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Dai Rave alla maternità surrogata: perché la politica è a corto di idee 🦺 🛟

(a.p). L'attuale politica criminale italiana ha trasformato il diritto penale da "estrema ratio" a strumento di comunicazione. I dati descrivono un governo che risponde alle sfide sociali con una bulimia normativa senza precedenti, finendo però per scivolare in una crisi di autorevolezza e consenso. 🔹 L’illusione della sicurezza: i reati-manifesto Dal 2022 a oggi, abbiamo assistito a una penalizzazione record: circa 60 nuovi reati e oltre 60 aggravanti. La strategia è chiara: rispondere ai fatti di cronaca con "pacchetti" legislativi dal forte impatto emotivo, ma dalla scarsa efficacia pratica. • Decreto Rave (2022): Una bandiera ideologica contro i raduni illegali, applicata raramente. • Decreto Cutro (2023): Slogan sulla "universalità" del reato per i trafficanti, con zero impatto reale sugli sbarchi. • Decreto Caivano (2023): Risposta securitaria al disagio giovanile che colpisce i genitori ma ignora le cause sociali. • Eco-vandali (2024): ...
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Il bavaglio di carta: come le querele temerarie soffocano le verità scomode 📃

(a.p.). In Italia, il diritto di cronaca non si scontra più solo con il segreto o il diniego, ma con un’arma più sottile: l'uso strumentale della giustizia. L’efficacia del sistema giudiziario è connessa alla sopravvivenza del giornalismo d’inchiesta, strumento di democrazia nel nostro Paese. Quando la "lentezza" dei tribunali e l’inazione del legislatore smettono di essere disfunzioni, diventano strategie di potere: la libertà di stampa finisce paralizzata. Il meccanismo di pressione si articola in tre fasi critiche: 1. L'abuso della querela: intimidire con i numeri Il punto di partenza è un dato allarmante fornito dall'Osservatorio Ossigeno per l'Informazione (creato dalla Federazione della stampa e dall’ordine dei giornalisti): il 70% delle querele per diffamazione viene archiviato dai magistrati perché giudicato privo di fondamento. Se sette denunce su dieci non hanno basi giuridiche, è evidente che non vengono intentate per ripristinare la verità. Lo scop...

Lasciami inquieto: il fruscio della vita e l'elogio dell'incertezza 🕊️

(Introduzione a Lorenzo Mullon). Una dichiarazione che rivendica il valore dell'attesa e dell'instabilità. L’autore ci immerge in quella dimensione sospesa che precede l'evento, dove l'aria si fa elettrica e l'anima, rifiutando la quiete, sceglie di vibrare nell'incertezza del "non ancora". (Lorenzo Mullon).  L'elettricità dell'attesa Lasciami inquieto voglio sobbalzare per un nonnulla sentirmi teso sovraeccitato voglio che l'aria sia piena di fruscii elettrica come in un temporale prima del temporale quando alla sera ti manca il respiro L’incanto sospeso Sei a letto e non riesci a dormire sembra di avere un veleno nel sangue e ancora non piove si vedono i lampi ma non arriva il rumore del tuono cosa farà? io voglio stare nel cosa farà

Tardona, a chi? Anatomia di un giudizio e valore del tempo 👵

(Introduzione a Marina Zinzani - Commento a.p.). È questione di parole e di definizioni che la società impone, spesso con crudeltà. Non di anagrafe o di aspetto. Marina Zinzani riflette sulla suddivisione delle donne in categorie, secondo età, chiedendosi cosa si nasconda dietro appellativi come "tardona" e quanto sia difficile sfuggire alla legge del tempo. (Marina Zinzani - RIFLESSIONE) ▪️ 🗣️ L’ombra degli appellativi Dunque, ci sono degli appellativi per ogni età. Donna matura, donna non più giovane, milf, addirittura tardona. Una definizione in grado di cristallizzare un’età che avanza, che sottolinea un aspetto fisico che racconta i propri anni. Il meglio è dietro le spalle, verrebbe da dire. Chi lo dice? Uomini che guardano le più giovani, donne che sono giovani e si sentono tali. La milf, la donna di mezza età, la tardona, o come diavolo viene chiamata, spesso sul web, fa del suo meglio per restare giovane. E lo fa a partire dal trucco, dall’abbigliamento, spesso anch...

Incontrarsi: il gioco del destino e l'attesa di ritrovarsi insieme 📚

(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Un incontro che sembrava affidato al caso si rivela il frutto di un desiderio speculare. In questo racconto, l’autrice esplora il sottile gioco tra preda e cacciatore, dove la bellezza sfrontata di una sconosciuta incrocia il cammino di uno scrittore, ribaltando i ruoli tradizionali del corteggiamento e trasformando un sogno ad occhi aperti in una magnetica realtà. (Laura Maria Di Forti.) Il volto del desiderio Fu verso la fine che Giulio la vide. Lo stesso rossetto rosso sulle labbra carnose, lo sguardo spavaldo, quasi irriverente, e l’immancabile pacchetto al braccio, segno che era un’irriducibile cliente dei negozi alla moda. Lui la guardò con un sorriso ebete in viso, la sensazione di essere stato pedinato o forse, pensò, il fato ha le sue strade traverse, uno strano modo per fare incontrare le persone, separarle per poi donare loro una nuova possibilità. Cloe: una bellezza prepotente Era lei la donna che aveva sognato nel suo letto, che avreb...

Antichi profumi: tra nostalgia del passato e coraggio di sorridere al domani 💐

(Introduzione a Cristina Podestà). Una riflessione sul conflitto tra la nostalgia del passato e la necessità di guardare avanti. L'autrice ci conduce lungo il confine sottile che separa i ricordi delicati e "antichi" dallo strazio di un'eccessiva introspezione, approdando infine a una dolce speranza per il domani. (Cristina Podestà).  Il bordo del precipizio A volte è difficile non guardare più indietro. La stanchezza degli anni lasciati alle spalle, il desiderio di sgusciare fuori dagli impegni gravosi e obbligati, un cielo pesante e ostile. E in un attimo ti ritrovi sul bordo del precipizio. Sei spinto a voltarti ma poi non lo fai. Una forza suprema ti agguanta e trattiene, ti intriga e confonde, lo slancio e l’urto per andare avanti senza voltarti sono forti e potenti. Antiche nenie e dolci sorprese Rielabori notti insonni e felici, metabolizzi giornate andate storte. E scruti l’eterno, la dolcezza che esiste e a volte non assaggi, scovi tra i rovi una mora zuccher...

Storia di un matrimonio: la cura mancata e la forza di ricominciare da sé stessi 💍 🏃‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Una testimonianza che scava tra le pieghe di un'unione apparentemente solida, ma incrinata da silenzi, incomprensioni e il peso di una genitorialità cercata e perduta. Dalla procreazione assistita alla scoperta del tradimento, l'autrice ci conduce attraverso il dolore di un fallimento sentimentale, trovando nella corsa e nel legame materno la forza per una nuova, necessaria rinascita. (Daniela Barone). L’illusione della cura e il tango delle diversità Mi ero svegliata in una cameretta bianca d’ospedale. Avevo appena subito in sedazione profonda il cosiddetto pick-up , il prelievo di ovociti maturi. Ne venivo da un periodo di stimolazione ormonale effettuata con iniezioni che io stessa mi ero praticata nella pancia per giorni secondo il protocollo dell’ospedale torinese, centro d’eccellenza per la procreazione assistita. Era stato un percorso duro, afflitta com’ero da fastidiose vampate notturne, spossatezza e frequenti sbalzi d’umore.  Ero frast...

"Aforismi di Zürau": Franz Kafka e il peso dell'eterno 📝

(Introduzione a Liana Monti). Ci sono momenti nella vita di un grande autore in cui il silenzio del mondo esterno permette alle voci interiori di farsi più nitide, per quanto dolorose. "Aforismi di Zürau": una raccolta di pensieri che Franz Kafka scrisse nel momento in cui la malattia iniziava a bussare alla sua porta. Tra le campagne boeme, lontano dal caos della città, Kafka ha distillato il suo tormento in 109 schede, regalandoci frammenti di una verità universale e terribile. Un'opera essenziale per chiunque voglia guardare nell'abisso dell'animo umano attraverso gli occhi di uno dei più grandi geni del Novecento. (Liana Monti). Franz Kafka scrive una serie di schede sciolte e numerate tra l’autunno del 1917 e la primavera del 1918; per lui erano gli inizi della malattia quando era ancora molto giovane. Le scrisse nelle campagne del villaggio boemo di Zurau dove si era trasferito a casa della sorella. Riflessioni tra ermetismo e dolore 109 aforismi. Vere e pro...

Belve, la sincerità televisiva che diventa vanto 🦁 🦥 🐘

(Introduzione a Laura Maria Di Forti – Commento a.p.).  In un’epoca dominata dall’auto-rappresentazione digitale, dove ogni scatto è filtrato e ogni parola pesata per il consenso, esiste un luogo televisivo che sembra andare in direzione ostinata e contraria. Non è solo televisione: è un esperimento sociale che ci interroga su quanto sia diventato sottile il confine tra l’ammissione delle proprie fragilità e l’esibizione orgogliosa del proprio lato oscuro. (Laura Maria Di Forti) L'intervista come interrogatorio del sé Ultimamente mi sono appassionata alla trasmissione “Belve” di Francesca Fagnani. Un personaggio più o meno noto, più o meno bravo nel destare la curiosità popolare, viene intervistato dalla giornalista che utilizza frasi pronunciate dal malcapitato e brani di interviste precedenti, e viene interrogato su vicende private o sulla carriera. Fin qui nulla di strano, si potrebbe dire, se non che alcune domande si ripetono puntata dopo puntata e alle quali tutti debbono ris...

Ricordi di scuola, il Sacro Cuore, la scuola pubblica e la magia della coccarda 🏵️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio nell'Italia scolastica degli anni '60, epoca di transizione sospesa tra il rigore degli istituti religiosi e le sfide della scuola pubblica. Attraverso gli occhi dell’autrice, riviviamo l'emozione dei primi quaderni, il fascino proibito delle matite copiative e il passaggio dai rassicuranti "pensierini" alla complessità dell'aritmetica. È una storia di crescita fatta di coccarde colorate, piccole umiliazioni, scontri generazionali e quel momento indimenticabile in cui il sostegno di una madre diventa lo scudo contro i bulli del cortile. (Daniela Barone).  L’Istituto del Sacro Cuore e il fascino dell’inchiostro Nonostante le regole ferree, e per me spesso assurde, che vigevano nell’austero Istituto del Sacro Cuore, andavo abbastanza volentieri a scuola. La nostra maestra, Madre Prudenzina Berardi, doveva domare addirittura una quarantina di allievi, sedici della prima classe e ventidue della seconda. Sedevamo tutti ai...

Il tagliacarte: il ricatto sessuale di un amico di famiglia 🗡️

(Introduzione a Vespina Fortuna). Questo nuovo capitolo della serie "Donne maledette" ci conduce nel cuore di una vulnerabilità che si trasforma in reazione. Se la raccolta esplora storie di donne che hanno vissuto orrori laceranti alla ricerca di una via d'uscita, il racconto di oggi ci presenta una giovane protagonista che rifiuta il ruolo di vittima sacrificale. Tra le pareti ovattate di un ufficio di potere, dove il ricatto si traveste da generosità, emerge la forza di chi decide di non vendere l'anima, arrivando a un gesto estremo di difesa che costringe la giustizia a guardare oltre la lettera della legge. (Vespina Fortuna). L’eredità dei debiti e il naufragio familiare In quel periodo non navigavamo in buone acque. Mio padre aveva trascorso gli ultimi anni della propria vita a cercare di rimediare agli errori di mio fratello e alla fine si era arreso. Aveva gettato la spugna lasciandoci tutte in un mare di guai. Avevamo i creditori alla porta e i carabinieri de...