Passa ai contenuti principali

Post

Dalla spiaggia alle terme: frammenti di un’infanzia tra sorrisi e tempeste 🛵🚩🌊

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio nella memoria che profuma di miscela per la Lambretta e tabacco Amphora. Attraverso gli occhi di una bambina, riscopriamo l’Italia degli anni d’oro, fatta di gite domenicali a Pra e complicate telefonate in teleselezione, ma anche di dinamiche familiari sospese tra l'allegria di un padre solare e le inquietudini indecifrabili di una madre. (Daniela Barone). Il vento tra i capelli e la Lambretta bianca Papà aveva comprato una Lambretta bianca. Gli serviva per andare e tornare dal lavoro, specie la sera, quando l’ultimo autobus era ormai passato da un pezzo, ma anche per portarmi in giro qualche pomeriggio d’estate sulle alture del Righi.  La teneva con cura maniacale, come aveva fatto in precedenza con la moto Guzzi di un rosso fiammante. A me piaceva moltissimo scorrazzare con lui sulla Lambretta. Ritta in piedi davanti, sentivo il vento che mi scompigliava i capellini biondi e cantavo a squarciagola le canzoni del mio idolo, Domenico Mod...
Post recenti

Decreto Sicurezza 2026: tra illusioni propagandistiche e rischi reali per la democrazia 🫆 🪪 🔒

(a.p.). Il Decreto Sicurezza (DL n. 23/2026) si presenta come soluzione al disagio sociale, una risposta decisa a un Paese che chiede ordine. Eppure, dietro la facciata della determinazione, emerge un provvedimento fortemente ideologico, più attento a soddisfare l’urgenza comunicativa che a risolvere i problemi reali. Le osservazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, tecniche e preoccupate, sono state ignorate dal Governo, che ha scelto di procedere senza mediazioni (l’approvazione deve avvenire entro il 25 aprile, pena la decadenza), sollevando dubbi sull’efficacia delle misure e sulla stessa legittimità costituzionale. Simboli al posto delle soluzioni: una sicurezza di facciata Il decreto non affronta le radici complesse dell’insicurezza, ma si concentra su temi circoscritti, trasformandoli in simboli di una battaglia politica più che in strumenti di reale cambiamento. L’attenzione del Governo sembra polarizzata su tre aspetti: • Violenza giovanile e minorile:  invece...

Fotografare: un ritratto di vita e la postura di chi guarda 📸

(a.p.) ▪️L’immagine, nei media e nel privato, coglie l’attimo e vorrebbe conservarlo nel tempo per trasmetterne il senso. Molti i contenuti e gli scopi: avvenimenti storici e di costume, episodi di vita quotidiana e mutamenti sociali, semplici suggestioni visive o ricordi personali. La fotografia si configura come uno specchio di vita, catturando l'esistenza e rivelando, in ogni scatto, la postura e l'angolazione unica dell'uomo. Ma è un’illusione il proposito di rivedere con gli stessi occhi la realtà mutevole che un tempo abbiamo osservato, siamo noi a cambiare spesso il punto di vista. E a rimanere sorpresi, guardando le foto di un tempo. ⏳ L'illusione di conservare la traccia Un microcosmo in cui sfumano i confini tra finzione e realtà. Eppure, la fotografia è una buona amica che accompagna alcuni momenti della vita e trasmette l’illusione di conservarne una traccia indelebile. «La nostra memoria, quando i ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa» , si augura...

Aspettare di vivere: il Big Bang dell'anima 🕰️

(Introduzione a Giorgia Deidda). Cosa siamo prima di diventare polvere e respiro? L’autrice ci conduce nel cuore pulsante del mistero pre-natale, dove il "grumo di sangue" dialoga con l'infinito. La nascita emerge non come un approdo sereno, ma come una "luce bestiale" che interrompe la quiete assoluta, costringendo l'anima a misurarsi con il fango della terra e l'anelito verso il cobalto del cielo. Una lirica potente, che vibra tra astri, radici e il desiderio prepotente di esistere. (Giorgia Deidda).  Non sai cos’ero io prima di nascere, grumo di sangue imperpetuo che respirava l’infinito e poteva l’infinito perché infinita potenza di grammi di nero. E poi la luce bestiale che ha accecato l’infinita tranquillità, l’assurdo silenzio spazzato via come big bang e l’esplosione che ha soffiato nel mio petto sgualcito Io che mi contorcevo - non sapevo nemmeno cosa volesse dire respirare a stento - quando amori impossibili nascono tra le tue labbra  e aspetti...

Una vecchia storia d’amore. Dalla passione al disincanto: ritratto di una donna che ha saputo rinascere 📘

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta di un amore che ha agito come uno tsunami, travolgendo un matrimonio lungo diciotto anni e trasformando l'identità di una donna? In questo racconto, l’autrice ci conduce tra i corridoi di una scuola professionale, dove l'incontro con un collega "pigmalione" diventa la scintilla per una metamorfosi fisica e interiore. Non è solo la cronaca di un'infatuazione, ma un'analisi del ricordo, del disincanto e di quella "linfa vitale dell'anima" che solo i sogni sanno preservare dal tempo che logora i volti e le passioni. (Daniela Barone). La metamorfosi: tra gessetti e desideri Conobbi B. nella scuola professionale in cui ero finalmente diventata insegnante di ruolo. All’epoca avevo i seni gonfi di latte perché allattavo ancora il mio terzogenito; alla fine della mattinata tornavo a casa trafelata perché i dischetti assorbilatte erano così intrisi da macchiarmi gli abiti. Portavo addosso ancora i molti chili in...

La scintilla del ritorno ✨

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Basta a volte un'immagine, un dettaglio dimenticato in un cassetto, per innescare una rivoluzione interiore. In questi versi, l’autrice cattura il momento esatto in cui la consapevolezza squarcia il velo dell'abitudine: una "scintilla" che brucia i condizionamenti e restituisce a ciascuno la propria direzione, il proprio autentico cammino. (Maria Cristina Capitoni). Poi prevalse quel qualcosa sul ricordo nonostante i condizionamenti non tutto era andato storto la scintilla fu una foto e quello sguardo perso quindi ognuno riprese il proprio verso.

Trump contro Papa Leone: la verità del sacro contro lo spettacolo del potere ☧♛

(a.p.). Qual è lo spazio vitale capace di nominare la realtà quando il mondo sembra scivolare nell’irrazionale? Abbiamo perso la forza di dare un nome alla "blasfemia della guerra" e alla "brutalità del business", come ha fatto Papa Leone davanti al delirio di Donald Trump? La patologia del comando e il primato della pietas Un potere che si auto-ritrae nei panni di un Gesù guaritore, mentre deumanizza i bambini sotto le bombe, smette di essere un interlocutore politico: non c'è dialogo possibile, né replica dovuta a chi incarna una patologia dell’essere e del comando. All'onnipotenza di un comandante in capo che alterna il campo da golf all'annuncio di uno sterminio, bisogna opporre una sfida epistemica: la riaffermazione che la violenza non avrà l’ultima parola e che la pietas verso gli innocenti resta l’unico, vero cardine della civiltà. Quando la propaganda diventa spettacolo della morte Quando il linguaggio del diritto e della diplomazia viene svuota...

Marina e io: un’amicizia spezzata tra gatti, baci a stampo e addii senza ritorno 🐈💋🙋

(Introduzione a Daniela Barone). Un pianerottolo invaso dai gatti, l'odore di tabacco da fiuto e la scoperta dei primi, innocenti segreti. Marina non è stata solo la "prima amica", ma lo specchio di un’infanzia libera che si scontrava con il rigore di un mondo adulto fatto di pulizia ossessiva e addii senza ritorno. Un racconto che profuma di Genova anni '60 e della malinconia di chi, per crescere, ha dovuto imparare l'arte crudele del "tagliare i ponti". (Daniela Barone). L'incontro con Marina e la vita nel quartiere Oregina Marina fu la mia prima amica quando ci trasferimmo a pochi isolati dalla casa popolare in cui ero cresciuta. Bastava una camminata di dieci minuti per ritrovare le amate vicine e i negozietti dove facevo la spesa per la mamma con una sportina rossa a rete.  La nuova abitazione aveva una vera e propria camera da letto per mio nonno, prima costretto a dormire nell’ingresso. Nessuna stanzetta per me, invece: ancora una volta avrei ...

"Lo Straniero" secondo François Ozon: l’indifferenza e i misteri del cuore 🕵️❤️‍🩹

(Introduzione a Marina Zinzani). Vi sono storie che non cercano di rassicurarci, ma ci scuotono attraverso il gelo del disincanto. L’autrice ci accompagna nell'analisi de "Lo straniero", l'ultima opera di François Ozon tratta dal capolavoro di Camus. Tra le sfumature di un bianco e nero magistrale, emerge la figura di Mersault: un uomo che abita il mondo come un ospite estraneo, privo di passioni, lacrime o rimorsi. Un viaggio estetico e filosofico che ci interroga su cosa rimanga dell'uomo quando si spoglia di ogni emozione. (Marina Zinzani). Un protagonista oltre la comprensione Essere nella vita ma non farne parte, stare a guardare, osservare ma non sentire. Non evolversi, non cambiare, non partecipare, non amare. Avvicinarsi al nulla, ad un mondo in cui le emozioni sono cosa estranea. Forse sono queste le sensazioni che lascia “Lo straniero” del regista francese François Ozon, uscito da poco nelle sale.  Tratto dal romanzo di Albert Camus, il film non offre un...

Ungheria 2026: un'ondata di giovani ai seggi, la mobilitazione che ha risvegliato la democrazia 🗳️

(a.p.). Il trionfo dell’opposizione in Ungheria rappresenta un punto di svolta che supera i confini nazionali, diventando un emblema della resilienza delle democrazie contemporanee. Il risveglio della partecipazione: la generazione del cambiamento Le file interminabili fuori dai seggi e le piazze colme di giovani in festa non sono solo immagini di cronaca: raccontano un risveglio civico. Quando il diritto di voto viene percepito come minacciato, non è più un gesto di routine, ma un atto di resistenza. I giovani, protagonisti di questa mobilitazione, hanno detto no a un futuro preconfezionato da politiche illiberali. Con la loro partecipazione massiccia, hanno annullato gli effetti di leggi elettorali disegnate per favorire il potere dominante, dimostrando che l’entusiasmo popolare può superare qualsiasi ostacolo istituzionale. Il decennio illiberale e la riconquista dello Stato di Diritto Dal 2010 al 2026, l’Ungheria ha vissuto sotto il segno della "democrazia illiberale". La...

Profumo di caffè, il rito della domenica e il segreto del cuore ☕

(Introduzione a Valeria Giovannini). Ci sono profumi che hanno il potere di fermare il tempo e riti che definiscono il senso di una vita. In questo racconto delicato e profondo, Valeria Giovannini ci conduce lungo i viali alberati di una domenica mattina, fino a una soglia magica dove l’odore del caffè annuncia l’incontro con la saggezza. È la storia di un nonno e di una nipote, di tazze di Meissen e di silenzi condivisi, ma soprattutto è una lezione su come affrontare le tempeste dell'anima e l'inevitabile distacco, imparando a sostituire la paura con la fiducia. (Valeria Giovannini). Il rito della domenica Uscivo molto presto, la domenica mattina. La casa di mio nonno distava alcuni chilometri che percorrevo a piedi lungo file di viali alberati. Radunavo i miei pensieri. E poi li liberavo in aria come palloncini colorati. Assaporavo ogni sensazione. Il calpestio dei passi lievi. I suoni delle campane si rincorrevano dagli angoli della piccola cittadina in cui abitavo.  Giunge...