(Introduzione a Marina Zinzani). La filosofia giapponese del kintsugi ci ha affascinati con la sua promessa di bellezza nata dalle macerie, diventando quasi una moda culturale. Ma cosa accade quando l'oro non basta o quando la grazia della ricostruzione non arriva? Qui, una riflessione intima e controcorrente: l'arte di accettare i vasi che restano frantumati, trovando la pace nella comprensione dei nostri limiti e dei nostri fallimenti. (Marina Zinzani). La seduzione dell'oro: l'arte di rinascere dalle macerie La parola kintsugi si incontra facilmente oggi, è quasi di moda. L’arte di riparare un oggetto rotto con l’oro, fino a renderlo emblema dell’imperfezione ma anche della bellezza delle cose vissute, fa parte del pensiero giapponese. È un concetto affascinante e potente, che trasforma ciò che è frantumato in qualcosa che assume nuova vita e una nuova forma di bellezza. È la storia di persone che vivono con una frammentazione, ma che sono riuscite a dare un signifi...
(Introduzione a Lorenzo Mullon). Chi di noi non ha mai provato la sensazione di stringere il tempo tra le dita mentre, da bambino, costruiva un castello di sabbia sul bagnasciuga? In quel gesto così semplice non c'era solo un gioco, ma una forma assoluta di libertà e di eternità. Con una sensibilità rara e immagini limpide come l'acqua marina, l’autore ci prende per mano e ci riporta esattamente lì: su quella spiaggia sospesa nel tempo, dove siamo stati, anche solo per un pomeriggio, specchio dell'infinito. (Lorenzo Mullon). Noi tutti siamo stati l'infinito sulla spiaggia costruendo castelli per la pura felicità di un gioco che non avremmo voluto interrompere mai essendo più sottili della sabbia sconfinati come il mare schiuma delle onde tra le sue trasparenze riflessi nei riflessi