Pagine Letterarie

Pagine Letterarie
(foto ap)

venerdì 15 dicembre 2017

Il fango

di Marina Zinzani
(Tratto da “I racconti dell’acqua”)
(Commento di Angelo Perrone)

(ap) Un violento nubifragio e accade l’irreparabile: il fiume esonda, invade le campagne, rovina i raccolti e rischia anche di portarsi via delle vite umane. Scene dolorose, viste più volte, e sempre uguali a se stesse, per quell’acqua sporca di melma che si forma all’improvviso, un macigno che raggruma non solo avversità naturali, ma negligenza, incuria, malapolitica. In fondo a tutto, c’è un allontanarsi tra le persone, un difetto di solidarietà e di civismo, un disinteresse in cui è facile per la natura incunearsi e agire indisturbata.
L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Elemento prezioso, simbolo di energia, di vitalità, del divenire stesso, attraversa la parola scritta come protagonista discreta e misteriosa di storie diverse. Ma che finiscono per dare rilievo proprio a lei, l’acqua, scoprendone le molteplici dimensioni di senso.

“Lo dicevo da tanto, appena piove più del solito si allaga tutto.” Questo pensava Alfredo, guardando i suoi terreni, la vigna metà sepolta dall’acqua. E quell’acqua, piena di fango, era arrivata anche in casa, era entrata violenta dentro le stanze, rovinando mobili, divani, qualsiasi cosa fosse collocata a terra, e anche la sua auto, nel garage, era stata metà ricoperta dall’acqua.
Un violento nubifragio, ma nessuno aveva avvertito del maltempo in arrivo. Acqua che non smetteva di cadere, come non si era mai vista. E il fiume, così vicino alla sua casa, era esondato, ricoprendo con la sua furia tutta la zona circostante, tutto il paese, tutte le terre, e i raccolti, i raccolti erano andati in fumo…
Non era di Dio, o del caso, la colpa di tutto. Alfredo lo sapeva bene, quel fiume faceva paura da anni, e da anni lui l’aveva ricordato agli assessori di turno, appena piove più del solito il fiume rischia di tracimare, non pulite il suo letto da anni, basterebbe pulirlo, è una bomba ad orologeria così. Quasi sapeva il futuro, quasi avvertiva che prima o poi una pioggia più incessante avrebbe provocato un’alluvione, e c’erano case vicino al fiume, c’erano nei campi il destino di tante famiglie, e ogni volta si guardava il livello del fiume con preoccupazione, ma inascoltati…
E ora, ora che durante la notte l’acqua era caduta senza sosta, anche con chicchi di grandine grossi come noci, e poi acqua, acqua e vento… era accaduto tutto in pochi minuti, un disastro, un disastro… Lui e la sua famiglia erano andati a ripararsi al piano di sopra, e avevano visto l’acqua arrivare fino a metà della scala… Il fiume era esondato, era finita per loro, addio raccolto, e i danni, i danni… Fango, fango, quel maledetto fiume, se l’avessero pulito…
Non aveva più trent’anni, Alfredo, e l’energia che ha un giovane. Si trovava più vicino ai sessanta, e non si ricominciava da capo a quell’età. E in tutti quegli anni i contadini se l’erano passata male, anche se non pioveva, anche se non c’erano state disgrazie fino ad allora. Semplicemente facevano fatica a mantenere le famiglie, perché ciò che portavano a casa dai raccolti era irrisorio rispetto al prezzo dei banchi di un supermercato. Ma a nessuno importava, ai piani alti.
Con la rabbia, con la sensazione che non era più il momento di stare zitti, Alfredo decise di andare dal sindaco. Bastò il suo nome, per fargli avere l’appuntamento senza troppe attese. Perché il sindaco era stato un suo compagno di scuola, un buon compagno con cui aveva passato interi pomeriggi a studiare, ed avevano avuto un tempo tante affinità.
Oreste: un nome che l’aveva accompagnato tanto nei discorsi di ragazzo. Poi si erano allontanati, ognuno con una propria vita, e Oreste era diventato quello che aveva fatto carriera, piano piano, prima assessore, poi nomine un po’ qua e un po’ là, e poi, poi era arrivato ad essere sindaco. Superando anche voci di corruzione, insinuazioni… si era sussurrato tanto… e altre cose si sussurravano…
“Ecco, finalmente si è avverato quello che temo da anni!” incominciò Alfredo, dopo i minimi formalismi.
Oreste gli stava di fronte, e Alfredo lo rivedeva dopo tanto tempo così diverso da come lo ricordava: ingrassato, con gli occhialini stretti, i segni del tempo ne avevano solcato il volto, un essere distante, quasi come non l’avesse mai conosciuto, difficile immaginare che avevano girato tante volte in motorino, che erano andati a ballare assieme, difficile immaginarlo nella sorta di leggera freddezza che si respirava in quella stanza.
Un tempo, un tempo, parlavano di tutto quello che non andava bene, si sentivano portatori di qualcosa che poteva cambiare il mondo, le loro idee sembravano valere più di ogni cosa. “Questo si deve fare, questo è importante, questo va fatto e bisogna crederci fino in fondo!” Accidenti quante discussioni, anche con altri del loro gruppo… ”Bisogna farla la marcia, andiamo anche a quella di Roma, facciamola sentire la nostra voce, dobbiamo cambiare questa società così marcia, dobbiamo dare una bella ripulita!”
Flash tristi. Parole a tono basso, parole pacate, così di circostanza.
“Vedrò di fare qualcosa, ho attivato già…”
“Avete dato soldi a tutti, a tutti! E bastava pulire il fiume, lo dico da anni, ho parlato con gli assessori che ogni volta che pioveva tremavamo, che il fiume prima o poi ci seppelliva tutti, quante volte l’ho detto e nessuno, nessuno ha fatto mai niente! Siamo più di trenta famiglie rovinate, rovinate!”
“Ti ho detto, Alfredo, che mi sono già attivato… Mi dispiace, il clima negli ultimi anni è diventato così… fuori controllo…”
“Bastava solo pulire il fiume… i soldi li avevate per pulirlo, sarebbe bastato poco… e invece… lo so io dove li avete sperperati…”
“Ho pochi minuti adesso, ho un impegno, ti ho ricevuto perché siamo amici da tanto ma ti prometto che farò tutto il possibile per aiutarvi… tutto il possibile…”
Il possibile quando è tardi. Questo pensava Alfredo, guardando il fango lungo le strade, il fango che aveva ricoperto la sua auto, sepolto la sua vigna, rovinato i suoi mobili, fango che aveva ricoperto ogni cosa, i loro sogni, lui e di sua moglie e dei suoi figli, ancora pochi anni e poi si sarebbe ritirato, e invece ecco, il disastro, ricominciare da capo, e chissà se la banca faceva ancora credito…
Il fango toccava a lui e a quelli come lui. L’acqua sporca di fango. Qualcuno che stava ai piani alti, che aveva dirottato denaro in tante direzioni, spesso non in quelle giuste, non era sporcato dal fango. Forse da qualche parte c’era, invisibile, dietro i sorrisi di circostanza e le parole vuote di sempre.

Business

Gli affari nel mondo della sanità: quando a rimetterci è la salute del cittadino

di Marina Zinzani

Martin Shkreli è un nome poco conosciuto in Italia. Si legge nei giornali in questi giorni che è stato arrestato.  Magnate di un’industria farmaceutica, nel 2015 comprò il brevetto di un farmaco, il Daraprim, utilizzato per la cura della toxoplasmosi, dell’Aids e di altre importanti malattie.
In una notte aveva aumentato il prezzo del farmaco da 13 a 750 dollari.
Ospedale di Monza: scandalo delle protesi scadenti, corruzione che riguarda medici che impiantavano protesi di bassa qualità in cambio di denaro, regali, viaggi.
Business: business e dimenticare. Dimenticare che dall’altra parte c’è un essere umano, ci sono esseri umani, ci sono persone con una storia di dolore, ci sono famiglie che vedono cambiata la loro vita, ci sono viaggi della speranza da un ospedale all’altro, da un medico all’altro, c’è il silenzio. Nessuno parla di queste persone.
Resta solo qualche notizia di cronaca, presto dimenticata. Il sistema è così, si pensa spesso: corrotto. E se non è corrotto prevale il senso del business in modo spropositato, immorale, in un settore dove non dovrebbe. Non è quello della moda, o del superfluo.
Business e perdita dell’etica, il che vuol dire avere perduto la parte migliore dell’essere umano.

Ci servono guardiani?

Guardando al passato, ci sono molti esempi di riforme nate nel segno di un'apparente “democrazia” ma che nascondono invece soltanto nuove forme di arbitrio, ben mascherato, a danno del popolo: la storia dovrebbe servirci ad evitare nuovi errori. Anche in campagna elettorale

di Paolo Brondi

Le storie non vivono mai solitarie: tutto si ripete, tutto ritorna, ma sempre con nuovi significati. L'utilità della storia e degli storici sta nel presentarci cose che possono rivelare il loro senso a distanza di migliaia di anni. Così, nel mondo antico scopriamo eventi e interpreti di una realtà che si sarebbe rinnovata più di duemila anni dopo.
Esemplare è la vicenda di Sparta ove, in pochi anni per opera di Licurgo, avvenne una trasformazione della storia politica il cui eco giunge fino a noi. La sovranità passò da una coppia di re, forma arcaica e oscura, ai cinque efori, forma nuovissima di potere assoluto, camuffato da magistratura.
La modernità temeraria dell'impresa era tanto maggiore in quanto si fingeva di lasciare intatte le forme esistenti. Non c'era bisogno di tagliar la testa ai re. Sarebbero rimasti in carica, ma svuotati di potere. Gli efori divennero supremi supervisori e "guardiani": divennero occhi vigilanti dall'alto. Quella trasformazione, che avrebbe continuato a compiersi per secoli, sino a oggi, si era realizzata a Sparta nel minimo di tempo con il minimo sforzo.
Si trattava solo di evitare che tutto questo fosse percepito dall'esterno. Tutti dovevano continuare a credere agli innocui aneddoti sulla disciplina, il coraggio, la frugalità spartana. Ma ad occhi attenti ciò che era avvenuto non poteva sfuggire. Lo svelò Platone che nei guardiani vide coloro in cui si concentra il potere assoluto. Erano loro quei grandi sofisti a cui aveva accennato Socrate nel Protagora, coloro che usavano la sofistica non già per inneggiare la loro gloria, ma per celarla.
Erano inoltre primo esempio di un potere totalmente empio. Aggiunsero, infatti, ai molti culti uno nuovo, cui erano profondamente devoti. Eressero un tempio alla paura, vicino alla mensa comune. Non la onoravano come un demone tenebroso da tenere a bada, ma perché ritenevano che lo stato si mantenesse soprattutto grazie alla paura.
La storia si ripete e non è difficile individuare quanti siano oggi pari agli antichi sofisti nel condurre campagne elettorali.

martedì 12 dicembre 2017

La prima volta, in un carcere

Le sbarre, la disperazione, lo studio. Quegli occhi pieni di felicità dopo un esame superato

di Cristina Podestà 
(Commento a Inferriate, PL, 8/12/17)

Nell’estate del 2015, ero commissario esterno di italiano per l'esame di stato anche nelle carceri di Massa. Mai entrata in precedenza in un carcere, e il primo giorno rimasi perplessa. Controlli, deposito di borse, pc, cellulare, il personale molto serio ed educato ma distante, gli alunni adulti (chi più chi meno), diffidenti, insomma un ambiente strano.

lunedì 11 dicembre 2017

E' tempo di fiabe, e di poesia


Il bisogno di fermarsi, oltre la fretta del vivere, il rumore del quotidiano, e la sensazione di precarietà che accompagna la nostra vita: occorre dare spazio alle voci di dentro. Ricordando le parole di Eugenio Montale

di Paolo Brondi

Quale il motivo della difficoltà a far posto alle favole e alla poesia nella nostra quotidianità? È la domanda che lo stesso Montale si faceva nel discorso pronunciato al momento della consegna del premio Nobel per la letteratura nel 1975: «Sotto lo sfondo cupo dell’attuale civiltà del benessere le arti tendono a confondersi, a smarrire la loro identità.

Da qui si vede il mare - Il mare (8, fine)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale

Romanzo
di Marina Zinzani

Nicola cerca di riparare alla morte, di più di vent’anni prima, di Lorenzo, suicida dopo le accuse di omosessualità.
Vuole fare pubblicare un suo libro di poesie. Lorenzo, il ragazzo marocchino dagli occhi blu, amico fraterno, è rimasto nel cuore di molti.
La ricerca della verità, di chi innestò i sospetti, di chi raccontò verità scabrose su Lorenzo e sul professor Riccardi, diventa per Nicola un percorso ardito e doloroso. Forse è stata Maria, la loro amica tanto amata, a tradire Lorenzo. O forse no. Neanche Nicola è esente dai rimorsi, per non avere difeso l’amico. Forse ha innescato proprio lui la miccia che l’ha portato al suicidio.
La difficile ricerca della verità si mescola ad un processo personale di consapevolezza: ciò che si è stati, quello che si è perduto, quello che poteva essere e non è accaduto.
Forse certe scoperte sono un regalo lasciato proprio da Lorenzo, uno che non ce l’ha fatta nella sua sfida di vita.

domenica 10 dicembre 2017

Invia il tuo scritto

Pagine Letterarie 
ti offre l’opportunità di pubblicare un tuo scritto.


Un racconto, una poesia, una nota su un evento personale o collettivo; un commento ad un libro, ad una frase. Oppure un ricordo di un viaggio, reale o immaginario, l’emozione provata alla scoperta di altri luoghi, o incontrando persone sconosciute.

Se ti piace l’idea, invia il tuo scritto.

Maggiori informazioni alla pagina:

Eri già distante

Ascoltarsi di più: per capire, e sapere cosa fare in futuro

di Giovanna Vannini

Basterebbe lasciarsi andare. Staccare un piede poi l'altro o insieme, portare il busto in avanti, serrare gli occhi, non volare ma tonfare, giù nell'abisso che mi sono scelto, negli inferi in cui come suicida mi metteranno. Arrivasse una raffica di vento più vigorosa deciderebbe per me togliendomi da questo imbarazzo, dalla responsabilità che ora rinnego. 

sabato 9 dicembre 2017

Le mani sul futuro

I ricordi a volte attenuano il gusto dell’avventura, che comunque rimane un rischio

(ap) Deposito di percezioni, di idee, di esperienze, la memoria è luogo del tempo vissuto e delle fantasticherie provate.
Si muove in un orizzonte sconfinato, nel tentativo di trattenere ciò che può sfuggirci in ogni momento: presenze, spinte creatrici, illusioni.

Tempo passato

Il trascorrere del tempo si accompagna alla percezione di una perdita inevitabile, talvolta anche a quella di aver sprecato delle occasioni di vita

di Marina Zinzani

Il tempo che non si è vissuto non ritorna. In fondo è poco il tempo realmente vissuto. Pensa questo l’uomo che guarda dal finestrino del treno, paesaggio che passa veloce davanti ai suoi occhi, giorni veloci, vita così veloce da svanire, chissà se si è visto tutto. No, non tutto, poco, poco o niente.

venerdì 8 dicembre 2017

Inferriate

Lo sguardo dalle sbarre: sprazzi di luce, vibrazioni dell’anima

di Paolo Brondi

Senza storia s’aggrappa alle sbarre
Pallido il viso e trasparenti gli occhi
Fissa le cose, le getta in fondo
Alla mente e le cancella

Il percorso dell'acqua

Le acque della vita possono essere limacciose e sporche: non è raro però che nascondano cose preziose

di Marina Zinzani

Navigare controcorrente
in certi momenti della vita
acqua ostile
sassi appuntiti lungo il percorso
tronchi d’albero
rami secchi
e rimane poco
la sera
di ciò che si è vissuto

Da qui si vede il mare - Maria (7)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale

Romanzo
di Marina Zinzani

Riassunto delle puntate precedenti
Si può rimediare agli errori commessi? Al non aver capito i tormenti segreti di un amico, quando si era molto giovani?
Nicola ha ritrovato delle poesie di Lorenzo, il ragazzo dagli occhi blu che più di vent’anni prima non ce l’aveva fatta, morto suicida.
Rintraccia gli amici di allora, li ritrova entusiasti all’idea di pubblicare queste poesie, esaudendo all’antico desiderio di Lorenzo: un suo libro esposto in una libreria.
Solo una ragazza non è entusiasta dell’iniziativa: Maria. C’entra qualcosa con la sua morte, con le accuse che avevano indotto Lorenzo al suicidio?
Il romanzo è pubblicato a puntate, in queste date: 20, 23, 26, 29 novembre; 2, 5, 8, 11 dicembre 2017. Ognuna con brevi note illustrative, anche per dar conto delle puntate precedenti.

giovedì 7 dicembre 2017

Come un nido

La vita può languire per anni, prima che uno sguardo torni a osservarla. Con amore

di Maria Cristina Capitoni

Ciò che vedesti allora
Non era nulla ancora
Solo il riflesso confuso
Di un lamento pervaso di grida di aiuto
Nascosto allo sguardo distratto

Voci perdute

Il vento freddo dell’inverno porta con sé voci che giungono da lontano

di Paolo Brondi

Un vento freddo pettina
i pini del lido
spingendo in danza fugace
nubi gioiose, sul dorso del mare
come folti pensieri
sull’eco di voci lontane
attese da anni
e appena perdute
in questo lungo grigiore di ore

mercoledì 6 dicembre 2017

Angeli del bello a Roma

Gesti di civismo per avere cura della propria città. E del paese

di Marina Zinzani
(Commento di Angelo Perrone)

(ap) Per le strade di Roma, un giorno come gli altri. Vicino a piazza del popolo, dall’altra parte del Tevere. La solita difficoltà di trovare parcheggio. Il rumore del traffico, la gente indaffarata. Poi all’improvviso un gruppo di ragazzi con una casacca addosso. Il viso rivolto verso muri, portoni, pali della luce. A volte piegati quasi in ginocchio. Le mani intente a togliere cartacce pubblicitarie, o scritte. Così, spontaneamente, e gratuitamente.

Il disservizio "fisiologico"

Si è portati a considerare normali anche le disfunzioni gravi: ma ciò che riguarda il funzionamento della giustizia è sempre allarmante

di Catia Bianchi
(Commento a La stenotipia nei tribunali: una storiaccia?, PL, 3/12/17)


Siamo veri professionisti: fonici, trascrittori, stenotipisti, coordinatori, che sanno fare il proprio lavoro in maniera eccellente. E non è possibile essere inquadrati con un contratto collettivo come “servizi di pulizie/multiservizi”. E non è accettabile sentir parlare di "assestamento fisiologico" in un servizio del genere.

martedì 5 dicembre 2017

Una storia della lingua italiana, "per immagini"

Un modo di raccontare la storia della lingua seguendo le illustrazioni visive (dalla pittura alla scultura, alla tv, ai social) che ne hanno caratterizzato la nascita ed evoluzione nel tempo, sino ai giorni nostri

di Angelo Perrone *

Lingua madre di chi è nato con essa e vi è cresciuto sino all’età adulta praticandola nella vita personale e nel lavoro. Oppure lingua della nuova patria, di chi l’ha acquisita con il tempo e con non piccolo sforzo, per necessità di lavoro o per amore: di un luogo, di una persona, di un’arte o professione. O infine lingua del ricordo e della memoria, di chi allontanandosene per diletto, o per costrizioni della vita, vi ha custodito, attraverso i dialetti locali, l’accento regionale, i modi di dire del paese d’origine, qualcosa della propria esistenza precedente, quasi il retaggio di un’altra vita appartenente ad un altrove, eppure così radicato in sé.

Da qui si vede il mare - Il risarcimento (6)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale

Romanzo
di Marina Zinzani

Riassunto delle puntate precedenti
Nicola vuole riparare al senso di colpa che si porta per la morte di Lorenzo, l’amico omosessuale morto suicida, e va a cercare l’amica di allora, quella con cui lui e Lorenzo hanno passato tanto tempo, fatto tanti viaggi: Maria.
Ma Maria è un’altra donna adesso, distaccata, non c’è più niente della ragazza spensierata e semplice di allora.
E Maria non sa rispondere a una domanda precisa che Nicola gli fa, su un appunto trovato fra gli scritti di Lorenzo: “Maria ci ha sorpreso”.
Il romanzo è pubblicato a puntate, in queste date: 20, 23, 26, 29 novembre; 2, 5, 8, 11 dicembre 2017. Ognuna con brevi note illustrative, anche per dar conto delle puntate precedenti.

lunedì 4 dicembre 2017

Il sole tornerà a tuffarsi nel mare

Fragilità dei rapporti: la difficile accettazione dell’addio, prima di nuove avventure

di Cristina Podestà 
(Commento a Dirsi addio, PL, 2/12/17)

L' amore è irrazionale e folle. Ma, con le parole di William Shakespeare, "Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l' altro si allontana".

Più vicina

E’ trascorso il tempo, tutto è mutato: può ricominciare il cammino

di Maria Cristina Capitoni


Indossata infine anch’io
Quella risata
Sarà mutato il tempo, passo e situazione
Volti umori e ricordi
Di persone che scivoleranno accanto

domenica 3 dicembre 2017

La stenotipia nei tribunali: una "storiaccia" ?

Continuano le lamentele nei tribunali italiani: sempre a rischio lo svolgimento dei processi. Al centro dell’attenzione la questione della stenotipia degli atti di udienza. E intanto a Roma..

(ap) Botta e risposta a radio24, nella trasmissione “Storiacce” curata da Raffaella Calandra (qui il link al servizio). L’intervista di Catia Bianchi, a nome degli stenotipisti esautorati dal servizio in tutti i tribunali italiani dopo l’appalto aggiudicato ad una società, la Ciclat, priva di esperienza e competenza, ha provocato la risposta di Antonio Mungo per conto del Ministero della Giustizia.

Sogni possibili

L’amore che diventa possibile, nella storia comune di ciascuno

di Marina Zinzani
(Guardando il film “Innamorarsi”, con Meryl Streep e Robert De Niro)

La magia del cinema inizia da piccoli, quando i cartoni animati diventano simpatici compagni di viaggio, amici del cuore.
Il cuore viene riscaldato ancora negli anni, da storie d’amore e forse lacrime sui titoli di coda, una rappresentazione dei sogni che muovono fili sottili, fili misteriosi e magici, che allietano ore, giorni, e si ricordano negli anni.

sabato 2 dicembre 2017

Dirsi addio

Una storia che pareva non finire mai, poi una lettera improvvisa, per dire le parole che non si sarebbero mai volute ascoltare

Racconto
di Paolo Brondi

Tornato in studio, sfogliai la posta. Si era rifatta viva Giulia inviandomi per fax un lungo messaggio. Roberto caro, mio caro Roberto. Quanta malinconia e nostalgia in questi miei ultimi giorni. La tua immagine, i tuoi moti, la tua simpatia di accenti, gli scatti di impazienza, la luce intensissima nel viso, negli occhi, nelle movenze tutte.

Da qui si vede il mare - Poesie (5)

La storia di Lorenzo e dei suoi amici di infanzia Nicola e Maria. Un rapporto che non lo protegge da atti di violenza per il segreto che custodisce e che lo porta verso la tragedia. A distanza di tempo, la ricerca della verità su quel suicidio è anche l’inizio di un percorso di crescita individuale

Romanzo
di Marina Zinzani

Riassunto delle puntate precedenti
I ricordi riaffiorano per Nicola, torna come una presenza misteriosa l’amico Lorenzo, il ragazzo dagli occhi blu, scrittore e poeta, con un delicato segreto.
Tornano gli scritti di Lorenzo, ritrovati dalla cugina dopo la morte di sua madre. Lui se n’è andato da vent’anni, dopo pesanti accuse sulla sua omosessualità, non ce l’ha fatta. Un balcone di sera, e un volo.
Nicola cerca di riannodare i fili di allora, e crede di avere trovato qualcosa di importante in un appunto di Lorenzo. La ricerca di verità si accompagna alla ricerca di trovare una propria pace: è questo il percorso che Nicola sente di compiere. E per trovare la verità deve ritrovare Maria, l’amica fraterna di entrambi.
Il romanzo è pubblicato a puntate, in queste date: 20, 23, 26, 29 novembre; 2, 5, 8, 11 dicembre 2017. Ognuna con brevi note illustrative, anche per dar conto delle puntate precedenti.