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Il comico del circo: la solitudine di un’identità senza nome 🎪

(Introduzione a Daniela Barone). C'è una distanza siderale tra gli applausi sotto le luci di un tendone e il silenzio di una strada di città. In questo racconto, la memoria dell'infanzia diventa lo specchio di una riflessione necessaria: come siamo passati dallo scherno verso "quelle persone" al rispetto dell'identità di chi, oggi, rivendica il diritto di essere chiamato con il proprio nome. (Daniela Barone) ▪️ L'arrivo del carrozzone: la magia dell'estate Ogni estate nel piazzale del mio quartiere arrivava il carrozzone del circo Remo Travaglia. Erano momenti davvero speciali non solo per noi bambini, ma anche per i grandi che si accomodavano sulle sedie di legno un po’ malconce per assistere agli spettacoli serali. Anche la mamma e papà si divertivano a guardare le malefatte dei pagliacci o i numeri strampalati degli attori. Spesso ci sedevamo in seconda fila, vicino a una vecchia signora elegante che tutti chiamavano ‘la Contessa’. Nessuno sapeva se rea...
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“Ceramica”: il campione in incognito e quella passione mai sopita ⚽

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono passioni che non accettano di essere messe a riposo, nemmeno quando la carta d'identità o la carriera dicono che è tempo di fermarsi. Il racconto di Marina Zinzani, partendo da un leggendario aneddoto sportivo, ci conduce tra le pieghe della nostalgia e della capacità, tutta umana, di saper scendere in campo ancora una volta, magari sotto falso nome, pur di sentirsi vivi. (Marina Zinzani) ▪️ Il misterioso fuoriclasse del sabato mattina Un sabato mattina, in un campetto. Un signore di una certa età assiste per caso ad una partitella di calcio. Sono tutti giovani, e lui li guarda incuriosito. Arriva a proporsi di scendere in campo per aiutare la squadra che sta palesemente perdendo, e che ha un calciatore in meno. Perché no? Allora lo fanno entrare, e in poco tempo il risultato si capovolge. Gli chiedono come si chiama. Lui ha un giubbotto addosso con la scritta “Ceramica”. Ecco come mi chiamo, dice lui: Ceramica! L'oasi segreta di Giovann...

La coscienza del NO: l'impegno individuale come opera comune 🎹

(Introduzione ad a.p.). La difesa della democrazia è una partitura complessa che richiede l'impegno di ogni singolo strumento. Quando l'equilibrio dei poteri viene minacciato, anche l'arte scende in campo per ricordare che la libertà è un'opera corale. La 'Coscienza del NO' si arricchisce oggi della nota etica di Nicola Piovani, che richiama ognuno di noi alla responsabilità di proteggere la nostra legge fondamentale. (a.p.) ▪️ “Quando si tratta di difesa della Costituzione, ognuno di noi deve dare il suo contributo, grande o piccolo, come può” . (Nicola Piovani) Ci sono momenti in cui non è possibile restare spettatori. Il maestro Nicola Piovani, con la consueta sobrietà, riporta il dibattito sulla riforma della giustizia alla sua essenza più pura: il dovere di cittadinanza. La sua adesione allo sciopero dei magistrati del 27 febbraio 2025 è stata non una scelta politica di parte, ma un atto di fedeltà allo spartito costituzionale. La Costituzione come opera co...

Diventare donna negli anni Settanta: il coraggio di rompere il silenzio 💃

(Introduzione a Daniela Barone). Tra i tabù degli anni Settanta e la trasparenza dei giorni nostri, il corpo femminile ha percorso un lungo viaggio verso la consapevolezza. In questo racconto, Daniela Barone ripercorre il delicato passaggio dall'adolescenza alla maturità: un tempo in cui il silenzio dei genitori e l’imbarazzo sociale trasformavano eventi naturali in segreti da nascondere o trofei da esibire. Una riflessione preziosa su come l'educazione affettiva sia diventata, oggi, il ponte indispensabile per costruire il rispetto e la libertà delle nuove generazioni. (Daniela Barone) ▪️ L'attesa e il primo reggiseno Erano mesi che spiavo ansiosamente sotto la mia canottiera. Frequentavo ormai la terza media ma il seno non ne voleva sapere di crescere. Invidiavo le mie coetanee che esibivano un petto rigoglioso e si truccavano già un po’. Siccome la mamma si era accorta che ero prossima allo sviluppo, mi aveva proposto di acquistare un bel reggipetto, come diceva lei. Per...

L’infanzia ferita: dalle macerie di Gaza al "modello Minneapolis", la fine dell'innocenza 👦

(Introduzione ad a.p.). Parlare di infanzia oggi significa fare i conti con immagini che lacerano la coscienza: piccoli corpi estratti dalle macerie a Gaza, bambini ucraini che hanno dimenticato il suono del silenzio. Paradossalmente, l'ombra del sopruso che si allunga nelle democrazie occidentali. Dalla storica firma della Convenzione ONU del 1989 a oggi, il mondo sembra aver smarrito la sua bussola morale. La dignità dei più piccoli è diventata merce di scambio o, peggio, bersaglio di una regressione civile senza precedenti. (a.p.) ▪️ L'incanto del gioco e il dovere della memoria Tre bambini ridono sereni davanti a un teatrino di marionette. È l’immagine della spensieratezza che dovrebbe appartenere a ogni minore. Eppure, questa cornice stride con la realtà globale, tanto più ripensando a quel 20 novembre 1989, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Quella scelta storica intendeva trasformare i bambin...

L'emozione di Torino. La sicurezza è un diritto, non un manifesto politico 📑

(Introduzione ad a.p.). Le martellate contro un agente a Torino sono un atto intollerabile che richiede giustizia, non aggettivi. Ma proprio quando la gravità dei fatti è massima, ricordiamo che le "leggi emotive" e le invasioni di campo istituzionali non ci rendono più sicuri, ma indeboliscono la risposta efficace in difesa dei cittadini. (a.p.) ▪️ L’aggressione violenta a un agente della Polizia di Stato a Torino rappresenta un evento di notevole gravità. Di fronte a simili manifestazioni di brutalità, è fondamentale andare oltre la semplice indignazione, promuovendo un’analisi attenta. È importante che i fatti non diventino occasione per immaginare soluzioni che, oltre ad essere discutibili sul piano costituzionale, risultino anche inefficaci nel concreto, soddisfacendo solo l’illusione emotiva del momento. Ecco tre punti per una discussione che metta al centro la realtà. 1. Il dovere della sicurezza: nessuna zona grigia La sicurezza è un valore fondamentale, precondizione...

La trappola delle scelte ⚙️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un movimento che si fa denso, una scelta che sposta l'asse del mondo. In questi versi, l’autrice cattura il momento esatto in cui la libertà si trasforma in gabbia, rivelando la fragilità delle nostre finzioni esistenziali. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Fu rallentato ulteriormente  il movimento  che da lento prese forma consistente una scelta incomprensibile e incosciente portò in fondo l’universo  bastò poi cambiare il polo d’attrazione  perché mutasse in gabbia quella semplice finzione.

La coscienza del NO: la libertà è una parola preziosa ✍️

(Introduzione ad a.p.) Ci sono voci che non si limitano a narrare la realtà, ma si ergono a difesa dei suoi valori più profondi. Quando l’autonomia della magistratura viene messa in discussione, la cultura non resta a guardare, ma rivendica la "bellezza" di una Costituzione che appartiene a tutti. In questo solco, la "Coscienza del NO" che è ringraziamento civile e impegno etico, attraverso le parole limpide e preziose di Dacia Maraini. (a.p.) ▪️ “Sono con voi, dalla parte della nostra bella Costituzione, per la libertà e autonomia della magistratura, così preziose per il Paese. Grazie per quello che fate” . (Dacia Maraini) L’impegno civile C’è un momento in cui le parole della cultura e quelle del diritto si fondono in un unico impegno civile. Quando una delle più grandi scrittrici del nostro tempo definisce "preziose" la libertà e l'autonomia della magistratura, non sta facendo un esercizio di stile: sta indicando dove risiede la tenuta democratica d...

Marlon Brando: l’angelo caduto che ha cambiato il cinema 🎬

(Introduzione a Marina Zinzani). Marlon Brando non è stato solo un attore, ma il sismografo che ha registrato per primo il crollo dei miti maschili del Novecento. A distanza di anni, la sua "inquietudine" non è più solo una nota biografica, ma il codice genetico del cinema contemporaneo. Ripercorriamo l’analisi di Marina Zinzani su un uomo che ha trasformato la sua stessa decadenza nell'ultima, definitiva, performance. [segue a.p. - COMMENTO] (Marina Zinzani) ▪️ La canottiera che strappò il velo di Hollywood Può una canottiera cambiare il cinema? Sì, può. È accaduto con Marlon Brando, quando la sua canottiera, nel film “Un tram che si chiama desiderio”, sconvolse i benpensanti e gli standard dell’epoca. Quella canottiera fu una linea di demarcazione fra i personaggi precedenti, attori che interpretavano uomini forti, virili, ma anche gentili, e il personaggio di Marlon Brando, duro, sgradevole, inquieto. Il metodo: sentire il dolore prima di recitarlo Per l’epoca fu uno s...

La coscienza del NO: quando la storia ha gli occhi aperti 👀

(Introduzione ad a.p.). Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complice e la partecipazione si fa dovere. Quando i pilastri dello Stato di diritto iniziano a tremare sotto i colpi di riforme che sembrano ignorare i reali mali della giustizia per colpirne l'autonomia, la società civile si risveglia. In questo solco si inserisce la "Coscienza del NO": come vigilanza attiva, ispirata dalla saggezza popolare cantata da Francesco De Gregori.  (a.p.) ▪️ “E poi la gente, perché è la gente che fa la storia, quando si tratta di scegliere e di andare,  te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare” (Francesco De Gregori). Una bandiera comune per la custodia dei principi C’è una saggezza profonda che si risveglia nel Paese quando si avverte che il perimetro della libertà collettiva è in discussione. Questi occhi sono quelli dei magistrati, degli avvocati, dei docenti e dei cittadini che oggi non distolgono lo sguardo e si ritrovano sotto una bandiera c...

Riposano sulla collina: la Spoon River di un condominio genovese 🏞️

(Introduzione a Daniela Barone). Ritornare davanti a un vecchio portone dopo quarant'anni non è mai un semplice esercizio di nostalgia, ma un incontro ravvicinato con chi siamo stati. In questo racconto, l'autrice trasforma una citofoniera in una soglia tra il presente e un passato popolato di figure vivide, tragiche e talvolta grottesche. Ispirandosi alla suggestione della "collina" di Edgar Lee Masters e De André, Daniela Barone tesse una trama di segreti, dolori e rinascite, regalandoci una galleria di umanità che, pur nel silenzio del riposo eterno, continua a parlarci con forza. (Daniela Barone) ▪️ Ritorno al portone: i nomi del passato Stamattina sono passata davanti al caseggiato dove avevo abitato per anni. Ci eravamo trasferiti per vivere in una ridente località di mare, a una quindicina di chilometri dalle alture del Righi dove avevo trascorso i miei primi nove anni.  Allora ero nella terza elementare del prestigioso Istituto del Sacro Cuore, frequentato dai...