(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Un'esposizione totale dell'anima, dove il sentimento si fa vibrazione e ferita. In questo testo, l’amore non è rifugio, ma una tempesta che scardina ogni difesa, lasciando il cuore nudo e alla mercé di uno sguardo, anche se distratto. Una riflessione sulla fragilità del desiderio e sull'effimero respiro di un legame che appare e svanisce come vento. (Laura Maria Di Forti). La nudità del sentimento Mi sento nudo, esposto. L’amore che sento forte e vibrante come corda di violino, come un tamburo percosso dalla ferocia del colpo inferto con audacia devastante, ebbene questo amore mi rende fragile, dolorosamente alla mercé del tuo sorriso, di un tuo interessamento e di uno sguardo buttato anche per caso verso di me. L'incendio e la seduzione Sei un fuoco che mi arde dentro, sei la tempesta che sconquassa ogni mia resistenza distruggendo l’impalcatura della mia anima, e sei la magia, l’incanto, sei la seduzione che si è fatta persona e...
(Introduzione a Laura Maria Di Forti). Nell’autunno del 1944, mentre l'Europa è devastata dal secondo conflitto mondiale e dall'orrore delle leggi razziali, la letteratura si fa custode della memoria attraverso gli occhi puri dell'infanzia. Il racconto ci trascina nella dimensione intima di una stanza di monastero. Qui, una bambina ebrea di nome Miriam combatte l'oscurità del presente con la forza sconfinata dei suoi desideri e dei suoi ricordi scolastici, offrendoci una potente metafora sulla sacralità della vita e sulla resilienza dello spirito umano di fronte alla persecuzione. (Laura Maria Di Forti). I sogni geografici di una futura maestra Le era sempre piaciuto andare a scuola. Ricordava il sorriso della maestra, i visi delle compagne di classe e il momento magico dell’intervallo, quei dieci minuti in cui si poteva chiacchierare e persino giocare a Un due tre stella. E lei, Miriam, era piena di allegria e aveva deciso di fare l’insegnante da grande e di spiegare l...