(Introduzione a Cristina Podestà). Una riflessione sul conflitto tra la nostalgia del passato e la necessità di guardare avanti. L'autrice ci conduce lungo il confine sottile che separa i ricordi delicati e "antichi" dallo strazio di un'eccessiva introspezione, approdando infine a una dolce speranza per il domani. (Cristina Podestà). Il bordo del precipizio A volte è difficile non guardare più indietro. La stanchezza degli anni lasciati alle spalle, il desiderio di sgusciare fuori dagli impegni gravosi e obbligati, un cielo pesante e ostile. E in un attimo ti ritrovi sul bordo del precipizio. Sei spinto a voltarti ma poi non lo fai. Una forza suprema ti agguanta e trattiene, ti intriga e confonde, lo slancio e l’urto per andare avanti senza voltarti sono forti e potenti. Antiche nenie e dolci sorprese Rielabori notti insonni e felici, metabolizzi giornate andate storte. E scruti l’eterno, la dolcezza che esiste e a volte non assaggi, scovi tra i rovi una mora zuccher...
(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono parole che invitano a vivere con più consapevolezza e gratitudine. Questa poesia suona come un inno alla semplicità e alla bellezza. L’autrice ricorda che la vera bellezza non si trova solo negli oggetti materiali o nei paesaggi mozzafiato, ma risiede nella nostra capacità di guardare il mondo con occhi nuovi. (Marina Zinzani). Costruire bellezza anche quando fuori piove e il sole è sparito immaginarlo il sole anche fra quattro mura costruire bellezza con quello che si ha attraverso parole un semplice gesto la preparazione di un piatto un dono inaspettato l’ascolto costruire bellezza e nutrirci di cose semplici quelle che contano.