(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Un incontro che sembrava affidato al caso si rivela il frutto di un desiderio speculare. In questo racconto, l’autrice esplora il sottile gioco tra preda e cacciatore, dove la bellezza sfrontata di una sconosciuta incrocia il cammino di uno scrittore, ribaltando i ruoli tradizionali del corteggiamento e trasformando un sogno ad occhi aperti in una magnetica realtà. (Laura Maria Di Forti.) Il volto del desiderio Fu verso la fine che Giulio la vide. Lo stesso rossetto rosso sulle labbra carnose, lo sguardo spavaldo, quasi irriverente, e l’immancabile pacchetto al braccio, segno che era un’irriducibile cliente dei negozi alla moda. Lui la guardò con un sorriso ebete in viso, la sensazione di essere stato pedinato o forse, pensò, il fato ha le sue strade traverse, uno strano modo per fare incontrare le persone, separarle per poi donare loro una nuova possibilità. Cloe: una bellezza prepotente Era lei la donna che aveva sognato nel suo letto, che avreb...
(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). La modernità, con il suo rumore e le sue forze ostili, tenta di oscurare, senza mai riuscirci del tutto, certi nostri legami. Ma, il viaggio dell'anima si muove lungo binari antichi, percorsi sotterranei e silenziosi che fungono da difesa. È in questa dimensione "sotto traccia" che si custodisce il senso autentico dell'esistenza: un reticolo che attraversa il tempo per ricordarci la nostra natura più profonda e, in qualche modo, divina. (Maria Cristina Capitoni). In ciò che accomuna il senso unico straordinario perché i percorsi veri viaggiano su binari antichi mai completamente dimenticati sotto traccia per difendersi da forze ostili che oscurano il reticolo di comunicazione tra esseri divini.