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Il tagliacarte: il ricatto sessuale di un amico di famiglia 🗡️

(Introduzione a Vespina Fortuna). Questo nuovo capitolo della serie "Donne maledette" ci conduce nel cuore di una vulnerabilità che si trasforma in reazione. Se la raccolta esplora storie di donne che hanno vissuto orrori laceranti alla ricerca di una via d'uscita, il racconto di oggi ci presenta una giovane protagonista che rifiuta il ruolo di vittima sacrificale. Tra le pareti ovattate di un ufficio di potere, dove il ricatto si traveste da generosità, emerge la forza di chi decide di non vendere l'anima, arrivando a un gesto estremo di difesa che costringe la giustizia a guardare oltre la lettera della legge. (Vespina Fortuna). L’eredità dei debiti e il naufragio familiare In quel periodo non navigavamo in buone acque. Mio padre aveva trascorso gli ultimi anni della propria vita a cercare di rimediare agli errori di mio fratello e alla fine si era arreso. Aveva gettato la spugna lasciandoci tutte in un mare di guai. Avevamo i creditori alla porta e i carabinieri de...
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Lettera a un bullo: il dolore di una madre e il coraggio di Enrico 📃

(Introduzione a Marina Zinzani). Alcune parole nascono dal dolore più profondo, quello di un genitore che vede il proprio figlio spegnersi sotto i colpi di una violenza silenziosa e gratuita. In questa l’autrice dà voce a una madre immaginaria che osserva le macerie della felicità familiare travolta dal bullismo. È un grido di dignità e una speranza di riscatto. Questo testo ha ricevuto un importante riconoscimento, il “Premio nazionale di arti letterarie - Prosa inedita”, Torino, 26 ottobre 2024, a testimonianza del suo valore civile ed emotivo. (Marina Zinzani). La maschera della crudeltà a undici anni Caro Vincenzo, sono la mamma di Enrico, il tuo compagno di classe. Lo conosci bene Enrico, dato che l’hai scelto per scaricare tutto quello che di male può inventarsi un ragazzo di 11 anni.  Sì, hai solo 11 anni ed hai dimostrato in un anno la crudeltà che solo dei personaggi loschi, pregiudicati, riescono ad esprimere. Complimenti, sei sulla buona strada. Il tuo futuro sarà radios...

La Porta che fa spavento: come cambiano le nostre paure con gli anni 🌃

(Introduzione a Daniela Barone). Il pensiero della fine è un compagno silenzioso che muta forma con il passare degli anni: dallo smarrimento infantile davanti al buio, alla consapevolezza malinconica dell'età matura. Attraverso il filtro dei ricordi familiari, il confronto tra le visioni dell'arte fiamminga e l'abbraccio colorato della pittura viennese, l'autrice ci conduce in una meditazione sospesa tra la paura del distacco e la speranza di un approdo luminoso.  (Daniela Barone). Il sonno e la "piccola morte": ricordi d'infanzia Sdraiata a letto recito le preghiere della notte sperando di non addormentarmi prima della fine delle orazioni. Non ho avuto mai difficoltà a prendere sonno in vita mia, proprio come papà che in un baleno piombava fra le braccia di Morfeo. «Beato te, Nino. Nulla ti sfiora. Appoggi la testa sul cuscino e già dormi» si lamentava la mamma che soffriva d’insonnia. Lui replicava filosoficamente che rimanere sveglio non avrebbe certo r...

Era il mio modo di parlare: chi siamo e chi avremmo voluto essere 💬

(Introduzione a Maria Turtura). Ci sono silenzi che pesano più delle grida e mancanze che definiscono un’intera esistenza. Il rimpianto non si veste di grandi tragedie, ma di dettagli quotidiani: un colletto di pelliccia mai indossato, un fischio mai accennato. (Maria Turtura). L’invisibile peso delle parole non dette Se avessi avuto un cappotto con un colletto di pelliccia forse non mi avresti lasciato. Se un fischio arguto avesse accompagnato i miei discorsi ti saresti così confuso da ritenermi importante. Invece non sapevo fischiare e avendo mal di gola parlavo piano, per via di quel colletto di pelliccia che non possedevo.

In cerca della luce, se l’amore è un fiume in piena 💧

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). L’amore può diventare un sentimento viscerale e torbido. Se smette di essere un rifugio e diventa un fiume in piena da cui salvarsi, la vera forza non sta nell'evitare il dolore, ma nell'attraversarlo a occhi aperti. Solo guardando in faccia la propria "nube oscura" alla luce della realtà, la paura perde finalmente il suo potere. (Maria Cristina Capitoni).  È un amore che non placa finzione che pare vera  acqua torbida  di fiume in piena l’inganno  che non ti lascia andare  attraversare il dolore  ad occhi aperti  guardando attorno  la nube oscura  con la luce del giorno  non fa più paura.

Il bavaglio di carta: come le querele temerarie soffocano le verità scomode 📃

(a.p.). In Italia, il diritto di cronaca non si scontra più solo con il segreto o il diniego, ma con un’arma più sottile: l'uso strumentale della giustizia. L’efficacia del sistema giudiziario è connessa alla sopravvivenza del giornalismo d’inchiesta, strumento di democrazia nel nostro Paese. Quando la "lentezza" dei tribunali e l’inazione del legislatore smettono di essere disfunzioni, diventano strategie di potere: la libertà di stampa finisce paralizzata. Il meccanismo di pressione si articola in tre fasi critiche: 1. L'abuso della querela: intimidire con i numeri Il punto di partenza è un dato allarmante fornito dall'Osservatorio Ossigeno per l'Informazione (creato dalla Federazione della stampa e dall’ordine dei giornalisti): il 70% delle querele per diffamazione viene archiviato dai magistrati perché giudicato privo di fondamento. Se sette denunce su dieci non hanno basi giuridiche, è evidente che non vengono intentate per ripristinare la verità. Lo scop...

Lasciami inquieto: il fruscio della vita e l'elogio dell'incertezza 🕊️

(Introduzione a Lorenzo Mullon). Una dichiarazione che rivendica il valore dell'attesa e dell'instabilità. L’autore ci immerge in quella dimensione sospesa che precede l'evento, dove l'aria si fa elettrica e l'anima, rifiutando la quiete, sceglie di vibrare nell'incertezza del "non ancora". (Lorenzo Mullon).  L'elettricità dell'attesa Lasciami inquieto voglio sobbalzare per un nonnulla sentirmi teso sovraeccitato voglio che l'aria sia piena di fruscii elettrica come in un temporale prima del temporale quando alla sera ti manca il respiro L’incanto sospeso Sei a letto e non riesci a dormire sembra di avere un veleno nel sangue e ancora non piove si vedono i lampi ma non arriva il rumore del tuono cosa farà? io voglio stare nel cosa farà

Tardona, a chi? Anatomia di un giudizio e valore del tempo 👵

(Introduzione a Marina Zinzani - Commento a.p.). È questione di parole e di definizioni che la società impone, spesso con crudeltà. Non di anagrafe o di aspetto. Marina Zinzani riflette sulla suddivisione delle donne in categorie, secondo età, chiedendosi cosa si nasconda dietro appellativi come "tardona" e quanto sia difficile sfuggire alla legge del tempo. (Marina Zinzani - RIFLESSIONE) ▪️ 🗣️ L’ombra degli appellativi Dunque, ci sono degli appellativi per ogni età. Donna matura, donna non più giovane, milf, addirittura tardona. Una definizione in grado di cristallizzare un’età che avanza, che sottolinea un aspetto fisico che racconta i propri anni. Il meglio è dietro le spalle, verrebbe da dire. Chi lo dice? Uomini che guardano le più giovani, donne che sono giovani e si sentono tali. La milf, la donna di mezza età, la tardona, o come diavolo viene chiamata, spesso sul web, fa del suo meglio per restare giovane. E lo fa a partire dal trucco, dall’abbigliamento, spesso anch...

Incontrarsi: il gioco del destino e l'attesa di ritrovarsi insieme 📚

(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Un incontro che sembrava affidato al caso si rivela il frutto di un desiderio speculare. In questo racconto, l’autrice esplora il sottile gioco tra preda e cacciatore, dove la bellezza sfrontata di una sconosciuta incrocia il cammino di uno scrittore, ribaltando i ruoli tradizionali del corteggiamento e trasformando un sogno ad occhi aperti in una magnetica realtà. (Laura Maria Di Forti.) Il volto del desiderio Fu verso la fine che Giulio la vide. Lo stesso rossetto rosso sulle labbra carnose, lo sguardo spavaldo, quasi irriverente, e l’immancabile pacchetto al braccio, segno che era un’irriducibile cliente dei negozi alla moda. Lui la guardò con un sorriso ebete in viso, la sensazione di essere stato pedinato o forse, pensò, il fato ha le sue strade traverse, uno strano modo per fare incontrare le persone, separarle per poi donare loro una nuova possibilità. Cloe: una bellezza prepotente Era lei la donna che aveva sognato nel suo letto, che avreb...

Antichi profumi: tra nostalgia del passato e coraggio di sorridere al domani 💐

(Introduzione a Cristina Podestà). Una riflessione sul conflitto tra la nostalgia del passato e la necessità di guardare avanti. L'autrice ci conduce lungo il confine sottile che separa i ricordi delicati e "antichi" dallo strazio di un'eccessiva introspezione, approdando infine a una dolce speranza per il domani. (Cristina Podestà).  Il bordo del precipizio A volte è difficile non guardare più indietro. La stanchezza degli anni lasciati alle spalle, il desiderio di sgusciare fuori dagli impegni gravosi e obbligati, un cielo pesante e ostile. E in un attimo ti ritrovi sul bordo del precipizio. Sei spinto a voltarti ma poi non lo fai. Una forza suprema ti agguanta e trattiene, ti intriga e confonde, lo slancio e l’urto per andare avanti senza voltarti sono forti e potenti. Antiche nenie e dolci sorprese Rielabori notti insonni e felici, metabolizzi giornate andate storte. E scruti l’eterno, la dolcezza che esiste e a volte non assaggi, scovi tra i rovi una mora zuccher...

Storia di un matrimonio: la cura mancata e la forza di ricominciare da sé stessi 💍 🏃‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Una testimonianza che scava tra le pieghe di un'unione apparentemente solida, ma incrinata da silenzi, incomprensioni e il peso di una genitorialità cercata e perduta. Dalla procreazione assistita alla scoperta del tradimento, l'autrice ci conduce attraverso il dolore di un fallimento sentimentale, trovando nella corsa e nel legame materno la forza per una nuova, necessaria rinascita. (Daniela Barone). L’illusione della cura e il tango delle diversità Mi ero svegliata in una cameretta bianca d’ospedale. Avevo appena subito in sedazione profonda il cosiddetto pick-up , il prelievo di ovociti maturi. Ne venivo da un periodo di stimolazione ormonale effettuata con iniezioni che io stessa mi ero praticata nella pancia per giorni secondo il protocollo dell’ospedale torinese, centro d’eccellenza per la procreazione assistita. Era stato un percorso duro, afflitta com’ero da fastidiose vampate notturne, spossatezza e frequenti sbalzi d’umore.  Ero frast...