(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio nell'Italia scolastica degli anni '60, epoca di transizione sospesa tra il rigore degli istituti religiosi e le sfide della scuola pubblica. Attraverso gli occhi dell’autrice, riviviamo l'emozione dei primi quaderni, il fascino proibito delle matite copiative e il passaggio dai rassicuranti "pensierini" alla complessità dell'aritmetica. È una storia di crescita fatta di coccarde colorate, piccole umiliazioni, scontri generazionali e quel momento indimenticabile in cui il sostegno di una madre diventa lo scudo contro i bulli del cortile. (Daniela Barone). L’Istituto del Sacro Cuore e il fascino dell’inchiostro Nonostante le regole ferree, e per me spesso assurde, che vigevano nell’austero Istituto del Sacro Cuore, andavo abbastanza volentieri a scuola. La nostra maestra, Madre Prudenzina Berardi, doveva domare addirittura una quarantina di allievi, sedici della prima classe e ventidue della seconda. Sedevamo tutti ai...
(Introduzione a Maria Turtura). Ci sono silenzi che pesano più delle grida e mancanze che definiscono un’intera esistenza. Il rimpianto non si veste di grandi tragedie, ma di dettagli quotidiani: un colletto di pelliccia mai indossato, un fischio mai accennato. (Maria Turtura). L’invisibile peso delle parole non dette Se avessi avuto un cappotto con un colletto di pelliccia forse non mi avresti lasciato. Se un fischio arguto avesse accompagnato i miei discorsi ti saresti così confuso da ritenermi importante. Invece non sapevo fischiare e avendo mal di gola parlavo piano, per via di quel colletto di pelliccia che non possedevo.