociate sotto il mento, lo sguardo fisso sullo schermo, il respiro corto, come a voler trattenere, fare del suo mio. Succede, sempre mi succede davanti al bello. ( http://artigianascrittora.blogspot.it )

Solitudini tra silenzi e paure

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di Marina Zinzani La solitudine di un uomo alle cinque del mattino, la ditta non va bene la solitudine di una donna che arriva a casa stanca la sera la solitudine di uno studente, il lavoro è un miraggio e chissà la pensione