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Lasciami inquieto: il fruscio della vita e l'elogio dell'incertezza 🕊️

(Introduzione a Lorenzo Mullon). Una dichiarazione che rivendica il valore dell'attesa e dell'instabilità. L’autore ci immerge in quella dimensione sospesa che precede l'evento, dove l'aria si fa elettrica e l'anima, rifiutando la quiete, sceglie di vibrare nell'incertezza del "non ancora". (Lorenzo Mullon).  L'elettricità dell'attesa Lasciami inquieto voglio sobbalzare per un nonnulla sentirmi teso sovraeccitato voglio che l'aria sia piena di fruscii elettrica come in un temporale prima del temporale quando alla sera ti manca il respiro L’incanto sospeso Sei a letto e non riesci a dormire sembra di avere un veleno nel sangue e ancora non piove si vedono i lampi ma non arriva il rumore del tuono cosa farà? io voglio stare nel cosa farà
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Uno strano incontro: un appuntamento "bislacco" tra nostalgia e paradossi 🕯️

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando il passato bussa alla porta sotto forma di un'email istituzionale? In questo racconto, l'autrice ci conduce attraverso le tappe di un "ritorno di fiamma" mai nato, trasformando un incontro potenzialmente romantico in una commedia dell'assurdo. Tra pantofoline rosa, case-tabernacolo e clamorose fughe notturne, emerge il ritratto di un uomo intrappolato nel proprio egocentrismo e la sagace ironia di una donna che impara a ridere dell'improbabile. (Daniela Barone).  Le radici a Savona e il ricongiungimento bizzarro Mi stavo preparando per uscire con Savio. Avevamo deciso di vederci in una pizzeria del centro di Moncalieri dove abitavamo entrambi. A dire la verità ci conoscevamo, anche se solo di vista, fin da ragazzi. Vivevamo tutti e due a Savona, nostra città natale. Io già gli piacevo ma, essendo fidanzata con un suo compagno delle medie, non aveva mai osato corteggiarmi. Il modo in cui dopo tanti anni ci er...

Émilie e il suo diario: una storia di bullismo scolastico 📖

(Introduzione a Marina Zinzani). La storia è quella di Émilie, una studentessa di 17 anni di Lille (Francia), che si è tolta la vita a cavallo tra il 2015 e il 2016 dopo aver subito insulti, sputi e violenze quotidiane a scuola. I suoi genitori decisero di pubblicare i file del suo diario segreto (prima sui quotidiani La Voix du Nord e Libération) per rompere il muro del silenzio e sensibilizzare il mondo sulla piaga del bullismo. L’autrice ricorda qui il dramma di quella ragazza. (Marina Zinzani). Un grido di resistenza dal fronte quotidiano «A chi subisce la vita. A chi lotta. Resistete. Battetevi. Alla fine ce la caveremo». È l’inizio di un diario. Non un diario di un soldato al fronte. Non le pagine di un malato con una malattia da cui forse non ne uscirà vivo. Non le parole di chi ha perduto un affetto, ogni cosa materiale, tutto. Eppure siamo al fronte. Quello quotidiano, quello che non si pensa minimamente possa diventare un fronte, con parole e gesta e violenze e soprusi che so...

La stagione Giorgia Meloni, una profezia alla prova dei fatti 🔮

(Introduzione ad a.p.). Rileggere oggi questo articolo del 2022 non è un esercizio di memoria, ma uno strumento di verifica delle promesse, e di quanto accaduto dopo. Scritto a pochi giorni dal successo elettorale di Fratelli d'Italia e alle soglie dell'insediamento del nuovo Governo, il testo delineava le direttrici di una stagione che si annunciava come uno scontro frontale, rinunciando allo sforzo di affrontare insieme le urgenze. A distanza di tre anni, si è accentuata la distanza tra il “palazzo” e i bisogni reali della gente. E alla fine il punto di rottura: il Paese è stato spinto a decidere su riforme che miravano a sancire il potere prevaricante della politica sulla giustizia, così incrinando il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Era già tutto scritto? Le promesse di allora sono state attuate o siamo di fronte all'ennesimo demiurgo che ha preferito la narrazione alla soluzione dei problemi? Lasciamo al lettore il compito di confront...

Lettera a un bullo: il dolore di una madre e il coraggio di Enrico 📃

(Introduzione a Marina Zinzani). Alcune parole nascono dal dolore più profondo, quello di un genitore che vede il proprio figlio spegnersi sotto i colpi di una violenza silenziosa e gratuita. In questa l’autrice dà voce a una madre immaginaria che osserva le macerie della felicità familiare travolta dal bullismo. È un grido di dignità e una speranza di riscatto. Questo testo ha ricevuto un importante riconoscimento, il “Premio nazionale di arti letterarie - Prosa inedita”, Torino, 26 ottobre 2024, a testimonianza del suo valore civile ed emotivo. (Marina Zinzani). La maschera della crudeltà a undici anni Caro Vincenzo, sono la mamma di Enrico, il tuo compagno di classe. Lo conosci bene Enrico, dato che l’hai scelto per scaricare tutto quello che di male può inventarsi un ragazzo di 11 anni.  Sì, hai solo 11 anni ed hai dimostrato in un anno la crudeltà che solo dei personaggi loschi, pregiudicati, riescono ad esprimere. Complimenti, sei sulla buona strada. Il tuo futuro sarà radios...

Costruire bellezza, la ricetta per guardare il mondo con occhi nuovi 👀

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono parole che invitano a vivere con più consapevolezza e gratitudine. Questa poesia suona come un inno alla semplicità e alla bellezza. L’autrice ricorda che la vera bellezza non si trova solo negli oggetti materiali o nei paesaggi mozzafiato, ma risiede nella nostra capacità di guardare il mondo con occhi nuovi. (Marina Zinzani). Costruire bellezza anche quando fuori piove  e il sole è sparito immaginarlo il sole anche fra quattro mura costruire bellezza con quello che si ha attraverso parole un semplice gesto la preparazione di un piatto un dono inaspettato l’ascolto costruire bellezza e nutrirci di cose semplici quelle che contano.

Il capanno sulla spiaggia, orme che nascondono il mistero 🛖 👣

(Introduzione ad a.p.). Piccole orme lasciate sulla sabbia, come tracce per ritrovare momenti dell’infanzia e compiere un cammino a ritroso. Verso il mistero. Correre sulla battigia alle prime luci dell'alba è un rito di comunione con la natura e la memoria. In questo racconto, il paesaggio familiare di Fregene si trasforma nel teatro di una scoperta inaspettata, dove il silenzio della pineta e il torpore del mare fanno da cornice a un incontro che spezza la routine mattutina. (a.p). Il risveglio della pineta e il profumo di resina Quando potevo correre sulla spiaggia, ero felice. Ci andavo di prima mattina, mentre il sole era appena spuntato sul mare e il buio tardava a dileguarsi. La raggiungevo in bicicletta, dopo aver percorso stradine sconnesse, punteggiate da rami o pigne, nella pineta che separava la mia casa dal mare. Mi bastavano quelle poche centinaia di metri per sentire un forte odore di resina che, nel fresco delle prime ore del giorno, appariva più intenso e pungente....

Lo spettacolo del dolore: se la tragedia fa audience (ma ferisce) 📣 📺

(Introduzione a Daniela Barone). Il trauma collettivo di Vermicino scosse profondamente il paese, ma ha anche segnato un punto di svolta nella comunicazione pubblica. Oggi la “TV del dolore” domina il panorama mediatico, trasformando la sofferenza privata in un prodotto di consumo. L'autrice analizza questa evoluzione, mostrando come il dolore sia strumentalizzato in un carosello mediatico che sacrifica l'empatia sull'altare dell'audience e del voyeurismo. Si dimentica che il vero dolore, per sua natura, richiede silenzio.  (Daniela Barone). L'archetipo del dolore mediatico: Vermicino 1981 Era il 10 giugno 1981, una giornata soleggiata in cui io e mio marito organizzammo una gita al mare. All’epoca eravamo sposati da tre anni e non avevamo ancora bambini. Appena tornati a casa abbronzati e accaldati avevamo acceso la televisione per guardare il telegiornale. Con sgomento avevamo appreso che un bambino di sei anni era caduto in un pozzo a Vermicino, una località non ...

La Porta che fa spavento: come cambiano le nostre paure con gli anni 🌃

(Introduzione a Daniela Barone). Il pensiero della fine è un compagno silenzioso che muta forma con il passare degli anni: dallo smarrimento infantile davanti al buio, alla consapevolezza malinconica dell'età matura. Attraverso il filtro dei ricordi familiari, il confronto tra le visioni dell'arte fiamminga e l'abbraccio colorato della pittura viennese, l'autrice ci conduce in una meditazione sospesa tra la paura del distacco e la speranza di un approdo luminoso.  (Daniela Barone). Il sonno e la "piccola morte": ricordi d'infanzia Sdraiata a letto recito le preghiere della notte sperando di non addormentarmi prima della fine delle orazioni. Non ho avuto mai difficoltà a prendere sonno in vita mia, proprio come papà che in un baleno piombava fra le braccia di Morfeo. «Beato te, Nino. Nulla ti sfiora. Appoggi la testa sul cuscino e già dormi» si lamentava la mamma che soffriva d’insonnia. Lui replicava filosoficamente che rimanere sveglio non avrebbe certo r...

Era il mio modo di parlare: chi siamo e chi avremmo voluto essere 💬

(Introduzione a Maria Turtura). Ci sono silenzi che pesano più delle grida e mancanze che definiscono un’intera esistenza. Il rimpianto non si veste di grandi tragedie, ma di dettagli quotidiani: un colletto di pelliccia mai indossato, un fischio mai accennato. (Maria Turtura). L’invisibile peso delle parole non dette Se avessi avuto un cappotto con un colletto di pelliccia forse non mi avresti lasciato. Se un fischio arguto avesse accompagnato i miei discorsi ti saresti così confuso da ritenermi importante. Invece non sapevo fischiare e avendo mal di gola parlavo piano, per via di quel colletto di pelliccia che non possedevo.

In cerca della luce, se l’amore è un fiume in piena 💧

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). L’amore può diventare un sentimento viscerale e torbido. Se smette di essere un rifugio e diventa un fiume in piena da cui salvarsi, la vera forza non sta nell'evitare il dolore, ma nell'attraversarlo a occhi aperti. Solo guardando in faccia la propria "nube oscura" alla luce della realtà, la paura perde finalmente il suo potere. (Maria Cristina Capitoni).  È un amore che non placa finzione che pare vera  acqua torbida  di fiume in piena l’inganno  che non ti lascia andare  attraversare il dolore  ad occhi aperti  guardando attorno  la nube oscura  con la luce del giorno  non fa più paura.