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Profumo di caffè, il rito della domenica e il segreto del cuore ☕

(Introduzione a Valeria Giovannini). Ci sono profumi che hanno il potere di fermare il tempo e riti che definiscono il senso di una vita. In questo racconto delicato e profondo, Valeria Giovannini ci conduce lungo i viali alberati di una domenica mattina, fino a una soglia magica dove l’odore del caffè annuncia l’incontro con la saggezza. È la storia di un nonno e di una nipote, di tazze di Meissen e di silenzi condivisi, ma soprattutto è una lezione su come affrontare le tempeste dell'anima e l'inevitabile distacco, imparando a sostituire la paura con la fiducia. (Valeria Giovannini). Il rito della domenica Uscivo molto presto, la domenica mattina. La casa di mio nonno distava alcuni chilometri che percorrevo a piedi lungo file di viali alberati. Radunavo i miei pensieri. E poi li liberavo in aria come palloncini colorati. Assaporavo ogni sensazione. Il calpestio dei passi lievi. I suoni delle campane si rincorrevano dagli angoli della piccola cittadina in cui abitavo.  Giunge...
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Marina e io: un’amicizia spezzata tra gatti, baci a stampo e addii senza ritorno 🐈💋🙋

(Introduzione a Daniela Barone). Un pianerottolo invaso dai gatti, l'odore di tabacco da fiuto e la scoperta dei primi, innocenti segreti. Marina non è stata solo la "prima amica", ma lo specchio di un’infanzia libera che si scontrava con il rigore di un mondo adulto fatto di pulizia ossessiva e addii senza ritorno. Un racconto che profuma di Genova anni '60 e della malinconia di chi, per crescere, ha dovuto imparare l'arte crudele del "tagliare i ponti". (Daniela Barone). L'incontro con Marina e la vita nel quartiere Oregina Marina fu la mia prima amica quando ci trasferimmo a pochi isolati dalla casa popolare in cui ero cresciuta. Bastava una camminata di dieci minuti per ritrovare le amate vicine e i negozietti dove facevo la spesa per la mamma con una sportina rossa a rete.  La nuova abitazione aveva una vera e propria camera da letto per mio nonno, prima costretto a dormire nell’ingresso. Nessuna stanzetta per me, invece: ancora una volta avrei ...

"Lo Straniero" secondo François Ozon: l’indifferenza e i misteri del cuore 🕵️❤️‍🩹

(Introduzione a Marina Zinzani). Vi sono storie che non cercano di rassicurarci, ma ci scuotono attraverso il gelo del disincanto. L’autrice ci accompagna nell'analisi de "Lo straniero", l'ultima opera di François Ozon tratta dal capolavoro di Camus. Tra le sfumature di un bianco e nero magistrale, emerge la figura di Mersault: un uomo che abita il mondo come un ospite estraneo, privo di passioni, lacrime o rimorsi. Un viaggio estetico e filosofico che ci interroga su cosa rimanga dell'uomo quando si spoglia di ogni emozione. (Marina Zinzani). Un protagonista oltre la comprensione Essere nella vita ma non farne parte, stare a guardare, osservare ma non sentire. Non evolversi, non cambiare, non partecipare, non amare. Avvicinarsi al nulla, ad un mondo in cui le emozioni sono cosa estranea. Forse sono queste le sensazioni che lascia “Lo straniero” del regista francese François Ozon, uscito da poco nelle sale.  Tratto dal romanzo di Albert Camus, il film non offre un...

Ungheria 2026: un'ondata di giovani ai seggi, la mobilitazione che ha risvegliato la democrazia 🗳️

(a.p.). Il trionfo dell’opposizione in Ungheria rappresenta un punto di svolta che supera i confini nazionali, diventando un emblema della resilienza delle democrazie contemporanee. Il risveglio della partecipazione: la generazione del cambiamento Le file interminabili fuori dai seggi e le piazze colme di giovani in festa non sono solo immagini di cronaca: raccontano un risveglio civico. Quando il diritto di voto viene percepito come minacciato, non è più un gesto di routine, ma un atto di resistenza. I giovani, protagonisti di questa mobilitazione, hanno detto no a un futuro preconfezionato da politiche illiberali. Con la loro partecipazione massiccia, hanno annullato gli effetti di leggi elettorali disegnate per favorire il potere dominante, dimostrando che l’entusiasmo popolare può superare qualsiasi ostacolo istituzionale. Il decennio illiberale e la riconquista dello Stato di Diritto Dal 2010 al 2026, l’Ungheria ha vissuto sotto il segno della "democrazia illiberale". La...

Il primato dell'umanità: la grazia oltre il rumore della politica 🫂 ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Il frastuono mediatico e la polarizzazione politica spesso trasformano una decisione istituzionale in uno scontro di piazza. È accaduto anche per la grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti, condannata a quasi 4 anni di carcere nei processi “Ruby-bis” e “Rimborsopoli”. Proprio qui, lo "spazio del silenzio" non è assenza di opinione, ma espressione di rispetto verso le zone d'ombra della condizione umana e verso le prerogative di chi detiene il compito di incarnare l'unità e l'umanità della Nazione. (a.p.). Il silenzio necessario: tra rispetto e complessità In un tempo di polarizzazione estrema, dove ogni notizia diventa terreno di scontro, esiste uno spazio che deve rimanere inviolabile: quello del rispetto. Davanti a vicende personali che toccano la vita di un minore, il silenzio non è assenza di opinione, ma il riconoscimento di una complessità che sfugge alle semplificazioni dei social e dei titoli urlati. C’è una sfera...

Bianca: il rigore del giorno, la vertigine della notte 💋

(Introduzione a Laura Maria di Forti). Alcune vite si sdoppiano tra il dovere e il desiderio, tra il ticchettio di una tastiera in ufficio e il ritmo di un tango sognato nel buio di un sabato sera. Bianca è una donna di oggi: rigorosa segretaria dal lunedì al venerdì, sognatrice visionaria nel fine settimana. In questo racconto, l’autrice ci conduce nel cuore di una "doppia vita" emotiva, dove l'ambizione professionale cede il passo alla ricerca ostinata della felicità e dell'amore. (Laura Maria Di Forti). Il volto del dovere: la segretaria ideale Bianca ha trentasei anni, non è sposata, ha una laurea in filosofia che ha riposto nel cassetto e lavora come segretaria del Direttore del Personale di una grande azienda milanese. Si sveglia alle sei e trenta, fa colazione con un caffè e due fette biscottate e di corsa si prepara per uscire. Indossa sempre dei completi pantaloni o dei sobri abiti eleganti e mai vistosi, si concede collane e bracciali rigorosamente d’oro o d...

Papà Nino: dallo chic del Bristol al volante dei bus 🚌

(Introduzione a Daniela Barone). Un paio di forbici che danzano tra i capelli nel lusso di un hotel milanese, poi le mani che stringono il volante dei grandi bus di Genova. La storia di Nino è il racconto di un'integrazione coraggiosa, di una famiglia che si ritrova al capolinea di un bus e di un orgoglio che non sbiadisce, nemmeno quando le tinte per capelli diventano bizzarre. Un viaggio tenero e ironico tra i ricordi di una figlia e l'eroismo quotidiano di un padre. (Daniela Barone). Il parrucchiere del Bristol e il diploma sulla parete Sono sempre stata orgogliosa del lavoro di mio padre. Prima che nascessi aveva lavorato come parrucchiere da donna nel prestigioso hotel Bristol della centralissima Via XX Settembre. Era solo un di-pendente ma molte clienti richiedevano espressamente il suo intervento. Aveva addirittura vinto il terzo premio in un concorso regionale: il diploma, una pergamena adornata da un lungo ricciolo castano, troneggiava sulla parete del salotto e inorgo...

Ogni uomo è un cimitero: il presente abitato dai nostri cari 🍁

(Introduzione a Marina Zinzani). Un legame invisibile annulla la distanza tra chi resta e chi se ne è andato. Non è solo memoria, ma una forma di coabitazione spirituale. In questa riflessione, l’autrice prende spunto dalle parole profonde della serie TV "Shtisel", centrata su una famiglia di ebrei ultra-ortodossi, per esplorare l’idea dell’uomo come "cimitero vivente": un luogo dove i nostri cari continuano a guardare il mondo attraverso i nostri occhi, trasformando l'assenza in una presenza lieve e costante. (Marina Zinzani). «Perché alla fine i morti non vanno da nessuna parte, sono stati sempre tutti qui. Ogni uomo è un cimitero, un cimitero presente in cui vivono tutti i nostri nonni, il padre, la madre, la moglie, il figlio.» Il dialogo mai interrotto Questa è una delle frasi più intense e commoventi della serie Shtisel, una citazione di Bashevis Singer ripresa in una scena magnifica in cui si riuniscono, idealmente e visivamente, i vivi e i morti. È un me...

Difesa della Corte dei Conti: la battaglia dopo il "NO" 🏛️

(Introduzione di a.p.) Il verdetto delle urne è stato chiaro, tuttavia la politica sembra non recepire pienamente il messaggio. Mentre il Governo cerca di attenuare il malcontento attraverso le dimissioni di figure di secondo piano, si delineano cambiamenti significativi che incidono profondamente sulla struttura democratica. Magistrati ordinari (ANM) e contabili hanno deciso di unire le forze: un impegno condiviso per sensibilizzare i cittadini sul fatto che la riforma della Corte dei Conti non è una semplice questione burocratica, ma riguarda direttamente il rapporto tra istituzioni e sovranità popolare. (a.p.). 🗳️ La lezione del voto ignorata La vittoria del NO è stato un richiamo alla responsabilità: la gente chiede un cambio di passo, non manovre di palazzo. Se il ministro e il Governo avessero imparato la lezione, oggi non saremmo qui a discutere di una riforma che depotenzia chi deve vigilare sui nostri soldi. Invece, si è scelto di tirare dritto, lasciando il cittadino singolo...

Donne maledette: il mito, il sacrificio, la metamorfosi 🧜‍♀️

(Introduzione a Vespina Fortuna e ad a.p.). Ci sono ferite che la terra non può rimarginare e scelte così estreme da apparire inspiegabili. Esiste un confine sottile dove l’orrore subito si trasforma in una tragica forma di libertà: è qui che nascono le "Donne Maledette". Segue Commento a.p. (Vespina Fortuna). La voce del Mare del Nord A nord del mondo le chiamavano “donne maledette”. Erano quelle che erano state abusate e avevano deciso di non far crescere dentro di loro il frutto del dolore e dell’orrore preferendo la morte. Erano quelle che si erano sacrificate per non giacere con i loro padri, i loro fratelli e i loro padroni. Erano le donne che si erano macchiate di sangue per difendere i propri figli e quelle che li avevano uccisi per sottrarli all’orrore del massacro. Una di loro si era gettata in mare da una torre che la teneva prigioniera e un’altra aveva ucciso il re despota per provare a cambiare il destino del proprio popolo. Erano tutte donne maledette. Fu mandat...