Passa ai contenuti principali

Gli amanti di Marc Chagall, tra sogni volanti e la solitudine della realtà

Dipinto di Marc Chagall, che raffigura una coppia di amanti che volano in cielo sopra le case di un villaggio russo.
(a.p. - INTRODUZIONE) ▪️ Fantasie popolari, figure volanti, personaggi solitari. Il presente, in Marc Chagall, è sempre trasfigurato in un sogno che richiama le suggestioni della sua infanzia, comunque felice nonostante le tristi condizioni degli ebrei russi, come lui, sotto lo zar. Colori liberi e brillanti accompagnano figure semplici e sinuose, superano i contorni dei corpi e si espandono sulla tela in forme fantastiche. Le sue opere sono dedicate all’amore e alla gioia di vivere, descrivono un mondo poetico che si nutre di ingenuità ed è ispirato alla fiaba, così profondamente radicata nella tradizione russa.

Primo piano di un uomo in età matura con sguardo pensieroso e riflessivo, illuminato da una luce intensa.
(Marina Zinzani - TESTO) ▪️

Desideravo una casa, un luogo caldo ed accogliente in cui tornare la sera.

Desideravo qualcuno a cui raccontare la mia giornata.

Desideravo un grande albero, a Natale, pieno di luci e di regali.

Desideravo una bambina che mi accogliesse buttandomi le braccia al collo. “Il mio papà!”: ecco le sue parole.

Desideravo un luogo di vacanze, ma soprattutto un luogo dell’anima.

Desideravo qualcuno con cui sorridere e capirmi al volo.

Desideravo qualcuno che mi capisse, quando ero triste.

Desideravo un anfratto, un’isola, un minuscolo posto in cui ci fossero briciole di felicità.

Desideravo raggiungere un equilibrio, e lasciarmi alle spalle le cose cattive.

Desideravo avere ali per proteggere i miei cari, ali e scudi, perché il mondo di fuori non ci urtasse, rovinando tutto.

Pensieri di un uomo che torna a casa la sera. Rientra in poche stanze silenziose, in un mondo ben lontano da ciò che aveva desiderato. La vita continua, gli dicono, ci saranno altre storie, altre possibilità. Il tempo passa, e crea quella sottile anestesia che è anche freddezza, a volte freddezza necessaria.
Pensieri di una donna che torna a casa la sera. Ricominciare di nuovo, ricerca di qualcuno, ricominciare quando ci sono ancora le rovine e ogni passo è pesante. Troverai un altro uomo, vedrai, il mondo è pieno di uomini là fuori che ti apprezzerebbero, le dicono. Ma il cuore si sta chiudendo, è freddo, è freddo dentro le ossa, le emozioni sembrano congelate.
Pensieri della dea dell’amore, presenza invisibile che vola in alto nel cielo, battito d’ali di una farfalla, il mondo etereo degli amanti di Chagall. Ha fallito, la dea dell’amore, restano  i volti stanchi di un uomo e una donna che non hanno trovato le parole per incontrarsi, la forza per sorreggersi, la costanza per accettare i momenti grigi, il coraggio per superare le cadute. E’ triste, la dea dell’amore che vola sopra i tetti, la magia di un incontro se n’è andata, restano solo persone avvilite, stanche, sole.
E’ misterioso il suo volto, nessuno la vede, tutti la invocano. Ricordo di qualcosa, calore antico di cui si va alla ricerca. Mille volti, e nessuno. Gli amanti di Chagall volavano tenendosi per mano, e lei guarda, malinconica, quella coppia separata. Vorrebbe scendere e parlare ai loro cuori, parlare con un sogno che sia una premonizione di nuova, futura, gioia.
Ma i passi di tanti sono lenti, pesanti. Pochi volano come gli amanti di Chagall.

(Foto 1. Pochi volano come gli amanti di Chagall. Il mondo etereo del pittore, in contrasto alla freddezza dei nostri giorni.
Foto 2. I pensieri di Chagall: tra desideri non realizzati e la silenziosa ricerca di un senso.)

Commenti

Post popolari in questo blog

🖋️ Felicità senza limiti: Hemingway e la nostalgia della Parigi anni '20

(Introduzione a Marina Zinzani). Può una sola frase racchiudere il peso delle relazioni umane e il desiderio di libertà? Attraverso le pagine di "Festa mobile", Marina Zinzani ci conduce tra i bistrot di una Parigi perduta, dove la creatività cercava spazio tra i limiti imposti dal mondo e dagli altri. (Marina Zinzani) ▪️ La Parigi di "Festa mobile" “Quando giungeva la primavera, anche la falsa primavera, non restava che da risolvere il problema del posto in cui sentirsi più felici. L’unica cosa che poteva rovinare una giornata era la gente e se riuscivi a evitare di prendere impegni, non c’era giorno che avesse limiti. Era sempre la gente a limitare la felicità, tolti i pochissimi buoni proprio come la primavera.” (Ernest Hemingway, “Festa mobile”). “Era sempre la gente a limitare la felicità.” È la Parigi degli anni Venti di cui Hemingway parla, quella che lui ricorda con struggente nostalgia. Si può immaginare un mondo a sé, affascinante e privilegiato, appuntame...

La dolcezza di una madre, nella musica di Rachmaninov

( Marina Zinzani - Commento a  “Piano concerto n. 2 – Rachmaninov”) .  C’è tanta dolcezza nello sguardo di una madre quando pettina sua figlia quando ripone i suoi quaderni quando non apre il suo diario e c’è ansia continua, sotterranea il mondo di fuori  quello che si sente dire e c’è confidenza segreta felicità quando la figlia arriva e riempie la casa con le sue parole la dolcezza di una madre è come un mare d’estate al mattino pieno di buone cose a venire la promessa di una vita piena appagante in cui non si è mai più soli.

La buona Giustizia. Persone, carta riciclata e dedizione: il volto umano che parla al presente 👨‍🎓 👩‍🏫 🧑‍✈️ 🙎‍♀️

(Introduzione ad a.p. con un post-scriptum). Esistono testi che il tempo non consuma, ma rivela. Questo racconto è stato scritto tempo fa. Parla di una sezione distaccata di Tribunale, di faldoni, di carta riciclata a mano e di silenzi operosi. Non leggetelo come un reperto archeologico. Oggi, mentre il dibattito pubblico si arena su tecnicismi referendari e grandi riforme sistemiche, questo "busto dell'antenato" esce dal sotterraneo per parlarci di ciò che stiamo perdendo: la prossimità. Riproporlo oggi non è un esercizio di memoria, ma un monito. È la prova che la "buona giustizia" non abita solo nei grandi palazzi, ma nel senso di appartenenza di chi considera l'ufficio "cosa propria". In un momento in cui tutto sembra diventare astratto, torniamo a dove la giustizia era, semplicemente, un fatto umano. 🔵🔵🔵 Lavorando in una sezione distaccata di Tribunale: la giustizia decentrata (a.p.). Pochi passi separano, ai due lati estremi del corridoio ...

Dal magistrato al super-poliziotto: il rischio di un’accusa senza cultura del dubbio 👮 ⛓️‍💥

  (Introduzione ad a.p.). Cosa cerchiamo in un Pubblico Ministero? Un funzionario che vuole "vincere" la causa a ogni costo o un magistrato che cerca la verità, anche quando questa scagiona l’imputato? La separazione delle carriere non è solo una questione di uffici diversi, ma di teste diverse. Se recidiamo il legame tra chi accusa e chi giudica, rischiamo di trovarci davanti a un potere d'indagine sempre più simile a quello politico e sempre meno attento alle garanzie del singolo cittadino. (a.p.) ▪️ 🔸 Il declino della cultura del dubbio Separare nettamente le carriere e gli organi di governo significa recidere il legame deontologico tra giudice e PM. Se il Pubblico Ministero smette di respirare la stessa "cultura del dubbio" che caratterizza il magistrato giudicante, il cittadino perde la sua prima linea di difesa. Isolare i PM in un corpo separato li spingerà inevitabilmente verso una logica puramente investigativa e accusatoria, perdendo quella sensibilità...

Il 25 aprile, ai tempi d'oggi

( Sintesi dell'intervento pubblicato su Critica liberale, 25 aprile 2024 ) ( Angelo Perrone ) Ogni volta è un momento di riflessione, da qualche tempo è diventato motivo di discussione. Persino di contestazione. Tra il compiacimento di pochi, purtroppo al potere, e lo stupore di tanti. Sono per fortuna la maggioranza: coloro che sanno e non dimenticano. Questo, ed altro, è il 25 aprile.