Racconto di Paolo Brondi Nicola non aveva ancora venti anni e già si comportava da vecchio. I suoi coetanei trascorrevano il loro miglior tempo agitando i piedi, calamitati da una elettrica selva di note, stringendo al petto, con sentimenti non certo ideali, le standardizzate figure femminili di allora, facendo oggetto del loro discorrere una sequela di ingenuità e di stupidaggini. Lui si traeva in disparte, assumendo verso gli avvenimenti serietà e rigore con il risultato di rendere anacronistico il suo corpo rispetto ad una società immemore di un futuro, di una esigenza corale e immersa nell’oblio. Si meravigliava che anche i non più giovani corressero ai divertimenti: la gente si riversava nei ritrovi, un’onda di macchine nascondeva il nero dell’asfalto ed era tutto un brulichio di chiacchiere, di sguardi, di sorrisi, ogni lembo di terra variopinto: qui la pubblicità, là la vetrina illuminata al neon, la diva procace in mostra ai margini della strada.. Un mondo di illusioni ...