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Bullismo, le schegge dell’anima 💥

(Introduzione a Marina Zinzani). La cronaca ci consegna spesso date simboliche, ma il dolore non conosce calendario. Superata la giornata del 7 febbraio (giornata contro il bullismo), resta l'eco di una realtà che definita come "una crepa silenziosa". In questa riflessione cruda e necessaria, l'autrice ci invita a guardare oltre la ricorrenza, lì dove le parole si fanno schegge e i danni diventano memoria indelebile dell'anima. (Marina Zinzani) ▪️ La memoria delle microfratture Quello che è celato, allontanato dagli sguardi altrui, conserva memoria. E’ una memoria di rotture, di microfratture, di crepe. È una narrazione silenziosa, o raccontata raramente e in modo superficiale: i danni restano nell’intimo, raramente si condividono.  Parole come schegge di vetro È difficile immaginare che un bambino torturi un altro bambino, anche solo con delle parole, e che un ragazzo torturi un altro ragazzo, anche solo con delle parole. Quelle parole possono essere schegge di v...
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L'inganno di Philip Roth: perché la sua "Pastorale" ignora i sommersi 🇺🇸

(Introduzione a Bianca Mannu). Un’ennesima recensione su Pastorale americana, il romanzo più famoso del maggior autore contemporaneo americano? Non proprio. Piuttosto, una riflessione che investe la struttura narrativa dell’opera, la costruzione dei personaggi e le tesi sottese, ma che poi si estende al carattere stesso della società americana del ‘900. Il lavoro di Philip Roth, osserva Bianca Mannu, non sembra all’altezza dell’ambizione di interpretare le più vistose contraddizioni del suo tempo. Non sarebbe riuscito l’intento di dare voce a tutta la varietà delle componenti sociali: sia a coloro che sono emersi, sia a tutti gli altri, travolti dai mille ingranaggi di un mondo selettivo. In una parola, per dirla con Primo Levi, “i sommersi”, non solo “i salvati”. Un punto di vista crudo, dissacrante, forse dettato da una prospettiva ideologica assunta come esclusiva chiave di lettura, ma che ha il merito di voler scavare a fondo in un’opera per evidenziarne i limiti oltre il visibile....

Nordio e la "vittoria" sulle Procure: quando la giustizia diventa un regolamento di conti 🎖️

(Introduzione ad a.p.). Quando la giustizia viene raccontata con il linguaggio delle vittorie militari, il diritto cede il passo al potere. Le recenti parole del ministro Nordio sulle "Procure sconfitte", se prevalesse il Sì, non sono una semplice scivolata comunicativa, ma il manifesto di una riforma nata come regolamento di conti e imposta senza confronto. (a.p.) ▪️ "Se dovesse vincere il No, sarebbe una vittoria delle Procure, non di Schlein" . Con questa frase, Nordio rivela tutta la natura di una stagione politica che ha smarrito l’idealità istituzionale per abbracciare la logica della contesa tra fazioni. Dalle idee alla prova di forza Per il Guardasigilli, la magistratura non è più l’ordine che garantisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, ma un "gruppo di potere" da sconfiggere. Questo approccio ignora la realtà dei tribunali per inseguire un disegno di supremazia dell’esecutivo. La retorica usata punta a disumanizzare l’interlocutore,...

Piero Gobetti: l’eretico che guardava il futuro 👓 📖

(a.p.) ▪️ Alcune figure attraversano la storia come meteore, lasciando una scia di luce così intensa da illuminare anche le tenebre dei decenni successivi. Piero Gobetti fu una di queste. Cent’anni fa, il 16 febbraio 1926, si spegneva a soli venticinque anni, consumato dalle ferite inferte dalle squadracce fasciste e da un esilio forzato che non riuscì mai a piegarne lo spirito. Il volto del pensiero A restituirci la sua immagine più viva è Carlo Levi, che lo descrive come un giovane lontano dai fasti del potere e dalle pose del regime: «Era un giovane alto e sottile, disdegnava l'eleganza della persona, portava occhiali a stanghetta, da modesto studioso: i lunghi capelli arruffati dai riflessi rossi gli ombreggiavano la fronte». In quegli occhiali da studioso e in quei capelli arruffati non c’era sciatteria, ma l’urgenza del pensiero. Gobetti non aveva tempo per l’estetica della forma perché era tutto sostanza, tutto fuoco, tutto impegno. In un’epoca che esaltava il muscolo e la f...

Il bluff. Si discute di toghe, ma i processi restano nel cassetto 🎩

(Introduzione ad a.p.). Si fa presto a parlare di "rivoluzione" e "nuovi assetti", ma la realtà dei nostri tribunali racconta un’altra storia. Mentre il dibattito politico si infiamma su tecnicismi ordinamentali, la macchina della Giustizia resta immobile per mancanza di risorse, personale e visione strutturale. Il paradosso di una riforma che punta tutto sulla carrozzeria, ignorando che sotto il cofano il motore è spento.  (a.p.) ▪️ C'è una verità che la propaganda della riforma non dice: l'70% circa della giustizia italiana — quella che tocca la tua casa, il tuo lavoro, la tua eredità — non verrà sfiorata di un millimetro da questa riforma. È il paradosso di una politica che urla alla "rivoluzione", ma lascia i tribunali senza carta nelle stampanti. Cosa sta succedendo sotto i tecnicismi: ✓ Il miraggio dell'efficienza: Vi dicono che separare le carriere o cambiare il CSM velocizzerà i processi. Ma la riforma non assume un solo cancelliere, no...

Papà comunista: un sogno, e una fede perduta 🔴

(Introduzione a Daniela Barone). Alcune ferite segnano il corpo, altre l'anima. Per il padre dell’autrice, la passione politica è stata un intreccio di sogni d'oltre cortina, faticosi turni alle Feste dell'Unità e una fiducia incrollabile nei grandi leader del Novecento. Questo racconto ripercorre la sua parabola: dall’entusiasmo delle riviste patinate russe alla solitudine di un astensionismo dignitoso, passando per l’addio straziante a Enrico Berlinguer. Un uomo ha visto cambiare il mondo e il proprio cuore. (Daniela Barone) ▪️ Sogni d’Oltre cortina e riviste patinate Era stato Guido T., collega e vicino di casa, a convincere papà ad abbonarsi alla rivista ‘U.R.S.S.S.’ che trattava del rinnovamento sociale russo.  Lui che non leggeva mai nulla si dilettava a sfogliare le pagine del mensile e spesso commentava ammirato i titoli e le foto più significative.  «Hai visto, Carmen? In Russia le donne fanno qualunque tipo di lavoro. Non è come da noi. Là ci sono spazzine, murato...

Voto fuori sede: il Governo teme il giudizio di chi ignora ogni giorno? 🗳️

(a.p.). Escludere dal voto milioni di fuori sede ha il sapore di una scelta politica che punta a silenziare la parte più critica e audace del Paese. Tra caro-affitti insostenibili e diritti negati, il Governo sembra temere proprio il giudizio di chi, ogni giorno, sfida le difficoltà di un futuro precario. Mentre si tenta di scardinare la Costituzione senza un confronto, si alzano sbarramenti invisibili per tenere i giovani lontani dalle urne. (a.p.) ▪️  C’è un dato che dovrebbe far riflettere ogni cittadino: in Italia, quasi 5 milioni di persone (soprattutto studenti e giovani lavoratori) vivono stabilmente lontano dal comune di residenza. Eppure, per loro, votare rimane un’odissea costosa e complessa. Ma dietro le difficoltà logistiche si nasconde oggi il timore di una scelta politica. Come è stato bloccato il voto Mentre l'opposizione e diverse associazioni studentesche chiedevano procedure snelle (voto per corrispondenza o presso il comune di domicilio), il Governo ha alzato il ...

Il battito del tempo ⌛

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un vuoto tra un istante e l’altro, una frazione d’ombra che la retina non può cogliere ma che sostiene l’intera struttura del nostro percepire. In questi versi, l’autrice ci conduce sulla soglia dell'impercettibile: quel buio che non è assenza di luce, ma un silenzioso meccanismo di interruzione che scandisce il ritmo del tempo e frammenta la continuità del movimento.  (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Ad occhio nudo quel buio non si vede  ma divide sequenze di tempo interrompendo impercettibilmente  il movimento.

Falcone, Borsellino, Caponnetto: la lezione di fronte alle sfide del referendum sulla giustizia ⚖️

(Introduzione ad a.p.). In un momento storico in cui riforme ambigue minacciano di erodere il principio sacro della separazione dei poteri, rivolgere lo sguardo all’esempio di chi ha servito lo Stato nelle sue ore più oscure non è solo un omaggio, ma un atto di resistenza civile. Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto non erano semplicemente magistrati: erano uomini animati da una fiducia incrollabile nella Legge, intesa come l’unica risposta possibile al grido di una cittadinanza stanca di soprusi e ingiustizie. (a.p.) ▪️ 🕊️ Il sorriso solenne nella solitudine Quel loro atteggiamento — spesso immortalato in un sorriso consapevole e malinconico nelle foto d’epoca — non nasceva da un’ingenua visione del mondo. Al contrario, affondava le radici in una piena consapevolezza dei rischi, delle ostilità e delle contrarietà che li circondavano.  Sapevano che il nemico non era solo la mafia o il crimine organizzato, ma anche quel silenzio complice e quelle resistenze che ...

Giustizia lenta: perché la separazione delle carriere è una falsa cura per il cittadino 💾

(Introduzione ad a.p.). Cosa prova un cittadino quando si scontra con la lentezza della giustizia? Tra computer obsoleti e udienze rinviate a distanza di anni, la realtà dei tribunali è un deserto di risorse. Eppure, la risposta della politica sembra guardare altrove. Analizziamo il paradosso di una riforma che promette di curare il sistema cambiando "i vertici", mentre la base affonda per mancanza di mezzi. (a.p.) ▪️ L'impatto con la realtà Immaginiamo la scena. Un cittadino entra in tribunale per una causa civile che attende da anni. Trova uffici sotterrati dai faldoni, udienze rinviate al 2028 per mancanza di personale e sistemi informatici che si bloccano ogni dieci minuti. È un "poveraccio", nel senso nobile del termine: un uomo che chiede giustizia e trova ostacoli materiali. La risposta della politica Se apre i quotidiani del mattino (come quelli di questi giorni di febbraio), trova titoli altisonanti che indicano come causa di tutti i mali il "merca...