(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). La lirica cattura un istante di perfezione geometrica tra natura e sguardo. Attraverso l'immagine del sole che gioca a nascondino tra le verticalità dei cipressi, l'autrice ci restituisce una riflessione profonda sulla soggettività dell'incanto: la bellezza è un evento che accade "al ritmo del passo", svelando che la verità di un’immagine appartiene esclusivamente a chi sa trovare il giusto punto di vista. (Maria Cristina Capitoni) Cade precisa in mezzo ai cipressi la sfera del sole si muove cambiando di spazio da un tronco all’altro al ritmo del passo e poi fissa fedele soltanto ad un punto di vista
(Introduzione a Daniela Barone e a.p. Commento). Il 14 agosto è il giorno della vigilia di Ferragosto, dei viaggi verso il mare o della spensieratezza in famiglia. Da otto anni, per chiunque abbia Genova nel cuore o nelle proprie radici, quella data evoca un rumore sordo, un vuoto improvviso e una ferita lacerante che ha cambiato per sempre la percezione della sicurezza e del destino. In questo racconto, la cronaca si intreccia con la memoria personale: il contrasto doloroso tra la bellezza incontaminata di un viaggio in terra francese e l'eco di un disastro che, rimbalzando sugli schermi dei cellulari, ha congelato il tempo, spezzato 43 vite e ridisegnato il profilo di una città intera. (Daniela Barone). Una spensierata vigilia di Ferragosto Quel martedì del 14 agosto di otto anni fa mi trovavo con la mia amica Silvana a bordo di un pullman alla volta della Francia. Nella prima tappa di questo viaggio organizzato, visitammo Aix-en-Provence e le splendide gole dell’Ardèche. Rimanem...