(Introduzione a Giorgia Deidda). Esiste un istante, tra l'ultimo quarto di luna e il primo chiarore dell'alba, in cui il mondo sembra guarire. In questa lirica, l’autrice ci conduce lungo un sentiero di pini bagnati, dove il profumo della pioggia e il "ticchettio delle stelle" diventano la culla per un pensiero d'amore. È un invito a farsi piccoli davanti alla vastità, per scoprire che solo nel silenzio dell’ascolto possiamo finalmente diventare "tutt'uno" con l'universo. (Giorgia Deidda). Il sentiero della pioggia Era l’ultimo quarto di luna. Uscii nel bosco ed attraversai il sentiero di pini sentendomi toccare dalle gocce di pioggia che cadevano dagli alberi anneriti, e la terra bagnata la sentivo tutta tra la fragranza del diluvio e la freschezza dell’aria risanata. Un ricamo di stelle Mi sedetti sull’erba a rimirare le stelle; Venere formava una gola di luci con l’altre costellazioni d’intorno, e io mi beavo nel cercare di uniformare quei pu...
(Introduzione ad a.p.). Rileggere queste righe provoca un misto di tenerezza e brivido. Eravamo convinti che fosse una "parentesi", una psicosi passeggera da combattere con l'amuchina e un po' di lentezza. Non sapevamo ancora che il mondo non sarebbe più tornato quello di prima. Pubblichiamo questo testo del marzo 2020 come documento psicologico: il ritratto di una società interconnessa colta di sorpresa dalla propria intrinseca fragilità. Un'analisi che, al di là dell'emergenza sanitaria, parla della nostra eterna incapacità di gestire l'ignoto. (a.p.). Lo spavento e le domande difficili Ci vuole tempo per rispondere a domande difficili. Quelle che affiorano con il passare dei giorni, appena riavuti dal primo spavento. Sulla normalità della vita, sullo stravolgimento del tran tran quotidiano, sul modo di lavorare, di divertirsi. Prima ancora sulla maniera di affrontare un problema collettivo, serio ed importante. È avvenuto in questi giorni. Sono i momen...