(Introduzione a Daniela Barone). C'è una distanza siderale tra gli applausi sotto le luci di un tendone e il silenzio di una strada di città. In questo racconto, la memoria dell'infanzia diventa lo specchio di una riflessione necessaria: come siamo passati dallo scherno verso "quelle persone" al rispetto dell'identità di chi, oggi, rivendica il diritto di essere chiamato con il proprio nome. (Daniela Barone) ▪️ L'arrivo del carrozzone: la magia dell'estate Ogni estate nel piazzale del mio quartiere arrivava il carrozzone del circo Remo Travaglia. Erano momenti davvero speciali non solo per noi bambini, ma anche per i grandi che si accomodavano sulle sedie di legno un po’ malconce per assistere agli spettacoli serali. Anche la mamma e papà si divertivano a guardare le malefatte dei pagliacci o i numeri strampalati degli attori. Spesso ci sedevamo in seconda fila, vicino a una vecchia signora elegante che tutti chiamavano ‘la Contessa’. Nessuno sapeva se rea...
(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Versi, come istantanee sbiadite dal tempo, che catturano la ferita ancora aperta di un paesaggio. L’autrice ci conduce per mano lungo un sentiero di collina dove il ricordo di un vecchio trasforma un albero abbattuto nel simbolo di un'epoca che non può più tornare. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Quel cipresso fu segato perché altrimenti non entrava la camionetta dei tedeschi racconti d’altri tempi un vecchio che cammina e ricorda qui in collina è tutto fermo ma non è più come una volta.