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“Ceramica”: il campione in incognito e quella passione mai sopita ⚽

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono passioni che non accettano di essere messe a riposo, nemmeno quando la carta d'identità o la carriera dicono che è tempo di fermarsi. Il racconto di Marina Zinzani, partendo da un leggendario aneddoto sportivo, ci conduce tra le pieghe della nostalgia e della capacità, tutta umana, di saper scendere in campo ancora una volta, magari sotto falso nome, pur di sentirsi vivi. (Marina Zinzani) ▪️ Il misterioso fuoriclasse del sabato mattina Un sabato mattina, in un campetto. Un signore di una certa età assiste per caso ad una partitella di calcio. Sono tutti giovani, e lui li guarda incuriosito. Arriva a proporsi di scendere in campo per aiutare la squadra che sta palesemente perdendo, e che ha un calciatore in meno. Perché no? Allora lo fanno entrare, e in poco tempo il risultato si capovolge. Gli chiedono come si chiama. Lui ha un giubbotto addosso con la scritta “Ceramica”. Ecco come mi chiamo, dice lui: Ceramica! L'oasi segreta di Giovann...
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“Homeland”, Carrie Mathison non è solo una spia 🏠

(Introduzione a Marina Zinzani). Alcune narrazioni sono capaci di superare il confine dell'intrattenimento per farsi indagine sociologica e presagio politico. Con l’analisi di "Homeland", l’autrice ci conduce nel labirinto psicologico di Carrie Mathison, dove la fragilità individuale diventa metafora delle crepe delle democrazie occidentali. Un viaggio tra spionaggio e umanità, dove il "dietro le quinte" del potere si mescola ai tormenti di una mente brillante ma ferita. (Marina Zinzani) ▪️ Il volto fragile dell'intelligence Carrie Mathison è la protagonista della serie “Homeland – Caccia alla spia”, trasmessa su Netflix, una serie di grande successo. Il personaggio di Carrie, interpretato magistralmente da Claire Danes, racconta la storia di una giovane donna affetta da disturbo bipolare, tenuto taciuto all’inizio nel luogo in cui lavora, la CIA. Dietro le quinte del potere e dell'umanità La serie, composta da 8 stagioni, affronta il mondo dello spionag...

L’inganno della Riforma: se la premessa è scorretta, la soluzione è un pericolo 👩‍🎓

(Introduzione ad a.p.). Nel dibattito sulla riforma della giustizia, risuonano le parole del ministro Nordio che auspica "meccanismi di controllo" per una magistratura "auto-referenziale". Ma cosa si cela dietro queste affermazioni? Analizziamo la fallacia logica che, come un filo invisibile, lega le premesse di questa riforma a conseguenze potenzialmente pericolose per la nostra democrazia e l'indipendenza della giustizia. (a.p.) ▪️ «Oggi abbiamo una magistratura che è un potere dello Stato che non risponde a nessuno, se non a sé stessa. [...] La riforma serve a introdurre meccanismi di controllo e di equilibrio». (Carlo Nordio) L’indipendenza della Magistratura sarebbe un’anomalia da "correggere" attraverso il controllo. Ma dietro questa narrazione si cela una fallacia logica che mina le fondamenta della nostra democrazia. 1. La trappola della falsa premessa L'attacco alla "giustezza" del processo: Si dà per scontato che i processi sia...

Un attimo ancora: tra paura di cadere e voglia di volare ✈️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Il distacco non è sempre un atto immediato. Può essere un lento e faticoso bilancio dell'anima. L’autrice ci conduce sulla soglia di questa scelta: un bagaglio troppo pesante, il desiderio di un nuovo slancio e il timore di inciampare ancora una volta lì dove il volo è stato solo accennato. Una riflessione sulla necessità di scegliere cosa portare con sé e cosa avere il coraggio di abbandonare. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Un attimo ancora  devo controllare  prima di lasciare andare  il bagaglio è greve ed io non so  cosa buttare per primo o tutto insieme  per non cadere di nuovo  qui dove ho tentato il volo.

La coscienza del NO: se la Giustizia si piega all'opportunità 🏺

(Introduzione ad a.p.) Esistono riforme che non nascono per risolvere i problemi dei cittadini, ma per rispondere all'insofferenza di chi governa verso l'equilibrio dei poteri. Quando la politica percepisce ogni controllo di legalità come un ostacolo e ogni decisione non allineata come un atto di ostilità, la democrazia rischia di smarrire la sua bussola. In questo solco, la "Coscienza del NO" ritrova la forza di Piero Calamandrei: un monito che oggi, davanti al tentativo di condizionare l'autonomia della magistratura, appare più attuale che mai. Piero Calamandrei: «La sorte dei magistrati, la loro carriera, non deve più dipendere da meriti o sospetti politici; i trasferimenti, le promozioni, le nomine [...] non devono più dipendere dalla simpatia o dal biasimo di organi ministeriali, i quali per forza, anche senza volerlo, sono tratti a orientare le loro preferenze su considerazioni di opportunità governativa.» — (Discorso al V Congresso nazionale ANM, 14.11.195...

Il linguaggio del "disprezzo": quando il ministro smette di essere istituzione 🏛️

(Introduzione ad a.p.). Esiste un limite, sottile ma invalicabile, che separa la critica politica dall'offesa personale. È il limite del rispetto istituzionale, quel decoro che chiunque ricopra una carica pubblica dovrebbe indossare come una divisa, specialmente se siede sulla poltrona di Guardasigilli. (a.p) ▪️ La caduta dello stile istituzionale Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio nei confronti del Procuratore generale di Napoli — "Non gli stringerei la mano, lo disprezzo" — non sono solo uno scivolone di stile. Sono il sintomo di una crisi democratica. Il ministro della Giustizia è, per ruolo, il garante del funzionamento del sistema giudiziario. Quando dichiara "disprezzo" per un alto magistrato impegnato in prima linea, non sta colpendo l'uomo, ma sta svalutando la funzione che quell'uomo ricopre. Come può un cittadino aver fiducia in un tribunale se il primo responsabile della Giustizia dichiara di disprezzare chi quella giustizia la eser...

Supereroi: la scoperta di Leo e la forza mite di mio padre 🦸‍♂️

(Introduzione a Daniela Barone). Può una battaglia di cuscini sul divano con un nipotino scoperchiare settant'anni di ricordi? Tra i muscoli d'acciaio di Hulk e la mitezza dimenticata di un padre, questo racconto è un viaggio alla riscoperta dei veri eroi: quelli che non portano mantelli, ma hanno mani che sanno riparare scarpe e cuori che sanno restare. (Daniela Barone) ▪️ Battaglie sul divano e piccoli guerrieri È divertente leggere al mio nipotino Leo le storie di Hulk, Iron Man e Captain America, i personaggi di cui ammira le gesta prodigiose: spalanca gli occhioni verdi di fronte alle immagini colorate di imprese incredibili e di lotte ardue contro i ‘cattivi’ in cui vince sempre il supereroe di turno. Quando il libricino è finito, vuole immediatamente ingaggiare una battaglia sul divano con me, nonna alla soglia dei settant’anni, poco avvezza a salti ed acrobazie. Tuttavia lo accontento sempre, anzi cerco di opporgli resistenza imprigionando le sue gambette paffute ed ost...

La giustizia civile dimenticata ⚖️ 🎭

(Introduzione ad a.p.). Esiste un’Italia che aspetta anni per un credito, un contratto o una tutela familiare, e un’altra che discute di gerarchie e carriere. Ma spostare i pesi del potere risolve davvero i problemi di chi aspetta una sentenza? Analizziamo la distanza tra l'agenda politica e i bisogni reali. (a.p.) ▪️ L’urgenza della Giustizia civile Mentre il dibattito pubblico si concentra quasi ossessivamente sulla separazione delle carriere e sui rischi di controllo della magistratura da parte della politica, si rischia di perdere di vista una realtà: questa riforma appare lontano dalle urgenze che gravano sulla vita quotidiana dei cittadini. Esiste un divario profondo tra l’attenzione della politica per il settore Penale — luogo in cui si esercita il potere punitivo, rivelando l’interesse della politica a controllarlo — e le necessità del settore Civile, dov’è la vita dei cittadini e si gioca la tenuta del tessuto sociale ed economico. I dati della realtà • Il peso del quoti...

Alda Merini e "La Fuga": il diritto all'errore e l'attesa del Dio dell'amore 💖

(Introduzione a Alda Merini – commento di Mariagrazia Passamano). Alda Merini, con la sua voce nuda e potente, ci conduce in uno dei territori più impervi e affascinanti dell'esistenza: il confine tra la caduta e la grazia. Nella poesia "La Fuga", la poetessa non cerca la perfezione né la redenzione immediata; al contrario, rivendica il suo diritto a essere "umana", a restare immersa nelle proprie notti e nei propri errori. È un grido di libertà rivolto a un Dio che non giudica, ma attende. In questo spazio di fragilità estrema, il commento di Mariagrazia Passamano ci aiuta a decifrare quel "negoziato d'amore" che la Merini instaura con l'Eterno, tra la polvere dei Navigli e la luce dell'assoluto. (Alda Merini) ▪️ LA FUGA Lasciami alle mie notti ed ai miei benefici di peccato, lasciami nell’errore se decantarmi è compito di Dio. So che mi assolverai dalle mie pene ma ora lasciami umana col cuore roso dalla mia paura, quando sarò bassoriliev...

La coscienza del NO. La politica ha davvero troppo poco potere? 🏺

(Introduzione ad a.p.) Esistono domande che hanno la forza di squarciare il velo della propaganda, riportando al centro il destino fragile della democrazia. Quando la giustizia rischia di trasformarsi in uno strumento di chi governa, il pensiero critico si fa scudo a difesa del cittadino. In questo solco, la "Coscienza del NO" si manifesta come esercizio di verità e rigore istituzionale, attraverso l’analisi lucida e lo sguardo fermo di Gustavo Zagrebelsky. Gustavo Zagrebelsky: «A chi serve una riforma della giustizia che, per ammissione dei suoi stessi promotori, non punta all’efficienza dei tribunali ma al riequilibrio dei pesi istituzionali?» (a.p.)  ▪️ Il paradosso del potere È questa la domanda, quasi provocatoria, da cui bisogna partire per scrostare la retorica che accompagna la riscrittura delle regole giudiziarie. Chi la promuove vuole convincerci di un paradosso: viviamo in un Paese dove la politica sarebbe paralizzata e la magistratura onnipotente. Ma la realtà è l...

Nero di seppia: macchie indelebili e risotti che sanno di vita 🐙

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono sapori che portano con sé una promessa di piacere e, allo stesso tempo, un rischio imprevisto. Il nero di seppia è così: avvolgente, prelibato, ma capace di lasciare segni che non vanno più via, proprio come certi passaggi della nostra esistenza. In questo racconto, Marina Zinzani ci conduce attraverso i pensieri di un medico alle prese con la noia di un convegno e l'imbarazzo di una macchia sulla camicia. Ma quella chiazza scura sul bianco diventa presto lo specchio di un'anima segnata da una separazione dolorosa, finché un incontro fortuito non apre uno spiraglio di luce e solidarietà. Una narrazione delicata sulla fragilità umana e sulla bellezza dei nuovi inizi. (Marina Zinzani) ▪️ La fatica del dovere e il rito degli ECM Ci sono delle cose nella vita che si fanno con fatica. Si vorrebbe fare altro: precisamente non essere lì. Si vorrebbe varcare una porta, respirare aria fresca e sentirsi liberi. Una di queste cose, quelle cose che ...