di Marina Zinzani Non c’è giorno in cui manchi una storia di cronaca nera legata alle donne, alle donne uccise, fatte sparire, dando vita a dei veri e propri gialli. Ci si chiede cosa trasmettevano alla TV anni fa, quando la parola femminicidio non esisteva. Non c’erano inchieste, ricerche dello scoop, aggiornamenti dell’ultima ora. E neanche c’erano gli opinionisti, quelli che sanno tante cose della vittima pur non avendola mai conosciuta, intuiscono il suo profilo psicologico, vanno a fondo nei suoi legami famigliari, in una sorta di curiosità collettiva, anche morbosa, operante pure sui social. È vero, c’è il giallo che richiama l’attenzione. In giornate uguali, in una quotidianità a volte apatica, il giallo attira sempre, prende la mente, la fa risvegliare, lavorare, la fa diventare un piccolo detective. L’attenzione a queste storie garantisce poi un audience importante. Poi c’è la vita, oltre le telecamere. Le foto di queste donne e il loro mondo semplice, fatto di foto con f...