(Introduzione a Vespina Fortuna). Questo nuovo capitolo della serie "Donne maledette" ci conduce nel cuore di una vulnerabilità che si trasforma in reazione. Se la raccolta esplora storie di donne che hanno vissuto orrori laceranti alla ricerca di una via d'uscita, il racconto di oggi ci presenta una giovane protagonista che rifiuta il ruolo di vittima sacrificale. Tra le pareti ovattate di un ufficio di potere, dove il ricatto si traveste da generosità, emerge la forza di chi decide di non vendere l'anima, arrivando a un gesto estremo di difesa che costringe la giustizia a guardare oltre la lettera della legge. (Vespina Fortuna). L’eredità dei debiti e il naufragio familiare In quel periodo non navigavamo in buone acque. Mio padre aveva trascorso gli ultimi anni della propria vita a cercare di rimediare agli errori di mio fratello e alla fine si era arreso. Aveva gettato la spugna lasciandoci tutte in un mare di guai. Avevamo i creditori alla porta e i carabinieri de...
(Introduzione a Marina Zinzani). Alcune parole nascono dal dolore più profondo, quello di un genitore che vede il proprio figlio spegnersi sotto i colpi di una violenza silenziosa e gratuita. In questa l’autrice dà voce a una madre immaginaria che osserva le macerie della felicità familiare travolta dal bullismo. È un grido di dignità e una speranza di riscatto. Questo testo ha ricevuto un importante riconoscimento, il “Premio nazionale di arti letterarie - Prosa inedita”, Torino, 26 ottobre 2024, a testimonianza del suo valore civile ed emotivo. (Marina Zinzani). La maschera della crudeltà a undici anni Caro Vincenzo, sono la mamma di Enrico, il tuo compagno di classe. Lo conosci bene Enrico, dato che l’hai scelto per scaricare tutto quello che di male può inventarsi un ragazzo di 11 anni. Sì, hai solo 11 anni ed hai dimostrato in un anno la crudeltà che solo dei personaggi loschi, pregiudicati, riescono ad esprimere. Complimenti, sei sulla buona strada. Il tuo futuro sarà radios...