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Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...
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L'emozione di Torino. La sicurezza è un diritto, non un manifesto politico 📑

(Introduzione ad a.p.). Le martellate contro un agente a Torino sono un atto intollerabile che richiede giustizia, non aggettivi. Ma proprio quando la gravità dei fatti è massima, ricordiamo che le "leggi emotive" e le invasioni di campo istituzionali non ci rendono più sicuri, ma indeboliscono la risposta efficace in difesa dei cittadini. (a.p.) ▪️ L’aggressione violenta a un agente della Polizia di Stato a Torino rappresenta un evento di notevole gravità. Di fronte a simili manifestazioni di brutalità, è fondamentale andare oltre la semplice indignazione, promuovendo un’analisi attenta. È importante che i fatti non diventino occasione per immaginare soluzioni che, oltre ad essere discutibili sul piano costituzionale, risultino anche inefficaci nel concreto, soddisfacendo solo l’illusione emotiva del momento. Ecco tre punti per una discussione che metta al centro la realtà. 1. Il dovere della sicurezza: nessuna zona grigia La sicurezza è un valore fondamentale, precondizione...

La trappola delle scelte ⚙️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un movimento che si fa denso, una scelta che sposta l'asse del mondo. In questi versi, l’autrice cattura il momento esatto in cui la libertà si trasforma in gabbia, rivelando la fragilità delle nostre finzioni esistenziali. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Fu rallentato ulteriormente  il movimento  che da lento prese forma consistente una scelta incomprensibile e incosciente portò in fondo l’universo  bastò poi cambiare il polo d’attrazione  perché mutasse in gabbia quella semplice finzione.

La coscienza del NO: la libertà è una parola preziosa ✍️

(Introduzione ad a.p.) Ci sono voci che non si limitano a narrare la realtà, ma si ergono a difesa dei suoi valori più profondi. Quando l’autonomia della magistratura viene messa in discussione, la cultura non resta a guardare, ma rivendica la "bellezza" di una Costituzione che appartiene a tutti. In questo solco, la "Coscienza del NO" che è ringraziamento civile e impegno etico, attraverso le parole limpide e preziose di Dacia Maraini. (a.p.) ▪️ “Sono con voi, dalla parte della nostra bella Costituzione, per la libertà e autonomia della magistratura, così preziose per il Paese. Grazie per quello che fate” . (Dacia Maraini) L’impegno civile C’è un momento in cui le parole della cultura e quelle del diritto si fondono in un unico impegno civile. Quando una delle più grandi scrittrici del nostro tempo definisce "preziose" la libertà e l'autonomia della magistratura, non sta facendo un esercizio di stile: sta indicando dove risiede la tenuta democratica d...

Marlon Brando: l’angelo caduto che ha cambiato il cinema 🎬

(Introduzione a Marina Zinzani). Marlon Brando non è stato solo un attore, ma il sismografo che ha registrato per primo il crollo dei miti maschili del Novecento. A distanza di anni, la sua "inquietudine" non è più solo una nota biografica, ma il codice genetico del cinema contemporaneo. Ripercorriamo l’analisi di Marina Zinzani su un uomo che ha trasformato la sua stessa decadenza nell'ultima, definitiva, performance. [segue a.p. - COMMENTO] (Marina Zinzani) ▪️ La canottiera che strappò il velo di Hollywood Può una canottiera cambiare il cinema? Sì, può. È accaduto con Marlon Brando, quando la sua canottiera, nel film “Un tram che si chiama desiderio”, sconvolse i benpensanti e gli standard dell’epoca. Quella canottiera fu una linea di demarcazione fra i personaggi precedenti, attori che interpretavano uomini forti, virili, ma anche gentili, e il personaggio di Marlon Brando, duro, sgradevole, inquieto. Il metodo: sentire il dolore prima di recitarlo Per l’epoca fu uno s...

La coscienza del NO: quando la storia ha gli occhi aperti 👀

(Introduzione ad a.p.). Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complice e la partecipazione si fa dovere. Quando i pilastri dello Stato di diritto iniziano a tremare sotto i colpi di riforme che sembrano ignorare i reali mali della giustizia per colpirne l'autonomia, la società civile si risveglia. In questo solco si inserisce la "Coscienza del NO": come vigilanza attiva, ispirata dalla saggezza popolare cantata da Francesco De Gregori.  (a.p.) ▪️ “E poi la gente, perché è la gente che fa la storia, quando si tratta di scegliere e di andare,  te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare” (Francesco De Gregori). Una bandiera comune per la custodia dei principi C’è una saggezza profonda che si risveglia nel Paese quando si avverte che il perimetro della libertà collettiva è in discussione. Questi occhi sono quelli dei magistrati, degli avvocati, dei docenti e dei cittadini che oggi non distolgono lo sguardo e si ritrovano sotto una bandiera c...

Riposano sulla collina: la Spoon River di un condominio genovese 🏞️

(Introduzione a Daniela Barone). Ritornare davanti a un vecchio portone dopo quarant'anni non è mai un semplice esercizio di nostalgia, ma un incontro ravvicinato con chi siamo stati. In questo racconto, l'autrice trasforma una citofoniera in una soglia tra il presente e un passato popolato di figure vivide, tragiche e talvolta grottesche. Ispirandosi alla suggestione della "collina" di Edgar Lee Masters e De André, Daniela Barone tesse una trama di segreti, dolori e rinascite, regalandoci una galleria di umanità che, pur nel silenzio del riposo eterno, continua a parlarci con forza. (Daniela Barone) ▪️ Ritorno al portone: i nomi del passato Stamattina sono passata davanti al caseggiato dove avevo abitato per anni. Ci eravamo trasferiti per vivere in una ridente località di mare, a una quindicina di chilometri dalle alture del Righi dove avevo trascorso i miei primi nove anni.  Allora ero nella terza elementare del prestigioso Istituto del Sacro Cuore, frequentato dai...

Bar PM vs Bar Giudici: il caffè che spaventa la giustizia 🚨

(Introduzione ad a.p.). Esiste un confine invisibile che passa per un bancone del bar e arriva dritto al cuore della nostra Costituzione. Tra una tazzina di caffè e un'urna per il sorteggio, la giustizia italiana sta scivolando verso un’insolita ossessione: quella di separare per non pensare. Ecco come il sospetto sta diventando l'unica vera regola del gioco. (a.p.) ▪️ Un caffè è solo un caffè. O forse no? Le nuove ossessioni sulla giustizia disegnano un panorama in cui ogni gesto quotidiano diventa motivo di sospetto. ☕ Il caffè sospetto Due professionisti della legge che sorseggiano un espresso insieme? Scandalo! Si grida alla presunzione di colpa, temendo una "contaminazione emotiva" capace di minare l'imparzialità. Benvenuti nel nuovo scenario: Bar PM da una parte, Bar Giudici dall'altra. Ingressi separati, tavolini distanti. L’integrità si misura in metri di distanza. ⚖️ La moltiplicazione dei CSM Se la vicinanza contamina l'autogoverno, perché fermar...

Nordio, magistrati "blasfemi". Ma l’indipendenza non è peccato. 👩‍⚖️ ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Un termine religioso in un'aula di giustizia. Il ministro Nordio definisce 'blasfema' l’indipendenza dei magistrati. Dietro lo scivolone lessicale, però, emerge la conferma di un disegno più profondo: il tentativo della politica di limitare il controllo di legalità. Ecco perché il richiamo alla Costituzione oggi non è un peccato, ma un dovere civile. (a.p.) ▪️ Oltre lo sgarbo istituzionale Le parole, nelle sedi istituzionali, non sono mai neutre. Definire "blasfemo" il richiamo dei magistrati all’indipendenza costituzionale — espresso durante la solenne inaugurazione dell'anno giudiziario — non è solo uno sgarbo formale. È un segnale d'allarme. Al di là della confusione tra linguaggio religioso e laicità dello Stato, questo episodio conferma involontariamente ciò che magistrati, avvocati e società civile denunciano da mesi. La visione del potere politico L'attacco del ministro Nordio non è una questione di cattive maniere, ma ri...

Il Giudice tra Legge e Potere: la lezione di Norimberga e il destino della nostra Costituzione 📖

(Introduzione ad a.p.). Il dibattito sulla riforma della magistratura non può ridursi a una sfida tra schieramenti politici. È, prima di tutto, una questione di identità democratica. Per capire cosa stiamo rischiando, dobbiamo tornare a un momento in cui il diritto ha dovuto fare i conti con l'abisso. (a.p.) ▪️ Dal "Dilemma di Norimberga" alla Riforma: quando il magistrato cessa di essere garante e diventa funzionario Nel 1961, il capolavoro di Stanley Kramer, Vincitori e vinti, portava sul grande schermo un processo storico. Non quello ai gerarchi, ma quello ai giudici tedeschi che avevano servito il Terzo Reich. La loro difesa fu di una semplicità agghiacciante: « Abbiamo solo applicato le leggi dello Stato ». Quel processo cristallizzò una verità che oggi sembra sbiadire: la democrazia muore quando il giudice si limita a essere un esecutore burocratico della volontà del Potere. L'indipendenza non è un privilegio della casta togata, ma l'unica barriera tra il ci...

Dostoevskij e le "Memorie da una casa di morti": il valore della dignità nel baratro dei Gulag ❄️

(Introduzione a Liana Monti). Il confine tra la vita e la morte non è sempre un battito che si ferma, ma a volte è una catena che si stringe. In questo contributo, Liana Monti ripercorre l'inferno siberiano di Fëdor Dostoevskij, ricordandoci che anche dove l'uomo viene ridotto a "non defunto", la scintilla della dignità e il desiderio di libertà restano le uniche ancore di salvezza. (Liana Monti) ▪️ L'inferno di ghiaccio: la realtà dei lavori forzati Il libro tratta di fatti realmente accaduti, autobiografici, durante il periodo di prigionia all’interno di una delle colonie penali in Siberia conosciute come Gulag. L’autore ci introduce in un mondo fatto di stenti, sofferenza, punizioni, dolore, morte. Un luogo dove si trovano coloro che sono stati giudicati colpevoli di crimini di vari tipi: politici, e comuni come violenze e omicidi. Persone provenienti da diversi ceti sociali e militari. Condannate alla prigionia per vari anni o addirittura a vita. Nel momento i...