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Addio a Domenico, un cuore che interroga tutti 🚼️

(Introduzione ad a.p.). Il dolore per la scomparsa del piccolo Domenico non è solo un lutto privato, ma il riflesso di un’ingiustizia che colpisce al cuore l'intera comunità. Una vicenda in cui la fragilità dell'infanzia si è scontrata con l'inaccettabile malfunzionamento di un sistema che, nonostante le eccellenze che vanta nella sanità pubblica, in questo caso si è fatto assenza. (a.p.) ▪️ Un naufragio collettivo nelle periferie della cura C’è un’immagine che ferma il tempo in questa via degli orrori: un video, girato solo poche settimane fa, che mostra Domenico giocare con sua madre. In quegli occhi si legge la felicità inconsapevole che è il dono dell’infanzia, un ruscello di vita che cerca ostinatamente di farsi fiume nonostante una grave patologia cardiaca. La fragilità tradita dagli ingranaggi del sistema In questa storia, l'unicità di un bambino di soli due anni e tre mesi è stata travolta da un naufragio collettivo. La sua esistenza, già resa fragile da un cuor...
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Virginia Giuffre: la verità che scuote i potenti 👱‍♀️

(Introduzione a Marina Zinzani). La vicenda Epstein non smette di scuotere le coscienze, rivelandosi come una discesa senza fine negli inferi della prevaricazione. Oggi, mentre l’impensabile arresto del principe Andrea riscrive i confini tra privilegio e giustizia, lo sguardo torna a lei: Virginia Giuffre. Una riflessione sul coraggio di una "piccola donna" che ha saputo inceppare un meccanismo mostruoso. (Marina Zinzani) ▪️ ✤ La discesa negli inferi della "via degli orrori" In questi giorni viene da pensare a Virginia Giuffre, sulla scia degli ultimi avvenimenti. La pubblicazione dei files di Jeffrey Epstein è un punto di arrivo, seppur non definitivo, perché tutta la vicenda Epstein è qualcosa in cui si scava, si scava e si trova altro. Una via degli orrori, una discesa negli inferi. L’arresto dell’ex principe Andrea appare cosa impensabile, sconcertante, inimmaginabile fino a ieri. ✤ Il coraggio di non aver paura Quando si guarda una foto di Virginia Giuffre, dob...

Il 'metodo Nordio' sulla giustizia: riforma o intimidazione? ⚠️

(a.p.). Nel lessico istituzionale, le parole pesano. Quando il ministro della Giustizia dichiara al Corriere della Sera (16 febbraio 2026) di avere una scorta di frasi "anche peggiori" da usare quotidianamente, non sta partecipando a un dibattito: sta inaugurando un nuovo modello di esercizio del potere. ➤ La gogna come strumento di governo Il passaggio testuale: «Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum. [...] Ritorcendogli contro le dichiarazioni fatte in passato dagli stessi magistrati che ora avversano la riforma.»   Cosa significa per noi: Questo non è un confronto democratico, ma una strategia di rappresaglia mediatica. L’idea che il ministero della Giustizia si trasformi in un centro di "raccolta dossier" sulle opinioni passate dei magistrati per zittire le critiche presenti è il segnale di una democrazia in affanno. Se un ministro può usare la sua visibilità per "ritorcere" le parole contro chi dissente, la libertà...

Le creuze della mamma: tra i vicoli di Genova, il ricordo di un amore fragile 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio intimo tra i mattoncini rossi delle creuze liguri, dove il ricordo di un’infanzia vivace si intreccia con l’ombra di un legame materno fragile. L’autrice ci regala un racconto delicato sul bisogno di approvazione e sulla riscoperta di sé. (Daniela Barone) ▪️ Passi veloci tra i mattoncini rossi Non capitava spesso che io e la mamma uscissimo insieme a passeggiare. Le poche volte che accadeva era per andare a messa la domenica nella chiesa dei frati di San Barnaba oppure per portarmi a scuola, l’Istituto del Sacro Cuore.  Succedeva talvolta che io perdessi il pulmino, allora era lei ad accompagnarmi. Percorrevamo mano nella mano la lunga creuza, il viottolo di campagna lastricato con mattoncini rettangolari, fra cespugli di ‘canigea’, l’erba dalle foglie appiccicose che amavo tanto attaccarmi agli abiti. La mamma camminava velocemente e pareva non accorgersi che io faticavo a starle al passo. Lungi da me lamentarmene: ero felice di essere f...

Il giudice pauroso: perché la gogna di Nordio ricade sui cittadini 🛡️

(a.p.). Nel dibattito referendario si fa un gran parlare di "responsabilità" dei magistrati. Ma c'è una differenza tra un giudice responsabile davanti alla legge e un giudice intimidito dal potere politico. Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio al Corriere della Sera (16 febbraio 2026) ci offrono uno scorcio inquietante sul futuro che attende la giustizia italiana. 💧 Marchio d'infamia: "metodo para-mafioso" Quando il ministro della Giustizia sceglie deliberatamente di accostare il termine "para-mafioso" al sistema di autogoverno della magistratura, non sta solo facendo una critica tecnica.  «Ne ho altre [di citazioni]. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una» , dichiara Nordio, promettendo una pioggia quotidiana fino al giorno del voto. 💧La sostanza delle cose Cosa accade alla serenità di giudizio di un magistrato quando il vertice politico lo addita pubblicamente con il linguaggio riservato alla criminalità organizzata? Si crea il...

Mafiosi, a chi? Quando le parole diventano pietre 🏛️⚠️

(Introduzione ad a.p.). Ci sono momenti in cui il dibattito politico smette di essere confronto. Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio segnano un punto di non ritorno nel linguaggio istituzionale: un attacco frontale che scambia la riforma con il discredito di servitori dello Stato. (a.p) ▪️ Esiste un limite che la politica non dovrebbe mai valicare, specialmente quando si parla di istituzioni: è il limite del linguaggio. Definire "para-mafioso" il sistema di autogoverno della magistratura, come fatto da ministro Nordio (Il Mattino di Padova), non è solo una forzatura polemica, è un atto che ferisce la storia stessa del nostro Paese. Perché queste parole non possono passare sotto silenzio: • L’insulto alla memoria: Accostare i magistrati alla criminalità organizzata significa calpestare il sacrificio di chi – da Falcone a Borsellino, da Livatino a Chinnici – ha dato la vita proprio per combattere quel sistema. Le parole hanno un peso, e usarle per "avvelenare i ...

La coscienza e il risveglio dell’anima 🌊

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un viaggio nel peso specifico dell'anima. La coscienza non è un'entità eterea e astratta, ma una forza magnetica che risponde alle leggi di un "corpo pesante". L’autrice ci conduce in uno spazio denso, quasi sottomarino, dove l'io si rifugia in attesa di una nuova luce. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ La coscienza  non decide dove stare viene attratta inevitabilmente  dal rumore  del suo corpo più pesante che si muove  in uno spazio denso  e qui si nasconde  sino al risveglio.

Il PM primo scudo dell’innocente. Perché la riforma Nordio ci rende più fragili 🛡️ 📖

(a.p.). Oggi, il Pubblico Ministero non è l’“avvocato dell’accusa”, come vorrebbe la narrazione che accompagna la riforma della magistratura. È, invece, un magistrato che condivide la stessa cultura, indipendenza e imparzialità del giudice. La sua funzione non è solo quella di accusare, ma di garantire la giustizia per tutti, compresi gli innocenti. Il ruolo del Pubblico Ministero oggi: un’alleanza per la verità Il Pubblico Ministero appartiene all’ordine giudiziario e risponde solo alla legge. Questo lo rende il primo baluardo a tutela dell’indagato, con un obbligo preciso: valutare anche gli elementi a favore dell’imputato. Non è un accusatore a tutti i costi, ma un garante dell’equità. Questa funzione non si sostituisce affatto al ruolo insostituibile dell'Avvocatura; al contrario, lo valorizza. In un sistema dove il PM è imparziale, il dialogo tra difesa e accusa nella fase embrionale delle indagini può portare a un esito immediato: l'archiviazione. È proprio questa imparzi...

La coscienza del NO e l’etica del potere: il silenzio di Re Carlo su Andrea 👑

(Introduzione ad a.p.). L’ arresto del principe Andrea nell’ambito dell’inchiesta Epstein non è solo una notizia di cronaca internazionale; è una cartina di tornasole sulla salute delle istituzioni e sul rapporto tra potere e giustizia. (a.p.) ▪️ Re Carlo III — «La giustizia faccia il suo corso» —  La reazione di Re Carlo di fronte all’arresto del fratello, travolto dallo scadalo Epstein su sesso, soldi ed informazioni riservate, si erge come un pilastro di igiene costituzionale che merita una riflessione profonda, soprattutto se guardata con occhi italiani. ❇️ Il dovere della distanza Le parole del Re rappresentano l’antitesi del vittimismo politico. In una sola frase è racchiuso il rifiuto di ogni scorciatoia, di ogni ritorsione o dichiarazione sull'asserita "politicizzazione" dei magistrati. Carlo III non invoca immunità, non accusa i giudici di ostacolare l'azione della Corona, né cerca di delegittimare l'inchiesta. In un sistema democratico sano, il governant...

Nordio e l'esegesi del disprezzo: se la riforma ha il volto della punizione 🏛️

(a.p). C’è un paradosso che attraversa il dibattito sulla riforma della Giustizia: mentre i sostenitori del "Sì" si affannano a spiegare che il testo è un’opera di alta ingegneria democratica per garantire l’imparzialità del giudice, il suo principale artefice, il ministro Carlo Nordio, si incarica quotidianamente di smentire questa narrazione rassicurante. Se vogliamo capire lo spirito della riforma, non dobbiamo guardare solo i commi della legge, ma ascoltare l’"interpretazione autentica" che ne dà il Guardasigilli. 🔹 La gogna: " Ne ho altre. Anche peggiori " Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera (Virginia Piccolillo, 16 febbraio 2026), di fronte alle critiche per aver definito il sistema del CSM "para-mafioso", il ministro non ha cercato la mediazione istituzionale. Al contrario, ha rilanciato con una dichiarazione che sposta il dibattito dal piano del diritto a quello della guerra psicologica: «Ne ho altre. Anche peggiori. O...