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Il voto, il declino e la rinascita: oltre il giorno del giudizio 🪷

(Introduzione ad a.p.). Il voto non è mai solo un numero, ma il battito di una società che respira e reagisce. Una riflessione sul senso profondo di una scelta collettiva: un’analisi che scava sotto la superficie dei risultati per rintracciare i semi di una rinascita civile, nata dalla riscoperta della Costituzione come bussola irrinunciabile contro ogni deriva autoritaria. (a.p.). La geografia del dissenso Insistere sul senso di un voto, scomporne le correnti profonde, indagare e riflettere sulle sue ragioni non è l’esercizio sterile dei vincitori, né la celebrazione di un traguardo. È, al contrario, la prefigurazione di una speranza possibile in tempi sciagurati; è lo scavo necessario nei pertugi e nelle cavità spesso nascoste della società per rintracciarvi esigenze inespresse e intuizioni di riscatto. In questa geografia del dissenso, appare una scritta: "No Kings". Un’espressione che dice tutto e niente, sospesa in un’ambiguità di significati contraddittori e incerti, ep...
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Charlot e il valore del silenzio: una lezione di umanità nell’era del rumore 📽️

(Introduzione ad a.p.). In un’era dominata dal rumore e dall'incomprensione, la figura di Charlot torna a interrogarci. Più che un’icona del passato, il Vagabondo di Chaplin è oggi il simbolo di una "vita senza parole" che riesce a comunicare ciò che noi abbiamo dimenticato: l'empatia, la solidarietà dei gesti e la resistenza etica contro l'alienazione moderna. (a.p.) ▪️ L’icona della vita senza parole Nel racconto novecentesco della condizione umana, la figura di Charlie Chaplin emerge come l’inventore di una cinematografia straordinaria: muta, ma capace di narrare l’esistenza attraverso la pura corporeità. Charlot è diventato l'icona di una vita vissuta senza parole, ma densa di storia. Un’infanzia difficile, vissuta tra la periferia urbana e l'orfanatrofio, divenne per lui una scuola di vita, portandolo a inventare una forma di espressione dove ogni parola è superflua e forse inutile. È proprio questa densità — lucida nella rappresentazione della soffer...

La forza della relazione: l'insegnamento di Chiara Mocchi oltre la vendetta 🤼 💪 🛡️

(a.p.). “ Non porto rabbia né paura nel cuore ”. Dal suo letto d’ospedale, Chiara Mocchi, la professoressa accoltellata da un suo studente di tredici anni a Trescore Balneario, ha pronunciato parole che hanno il sapore di una rivoluzione silenziosa. In un’epoca in cui la risposta immediata a ogni ferita è il grido di punizione, la professoressa ha scelto di parlare di relazione. Ha espresso il desiderio di tornare in classe, proprio tra chi fa più fatica, conscia che quel ragazzo, nel profondo, forse "non saprà neanche perché" ha agito così. Oltre la reattività: la scuola come palestra di umanità Certo, parlare di relazione non significa trascurare la sicurezza, né negare la necessità di sanzioni che possano servire all'occorrenza. Ma fermarsi alla sola logica punitiva significa rimanere sulla superficie di un’emergenza, senza mai toccare la sostanza del problema. Invocare la punizione come pura rivalsa finisce per imitare paradossalmente proprio la logica del ragazzo: ri...

Eugenio Montale: la visione oltre la miopia in "Ho sceso dandoti il braccio" ✒️

(Eugenio Montale - POESIA) ▪️ Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. (a.p. - COMMENTO) ▪️ Era molto miope, Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963, alla quale Eugenio Montale dedicò questa poesia che fa parte della raccolta “Satura”, pubblicata nel 1971. Traendo spunto dalla miopia della moglie, il poeta ricorda le numerose volte nelle quali l’aveva aiutata a scendere le scale, e rimane stupito di fronte alle sensazioni che prova ora, al pensiero che la donna non c’è più. 🚶‍♀️ Il vuoto ad ogni gradino: la brevità del...

La bolla dell'arte: Mozart come rifugio 🎹

(Introduzione a Marina Zinzani).  Le ferite invisibili, inflitte da parole o atteggiamenti ostili, possono segnarci per anni. Spesso i consigli altrui si limitano a un "non pensarci", ma per chi è fragile la soluzione richiede una strategia più profonda: la creazione di uno spazio protettivo dove il dolore perde il suo potere. (Marina Zinzani) Il peso dei rapporti complicati I rapporti umani sono complicati, si sa. Ci sono persone che compromettono il loro equilibrio e la loro serenità sotto il peso di una frase infelice, di un atteggiamento ostile, subiti da qualcuno. Possono passare anni ma quella frase o situazione si ricorda e fa male. Il senso di frustrazione non se ne va, anche la rabbia spesso repressa non ci abbandona. Se ci si confida con qualcuno, si può avvertire empatia, comprensione, ma in genere il consiglio che si riceve è quello di non pensarci, di non dare retta a quelle parole o a quell’atteggiamento. Cos’altro si potrebbe dire o fare, d’altronde? Oltre il c...

Il cuore matto del nonno Vincenzo: amore e nostalgia a Genova ❤️ 🚬 🌱

(Introduzione a Daniela Barone). Il nonno Vincenzo aveva il volto scolpito nella pietra e il dialetto stretto tra i denti, ma sotto quella scorza di "zeneize" burbero batteva un ritmo inaspettato. In questo memoir familiare, i ricordi d’infanzia si intrecciano con il profumo delle sigarette Nazionali e le note di un Juke-box. È la storia di un uomo che la famiglia voleva "sistemare" secondo convenienza, ma che scelse di seguire il battito di un cuore matto, capace di innamorarsi oltre l'età e i pregiudizi, insegnando a una nipotina che l'amore non ha data di scadenza. (Daniela Barone). Un "Zeneize" d’altri tempi Quando nacqui il mio caro nonno Vincenzo aveva appena 47 anni ed era vedovo da quattro mesi. Ciò nonostante, appariva decrepito ai miei occhi di bambinella: folti capelli bianchi a spazzola incorniciavano un volto rugoso che sembrava scolpito nella pietra. Era un po’ ingobbito e aveva una camminata indolente. Dotato di una carnagione olivas...

Il ritorno sospeso 🐎

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Questa lirica è un esercizio di minimalismo contemplativo. Attraverso pochi elementi essenziali — una strada, un cavallo, una bicicletta — l’autrice cattura quel momento raro in cui il tempo smette di essere un peso e diventa uno spazio da abitare. (Maria Cristina Capitoni) Ho un’immagine intensa una stradina stretta e lenta e un cavallo fermo  a destra   oltre la palizzata una pedalata in bicicletta  e nessuna fretta di tornare a casa.

L'aquilone caduto dal cielo 🪁

(Introduzione ad a.p.). Un giovedì di dicembre nella Roma degli anni passati. Tra i banchi di un mercato rionale e l'uscita da una scuola elementare gestita dalle suore, si consuma un rito quotidiano: l'attesa di un padre per la sua bambina. Questo racconto ci porta per mano attraverso le strade di Prati, tra l'odore di caldarroste e il suono delle zampogne, fino a un incontro inaspettato con un oggetto caduto dal cielo. Un'indimenticabile lezione sulla cura, sulla pazienza e sul filo invisibile, ma robustissimo, che lega un genitore al proprio figlio. (a.p.). In attesa a dicembre Era un giovedì di dicembre, e quel giorno sarebbe stato difficile immaginare, in circonvallazione Clodia, che mancavano pochi giorni alle vacanze natalizie. I negozi che sorgevano in quella strada erano in ritardo nella preparazione degli addobbi. Le vetrine della zona erano ancora spoglie, mancavano alle finestre i colori della festa, la gente si aggirava distratta tra i banchi del vicino...

Viaggio in treno: il tempo sospeso di una vecchia e di una giovane 🚂

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa diremmo a noi stessi se potessimo incontrarci in un vagone sospeso nel tempo? In questo racconto a due voci, una stazione di Genova avvolta dalla nebbia diventa il portale per un incontro impossibile. Tra scompartimenti anni '70 e libri dai titoli quasi identici, una donna matura e una giovane ragazza si specchiano l'una nell'altra. Un dialogo delicato che attraversa i decenni, dove i sogni di ieri diventano i ricordi di oggi e la vita, come un treno, corre veloce tra rimpianti e insperate rinascite. (Daniela Barone).  La viaggiatrice vecchia: un ritorno al passato Stamattina soffia un rigido vento di mare. Rabbrividisco nel piumino pesante e mi affretto in stazione.  Il mio treno è in ritardo ma lo preferisco all’autobus, sempre molto affollato e lento a districarsi nel traffico di Genova. Finalmente sento il fischio che segnala il suo arrivo. La visione delle vetture di un marrone inconsueto mi ha lasciato a bocca aperta: sembrano pro...

Direttiva UE anticorruzione: l’Italia al bivio tra pugno di ferro e immunità di Palazzo ⚖️ 🇪🇺

(Introduzione ad a.p.). Mentre l'eco del referendum è ancora forte, una nuova tegola cade sulle riforme della Giustizia di questi ultimi anni. La nuova direttiva anticorruzione del Parlamento Europeo è una smentita politica clamorosa: Bruxelles chiede più rigore proprio dove l'Italia ha scelto di depenalizzare. Emerge così il disegno di una politica criminale "a doppia velocità": pugno di ferro con il dissenso di strada e guanti di velluto con i colletti bianchi. Un'analisi sulle reali intenzioni di chi vuole liberare la "firma" ma finisce per incatenare la legalità. (a.p.). Bruxelles: lo standard europeo contro lo "strappo" italiano Il recente intervento del Parlamento Europeo segna una battuta d'arresto che va ben oltre la cronaca giudiziaria. La nuova Direttiva UE sulla lotta contro la corruzione stabilisce infatti standard minimi comuni per tutti i Paesi membri, imponendo l'obbligo di qualificare come reati penali una serie di condo...