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Parole da dire ai bambini, se riguardano la malattia

Marina Zinzani.  La vicenda di Kate Middleton ha portato alla luce un pensiero: come dare certe notizie ai bambini. Le sue parole toccanti si sono focalizzate sul come, sul quando comunicare la malattia ai figli, dovendo usare tutte le precauzioni possibili per non traumatizzarli, evocando il finale positivo della guarigione. È qualcosa che richiede tatto, forza da ricercare comunque, anche se la propria latita e la paura sembra prendere il sopravvento.  La forza serve per instillare nelle giovani menti un messaggio positivo: è un momento brutto ma passerà.  Quella frase detta da Kate, “sto migliorando e ogni giorno mi sento più forte”, è forse un modo per tranquillizzare i bambini, dando a loro il messaggio che tutto andrà bene. Il dire una cosa grave ai bambini è un tema delicatissimo. Non si è mai pronti, le parole sono difficilissime da trovare, e non si sa come loro elaboreranno la notizia.  Si pensa ad una malattia grave, come in questo caso, ma ci sono altre r...
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Il dio dell’invidia, il sentimento che avvelena

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa rimane delle divinità diverse da quelle dell’Olimpo? Ci troviamo di fronte al mondo altrettanto misterioso dell’animo umano. Dopo aver affrontato temi come la verità, le passioni, la guarigione, la speranza e la nostalgia, l’autrice si concentra oggi sul sentimento più pericoloso con “Il dio dell’invidia”. (Marina Zinzani) Il travestimento del dio Il dio dell’invidia si presenta sotto forma di donna, dai tratti delicati e dallo sguardo seducente. A volte però assume la forma di un uomo sempre placido e sorridente, conviviale. In realtà ha bisogno di questi camuffamenti per entrare nel mondo degli uomini e parlare sottovoce a loro, al loro orecchio.  Il sussurro che avvelena i pensieri Lui sussurra poche frasi, che sono i suoi cavalli di battaglia: “Ti sembra giusto che quella lì abbia più successo di te? Ti sembra giusto che tutto le sia dovuto? Non c’è solo lei a questo mondo, ci sono anche gli altri...” Ecco allora che l’essere umano comincia...

"Mia": la fragilità di una figlia, l'impotenza di un padre e la trappola dell'amore tossico

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono storie che lasciano il segno ben oltre i titoli di coda, capaci di insinuarsi nei pensieri e di abitarli anche il giorno dopo. È il caso di “Mia”, pellicola del 2023 diretta da Ivano De Matteo e disponibile su RaiPlay. Il film abbandona ogni romanticismo per fotografare, con realismo a tratti disturbante, le trappole dell'amore tossico, la violenza del revenge porn e il senso di profonda impotenza che stringe i genitori di oggi. (Marina Zinzani). Il realismo crudo di una vita reale “Mia” è un film del 2023, che si può vedere su RaiPlay. Il regista Ivano De Matteo ha raccontato altre volte storie forti, senza romanticismi, disincantate, dure. Questa storia lo è particolarmente. Tanto da essere quasi disturbante per il suo realismo, e talmente potente da essere presente nei pensieri anche il giorno dopo. Perché la storia che il film racconta è una storia di vita reale. Una famiglia in cui regna l’armonia: il padre, che guida le ambulanze, la m...

La prima neve di primavera: la voce di una bambina dal grembo materno

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa prova una vita prima ancora di venire alla luce? In questo racconto, la voce narrante appartiene a una bambina che osserva il mondo esterno attraverso i filtri emotivi della madre. Dal miracolo del concepimento nella notte di San Giovanni a Genova, passando per la nube scura di un lutto improvviso, fino a una nascita avvolta da un evento atmosferico straordinario. Attesa, dolore e rinascita: il legame materno supera ogni tempesta. (Daniela Barone). Un inizio invisibile Ho dovuto viaggiare per otto giorni prima di arrivare dentro il tuo grembo, mamma. Sono così piccola che nessuno può vedermi e nemmeno tu sai della mia esistenza. La notte di San Giovanni, patrono di Genova, hai pregato papà di lasciarsi finalmente andare e così mi avete concepito. Immagino gli scoppi dei fuochi d’artificio e i meravigliosi colori che non sono in grado di percepire mentre mi accoccolo un po’ smarrita in te.  Non so quanto tempo sia passato ma ora mi sento tutta s...

La caccia al tesoro del cuore: parole che fanno ritrovare l’oro

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Alcune domande non cercano risposte logiche, ma aperture emotive. Un sentiero intimo ci fa scoprire un linguaggio spoglio del superfluo. Parole apparentemente "vuote" diventano indizi di una ricerca più profonda: una specie di caccia al tesoro dell'anima in cui la fiducia è l'unica chiave per trovare l'oro. (Maria Cristina Capitoni) Il filo conduttore del cuore È un’esigenza la risposta a tutte le domande manifestarsi per gioire annullando le altre possibilità se il filo conduttore parte e ritorna al cuore non ci si può smarrire e tutto assume un senso anche le parole quelle vuote descrivono un percorso una caccia al tesoro dove solo chi si fida trova l’oro.

La stella di Roberta: studentessa speciale nel ricordo della sua prof

(Introduzione a Daniela Barone). Alcuni studenti lasciano un’impronta indelebile nella memoria di un insegnante, non solo per il loro profitto, ma per quell'innata scintilla che li fa risplendere tra i banchi. Roberta era una di loro: un’anima fiera, un’intelligenza brillante e una bellezza che sbocciava giorno dopo giorno. Questo racconto è il ritratto di una vita tragicamente interrotta nel suo fulgore più bello, e del legame invisibile, ma eterno, che continua a unire chi resta a chi è diventato luce nel cosmo. (Daniela Barone). I banchi del liceo e il sogno della Bocconi Roberta era stata mia alunna al liceo di Pavia per cinque anni. La ricordo in prima, con le fattezze ancora infantili dei suoi quattordici anni ma già faceva capolino in lei la straordinaria bellezza dell’adolescenza. Oltre a quella, madre natura l’aveva dotata di un’intelligenza brillante che la faceva distinguere in classe. Piuttosto altera o forse semplicemente riservata con gli insegnanti, era ammirata dai ...

"Avevo un tempo migliore e non lo sapevo": uno sguardo dentro di sé

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Ci sono momenti nella vita in cui ci si muove per inerzia, convinti che la parte migliore del viaggio sia ormai alle spalle. È in quel silenzio, quando il passo si fa pesante e tutto sembra sul punto di concludersi, che un colpo di vento inaspettato – una spinta inutile solo in apparenza – ci scuote e ci restituisce alla realtà. Nei versi che seguono la perdita della consapevolezza temporale si trasforma, grazie a un'improvvisa rivelazione, in una certezza che non svanirà mai più.  (Maria Cristina Capitoni). Avevo il tempo migliore ma non lo sapevo perciò caddi in silenzio abbandonando il passo tenuto fino a quel momento solo una spinta inutile e improvvisa quando tutto sembrava finito mi svelò dov’ero fissando un concetto che non sarebbe più svanito.

Il tempo migliore: quando il silenzio ci svela chi siamo

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). La vita può imporci un arresto, un silenzio improvviso che assomiglia a una resa. È proprio in quel vuoto, quando ogni passo sembra perduto, che si fa spazio la rivelazione. Con la sua cifra stilistica ermetica, l’autrice ci conduce in un viaggio interiore dove la fine diventa l'unico luogo possibile per ricominciare a vedere. (Maria Cristina Capitoni). Avevo il tempo migliore ma non lo sapevo perciò caddi in silenzio abbandonando il passo tenuto fino a quel momento solo una spinta inutile e improvvisa quando tutto sembrava finito mi svelò dov’ero fissando un concetto che non sarebbe più svanito.

Al tempo della globalizzazione: ma il piccolo è davvero bello?

(Introduzione ad a.p.). Piccolo è bello? Il lavoro artigianale a confronto con l'industria, la globalizzazione. Chiudono molte attività, come le sartorie. Una crisi diffusa in Italia, paese delle eccellenze nel design, nella moda, nell’artigianato di qualità. La perdita di valori civili e di esperienze umane (a.p.). Chiudono i battenti tante piccole sartorie. Non sono gli unici lavori artigianali a passarsela male. Una lenta e inesorabile crisi travolge tanti piccoli esercenti , come ferraioli, corniciai, alimentari, farmacie storiche. Vengono rimosse insegne che evocano personaggi di altri tempi, professionalità di una volta, e qualche ricordo personale. Quella volta in cui ci siamo fatti riparare un pantalone strappato a cui tenevamo particolarmente? O quell’altra che avevamo da incorniciare una foto indimenticabile in modo non banale? O ancora quella in cui il farmacista di fiducia, con cui ci confidavamo sui problemi di salute, ci preparò un medicinale con effetti miracolos...

Perugia e Raffaello, la ricerca di un ideale perduto

(Introduzione a Marina Zinzani e Commento a.p.). Perugia, con le sue pietre severe e i suoi scorci verticali, non è solo una scenografia storica, ma una macchina del tempo emotiva che scava nel profondo dell'anima. Tra le sale che custodiscono la grazia divina di Raffaello e i vicoli che profumano di un passato lontano, la città si trasforma in uno specchio spietato. È qui, di fronte all'ideale artistico dell'assoluto, che il ricordo privato si intreccia con il bilancio di un matrimonio. (Marina Zinzani).  Perugia: una città tra passato e presente Perugia dà l’idea di una città vivace, ci sono due università, di cui una per stranieri, e ha anche un grande patrimonio artistico. Abbiamo visitato la Galleria Nazionale dell’Umbria, e siamo stati deliziati con opere del Beato Angelico, del Pinturicchio e di tanti altri artisti. Ore di confortante bellezza. Abbiamo camminato lungo le stradine: la vita qui mescola il passato, con le sue chiese, i suoi angoli, i suoi palazzi, la se...

I volti della nostalgia: l'incanto delle canzoni di Battisti e il tempo che passa

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono sere in cui il passato bussa alla porta senza chiedere il permesso, sollevando un velo di emozioni sospese tra il dolce e l'amaro. Basta un incontro inaspettato, lo sguardo sui segni del tempo che avanza o, ancora più potente, una melodia che riemerge dall'adolescenza. La nostalgia è un sentimento universale, eppure profondamente intimo: un territorio misterioso dove la gioia e la tristezza si fondono in un unico, indecifrabile abbraccio. (Daniela Barone). Il contrasto del tempo e il Risiko della giovinezza Alcune sere fa sono andata con due vecchi amici ad assistere all’esibizione di Elisa che da diversi anni canta nel coro Il cantolibero . È stato piacevole rivederla dopo molti anni anche se i suoi capelli bianchi mi hanno impressionato: lei è una delle tante donne che non vogliono essere schiave della tintura e si lasciano la chioma candida come la neve. Il contrasto con il passato è stridente: la ricordo graziosa e sorridente nel fio...