(Introduzione ad a.p.). Un rientro dalle vacanze si trasforma in un momento di intima transizione. Attraverso gli occhi e i pensieri di Sofia, l’autore dipinge il mese di settembre come un confine sospeso: il delicato passaggio tra la spensieratezza estiva e il ritorno consapevole alla complessità della vita quotidiana e dell'impegno sociale. (a.p.). Settembre Sofia tornava dalla stazione con passo lento, la valigia che rimbalzava sulle irregolarità del marciapiede. La vacanza le aveva lasciato sulla pelle il calore del sole. Settembre le era sempre parso un confine: un momento sospeso in cui l’estate si ritira e l’autunno prepara nuovi inverni. Segni del cambiamento Mentre percorreva il viale alberato, osservava i primi segni del cambiamento: foglie che iniziavano a ingiallire, l’odore fresco dopo la pioggia del mattino. Ogni dettaglio accendeva un pensiero. Rifletteva su come il tempo non si fermi per nessuno, e su quanto fosse difficile restare lucidi quando il mondo sembra cor...
(Introduzione a Daniela Barone). Con una prosa spietatamente sincera, il racconto traccia il ritratto di una famiglia di montagna imprigionata nella rigidità e nel culto della privazione. Tra le bizzarre trovate di un’avarizia incallita, i traumi taciuti della guerra e l’incomunicabilità degli affetti, emerge la parabola di un’esistenza vissuta nel segno del risparmio materiale e sentimentale, fino a un inatteso e poetico bagliore finale. (Daniela Barone). L'arrotino di montagna e i fantasmi della guerra Avevo conosciuto i miei suoceri solo un anno prima di sposarmi. Del resto loro erano i tipici montanari, rudi e introversi. A differenza della madre di mio marito, piccola e rotondetta, con una smorfia sul viso che pareva di disgusto o forse di rassegnazione, il padre era magro ma non macilento, alto ma non imponente. Aveva un viso virile, una bocca sottile e un naso diritto e lineare che gli conferiva un’aria signorile. In realtà Antonino, un arrotino ambulante, vestiva sempre abi...