(a.p.) ▪️ 🔸 Un gesto essenziale Un tratto lieve, quasi impercettibile, compie un gesto essenziale: la gravità del nostro universo personale, fatto di storie, conflitti e speranze, si affida alla punta di una matita. Una linea sottile eppure carica di tensione, quella evocata dalla leggerezza di Tullio Pericoli. 🔸 Non è solo grafite su carta È il momento in cui il futuro smette di essere un’idea astratta e diventa responsabilità individuale. La matita traccia un segno, un richiamo al dovere di scegliere. Quel tratto minimo ci ricorda che il domani nasce da una pressione sottile sulla carta. 🔸 Il tratto diventa futuro In quel segno fragile siamo noi a decidere la direzione del nostro orizzonte, tra indifferenza e consapevolezza.
(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...