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Il monito di Abraham Lincoln: l'anima della democrazia nell'epoca dello scontro continuo🗽

(Introduzione a Abraham Lincoln). Mentre le democrazie moderne vacillano sotto i colpi della politica delle urla e di una divisione sempre più estrema, il richiamo ai valori fondamentali non è più solo esercizio di memoria, ma un atto di difesa civile. Le parole di Abraham Lincoln, in una lettera all’insegnante del figlio, tracciano una rotta etica per una società che sembra aver smarrito il senso del limite e il rispetto per le regole del vivere comune. Segue a.p. - COMMENTO. (Abraham Lincoln) ▪️ “ Caro maestro, le chiedo molto ” L’equilibrio tra il bene e il male  “Professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe, per ogni egoista c'è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Il valore della sconfitta e la meraviglia del mondo ...
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Dostoevskij e le "Memorie da una casa di morti": il valore della dignità nel baratro dei Gulag ❄️

(Introduzione a Liana Monti). Il confine tra la vita e la morte non è sempre un battito che si ferma, ma a volte è una catena che si stringe. In questo contributo, Liana Monti ripercorre l'inferno siberiano di Fëdor Dostoevskij, ricordandoci che anche dove l'uomo viene ridotto a "non defunto", la scintilla della dignità e il desiderio di libertà restano le uniche ancore di salvezza. (Liana Monti) ▪️ L'inferno di ghiaccio: la realtà dei lavori forzati Il libro tratta di fatti realmente accaduti, autobiografici, durante il periodo di prigionia all’interno di una delle colonie penali in Siberia conosciute come Gulag. L’autore ci introduce in un mondo fatto di stenti, sofferenza, punizioni, dolore, morte. Un luogo dove si trovano coloro che sono stati giudicati colpevoli di crimini di vari tipi: politici, e comuni come violenze e omicidi. Persone provenienti da diversi ceti sociali e militari. Condannate alla prigionia per vari anni o addirittura a vita. Nel momento i...

Il comico del circo: la solitudine di un’identità senza nome 🎪

(Introduzione a Daniela Barone). C'è una distanza siderale tra gli applausi sotto le luci di un tendone e il silenzio di una strada di città. In questo racconto, la memoria dell'infanzia diventa lo specchio di una riflessione necessaria: come siamo passati dallo scherno verso "quelle persone" al rispetto dell'identità di chi, oggi, rivendica il diritto di essere chiamato con il proprio nome. (Daniela Barone) ▪️ L'arrivo del carrozzone: la magia dell'estate Ogni estate nel piazzale del mio quartiere arrivava il carrozzone del circo Remo Travaglia. Erano momenti davvero speciali non solo per noi bambini, ma anche per i grandi che si accomodavano sulle sedie di legno un po’ malconce per assistere agli spettacoli serali. Anche la mamma e papà si divertivano a guardare le malefatte dei pagliacci o i numeri strampalati degli attori. Spesso ci sedevamo in seconda fila, vicino a una vecchia signora elegante che tutti chiamavano ‘la Contessa’. Nessuno sapeva se rea...

L'identità dimenticata: la maschera che ruba il volto 🪞

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). C’è un momento in cui smettiamo di essere noi stessi per diventare la proiezione di ciò che abbiamo costruito. In questo componimento, Maria Cristina Capitoni esplora il "guaio" di un'identità che si annida in un profilo fittizio, talmente curato e verosimile da indurre all'oblio del proprio volto originario. Una lirica sull'autoinganno e sulla vertigine del non riconoscersi più. Segue a.p. – COMMENTO. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Sì, ma non abbastanza  da chiamarlo “io” invece è qui che mi annido adesso  ed è questo il guaio ho disegnato un profilo diverso  talmente vero che poi col tempo  ho scordato chi ero. (a.p. – COMMENTO) Il cuore della poesia risiede nel passaggio tra il disegno di un "profilo diverso" e la constatazione finale: l'eccesso di verosimiglianza ("talmente vero") è ciò che trasforma la maschera in realtà e la realtà in ricordo sbiadito. L'autrice definisce questo processo com...

Il nido vuoto e il paradosso di Victoria Beckham: quando una madre non sa lasciare andare 🪹

(Introduzione a Marina Zinzani). Un episodio di cronaca rosa — il matrimonio di Brooklyn Beckham — diventa il punto di partenza per una riflessione più profonda e universale: la "sindrome del nido vuoto". Marina Zinzani esplora con delicatezza il conflitto silenzioso tra madri e nuore, il senso di perdita che accompagna l'indipendenza dei figli e la difficoltà di accettare il mutare delle stagioni della vita. Un invito al buonsenso e all'apertura del cuore per lasciare che i giovani volino liberi. (Marina Zinzani) ▪️ L'episodio Beckham: un ballo conteso Gira sul web la storia della diatriba fra Brooklyn Beckham e la sua famiglia. Fra le tante cose che lui ha raccontato, quella del matrimonio con Nicola Peltz ha fatto sorridere: quel giorno il primo ballo non sarebbe avvenuto fra i due sposi, ma fra Brooklyn e la madre Victoria. Questo perché la madre ha preso la scena, e si sarebbe lasciata andare ad un ballo con comportamenti definiti inappropriati dal figlio, me...

⚖️ Rocco Chinnici: il metodo del Pool antimafia, e il valore dell’unità della giurisdizione

(a.p. – Introduzione) Rocco Chinnici non è stato solo il fondatore del Pool antimafia; è stato l'architetto di un metodo che ha cambiato la storia d'Italia. Mentre il potere politico faticava a dare un nome alla mafia, Chinnici (1925-1983) ne scardinava i segreti integrando intelligenza investigativa e rigore giudicante. Il suo "metodo" nacque proprio da quella cultura dell'unità della giurisdizione che oggi si vorrebbe demolire. Chinnici è la prova vivente che separare le carriere significa spezzare lo strumento più affilato che lo Stato abbia mai avuto contro il crimine organizzato. Il profilo e il percorso: il Pool come integrazione di saperi Rocco Chinnici ha avviato il Pool antimafia, un nucleo specializzato che ha tracciato il solco per giganti come Falcone e Borsellino. La sua non fu un’intuizione burocratica, ma il frutto di una carriera costruita attraverso la conoscenza capillare dei meccanismi giudiziari. Chinnici non cercava "super-poliziotti...

Tre colpi a Minneapolis e il silenzio del PM: la separazione delle carriere e la crisi della legalità 🧭

(Introduzione ad a.p.). Il caso di Renee Nicole Good a Minneapolis svela il volto drammatico di una giustizia senza controllo di legalità. L'isolamento del Pubblico Ministero dalla giurisdizione trasforma l'accusa in un braccio esecutivo del potere politico. Un'analisi necessaria sui rischi della separazione delle carriere e sul futuro della magistratura in Italia. (a.p.) ▪️  Omicidio di Renee Nicole Good: la giustizia resta muta Il tragico epilogo di Renee Nicole Good a Minneapolis — uccisa il 7 gennaio 2026 da un agente dell'ICE in un'azione che i video smentiscono e la politica blinda — non è solo un fatto di sangue. È il sintomo di un’eclissi: quella del Pubblico Ministero come custode di legalità. In quel momento, mentre la forza si faceva arbitrio sotto l'egida di una retorica emergenziale, l'accusa è rimasta un’entità fantasmatica, incapace di abitare lo spazio del controllo. Il capolavoro dell’isolamento: la deriva della separazione delle carriere Do...

La donna lamentosa. E non è solo stanchezza fisica 🤦‍♀️

(Introduzione a Marina Zinzani). In questo racconto, l’autrice dà voce a una condizione invisibile ma pervasiva: il senso di colpa di chi, pur vivendo una vita apparentemente "privilegiata" o "normale", soccombe sotto il peso di una stanchezza che non è solo fisica, ma esistenziale. È il paradosso della "donna lamentosa", giudicata da un coro di conoscenti che brandiscono il confronto con chi "sta peggio" come un’arma, finendo per soffocare ogni richiesta di ascolto in un mare di consigli non richiesti e medicina alternativa. (Marina Zinzani) ▪️ Il confronto che zittisce Arrivo a casa ed ho tremila cose da fare. Il mio lavoro è un part-time, di cosa mi posso lamentare, mi dice qualcuno. Pensa a quelle donne che fanno otto ore, e restano fuori dalla mattina alla sera, e poi hanno dei figli da gestire, anche piccoli, non hanno nessun aiuto in casa, ed hanno anche dei genitori anziani da gestire, pensa a loro. Tu fai solo sei ore, di cosa ti lamenti...

Il cavalluccio marino, un nome ritrovato e una riconciliazione 🌊

(Introduzione a Daniela Barone). In questo racconto intimo e coraggioso, l’autrice affronta uno dei temi più complessi dell'animo umano: l'elaborazione di una perdita invisibile. Attraverso una visione onirica popolata da creature marine e simbolismo biblico, il testo ci conduce nel cuore di una scelta dolorosa, ricordandoci che dare un nome alle cose è l'unico modo per farle esistere e, infine, per potersene congedare. Una testimonianza che non cerca giudizio, ma comprensione, celebrando quel "filo di seta" che lega la memoria di chi non è nato alla forza di chi lotta per restare. (Daniela Barone) ▪️ Il torpore e il richiamo del mare È tardi ma non mi decido ad andare a letto. Come tante sere mi accoccolo sul divano davanti al televisore. Scorro i vari canali finché un documentario della National Geographic attira la mia attenzione. Si tratta del Mar Rosso, che meraviglia! Ci ero stata in vacanza due anni fa e ricordo ancora vividamente i tanti pesciolini multico...

Domani è un altro giorno, il coraggio di Rossella O’Hara oggi 💭

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono frasi che smettono di essere semplici battute cinematografiche per diventare veri e propri manifesti esistenziali. Marina Zinzani riflette sul potere rigenerante del celebre motto di Rossella O’Hara, calandolo nelle pieghe faticose della realtà quotidiana: tra amori tortuosi, precarietà lavorativa e solitudini silenziose, alla ricerca di quel coraggio necessario per credere che il cambiamento sia ancora possibile. Segue a.p. – COMMENTO. (Marina Zinzani) ▪️ Il manifesto di chi non si arrende L’immagine di Rossella O’Hara alla fine di “Via col vento” e la sua frase rimasta nella storia: “Domani è un altro giorno”: quelle parole sono diventate manifesto delle vite coraggiose che non si arrendono, che mantengono ancora la speranza. Non è semplice mantenere la speranza. E’ qualcosa che viene continuamente attaccato, fino a rimanere sempre più esile, fino a rasentare la disillusione. Le ferite dell'amore e del lavoro La ricerca di un’anima gemella...

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...