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Il richiamo dell'estate: profumi, calura, vitalità

(Cristina Podestà). Il canto triste della tortora si mescola ad un litigio chiassoso di uccellini dentro la grande magnolia in giardino. La stagione è dalla loro parte e ascoltarli è delizioso poiché, insieme a tutti i profumi sprigionati dalle piante in piena fioritura, si assapora l’arrivo della luce e del calore. Stanno per sopraggiungere i pomeriggi sonnacchiosi affidati ad ardori indolenti, i calpestii di acqua e sabbia, la generosità di giornate assolate e pigre. Amo l’estate: con la sua enorme vitalità, costringe anche chi è triste a sorridere un po’, obbliga le anime alla serenità.
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“Lontano da qui”: quando una donna in crisi incontra un bambino poeta

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa succede quando la ricerca della bellezza si trasforma in un’ossessione distruttiva? Nella recensione del film “Lontano da qui” (disponibile su RaiPlay), l’autrice esplora il dramma psicologico di Lisa, una maestra d'asilo intrappolata nella gabbia della normalità borghese, la cui vita viene stravolta dall'incontro con un bambino prodigio. Un’analisi sul vuoto esistenziale, l'incomunicabilità generazionale e il potere salvifico — ma anche pericoloso — della poesia. (Marina Zinzani) Due mondi distanti Il film “Lontano da qui”, disponibile su RaiPlay, racconta di Lisa, una maestra d’asilo, sposata, con figli adolescenti, che vive a Staten Island. La sua è una vita normale, il lavoro con i bambini le piace, il marito è un uomo presente, il rapporto con i figli è buono, pur con le tensioni dovute all’età. D’altronde lei e i figli appartengono a generazioni lontane: quello dei ragazzi è il mondo dei social, degli amici, anche della superficia...

Finestre aperte sulla sera: il rientro malinconico

(Introduzione ad a.p.). Un rientro dalle vacanze si trasforma in un momento di intima transizione. Attraverso gli occhi e i pensieri di Sofia, l’autore dipinge il mese di settembre come un confine sospeso: il delicato passaggio tra la spensieratezza estiva e il ritorno consapevole alla complessità della vita quotidiana e dell'impegno sociale. (a.p.).  Settembre Sofia tornava dalla stazione con passo lento, la valigia che rimbalzava sulle irregolarità del marciapiede. La vacanza le aveva lasciato sulla pelle il calore del sole. Settembre le era sempre parso un confine: un momento sospeso in cui l’estate si ritira e l’autunno prepara nuovi inverni. Segni del cambiamento Mentre percorreva il viale alberato, osservava i primi segni del cambiamento: foglie che iniziavano a ingiallire, l’odore fresco dopo la pioggia del mattino. Ogni dettaglio accendeva un pensiero. Rifletteva su come il tempo non si fermi per nessuno, e su quanto fosse difficile restare lucidi quando il mondo sembra cor...

Se il grande manager contesta la giustizia, il caso della strage di Viareggio e il manifesto dei 400

(Introduzione ad a.p.) Una pagina di pubblicità politica, firmata da oltre 400 personalità, contesta la responsabilità penale personale dei vertici aziendali in caso di disastri, sostenendo il rischio di una “responsabilità oggettiva”. Il manifesto, pubblicato dopo la condanna di Mauro Moretti per il disastro di Viareggio, manifesta un’apparente neutralità ma ignora la serietà della vicenda giudiziaria. La competitività non si misura sulla capacità di blindare i manager dal sindacato giudiziario, ma sulla certezza del diritto e sulla trasparenza di una governance che sappia farsi carico delle proprie responsabilità di vertice, senza eccezioni. (a.p.) La responsabilità è il cardine su cui si regge l’equilibrio tra potere e giustizia. In una democrazia, dove il sindacato della magistratura è l'argine contro l’arbitrio, la posizione di vertice non è un semplice ruolo, ma una funzione di garanzia verso la collettività. Sebbene l’articolo 27 della Costituzione sancisca che la responsabi...

Ricordarsi il nome: se lo smarrimento diventa rinascita

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). La riscoperta di sé stessi è un viaggio tortuoso, spesso segnato da smarrimenti e parentesi di oblio. L’autrice ci regala qui un frammento intenso, in cui il ritorno al proprio nome diventa l'atto finale di una riconciliazione con il tempo e con lo spirito.  (Maria Cristina Capitoni). Il tempo perduto e l'incontro con sé stessi Quando ricordo il mio nome mi chiamo e mi vengo incontro ora il cielo è più vicino troppe volte ho scordato il cammino rubando tempo a quel che rimane dell’ultimo presente da realizzare.

Mare d’autunno, ascoltarsi mentre si avvicina la notte

(Introduzione a Cristina Podestà). In una fredda e inquieta giornata autunnale, l'eco del mare accompagna un viaggio tutto interiore. L’autrice ci conduce attraverso una lucida riflessione di stampo pirandelliano: un percorso intimo fatto di smarrimenti, lacrime e silenzi necessari, volto a spogliare l'anima dalle maschere quotidiane per ritrovare, finalmente, la propria autentica libertà. (Cristina Podestà) Il richiamo del mare e il gioco delle maschere Gocce di pioggia, il vento sulla pelle e il mare. Giornata autunnale freschina, la giacca sulle spalle non basta. Il mare urla il suo disappunto. E io cerco te. Che poi sono io. Cerco quel che sono, cerco chi ero, perché non mi riconosco. Ho provato in ogni modo a ritrovarmi tramite gli altri. Ma nulla da fare. Pirandello docet. Maschere! Indossiamo maschere per cui non possiamo vederci realmente. Con un amico sono una persona, con il mio amore un’altra, con un familiare un’altra ancora. Lo smarrimento e la forza di ritrovarsi ...

Riemergere dalle prigioni dell'anima: la riscoperta della vita

(Introduzione a Marina Zinzani). Un'oscillazione costante tra l'ombra e la luce, un percorso accidentato che attraversa il silenzio soffocante delle disillusioni per poi risalire, d'improvviso, verso il calore del mondo. In questa lirica, l’autrice dipinge con il momento in cui l'esistenza si riappropria di sé stessa. (Marina Zinzani) Le prigioni nascoste Oscillare lungo strade impervie lungo parole e immagini parole diventate prigioni sogni mancati discese negli inferi Il riscatto una piscina la testa sott'acqua riemerge tiepido sole accorgersi di quello che sta attorno palme, fiori una lucertola un'ape natura e vita la vita. 

Delft, il mio Vermeer: un viaggio tra la luce delle tele e l’ombra dei silenzi

(Introduzione a Daniela Barone). L’arte ha il potere di muovere i passi dei viaggiatori, trasformando una suggestione visiva in un itinerario dell'anima. Questo viaggio a Delft nasce proprio così: dal desiderio profondo di ritrovare la luce, le atmosfere e il silenzio sospeso che Jan Vermeer ha saputo immortalare nelle sue tele, rendendo eterno il quotidiano della sua città natale. (Daniela Barone). L'ispirazione: la "Veduta di Delft" L’estate scorsa decisi di partire per l’Olanda, Delft, precisamente. Ero stata ispirata da un libro d’arte su Vermeer in cui avevo ammirato la celebre “Veduta di Delft”. Si tratta non di un semplice panorama della sua città natale ma di una sorta di ritratto quasi fotografico, con soffici nuvole gonfie di pioggia sul placido fiume, due chiese sullo sfondo e il canale in cui si riflettono i tetti a campana delle case di mattoni rossi. Sulla riva alcune minuscole figure umane che raccontano storie quotidiane fissate in un attimo di tranqui...

Zattera o gabbia: la fine dell’illusione e il prezzo della realtà

(Introduzione a Ilaria Caloisi). Irrequieta e ribelle sin da piccola, Ilaria si sente attratta da mondi lontani e dalle diversità culturali. Ha collaborato con una Ong e lavorato in Africa. Ama il teatro e si diletta a fare l’attrice. Ma è solo scrivendo che riesce a dare concretezza ai suoi pensieri e a districare le sensazioni più nebbiose. La scrittura l’accompagna costantemente, per diletto e per lavoro. Cosa porterebbe con sé su un’isola deserta? Una penna, appunto. Nel testo che segue, l’autrice ci guida attraverso la dolorosa ma necessaria demolizione di un amore totale, nel momento esatto in cui il sogno si scontra con la realtà. Una prosa densa, viscerale e a tratti squisitamente teatrale, che fotografa l'istante in cui si decide di scendere dalla nuvola, svestire gli abiti di scena e ritrovare, finalmente, la propria identità. (Ilaria Caloisi). Blatera il mio cervello effluvi di pensieri ostracizzanti. Che dovrei fare? Forse negare di avere investito il cielo del tuo eter...

Le chiamano scadenze: le auto elettriche tra transizione green e costi umani

(Introduzione a Alì Abdelmohsen). La lotta al cambiamento climatico ha imposto una tabella di marcia serrata alle economie occidentali. Tuttavia, dietro la promessa tecnologica delle emissioni zero si nasconde un costo umano devastante che la geopolitica e il mercato tendono a ignorare. L'autore esplora le profonde contraddizioni della transizione ecologica globale. (Alì Abdelmohsen). Il punto di non ritorno: la soglia degli 1,5 gradi Per molti di noi la vita è fatta di scadenze e ognuno ha le sue. Ma c’è una scadenza che accomuna tutti noi. Non è un limite temporale, ma è un numero: 1,5 gradi. Oltre il quale, dicono gli scienziati, esiste solo il punto di non ritorno.  Il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo ci sta mettendo davanti a un bivio dal quale non possiamo sfuggire, andare verso il collasso totale o cambiare rotta. Il tema è stato affrontato e viene costantemente discusso negli incontri del G20, G7 e soprattutto nel Parlamento UE che, nel 2021, ha promulgato il G...

Il temporale d'estate: il fascino della natura tra afa e burrasca

(Introduzione a Cristina Podestà). L'estate non è fatta solo di giornate radiose e cieli immacolati; la sua vera essenza risiede spesso nei contrasti improvvisi, in quella sottile tensione che precede il cambiamento. In questa prosa, l'autrice ci conduce sulla riva del mare per farci respirare l'atmosfera sospesa e carica di elettricità che anticipa l'arrivo di una tempesta estiva. (Cristina Podestà). Un'illusoria quiete estiva I raggi del sole danzano festosi in un cielo sereno a tratti; nuvole birichine si affacciano a turbare la tranquillità di una giornata iniziata sotto buoni auspici. Il caldo è forte, asciuga i ruscelli e il respiro, ma è estate e ci si aspetta un calore che talvolta strina le piante, ma rassicura con le sue serate di vento tiepido e mare in bonaccia.  I segnali della burrasca imminente L’afa è adesso veramente troppa ma i corpi sudati trovano refrigerio nelle onde che rinfrescano anche le idee. Senza sosta la bandiera fluttua sulla riva, ment...