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Il binario dei sogni sospesi: cronaca di una giovinezza rimasta in stazione 🚂

(Introduzione ad a.p.). Immagini che non ritraggono solo persone, ma frammenti di ciò che siamo stati. Un saluto su un binario diventa così lo s pecchio di tutte le nostre partenze , di quei "poteva essere" che conserviamo, con sobria malinconia, nel bagaglio del tempo. (a.p.) ▪️  È un’immagine che non appartiene solo a un rullino, ma a quella stanza segreta della memoria dove conserviamo i nostri "poteva essere". In questo scatto, il bianco e nero non è solo una scelta cromatica, è il colore stesso della nostalgia. C’è tutto il peso dolce della nostra gioventù in quel saluto su un binario: l’abbigliamento quasi adulto indossato con l'innocenza dei bambini, come se avessimo avuto tutti una fretta disperata di crescere, senza sapere che il tesoro era proprio in quel cappotto un po' troppo grande e in quella valigia ancora vuota di delusioni. È un tributo a ciò che siamo stati: un miscuglio di promesse sussurrate tra il fumo di un treno che, forse, non è ma...
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Nero di seppia: macchie indelebili e risotti che sanno di vita 🐙

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono sapori che portano con sé una promessa di piacere e, allo stesso tempo, un rischio imprevisto. Il nero di seppia è così: avvolgente, prelibato, ma capace di lasciare segni che non vanno più via, proprio come certi passaggi della nostra esistenza. In questo racconto, Marina Zinzani ci conduce attraverso i pensieri di un medico alle prese con la noia di un convegno e l'imbarazzo di una macchia sulla camicia. Ma quella chiazza scura sul bianco diventa presto lo specchio di un'anima segnata da una separazione dolorosa, finché un incontro fortuito non apre uno spiraglio di luce e solidarietà. Una narrazione delicata sulla fragilità umana e sulla bellezza dei nuovi inizi. (Marina Zinzani) ▪️ La fatica del dovere e il rito degli ECM Ci sono delle cose nella vita che si fanno con fatica. Si vorrebbe fare altro: precisamente non essere lì. Si vorrebbe varcare una porta, respirare aria fresca e sentirsi liberi. Una di queste cose, quelle cose che ...

Dibattito sulla giustizia: un casting? 📽️

(Introduzione ad a.p.). Il diritto si trasforma in un esercizio di stile? Tra visi perfettamente illuminati e richiami a manovre di palazzo, la sostanza della giustizia sembra scivolare in secondo piano. Una riflessione su quel narcisismo comunicativo che oggi confonde l'autorevolezza con l'inquadratura, smarrendo l'interesse della collettività. (a.p.) ▪️ Una cronaca, tra estetica e correntismo Scorriamo le bacheche social, osserviamo i salotti televisivi, guardiamo i video-editoriali: troviamo visi perfettamente illuminati che ci parlano di codici e riforme. Ma dietro quel volto, dov'è finita l'idea? Non si discute più del merito, ma si mette in scena una performance. Si osserva un'esposizione che punta tutto sulla personalizzazione del messaggio: c’è chi lega la propria opinione a un’estetica curata, trasformando il ragionamento giuridico in una narrazione visiva costante, dove il volto diventa il logo dell'idea. Dall'altra parte, lo spazio pubblico vi...

L’armadio vuoto: fare spazio al futuro 🚪

(Introduzione a Daniela Barone). Svuotare un armadio non è mai solo una questione di spazio. È un viaggio a ritroso tra le pieghe della vita, dove ogni abito scartato racconta chi eravamo e ogni spazio vuoto accoglie chi siamo diventati oggi. Tra tessuti logori e ricordi ritrovati, ecco cosa ho imparato mettendo ordine nel mio passato. (Daniela Barone) ▪️ Congedi necessari Non so se lo sgombero di ieri del mio armadio abbia a che fare con il senso di vuoto che talvolta mi ha colto o semplicemente coincida con la voglia di sbarazzarmi di un passato pesante, di una me che non corrisponde più a quella che sono diventata.    Per anni, nel cambio di stagione ho continuato a spostare gli abiti dalle ante più alte a quelle più basse senza avere il coraggio di sbarazzarmi dei vestiti non indossati da tempo immemorabile, come il tubino nero diventato troppo stretto o i tanti coprispalle oramai fuori moda. E che dire della giacca lucida dai bottoni argentati indossata il giorno del mio ...

Riforma Nordio: un’indipendenza scritta, un’imparzialità smontata 🎁

(Introduzione ad a.p.) C’è una distanza siderale tra la narrazione di una riforma e la sua architettura strutturale. Analizziamo il paradosso di un testo che celebra l'autonomia della magistratura mentre ne smonta, pezzo dopo pezzo, i pilastri dell'imparzialità. (a.p.) ▪️ Il trucco delle parole d'oro Ammettiamolo. Leggendo le carte della riforma Nordio, quasi ci si commuove: l’indipendenza della magistratura vi è celebrata con una tale enfasi da sembrare un inno sacro. I sostenitori ci sfidano: "Dove si dice che il Pubblico Ministero prenderà ordini dal Governo? Non c’è scritto!". Ed è vero. Tutto appare logico, rassicurante, come una confezione regalo perfetta e infiocchettata. Peccato che l'indipendenza non sia una dichiarazione d'intenti, ma una condizione strutturale. Anche nei regimi antidemocratici si giura sulla libertà dei giudici, ma lì finisce prima di iniziare. Qualcuno ha notizie di giudici iraniani, russi o nordcoreani che abbiano deciso contr...

Il cipresso segato: memoria e silenzio in collina 🌳

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Versi, come istantanee sbiadite dal tempo, che catturano la ferita ancora aperta di un paesaggio. L’autrice ci conduce per mano lungo un sentiero di collina dove il ricordo di un vecchio trasforma un albero abbattuto nel simbolo di un'epoca che non può più tornare. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Quel cipresso fu segato  perché altrimenti  non entrava la camionetta  dei tedeschi racconti d’altri tempi  un vecchio che cammina  e ricorda  qui in collina è tutto fermo  ma non è più  come una volta.

Una riforma che non cura il malato: ha davvero senso dire di sì? 🏥 💊

(Introduzione ad a.p.). La credibilità di una riforma si misura sulla sua capacità di rispondere ai bisogni reali del Paese. Se la politica si concentra su architetture burocratiche mentre le urgenze sociali rimangono al palo, il dubbio non è solo lecito, ma doveroso. Questa riforma della giustizia assomiglia più a un diversivo che a una soluzione per i cittadini. (a.p.) ▪️ Le priorità rovesciate della politica C’è qualcosa di stupefacente nel modo in cui ci stanno proponendo questa riforma della giustizia. Mentre le famiglie italiane fanno i conti con lo stipendio che non basta mai, con le liste d’attesa infinite negli ospedali e con la preoccupazione per la sicurezza nelle strade e il degrado del territorio, la politica decide che la priorità assoluta è cambiare le regole interne del tribunale. Una "cura" che ignora il sintomo Ci dicono che questa riforma sia la "cura magica" per far funzionare la giustizia, ma è una promessa che non sta in piedi. È come se un med...

“Ceramica”: il campione in incognito e quella passione mai sopita ⚽

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono passioni che non accettano di essere messe a riposo, nemmeno quando la carta d'identità o la carriera dicono che è tempo di fermarsi. Il racconto di Marina Zinzani, partendo da un leggendario aneddoto sportivo, ci conduce tra le pieghe della nostalgia e della capacità, tutta umana, di saper scendere in campo ancora una volta, magari sotto falso nome, pur di sentirsi vivi. (Marina Zinzani) ▪️ Il misterioso fuoriclasse del sabato mattina Un sabato mattina, in un campetto. Un signore di una certa età assiste per caso ad una partitella di calcio. Sono tutti giovani, e lui li guarda incuriosito. Arriva a proporsi di scendere in campo per aiutare la squadra che sta palesemente perdendo, e che ha un calciatore in meno. Perché no? Allora lo fanno entrare, e in poco tempo il risultato si capovolge. Gli chiedono come si chiama. Lui ha un giubbotto addosso con la scritta “Ceramica”. Ecco come mi chiamo, dice lui: Ceramica! L'oasi segreta di Giovann...

La coscienza del NO: l'impegno individuale come opera comune 🎹

(Introduzione ad a.p.). La difesa della democrazia è una partitura complessa che richiede l'impegno di ogni singolo strumento. Quando l'equilibrio dei poteri viene minacciato, anche l'arte scende in campo per ricordare che la libertà è un'opera corale. La 'Coscienza del NO' si arricchisce oggi della nota etica di Nicola Piovani, che richiama ognuno di noi alla responsabilità di proteggere la nostra legge fondamentale. (a.p.) ▪️ “Quando si tratta di difesa della Costituzione, ognuno di noi deve dare il suo contributo, grande o piccolo, come può” . (Nicola Piovani) Ci sono momenti in cui non è possibile restare spettatori. Il maestro Nicola Piovani, con la consueta sobrietà, riporta il dibattito sulla riforma della giustizia alla sua essenza più pura: il dovere di cittadinanza. La sua adesione allo sciopero dei magistrati del 27 febbraio 2025 è stata non una scelta politica di parte, ma un atto di fedeltà allo spartito costituzionale. La Costituzione come opera co...

Diventare donna negli anni Settanta: il coraggio di rompere il silenzio 💃

(Introduzione a Daniela Barone). Tra i tabù degli anni Settanta e la trasparenza dei giorni nostri, il corpo femminile ha percorso un lungo viaggio verso la consapevolezza. In questo racconto, Daniela Barone ripercorre il delicato passaggio dall'adolescenza alla maturità: un tempo in cui il silenzio dei genitori e l’imbarazzo sociale trasformavano eventi naturali in segreti da nascondere o trofei da esibire. Una riflessione preziosa su come l'educazione affettiva sia diventata, oggi, il ponte indispensabile per costruire il rispetto e la libertà delle nuove generazioni. (Daniela Barone) ▪️ L'attesa e il primo reggiseno Erano mesi che spiavo ansiosamente sotto la mia canottiera. Frequentavo ormai la terza media ma il seno non ne voleva sapere di crescere. Invidiavo le mie coetanee che esibivano un petto rigoglioso e si truccavano già un po’. Siccome la mamma si era accorta che ero prossima allo sviluppo, mi aveva proposto di acquistare un bel reggipetto, come diceva lei. Per...

L’infanzia ferita: dalle macerie di Gaza al "modello Minneapolis", la fine dell'innocenza 👦

(Introduzione ad a.p.). Parlare di infanzia oggi significa fare i conti con immagini che lacerano la coscienza: piccoli corpi estratti dalle macerie a Gaza, bambini ucraini che hanno dimenticato il suono del silenzio. Paradossalmente, l'ombra del sopruso che si allunga nelle democrazie occidentali. Dalla storica firma della Convenzione ONU del 1989 a oggi, il mondo sembra aver smarrito la sua bussola morale. La dignità dei più piccoli è diventata merce di scambio o, peggio, bersaglio di una regressione civile senza precedenti. (a.p.) ▪️ L'incanto del gioco e il dovere della memoria Tre bambini ridono sereni davanti a un teatrino di marionette. È l’immagine della spensieratezza che dovrebbe appartenere a ogni minore. Eppure, questa cornice stride con la realtà globale, tanto più ripensando a quel 20 novembre 1989, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Quella scelta storica intendeva trasformare i bambin...