Pagine Letterarie

Pagine Letterarie
(foto ap)

mercoledì 17 luglio 2019

Profumo di sandalo

Tra i carruggi intorno al porto, i passi di Anna al risveglio dopo il sogno angosciante nella notte

di Paolo Brondi

Arrivò nell’imbrunire e dopo una frugale cena in pizzeria, ancora stanca per il tour americano e i giorni precedenti, si rifugiò in casa, fece una doccia al profumo di sandalo e si tuffò a letto. Nel cuore della notte si svegliò di soprassalto. Aveva fatto un sogno. Giorgio le comunicava che aveva deciso di non aver più alcun rapporto con lei.
Scopriva, piano piano, che lui stava iniziando una relazione con una sua collega, Fulvia, per la quale aveva sempre nutrito una forte stima. Nel sogno era molto in ansia, preoccupata e in agitazione perché aveva il timore che la lasciasse definitivamente. Aveva paura di perderlo e si disperava. Comprendeva di averlo portato lei a quella scelta, ma un forte desiderio di riaverlo di nuovo la faceva piangere e singhiozzare.
Il sogno svanì e con un profondo gemito tornò alla realtà. Si asciugò le lacrime. Si alzò per prepararsi una tisana per calmare l’amarezza del cuore. Quella sensazione di possibile perdita, assieme al disagio di annaspare fino ad affogare sempre di più nella rabbia e nel risentimento, continuò ad accompagnarla per ore impendendole di riprendere sonno. Cominciò a ripetersi che aveva un problema serio con sé stessa, non con Giorgio e doveva risolverlo. Tornò a letto.
Si assopì per un paio di ore, per poi alzarsi all’alba, molto prima che il sole stropicciasse i primi suoi raggi sul mare. Scelse trucco e vestiti adatti per la mattinata che appariva assai fredda: una maglia in cachemire girocollo di colore blu intenso, pantaloni di velluto azzurro a costine sottili, calzini caldi e piacevoli, scarponcini sportivi, in vernice ton sur ton, un piumino waterproof. Indossò capo per capo con facilità, come avviene a tutte le cose che si lasciano scegliere e maneggiare con libertà e non come accade nelle relazioni ove spesso si giocano giochi che non si possono giocare.
Si guardò allo specchio chiedendosi se quell’immagine esteriore, indubbiamente piacevole, riflettesse come si sentiva dentro. Decise di sì, stava dipanando una volta per tutte il presunto, notturno problema, vestendosi come un inno all’amore. Uscì e se ne andò sorridente e con levità lungo i sognanti carruggi fino alla piazzetta Mottino per raggiungere poi il porticciolo ove già erano attraccati i barconi dei pescatori della notte.
“Bella signora. Si avvicini - l’apostrofò un pescatore già anziano e tutto rugoso, ma forte ed energico - lei è la prima, stamani, venga a vedere queste primizie!” .
“Dove avete pescato - chiese lei con voce gentile - si possono acquistare?”.
“Certo che sono in vendita, siamo qui per questo! - rispose un altro pescatore, più giovane, ma vecchio nell’atteggiamento, un po’ ingobbito e ingolfato in un maglione e un giaccone incolore - li abbiamo pescati verso levante, in direzione di Tellaro e, come può vedere, ci sono pesci da frittura, pagelli, sugarelli, polpi, seppie, totani, acciughe, sarde e anche quelli più impegnativi. Ecco qui un’orata, un branzino, le mormore, gli sgombri, lecce, ricciole”.
“Che meraviglia, che profumo di mare, davvero belli!”. Esclamò Anna, provando un sentimento di appartenenza a quel lavorio antico e nuovo colmo di sacrifici ma consolante per chi nei doni del mare confida e subito proponendo la sua domanda. “Mi date, per favore, un po’ di pesci per frittura e un branzino?”.
“Subito, signora - rispose il pescatore giovane- ecco qui quello che chiede, glielo metto in questa busta di nailon, con un poco di acqua di mare”.
Pagò il dovuto e con un ciao a tutti, alzando festosa la mano, si allontanò, contenta di quel sano e aspro profumo di mare che l’accompagnava. Fece una pausa nel bar di Alfio per far colazione, salutata con gran voce e affetto.
 “Oh, come sono contento di rivederla, signora Anna! Si sentiva la sua mancanza e stamani cappuccino e brioscia glieli offro io!”.
 Più in là, nella boutique del pane, la signora Noemi si precipitò ad abbracciarla.
 “Anna, cara Anna! Sono stata in pensiero, non sapevo a chi chiedere che cosa le fosse successo, ma per fortuna oggi è qui! ”.
Con un sospiro di sollievo volle offrirle il solito cartoccio di pane e una buona porzione di torta di mele. Gratificata come non mai, Anna tornò a casa con passi leggeri e danzanti.

martedì 16 luglio 2019

Alla fine

di Marina Zinzani
(Introduzione di Angelo Perrone)

(ap) Relazioni sentimentali che finiscono. Talvolta all’improvviso, senza una spiegazione di cui si abbia consapevolezza in pubblico o dentro di sé, oppure dopo tante discussioni, scenate rumorose,  anni di logorio.  Succede ogni giorno.
La cronaca fa conoscere vicende più in vista, con personaggi famosi, in cui le divergenze di carattere si mescolano spesso ad ambizioni personali differenti non sempre ugualmente coltivate e valorizzate. Situazioni del tutto analoghe a quelle dei comuni mortali, ma forse soggette a maggiori e spregiudicate sollecitazioni.
E’ sempre complicata la ricerca di un equilibrio tra le ragioni del singolo e quelle della coppia o della famiglia in generale se ci sono figli. Un impegno mai scontato, e dagli esiti sempre imprevedibili. A volte, forse sempre più spesso, non riesce proprio.

Segrete armonie si cercano nelle relazioni
il sole appare radioso a volte
altri giorni c'è  nebbia
o caldo che soffoca.
Il divario fra se stessi
e la vita di coppia
appare estremo, insostenibile 
si rivendicano diritti
si sente la solitudine.
Uno dei due soffrirà di più
incolpandosi o accusando
a nulla serve
quando la tela si sfilaccia
e si è giunti alla fine.

Tempo d'infanzia

Una stagione al di fuori delle regole, la strana solitudine vissuta in mezzo a tanti altri

di Maria Cristina Capitoni

L’infanzia migliore fu quella

Rubata agli eventi
Nascosta ad orari e tormenti
Giocata ad oltranza
Su campi di terra
E d’asfalto
Contro ogni decenza e consuetudine
Sempre confusa tra gli altri
Ma in buona solitudine

domenica 14 luglio 2019

Celeste

di Marina Zinzani

(ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, faccende di casa, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti.
Un tempo per fare ciò che si è rimandato in attesa di trovare spazio tra le proprie cose, oppure, invece, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente; leggere un libro, guardare un film, uscire con amici di vecchia data. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Accade anche di non fare nulla, guardarsi intorno in casa, fare una passeggiata. In compagnia dei propri pensieri.

sabato 13 luglio 2019

Cerca

Momenti magici, difficili da trovare

di Marina Zinzani

Preziose essenze
le senti per strada
ti giri
chi ha questo profumo?
Le cerchi nei negozi
la mente bambina ricorda
ma quell'attimo magico
non è sugli scaffali.

Appena un attimo

Un tempo breve, prima di sentirsi appagati

di Maria Cristina Capitoni

Non è poi così distante 
Il crepuscolo e la sua spiaggia
I colori e quella tiepida brezza
Un attimo appena
Entro lo spazio di un respiro
A tempo di onda
Sono a casa

Le insidie dell'estate

Non solo la calura, l’assalto delle zanzare

di Bianca Mannu

Zanzare? Ho delle indimenticabili esperienze, comprese quelle relative ai ditteri maremmani del genere pappataci, insediati nelle pozze vescovili di Volterra. Piacqui così tanto e fui corteggiata e succhiata in un silenzio di tomba. Ma le conseguenze perniciose colorarono un'intera emblematica estate. Ora ricorro ai veleni più velenosi che la chimica offre: preferisco questo genere di pericolo.

venerdì 12 luglio 2019

Carola Rackete, la suggestione del bel gesto

(foto open.online)
La vicenda di Carola Rackete, il capitano della Sea Watch, non può essere semplificata come contrasto tra generosità e rigore inumano. Oltre la suggestione del gesto di disobbedienza del singolo contro il potente, serve un approccio razionale e costruttivo ai problemi complessi come l’immigrazione

(ap *) Le migliori cause talvolta suggeriscono strane antinomie, costruiscono bandiere improprie da agitare al vento. Invocando magari i sacri principi della libertà e dei valori civili dell’Occidente. Succede forse per la fretta di cogliere – in un panorama desolante – esempi sociali rassicuranti, o per l’approssimazione nell’analisi degli eventi, che dovrebbe ispirarsi a  necessari criteri razionali.

mercoledì 10 luglio 2019

Leggere poesie

Dietro il gioco delle parole, non soltanto l’espressione di un sentimento: la poesia è ricerca di una verità più intima

di Bianca Mannu

Un libro è come uno scrigno. Per sapere che cosa racchiuda nelle sue pagine bisogna averlo tra mani, sfogliarlo, assaggiarlo qua e là con gli occhi, e poi cominciare a leggerlo pagina dopo pagina, soffermarsi, tornare indietro, riprendere, proseguire, sperando che accenda la nostra curiosità o anche il semplice desiderio di sapere che cosa vi abbia chiuso dentro la Fulana che lo ha scritto.

martedì 9 luglio 2019

Lo chiamavano destino

In sorte un grande peso: la fiamma che rimane viva

di Maria Cristina Capitoni

Strano però
Come in quel dramma
Fosse ancora
La tua flebile fiamma
A illuminarci tutti
Per nulla oscurata
Dalle tenebre delle tue vicende

lunedì 8 luglio 2019

Calura senza sconti

Il caldo di questi giorni: pronto ad aggredirti e a toglierti il respiro. L’attesa della notte, il rischio è il cervello liquefatto prima

di Bianca Mannu

Il caldo passa ogni limite di decenza. Il vento frequenta altri siti o, se fa civetta, è per regalarci sbuffi roventi che spifferano di incendi. Non c'è niente di più aggressivo di un caldo così. L'uso dei climatizzatori non è un antidoto, ma un inganno. Atmosfere interne innaturali tra eccessi di ventilazione e relativo irrigidimento muscolare.

Pietre

I rimorsi, le angosce, i risentimenti: come pietre che appesantiscono la vita

di Marina Zinzani

Sacco sulle spalle
quante pietre
pesanti alcune
sacco che pesa, che pesa.
Una voce dice:
"Lasciane qui qualcuna,
è inutile portarsele dietro.

Pennelli

Bambini: strumenti per imparare a vedere il mondo

di Marina Zinzani

Devi raccontare le storie più belle ai tuoi nipoti
non parlare delle cadute
non parlargliene, non parlargliene
realtà rosa e fatata dei bambini.

sabato 6 luglio 2019

Postremo

La luce e la bellezza, oltre la linea del sole. Nella nostra vita

di Bianca Mannu

Spostare la mia prescritta assenza
un po' più in là -
oltre la linea d'ombra
con cui il sole scrive
la nostra (mia/sua)
speciale relazione -
è un eccitante
che non acquisto
in farmacia.

venerdì 5 luglio 2019

Beffe

Vivere tra atti senza amore: la mancanza di gesti di bontà

di Paolo Brondi

Cuore infido più duro del granito
S’arrampica sul colle delle scelte
Per disdegnare la terra con un dito
Ignaro che in tal modo fa peccato
Si proietta talvolta con ardore
A dissipare la pace di questo tempo

Riflessi

L’illusione d’essere ascoltati, e capiti

di Maria Cristina Capitoni

Potrei non aver
Nulla da dire
Poiché non fosti
Che un riflesso
Vitale e disperato
Cui rivolgersi
Quando concesso

mercoledì 3 luglio 2019

Ettore

(ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, specie per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti.
Un tempo per fare ciò che si è rimandato in attesa di trovare spazio tra le proprie cose, oppure, invece, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente; leggere un libro, guardare un film, uscire con amici di vecchia data. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Accade anche di non fare nulla, guardarsi intorno in casa, fare una passeggiata. In compagnia dei propri pensieri.

domenica 30 giugno 2019

Ricordi

Stagioni della vita

di Paolo Brondi

E’ amaro svegliarsi un giorno
E non ricordare di aver avuto
Vent’anni
Non ci sei più
Ora non sarà come prima
Vivrò con il ricordo delle tue parole
E dei nostri attimi
E li  scriverò
Su pagine di stelle

martedì 25 giugno 2019

Frida

Milano
(ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, faccende di casa, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti.
Un tempo per fare ciò che si è rimandato in attesa di trovare spazio tra le proprie cose, oppure, invece, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente; leggere un libro, guardare un film, uscire con amici di vecchia data. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Accade anche di non fare nulla, guardarsi intorno in casa, fare una passeggiata. In compagnia dei propri pensieri.

sabato 22 giugno 2019

Scampolo per-verso

L’esultanza di rari e fugaci momenti, vita incalzata dal declino

di Bianca Mannu

Se anche questa ha per nome
vita
sento che stringe
nel suo pugno ossuto
la fiacca densità
di cui mi scopro
divenuta
come se altra fossi

Vinile

Inciampi improvvisi, come nei vecchi grammofoni

di Maria Cristina Capitoni

E’ qui che s’incantava la puntina
Ripetendo senza fine
Quella frase spezzata
Sulle note di un basso
Poi l’errore
La fretta di saltare
Veloce fino al finale

La quiete negata

La magia delle prime ore della giornata

di Marina Zinzani

In riva al mare
il passeggio del mattino
i piedi sfiorano l'acqua
l'aria è fresca
arrivano le paste nei bar
i giornali
profumo di caffè

giovedì 20 giugno 2019

Nella pelle

Tutto ciò che assorbiamo, vivendo

di Lorenzo Mullon

Tutto quello che amiamo entra nel corpo
in un accumulo di carezze onde
fiumi scoiattoli
ogni cosa compressa fino a non poterla più vedere
montagne e spiagge inghiottite dalla pelle

Le forme del male

Il male che colpisce a distanza di tempo

di Marina Zinzani

Il suicidio di un ragazzo che era sopravvissuto al Bataclan, un padre che muore di crepacuore dopo aver perduto il figlio e l'ex moglie nella strage di Nizza.

mercoledì 19 giugno 2019

Linfa

Ciò che manca in una relazione affettiva

di Marina Zinzani

Le mancanze di un rapporto
fili annodati alla meglio
quando una storia diventa fatica
tetto che lascia filtrare acqua
qualcosa che se n'è andato.