Pagine Letterarie

Pagine Letterarie
(foto ap)

lunedì 16 aprile 2018

Parole semplici

Luigi de Filippo e l’amore innato per il teatro

di Giovanna Vannini

Se ne è andato anche Luigi De Filippo. Con Peppino, suo padre, erano considerati "i minori" della dinastia. E' innegabile che la grandezza di Eduardo li abbia offuscati, come sono innegabili e documentati, basta leggere le tante biografie o riascoltare le varie interviste rilasciate, i contrasti che tra loro ci furono.
Luigi De Filippo camminava a mala pena e si avvaleva spesso dell'appoggio di una sedia, per continuare comunque con passione e dignità a lasciare il suo segno sul palco. 
Al teatro La Pergola di Firenze, alla fine della rappresentazione di Natale a casa Cupiello, mentre tutta la compagnia era schierata sul proscenio a ricevere gli applausi del pubblico, Luigi De Filippo prese la parola. Si scusò della necessità di doversi di nuovo sedere, e, come si fa tra amici, iniziò a raccontare di sé, del teatro, dell'amore incondizionato verso quest'arte nobile, che a nessuna altra si può paragonare. 
Parole semplici quelle di Luigi, parole nate dal profondo, che con profondità e leggerezza, vennero accolte dal pubblico, quasi meravigliato da quell'inaspettato momento di confidenza. Era domenica pomeriggio, ultimo giorno di repliche.
Quei dieci, forse quindici minuti, di condivise chiacchiere, mi commossero, mi abbracciarono. 

Nessun commento:

Posta un commento