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C'era una volta: la vita come narrazione infinita 📖 📘 📙 📚 🔖 🛋️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio intimo che attraversa le stagioni della vita: dal battito del cuore materno alle favole strampalate del nonno, fino all’eredità narrativa lasciata ai nipoti. Un racconto che celebra la scrittura e l'ascolto come farmaci dell'anima, capaci di rendere il "fardello di vivere" magicamente più leggero. (Daniela Barone)▪️ L'alba delle storie: dal grembo alle favole del nonno Mi piace pensare che la mamma mi raccontasse delle storie nel suo grembo: poi, al quinto mese tutto cambiò: la sua giovane madre era venuta a mancare improvvisamente. Da allora non udii più la sua voce armoniosa e cantilenante, né avvertii più le sue lievi carezze.  Al loro posto iniziai a percepire dei sussulti fastidiosi: erano sicuramente i suoi singhiozzi che mi facevano sobbalzare nel caldo liquido amniotico. Immagino che, una volta nata, intonasse per me delle dolci ninna-nanne anche perché papà era un po' stonato e comunque non conosceva i tener...
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La luce di una terra: Irpinia, Sud e la forza dei pensieri irriverenti 🇮🇹

(Introduzione a Mariagrazia Passamano). Per chi è nato in Irpinia, il silenzio non è vuoto, ma un compagno fedele e talvolta un becchino. Questo saggio di Mariagrazia Passamano è un viaggio intimo nella solitudine delle terre antiche, dove la ribellione nasce da un amore incontenibile per la vita. Scopri come i "pensieri irriverenti" di questa terra condannano alla morte la rassegnazione e spingono a un'insaziabile e sfacciata ricerca di conoscenza. (Mariagrazia Passamano) ▪️ 🤫 Silenzio e tormento: il compagno fedele dell'Irpinia Il Sud, non solo storie di delusioni e affanni: la ribellione che nasce dall’amore per la propria terra diventa metafora di vita. Poi improvvisamente arriva la solitudine. Il silenzio di questa terra antica ed il ricordo di tanti viaggi dal quale non sono più tornata o per i quali forse non sono mai veramente partita. Questo silenzio per chi in Irpinia ci è nato però diventa un compagno fedele e al contempo il becchino sicuro al quale prima...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

I volti dell'indipendenza: sette lezioni di Giustizia per capire il Referendum ❖

(a.p.). Esistono storie che non appartengono solo agli archivi giudiziari, ma costituiscono l’impalcatura stessa della nostra democrazia. Riscoprire oggi i profili di Antonino Caponnetto, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Guido Galli, Francesca Morvillo, Cesare Terranova e Rocco Chinnici è una necessità civile, non esercizio di nostalgia. Le loro vite sono la prova che l'efficienza della giustizia non nasce dalla separazione, ma dalla completezza dell'esperienza. ★ L’unità come arma strategica Il filo rosso che unisce questi sette magistrati è la circolarità delle funzioni. Falcone non sarebbe stato l’innovatore globale capace di "seguire il denaro" se non avesse abitato ogni sfumatura della giurisdizione, dal civile al penale, dall'ufficio istruzione alla sezione fallimentare. Cesare Terranova decifrò i codici di Cosa Nostra perché possedeva la visione "totale" di chi sa cosa serva in una sentenza mentre sta ancora cercando le prove come inquirente. Q...

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Giustizia 2026: quando la cronaca oscura la scelta 🆕

(a.p.). C’è un fenomeno che accompagna talvolta i cambiamenti: la tendenza a cercare risposte immediate a problemi complessi usando l’emozione del momento. Il dibattito sulla riforma costituzionale sembra essersi popolato di nomi, fatti e vicende giudiziarie molto distanti tra loro. Tortora, Garlasco, Palamara, famiglia nel bosco, Albania, Torino. Casi di cronaca trasformati, a volte, in argomenti elettorali. Ma è davvero questo il modo migliore per decidere il futuro della nostra Carta fondamentale? 🟣 Il mosaico delle emozioni Dalle vicende più tragiche del passato ai titoli dei giornali di oggi, tutto sembra essere diventato un motivo per dire "bisogna cambiare". Eppure, quando le ragioni di una riforma costituzionale diventano così eterogenee, nasce un dubbio legittimo: stiamo cercando di migliorare il sistema o stiamo solo reagendo all'indignazione del momento? Costruire una riforma sull’onda emotiva dei singoli casi è un rischio. La cronaca, per sua natura, è framme...

Il cuore senza onde ❤️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Il sacrificio può diventare un atto spirituale? In questi versi, l’autrice esplora la trasformazione profonda di un cuore che, pur restando "in piena", impara la quiete assoluta per riportare all'essenziale ciò che si era smarrito fuori. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Perché è una profonda  trasformazione  quella che si compie col cuore in piena ma senza più onde, offrire all’altro ogni sacrificio  non è scambio  di favori  ma riportare al centro  ciò che era fuori

Magistratura o "plotone d'esecuzione"? La deriva di un dibattito e la dignità perduta delle parole 🧱🧨

(Introduzione ad a.p.). Le parole che abitano il dibattito pubblico non sono mai neutre: esse definiscono il perimetro della nostra democrazia. Tuttavia, quando il linguaggio delle istituzioni abbandona il rigore per abbracciare la violenza verbale, il rischio non è solo politico, ma culturale. Siamo di fronte a un’escalation che scivola dalla legittima critica verso una forma di alienazione istituzionale preoccupante. (a.p.)  Al centro di questa deriva ci sono due espressioni che non possono essere ignorate per la loro gravità distruttiva: la descrizione della “magistratura come un plotone di esecuzione” e l’appello esplicito ai cittadini: “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”. Il ribaltamento del senso istituzionale Ciò che rende queste affermazioni un caso di studio inquietante è il profilo di chi le ha pronunciate. Colpisce, infatti, che a invocare la necessità di "togliersi di mezzo" un potere dello Stato sia chi ha vissuto quel mondo dall'interno, avend...

Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

(Introduzione ad a.p.). C’è una differenza tra riformare un sistema e incidere sulle garanzie. Quando ci viene chiesto di cambiare la Costituzione senza spiegarci "come" verranno scritte le regole del gioco, non ci stanno chiedendo un voto consapevole, ma un atto di fede. Davanti a una politica che propone cambiali in bianco sul nostro futuro, la prudenza non è solo un dubbio: è un dovere democratico. (a.p.) ▪️ Il "voto al buio" L’aspetto più insidioso di questa riforma risiede nel suo essere deliberatamente incompiuta. Il nuovo articolo 102 della Costituzione si limita a dire che la magistratura sarà regolata da norme che disciplinano "distinte carriere". Ma la sostanza — come queste carriere saranno separate, e soprattutto dotate di “garanzie di indipendenza” rispetto ad altri poteri — scompare nelle pieghe dell'articolo 8 delle disposizioni transitorie. Qui si legge che la legge sull’ordinamento giudiziario, come quelle sul Csm e sulla giurisdizione...

Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦

(a.p.). L'architettura costituzionale italiana poggia su un equilibrio delicatissimo, dove l'autonomia della magistratura non è un privilegio di casta, ma la garanzia ultima per ogni cittadino di fronte all'arbitrio del potere. 🟣 Oggi, quell'equilibrio viene messo in discussione da una riforma che, sotto il vessillo dell'efficienza, rischia di alterare profondamente il volto della nostra democrazia. Il discredito della politica — quando diventa così audace da voler "disciplinare" la giustizia — finisce per erodere le basi stesse della libertà.  🟣 Non è solo una questione per addetti ai lavori: riguarda la qualità della tutela che riceveremo domani in un'aula di tribunale. Per fare chiarezza nel labirinto normativo, abbiamo isolato i nodi cruciali del provvedimento. 📦 Sintesi della Riforma: I 4 Punti Critici La riforma costituzionale della giustizia introduce mutamenti profondi negli equilibri tra i poteri dello Stato. Al di là degli obiettivi dic...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...