(Introduzione a Bianca Mannu). Un ritratto potente e materico della condizione studentesca e operaia d'altri tempi. Il treno non è solo un mezzo di trasporto, ma un "trapano" che lacera il sonno e introduce alla durezza del dovere. È una poesia di freddo, di braci scarse e di "treni Godot", dove però, tra le crepe di una quotidianità ostile, brilla la scintilla della resistenza intellettuale. (Bianca Mannu). Il richiamo del ferro e del gelo A venti chilometri dall'alba il fischio trapanava la notte moribonda. Spesso violento ed essenziale sempre il suo freddo richiamo vorticava l'incerto tepore del mio letto. La lotta contro il sonno quindicenne M'attaccavo a un rigurgito di sonno quindicenne avvilito al ruolo d'abissale scampo all'ardua memoria degli studi trascinati a stento lungo l'arco del pendolo diurno Veglie forzate e stazioni spoglie fino a e oltre la precocità crepuscolare delle invernali notti invano lunghe per lenta consun...
(Introduzione a Daniela Barone). Il legame tra generazioni si esprime spesso attraverso dettagli minimi, sfumature dello sguardo e piccoli riti quotidiani. In questo racconto autobiografico, i ricordi d'infanzia si intrecciano attorno alla figura straordinaria della bisnonna Giuditta: una donna tenace, ironica e indurita dalle fatiche, ma capace di trasmettere una profonda eredità emotiva. Attraverso la metafora della ginestra, la narrazione affronta il tema della resilienza femminile e l'impatto misterioso e precoce che la perdita e il lutto hanno sulla mente di una bambina. (Daniela Barone). Un'eredità negli occhi e i piccoli tranelli d'infanzia Non so dove abitasse la bisnonna Giuditta che ogni mattina di buon’ora si presentava a casa nostra. Portava sempre in testa un foulard scuro a fiori e stringeva al braccio una borsa piatta di pelle nera a riquadri. Teneva i capelli grigi raccolti in una piccola crocchia ordinata e aveva ridenti occhi celesti come i miei. «Li h...