Passa ai contenuti principali

Post

Da Ulisse a Charles Baudelaire: l’identità come esilio 👾 🛸 🏝️

(Introduzione a Charles Baudelaire -Commento di Mariagrazia Passamano). Partendo dall'enigmatico "straniero" di Charles Baudelaire, innamorato delle nuvole, l’autrice esplora l'estraneità come tratto indelebile dell'anima. In questa riflessione, la figura del forestiero si spoglia dei connotati geografici per farsi archetipo: dall'urlo di Odisseo alla solitudine dei poeti, essere stranieri significa abitare lo scarto tra l'ordine delle abitudini e la multiformità del sé. (Charles Baudelaire). Lo straniero - Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello? - Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello. - I tuoi amici? - Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto. - La patria? - Non so sotto quale latitudine si trovi. - La bellezza? - L'amerei volentieri, dea e immortale. - L'oro? - Lo odio come voi odiate Dio. - Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero? - Amo le nuvole. L...
Post recenti

Lettera al ‘figlio dell’avventura’, il viaggio di una madre tra ricordi, fragilità e nuove nascite ✉️ ✨💙

(Introduzione a Daniela Barone). Un brano di Elisa alla radio diventa il pretesto per un viaggio a ritroso nel tempo. In questa lettera densa di nostalgia e orgoglio, una madre ripercorre le tappe di quel "figlio dell'avventura" che, tra fragilità infantili e conquiste d'uomo, ha saputo trasformare ogni sfida in un passo verso la propria, unica felicità. (Daniela Barone). L'inizio di un viaggio straordinario Caro Fabrizio, ascoltando la canzone ‘A modo tuo’ di Elisa oggi ho rievocato il ballo con te la sera del tuo matrimonio. Mai avevamo danzato insieme e quel momento unico me lo godetti pienamente. Del resto perché una madre dovrebbe ballare con suo figlio? Forse quando eri piccolo avevamo improvvisato un balletto sulle note di una musichetta per bambini ma di certo non mi avevi cinto come quando, giovane uomo innamorato, ti eri unito in matrimonio con la splendida Cecilia, radiosa nel vestito da sposa svolazzante e candido come i suoi denti. A dire la verità, n...

La rappresentanza: se la legge elettorale diventa il cavallo di troia del Premierato 🐴

(a.p.) Nella gerarchia delle urgenze nazionali, il Paese sembra procedere a due velocità: da un lato la paralisi materiale, dall’altro l’iperattivismo sulle regole del potere. Mentre la crisi energetica morde il tessuto produttivo e le infrastrutture civili mostrano segni di un declino anacronistico — si pensi al paradosso della giustizia milanese, eccellenza europea costretta a regredire alla carta per il blocco del sistema digitale — l’agenda politica è monopolizzata dalla riscrittura della legge elettorale. Ma questa non è una mera riforma tecnica: è una sfida al cuore del patto costituzionale. Il valore del voto come fondamento, non come intralcio Un nodo cruciale merita di essere rielaborato oltre le contrapposizioni tra sistemi. Il punto focale non è la difesa d'ufficio del proporzionalismo come dogma, quanto la rivendicazione di un principio di civiltà: il rispetto e la valorizzazione dell'opinione popolare come precondizione di ogni legittimità. In una democrazia matura...

Dopo il temporale, leggerezza 🌧️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). A volte il rumore della battaglia interiore si placa, lasciando spazio al silenzio rigenerante. In questi versi l’autrice ci conduce sulla soglia di una nuova consapevolezza: quella di chi ha smesso di combattere nemici esterni per accogliere un’altra dimensione. La poesia trasforma il peso del passato in un elemento naturale, necessario e purificatore come l'acqua di un temporale. (Maria Cristina Capitoni). Non ho più nemici son scappati tutti  dietro alle paure non ho più giudizi né parole dure solo comprensione da smaltire come troppa acqua  dopo un temporale.

Il giardino dei cachi: memorie di un’infanzia tra muri di casa e azzurro del cielo 🌲 🏞️

(Introduzione a Valeria Giovannini). Un racconto che esplora il confine tra la solitudine domestica e la libertà della natura. L’autrice ci conduce in un giardino d'altri tempi, dove il profumo dei cachi e il suono delle campane diventano l'unico argine contro l'ansia di una famiglia "infelice per difetto". Una riflessione commovente sul tempo che trasforma i luoghi, ma non riesce a scalfire l'essenza dei sogni. (Valeria Giovannini). Oltre il muro dell'infelicità Ho vissuto in una famiglia infelice che, come tale, non somigliava ad alcun'altra. Infelice per difetto. Per l'assenza di calore. E di colore. Ospiti costanti erano l'ansia e la tensione. Mi sembrava che ogni altra famiglia fosse felice. Dalla finestra della mia stanza di ragazzina vedevo un muro imponente, oltre il quale si spalancava un giardino immenso, circondato da una lunga fila di abeti. La gioia era oltre quel muro. Lì respiravo l'intenso profumo dei cachi. La presenza legg...

Labili confini: tra determinazione, ambizione ed eccesso 🗺️

(Introduzione a Marina Zinzani). Dove finisce la sana volontà di riuscire e dove inizia l'ambizione cieca? In questa riflessione, l’autrice esplora i sottili equilibri che governano il carattere e le scelte di vita. Un'analisi su come le nostre forze interiori possano costruire imperi o, al contrario, inaridire i rapporti umani se prive di armonia e ascolto. (Marina Zinzani).  La determinazione: il motore del fare Il confine fra determinazione, ambizione ed eccesso: ognuno di questi aspetti può segnare, e non poco, il carattere, la vita stessa di una persona. La determinazione si può definire un motore che fa estrapolare da noi delle forze: è con queste forze che andiamo incontro ad un obiettivo e cerchiamo di realizzarlo. Arrivare ad un risultato, nello studio, nella carriera, in uno sport, nella costruzione di un progetto famigliare, nel tenere insieme degli affetti. È la determinazione di una madre, di un padre, il loro esserci, il seguire un figlio. L'ambizione e il sog...

Il lievito dell'anima: quando il profumo del pane ferma il tempo 🥖

(Introduzione ad a.p.). Il racconto può essere un’epifania sensoriale che trasforma un gesto quotidiano — l’acquisto del pane — in un viaggio a ritroso verso le radici dell'anima. La narrazione esplora il contrasto tra la frenesia digitale del presente e la "lentezza sacra" del passato, identificando nella memoria olfattiva non un semplice ricordo, ma un "lievito silenzioso" che continua a far crescere la nostra consapevolezza. È un invito a riscoprire la pazienza come forma d'amore e la cucina come primo altare della cura domestica. (a.p.). L'epifania tra le notifiche Succede all’improvviso, come quando un’onda di vento spalanca una finestra e il ricordo ti piomba addosso, fresco e prepotente. Stamattina ero in fila al panificio, una sagoma tra le tante, con la testa china sul telefono e le dita che scorrevano notifiche lampeggianti a raffica. Ero prigioniera di un presente rumoroso, finché il profumo del pane appena sfornato non ha squarciato l'ari...

Il primo amore della mamma: tra sogni, ombre e nostalgia 💭👤

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta del primo amore quando la vita prende un’altra direzione? In questo racconto, l’autrice scava nei ricordi di sua madre, una donna divisa tra il fascino pericoloso di un fidanzato di gioventù e la solida, rassicurante tenerezza di un marito scelto "piano piano". Un viaggio tra vecchi album di foto, sale da ballo degli anni Cinquanta e quel sottile confine dove il passato torna a bussare sotto forma di sogno (o di presagio). (Daniela Barone). Il rossetto rosso e il rigore di nonna Elia Quando era giovane la mamma adorava ballare. Aspettava ansiosamente la domenica pomeriggio, quando finalmente poteva mettere le scarpe con i tacchi a spillo e il rossetto rosso fiamma. Lo metteva sul pianerottolo di nascosto dalla madre che non tollerava che la figlia si truccasse o rientrasse a casa in ritardo. Ascoltare mia mamma che raccontava della crudeltà della nonna Elia mi coinvolgeva al punto da sentirmi io stessa castigata severamente. Chissà ...

L'eco di Giolì: quando il primo amore sfida il tempo 📽️

(Introduzione a Paolo Brondi). I nomi possono agire come chiavi magnetiche capaci di scardinare le porte del tempo. Per Luca, quel nome è Giolì. Non è solo un ricordo, è un tintinnio di fisarmoniche, un profumo di rose e violette che sopravvive al "grigio dei neon" della modernità. In questo racconto, la memoria è una forza viva che si muove lungo i viottoli della campagna del 1963, tra baci rubati e l'innocenza di un mondo che non conosceva ancora il consumismo dei sentimenti. La narrazione ci suggerisce che nulla va mai perduto per sempre: le parole affidate a poesie ingiallite e mai spedite continuano a vibrare nel vuoto, finché la "freccia del tempo" non decide di curvarsi. L'incontro finale in Via della Spiga non è una semplice coincidenza, ma il riconoscimento di un'anima che, attraverso lo sguardo di una figlia, ritrova la sua strada verso casa dopo un lungo naufragio. (Paolo Brondi). Il risveglio della memoria Luca, professionista affermato e sem...

Dal caso Almasri al salva-Bartolozzi: quando la politica è refrattaria alla legge 👩‍⚖️

(a.p). Il quadro che emerge dalle recenti cronache giudiziarie e politiche delinea una frattura profonda tra l’attuale gestione del potere in Italia e i principi fondamentali dello Stato di diritto, sia sul piano interno che su quello internazionale. Il caso Almasri: dalla cattura alla "liberazione" di Stato Il deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati membri della Corte Penale Internazionale (CPI) affonda le radici in un episodio che rappresenta una ferita aperta nei rapporti tra Roma e la giustizia internazionale. Njeem (noto come Almasri), ricercato dalla CPI per gravi crimini, era stato individuato e arrestato in territorio italiano. Tuttavia, invece di dare esecuzione al mandato di cattura internazionale e procedere alla sua consegna all’Aia, le autorità italiane hanno intrapreso una strada opposta. L’Italia è accusata non solo di aver ignorato la richiesta di cooperazione della Corte, ma di aver attivamente ostacolato l’esercizio delle sue funzioni. Nonostante l...

Israele e la pena di morte 'razziale': la giustizia diventa una corda per impiccare i diritti umani 🪶

(a.p.). Il voto del parlamento israeliano che introduce la pena di morte esclusivamente per palestinesi condannati per reati contro ebrei è più di un abominio giuridico: è il crollo del principio di uguaglianza davanti alla legge. C’è l’orrore intrinseco della pena capitale — uno strumento barbaro già bandito dalla maggior parte dei paesi civili — a cui si aggiunge l’istituzionalizzazione di una pena di morte su base etnica. La massima sanzione non viene applicata in base alla gravità del reato, ma in base all’identità di chi lo commette. Un sistema a due velocità: giustizia per alcuni, vendetta per altri Questa legge disegna una giustizia a due binari, dove la pena capitale diventa uno strumento di supremazia etnica. Il cappio scatta solo se il condannato è palestinese e la vittima ebrea. Se il reato è commesso da un colono o da un estremista israeliano contro un palestinese — magari con le stesse motivazioni "nazionalistiche" — la legge si volta dall’altra parte. Non si pun...