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Piero Gobetti: l’eretico che guardava il futuro 👓 📖

(a.p.) ▪️ Alcune figure attraversano la storia come meteore, lasciando una scia di luce così intensa da illuminare anche le tenebre dei decenni successivi. Piero Gobetti fu una di queste. Cent’anni fa, il 16 febbraio 1926, si spegneva a soli venticinque anni, consumato dalle ferite inferte dalle squadracce fasciste e da un esilio forzato che non riuscì mai a piegarne lo spirito. Il volto del pensiero A restituirci la sua immagine più viva è Carlo Levi, che lo descrive come un giovane lontano dai fasti del potere e dalle pose del regime: «Era un giovane alto e sottile, disdegnava l'eleganza della persona, portava occhiali a stanghetta, da modesto studioso: i lunghi capelli arruffati dai riflessi rossi gli ombreggiavano la fronte». In quegli occhiali da studioso e in quei capelli arruffati non c’era sciatteria, ma l’urgenza del pensiero. Gobetti non aveva tempo per l’estetica della forma perché era tutto sostanza, tutto fuoco, tutto impegno. In un’epoca che esaltava il muscolo e la f...
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La coscienza del NO e l’etica del potere: il silenzio di Re Carlo su Andrea 👑

(Introduzione ad a.p.). L’ arresto del principe Andrea nell’ambito dell’inchiesta Epstein non è solo una notizia di cronaca internazionale; è una cartina di tornasole sulla salute delle istituzioni e sul rapporto tra potere e giustizia. (a.p.) ▪️ Re Carlo III — «La giustizia faccia il suo corso» —  La reazione di Re Carlo di fronte all’arresto del fratello, travolto dallo scadalo Epstein su sesso, soldi ed informazioni riservate, si erge come un pilastro di igiene costituzionale che merita una riflessione profonda, soprattutto se guardata con occhi italiani. ❇️ Il dovere della distanza Le parole del Re rappresentano l’antitesi del vittimismo politico. In una sola frase è racchiuso il rifiuto di ogni scorciatoia, di ogni ritorsione o dichiarazione sull'asserita "politicizzazione" dei magistrati. Carlo III non invoca immunità, non accusa i giudici di ostacolare l'azione della Corona, né cerca di delegittimare l'inchiesta. In un sistema democratico sano, il governant...

Nordio e l'esegesi del disprezzo: se la riforma ha il volto della punizione 🏛️

(a.p). C’è un paradosso che attraversa il dibattito sulla riforma della Giustizia: mentre i sostenitori del "Sì" si affannano a spiegare che il testo è un’opera di alta ingegneria democratica per garantire l’imparzialità del giudice, il suo principale artefice, il ministro Carlo Nordio, si incarica quotidianamente di smentire questa narrazione rassicurante. Se vogliamo capire lo spirito della riforma, non dobbiamo guardare solo i commi della legge, ma ascoltare l’"interpretazione autentica" che ne dà il Guardasigilli. 🔹 La gogna: " Ne ho altre. Anche peggiori " Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera (Virginia Piccolillo, 16 febbraio 2026), di fronte alle critiche per aver definito il sistema del CSM "para-mafioso", il ministro non ha cercato la mediazione istituzionale. Al contrario, ha rilanciato con una dichiarazione che sposta il dibattito dal piano del diritto a quello della guerra psicologica: «Ne ho altre. Anche peggiori. O...

Tra rigore del velo e libertà del cuore: il mio viaggio nella fede ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Crescere nell'Istituto del Sacro Cuore di Genova negli anni Sessanta significava abitare un universo di simboli austeri e silenzi carichi di attesa, dove la fede veniva impartita come un dovere tra divise blu e velette nere. In questo racconto, l'autrice ripercorre il sentiero tortuoso che l’ha portata da una formazione basata sul timore alla riscoperta di una spiritualità libera, capace di curare le ferite del passato e scoprire che Dio abita altrove rispetto alla paura. (Daniela Barone) ▪️ L'Istituto del Sacro Cuore: un mondo in bianco e nero Era stato mio nonno a volermi mandare all’Istituto del Sacro Cuore che frequentai per due anni di ‘asilo’, come si diceva allora, e tre di elementari. Ricordo ancora quanta insofferenza provavo per quella scuola prestigiosa e severa. Mio padre, all’epoca autista dei mezzi pubblici, non avrebbe potuto certamente permettersi di pagare quelle rette elevate. Però la Madre Superiora, Suor Platania, dagli s...

La coscienza del NO: custodire l’equilibrio dei poteri per il bene comune 🏺

(Introduzione) La difesa della democrazia passa anche per la consapevole fermezza della coscienza individuale davanti all'urna. Quando lo scenario globale si fa incerto e la politica inizia a percepire i pesi e i contrappesi costituzionali come intralci al proprio esercizio di forza, la comunità civile è chiamata a un sussulto di responsabilità. In questo solco, l’appello del Cardinale Matteo Zuppi si ricongiunge idealmente al monito dei Padri Costituenti: un richiamo all'equilibrio dei poteri come presidio di pace e civiltà. «La forza, ancora di più se irride il diritto e i processi internazionali, crea solo instabilità pericolosa a tutti i livelli. [...] C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i Padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare». — (Card. Matteo Zuppi: Introduzione al Consiglio Episcopale Permanente, 26 gennaio 2026) Dalla logica della forza alla stabilità del diritto Il pericolo attuale non risiede solo nei conflitti be...

Intervenire o tacere? Il conflitto tra cuore e discrezione 🗯️

(Introduzione a Marina Zinzani).  Siamo spettatori costanti delle vite altrui: un litigio, una scelta azzardata, un segreto intravisto. In quel momento, una "vocina" interiore ci pone davanti al dilemma: intervenire per salvare o tacere per rispettare? Tra l'impulso del paciere e il valore della discrezione, non esistono ricette universali, ma solo la ricerca di un equilibrio sottile tra coraggio e saggezza. (Marina Zinzani) ▪️ Il dilemma dello spettatore Capita a tutti, almeno una volta nella vita, di assistere a qualcosa che riguarda la sfera altrui. La cosa non ci interessa direttamente, noi siamo solo spettatori, però una vocina dentro ci consiglia di intervenire, di dire o fare qualcosa. Può esserci un litigio di due persone, o una situazione difficile, o una scelta che ci appare azzardata. E allora cosa fare? Dire la nostra, per aiutare, o consigliare, o impedire uno scivolamento? Sono domande che non hanno una risposta definita. Si potrebbe dire che “dipende”. A vo...

La trappola del sorteggio: come la politica vuole guidare i giudici 🎲

(Introduzione ad a.p.). C'è un trucco matematico dietro la nuova architettura della Giustizia. Mentre si sbandiera il sorteggio come simbolo di imparzialità, le regole scritte nelle pieghe della riforma Nordio rivelano un meccanismo a "due velocità" disegnato per indebolire la componente tecnica e consolidare quella politica. In gioco non c'è solo il funzionamento dei tribunali, ma il pericolo che la politica di qualsivoglia colore possa condizionare la giustizia. (a.p.) ▪️ L'insidia più pericolosa di una riforma non si nasconde quasi mai nelle grandi dichiarazioni di principio, ma nei piccoli meccanismi tecnici che regolano l'accesso al potere. Il sorteggio, che è il meccanismo di formazione dei futuri organi decisionali della magistratura (i due CSM e la neonata Alta Corte disciplinare), nasconde un’asimmetria matematica che ne modifica profondamente lo svolgimento a seconda dei componenti. Ecco l'analisi del "sorteggio a due velocità" che dovr...

L'inganno di Philip Roth: perché la sua "Pastorale" ignora i sommersi 🇺🇸

(Introduzione a Bianca Mannu). Un’ennesima recensione su Pastorale americana, il romanzo più famoso del maggior autore contemporaneo americano? Non proprio. Piuttosto, una riflessione che investe la struttura narrativa dell’opera, la costruzione dei personaggi e le tesi sottese, ma che poi si estende al carattere stesso della società americana del ‘900. Il lavoro di Philip Roth, osserva Bianca Mannu, non sembra all’altezza dell’ambizione di interpretare le più vistose contraddizioni del suo tempo. Non sarebbe riuscito l’intento di dare voce a tutta la varietà delle componenti sociali: sia a coloro che sono emersi, sia a tutti gli altri, travolti dai mille ingranaggi di un mondo selettivo. In una parola, per dirla con Primo Levi, “i sommersi”, non solo “i salvati”. Un punto di vista crudo, dissacrante, forse dettato da una prospettiva ideologica assunta come esclusiva chiave di lettura, ma che ha il merito di voler scavare a fondo in un’opera per evidenziarne i limiti oltre il visibile....

Nordio e la "vittoria" sulle Procure: quando la giustizia diventa un regolamento di conti 🎖️

(Introduzione ad a.p.). Quando la giustizia viene raccontata con il linguaggio delle vittorie militari, il diritto cede il passo al potere. Le recenti parole del ministro Nordio sulle "Procure sconfitte", se prevalesse il Sì, non sono una semplice scivolata comunicativa, ma il manifesto di una riforma nata come regolamento di conti e imposta senza confronto. (a.p.) ▪️ "Se dovesse vincere il No, sarebbe una vittoria delle Procure, non di Schlein" . Con questa frase, Nordio rivela tutta la natura di una stagione politica che ha smarrito l’idealità istituzionale per abbracciare la logica della contesa tra fazioni. Dalle idee alla prova di forza Per il Guardasigilli, la magistratura non è più l’ordine che garantisce l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, ma un "gruppo di potere" da sconfiggere. Questo approccio ignora la realtà dei tribunali per inseguire un disegno di supremazia dell’esecutivo. La retorica usata punta a disumanizzare l’interlocutore,...

Papà comunista: un sogno, e una fede perduta 🔴

(Introduzione a Daniela Barone). Alcune ferite segnano il corpo, altre l'anima. Per il padre dell’autrice, la passione politica è stata un intreccio di sogni d'oltre cortina, faticosi turni alle Feste dell'Unità e una fiducia incrollabile nei grandi leader del Novecento. Questo racconto ripercorre la sua parabola: dall’entusiasmo delle riviste patinate russe alla solitudine di un astensionismo dignitoso, passando per l’addio straziante a Enrico Berlinguer. Un uomo ha visto cambiare il mondo e il proprio cuore. (Daniela Barone) ▪️ Sogni d’Oltre cortina e riviste patinate Era stato Guido T., collega e vicino di casa, a convincere papà ad abbonarsi alla rivista ‘U.R.S.S.S.’ che trattava del rinnovamento sociale russo.  Lui che non leggeva mai nulla si dilettava a sfogliare le pagine del mensile e spesso commentava ammirato i titoli e le foto più significative.  «Hai visto, Carmen? In Russia le donne fanno qualunque tipo di lavoro. Non è come da noi. Là ci sono spazzine, murato...