(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢 Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata. Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...
(Introduzione a Daniela Barone). L’immaginazione è una facoltà dell’anima che ci permette di sopravvivere ai deserti della realtà. In questo memoir, il "settimo senso" diventa il filo conduttore che lega i sogni di una bambina inquieta, le ferite di una donna prigioniera e la libertà ritrovata di una nonna che non ha mai smesso di guardare il mondo con l'occhio interiore. (Daniela Barone). L’infanzia: I primi sogni al fianco di mia madre Fin da piccola ho sempre avuto una fervida immaginazione. Ricordo certi pomeriggi d’estate e il momento detestato del sonnellino dopo pranzo con la mamma. Lei si addormentava subito, io restavo sveglia a fantasticare sul mio piccolo mondo. Forse qualche volta mi addormentavo ma sono certa che quasi sempre, per sfuggire alla noia, rimanevo a sognare ad occhi aperti godendo del contatto rassicurante con il suo corpo morbido. Con lei allungata al mio fianco mi riappropriavo della tenerezza negata nella veglia e mi sentivo in qualche modo app...