(Cristina Podestà). Il canto triste della tortora si mescola ad un litigio chiassoso di uccellini dentro la grande magnolia in giardino. La stagione è dalla loro parte e ascoltarli è delizioso poiché, insieme a tutti i profumi sprigionati dalle piante in piena fioritura, si assapora l’arrivo della luce e del calore. Stanno per sopraggiungere i pomeriggi sonnacchiosi affidati ad ardori indolenti, i calpestii di acqua e sabbia, la generosità di giornate assolate e pigre. Amo l’estate: con la sua enorme vitalità, costringe anche chi è triste a sorridere un po’, obbliga le anime alla serenità.
(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa succede quando la ricerca della bellezza si trasforma in un’ossessione distruttiva? Nella recensione del film “Lontano da qui” (disponibile su RaiPlay), l’autrice esplora il dramma psicologico di Lisa, una maestra d'asilo intrappolata nella gabbia della normalità borghese, la cui vita viene stravolta dall'incontro con un bambino prodigio. Un’analisi sul vuoto esistenziale, l'incomunicabilità generazionale e il potere salvifico — ma anche pericoloso — della poesia. (Marina Zinzani) Due mondi distanti Il film “Lontano da qui”, disponibile su RaiPlay, racconta di Lisa, una maestra d’asilo, sposata, con figli adolescenti, che vive a Staten Island. La sua è una vita normale, il lavoro con i bambini le piace, il marito è un uomo presente, il rapporto con i figli è buono, pur con le tensioni dovute all’età. D’altronde lei e i figli appartengono a generazioni lontane: quello dei ragazzi è il mondo dei social, degli amici, anche della superficia...