Una passeggiata a Firenze, lo strano incontro con uno sconosciuto Davide Morelli Mi cambio. Mi metto dei jeans sgualciti. Mi infilo la prima maglia che trovo nell’armadio. Mi metto i calzini. Mi infilo le scarpe. Me le allaccio. Vado subito in bagno. Sono tutto spettinato. Apro il rubinetto. Mi bagno le mani. Mi passo un po’ d’acqua nei capelli. Mi pettino. Mi guardo allo specchio. Osservo attentamente le mie rughe e la mia calvizie. Il mio volto è un poco pallido. Non sono più un ragazzo: ho quarantacinque anni ormai. Mi lavo il viso. Mi guardo ancora allo specchio. Il mio volto ovale a volte mi sembra così ridicolo. Mi lavo un poco il collo e gli orecchi. Poi prendo l’asciugamano. Ho la bocca impastata. Sputo nel lavandino. Bevo dal rubinetto. Attraverso il corridoio. Entro in soggiorno. E’ tutto a posto. Osservo per qualche istante il lampadario e il soffitto. Quindi guardo le mattonelle del pavimento. Guardo la cucina. Il tavolo è ancora apparecchiato. Ma ora non h...
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