(Introduzione ad a.p.). Immagini che non ritraggono solo persone, ma frammenti di ciò che siamo stati. Un saluto su un binario diventa così lo s pecchio di tutte le nostre partenze , di quei "poteva essere" che conserviamo, con sobria malinconia, nel bagaglio del tempo. (a.p.) ▪️ È un’immagine che non appartiene solo a un rullino, ma a quella stanza segreta della memoria dove conserviamo i nostri "poteva essere". In questo scatto, il bianco e nero non è solo una scelta cromatica, è il colore stesso della nostalgia. C’è tutto il peso dolce della nostra gioventù in quel saluto su un binario: l’abbigliamento quasi adulto indossato con l'innocenza dei bambini, come se avessimo avuto tutti una fretta disperata di crescere, senza sapere che il tesoro era proprio in quel cappotto un po' troppo grande e in quella valigia ancora vuota di delusioni. È un tributo a ciò che siamo stati: un miscuglio di promesse sussurrate tra il fumo di un treno che, forse, non è ma...
(Introduzione a Alda Merini – commento di Mariagrazia Passamano). Alda Merini, con la sua voce nuda e potente, ci conduce in uno dei territori più impervi e affascinanti dell'esistenza: il confine tra la caduta e la grazia. Nella poesia "La Fuga", la poetessa non cerca la perfezione né la redenzione immediata; al contrario, rivendica il suo diritto a essere "umana", a restare immersa nelle proprie notti e nei propri errori. È un grido di libertà rivolto a un Dio che non giudica, ma attende. In questo spazio di fragilità estrema, il commento di Mariagrazia Passamano ci aiuta a decifrare quel "negoziato d'amore" che la Merini instaura con l'Eterno, tra la polvere dei Navigli e la luce dell'assoluto. (Alda Merini) ▪️ LA FUGA Lasciami alle mie notti ed ai miei benefici di peccato, lasciami nell’errore se decantarmi è compito di Dio. So che mi assolverai dalle mie pene ma ora lasciami umana col cuore roso dalla mia paura, quando sarò bassoriliev...