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Antichi profumi: tra nostalgia del passato e coraggio di sorridere al domani 💐

(Introduzione a Cristina Podestà). Una riflessione sul conflitto tra la nostalgia del passato e la necessità di guardare avanti. L'autrice ci conduce lungo il confine sottile che separa i ricordi delicati e "antichi" dallo strazio di un'eccessiva introspezione, approdando infine a una dolce speranza per il domani. (Cristina Podestà).  Il bordo del precipizio A volte è difficile non guardare più indietro. La stanchezza degli anni lasciati alle spalle, il desiderio di sgusciare fuori dagli impegni gravosi e obbligati, un cielo pesante e ostile. E in un attimo ti ritrovi sul bordo del precipizio. Sei spinto a voltarti ma poi non lo fai. Una forza suprema ti agguanta e trattiene, ti intriga e confonde, lo slancio e l’urto per andare avanti senza voltarti sono forti e potenti. Antiche nenie e dolci sorprese Rielabori notti insonni e felici, metabolizzi giornate andate storte. E scruti l’eterno, la dolcezza che esiste e a volte non assaggi, scovi tra i rovi una mora zuccher...
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Il capanno sulla spiaggia, orme che nascondono il mistero 🛖 👣

(Introduzione ad a.p.). Piccole orme lasciate sulla sabbia, come tracce per ritrovare momenti dell’infanzia e compiere un cammino a ritroso. Verso il mistero. Correre sulla battigia alle prime luci dell'alba è un rito di comunione con la natura e la memoria. In questo racconto, il paesaggio familiare di Fregene si trasforma nel teatro di una scoperta inaspettata, dove il silenzio della pineta e il torpore del mare fanno da cornice a un incontro che spezza la routine mattutina. (a.p). Il risveglio della pineta e il profumo di resina Quando potevo correre sulla spiaggia, ero felice. Ci andavo di prima mattina, mentre il sole era appena spuntato sul mare e il buio tardava a dileguarsi. La raggiungevo in bicicletta, dopo aver percorso stradine sconnesse, punteggiate da rami o pigne, nella pineta che separava la mia casa dal mare. Mi bastavano quelle poche centinaia di metri per sentire un forte odore di resina che, nel fresco delle prime ore del giorno, appariva più intenso e pungente....

Lo spettacolo del dolore: se la tragedia fa audience (ma ferisce) 📣 📺

(Introduzione a Daniela Barone). Il trauma collettivo di Vermicino scosse profondamente il paese, ma ha anche segnato un punto di svolta nella comunicazione pubblica. Oggi la “TV del dolore” domina il panorama mediatico, trasformando la sofferenza privata in un prodotto di consumo. L'autrice analizza questa evoluzione, mostrando come il dolore sia strumentalizzato in un carosello mediatico che sacrifica l'empatia sull'altare dell'audience e del voyeurismo. Si dimentica che il vero dolore, per sua natura, richiede silenzio.  (Daniela Barone). L'archetipo del dolore mediatico: Vermicino 1981 Era il 10 giugno 1981, una giornata soleggiata in cui io e mio marito organizzammo una gita al mare. All’epoca eravamo sposati da tre anni e non avevamo ancora bambini. Appena tornati a casa abbronzati e accaldati avevamo acceso la televisione per guardare il telegiornale. Con sgomento avevamo appreso che un bambino di sei anni era caduto in un pozzo a Vermicino, una località non ...

Lettera a un bullo: il dolore di una madre e il coraggio di Enrico 📃

(Introduzione a Marina Zinzani). Alcune parole nascono dal dolore più profondo, quello di un genitore che vede il proprio figlio spegnersi sotto i colpi di una violenza silenziosa e gratuita. In questa l’autrice dà voce a una madre immaginaria che osserva le macerie della felicità familiare travolta dal bullismo. È un grido di dignità e una speranza di riscatto. Questo testo ha ricevuto un importante riconoscimento, il “Premio nazionale di arti letterarie - Prosa inedita”, Torino, 26 ottobre 2024, a testimonianza del suo valore civile ed emotivo. (Marina Zinzani). La maschera della crudeltà a undici anni Caro Vincenzo, sono la mamma di Enrico, il tuo compagno di classe. Lo conosci bene Enrico, dato che l’hai scelto per scaricare tutto quello che di male può inventarsi un ragazzo di 11 anni.  Sì, hai solo 11 anni ed hai dimostrato in un anno la crudeltà che solo dei personaggi loschi, pregiudicati, riescono ad esprimere. Complimenti, sei sulla buona strada. Il tuo futuro sarà radios...

La Porta che fa spavento: come cambiano le nostre paure con gli anni 🌃

(Introduzione a Daniela Barone). Il pensiero della fine è un compagno silenzioso che muta forma con il passare degli anni: dallo smarrimento infantile davanti al buio, alla consapevolezza malinconica dell'età matura. Attraverso il filtro dei ricordi familiari, il confronto tra le visioni dell'arte fiamminga e l'abbraccio colorato della pittura viennese, l'autrice ci conduce in una meditazione sospesa tra la paura del distacco e la speranza di un approdo luminoso.  (Daniela Barone). Il sonno e la "piccola morte": ricordi d'infanzia Sdraiata a letto recito le preghiere della notte sperando di non addormentarmi prima della fine delle orazioni. Non ho avuto mai difficoltà a prendere sonno in vita mia, proprio come papà che in un baleno piombava fra le braccia di Morfeo. «Beato te, Nino. Nulla ti sfiora. Appoggi la testa sul cuscino e già dormi» si lamentava la mamma che soffriva d’insonnia. Lui replicava filosoficamente che rimanere sveglio non avrebbe certo r...

Era il mio modo di parlare: chi siamo e chi avremmo voluto essere 💬

(Introduzione a Maria Turtura). Ci sono silenzi che pesano più delle grida e mancanze che definiscono un’intera esistenza. Il rimpianto non si veste di grandi tragedie, ma di dettagli quotidiani: un colletto di pelliccia mai indossato, un fischio mai accennato. (Maria Turtura). L’invisibile peso delle parole non dette Se avessi avuto un cappotto con un colletto di pelliccia forse non mi avresti lasciato. Se un fischio arguto avesse accompagnato i miei discorsi ti saresti così confuso da ritenermi importante. Invece non sapevo fischiare e avendo mal di gola parlavo piano, per via di quel colletto di pelliccia che non possedevo.

In cerca della luce, se l’amore è un fiume in piena 💧

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). L’amore può diventare un sentimento viscerale e torbido. Se smette di essere un rifugio e diventa un fiume in piena da cui salvarsi, la vera forza non sta nell'evitare il dolore, ma nell'attraversarlo a occhi aperti. Solo guardando in faccia la propria "nube oscura" alla luce della realtà, la paura perde finalmente il suo potere. (Maria Cristina Capitoni).  È un amore che non placa finzione che pare vera  acqua torbida  di fiume in piena l’inganno  che non ti lascia andare  attraversare il dolore  ad occhi aperti  guardando attorno  la nube oscura  con la luce del giorno  non fa più paura.

Il bavaglio di carta: come le querele temerarie soffocano le verità scomode 📃

(a.p.). In Italia, il diritto di cronaca non si scontra più solo con il segreto o il diniego, ma con un’arma più sottile: l'uso strumentale della giustizia. L’efficacia del sistema giudiziario è connessa alla sopravvivenza del giornalismo d’inchiesta, strumento di democrazia nel nostro Paese. Quando la "lentezza" dei tribunali e l’inazione del legislatore smettono di essere disfunzioni, diventano strategie di potere: la libertà di stampa finisce paralizzata. Il meccanismo di pressione si articola in tre fasi critiche: 1. L'abuso della querela: intimidire con i numeri Il punto di partenza è un dato allarmante fornito dall'Osservatorio Ossigeno per l'Informazione (creato dalla Federazione della stampa e dall’ordine dei giornalisti): il 70% delle querele per diffamazione viene archiviato dai magistrati perché giudicato privo di fondamento. Se sette denunce su dieci non hanno basi giuridiche, è evidente che non vengono intentate per ripristinare la verità. Lo scop...

Lasciami inquieto: il fruscio della vita e l'elogio dell'incertezza 🕊️

(Introduzione a Lorenzo Mullon). Una dichiarazione che rivendica il valore dell'attesa e dell'instabilità. L’autore ci immerge in quella dimensione sospesa che precede l'evento, dove l'aria si fa elettrica e l'anima, rifiutando la quiete, sceglie di vibrare nell'incertezza del "non ancora". (Lorenzo Mullon).  L'elettricità dell'attesa Lasciami inquieto voglio sobbalzare per un nonnulla sentirmi teso sovraeccitato voglio che l'aria sia piena di fruscii elettrica come in un temporale prima del temporale quando alla sera ti manca il respiro L’incanto sospeso Sei a letto e non riesci a dormire sembra di avere un veleno nel sangue e ancora non piove si vedono i lampi ma non arriva il rumore del tuono cosa farà? io voglio stare nel cosa farà

Tardona, a chi? Anatomia di un giudizio e valore del tempo 👵

(Introduzione a Marina Zinzani - Commento a.p.). È questione di parole e di definizioni che la società impone, spesso con crudeltà. Non di anagrafe o di aspetto. Marina Zinzani riflette sulla suddivisione delle donne in categorie, secondo età, chiedendosi cosa si nasconda dietro appellativi come "tardona" e quanto sia difficile sfuggire alla legge del tempo. (Marina Zinzani - RIFLESSIONE) ▪️ 🗣️ L’ombra degli appellativi Dunque, ci sono degli appellativi per ogni età. Donna matura, donna non più giovane, milf, addirittura tardona. Una definizione in grado di cristallizzare un’età che avanza, che sottolinea un aspetto fisico che racconta i propri anni. Il meglio è dietro le spalle, verrebbe da dire. Chi lo dice? Uomini che guardano le più giovani, donne che sono giovani e si sentono tali. La milf, la donna di mezza età, la tardona, o come diavolo viene chiamata, spesso sul web, fa del suo meglio per restare giovane. E lo fa a partire dal trucco, dall’abbigliamento, spesso anch...

Incontrarsi: il gioco del destino e l'attesa di ritrovarsi insieme 📚

(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Un incontro che sembrava affidato al caso si rivela il frutto di un desiderio speculare. In questo racconto, l’autrice esplora il sottile gioco tra preda e cacciatore, dove la bellezza sfrontata di una sconosciuta incrocia il cammino di uno scrittore, ribaltando i ruoli tradizionali del corteggiamento e trasformando un sogno ad occhi aperti in una magnetica realtà. (Laura Maria Di Forti.) Il volto del desiderio Fu verso la fine che Giulio la vide. Lo stesso rossetto rosso sulle labbra carnose, lo sguardo spavaldo, quasi irriverente, e l’immancabile pacchetto al braccio, segno che era un’irriducibile cliente dei negozi alla moda. Lui la guardò con un sorriso ebete in viso, la sensazione di essere stato pedinato o forse, pensò, il fato ha le sue strade traverse, uno strano modo per fare incontrare le persone, separarle per poi donare loro una nuova possibilità. Cloe: una bellezza prepotente Era lei la donna che aveva sognato nel suo letto, che avreb...