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Visualizzazione dei post con l'etichetta giustizia

19 luglio 1992, la strage di via d’Amelio vista dalla strada

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni – Commento a.p.). Ci sono date che non appartengono solo ai libri di storia, ma si attaccano alla pelle di chi le ha vissute in prima linea. Il 19 luglio è una di queste. Anche se la ricorrenza di quest'anno è appena trascorsa, le emozioni e le memorie che porta con sé non conoscono scadenza. Tra i tanti messaggi ricevuti in questi giorni, ce n’è uno che mi ha colpito. Me lo ha inviato una mia collaboratrice, all'epoca giovane poliziotta in servizio. Ha ripescato dalla memoria un "flash" indelebile di quella domenica del 1992 a Milano. Un racconto essenziale, senza fronzoli, che restituisce in modo impressionante il clima di quegli anni. (Maria Cristina Capitoni). La notizia corse in volante Questo pomeriggio del 19 luglio ero a Milano, in piazzale Dateo. Giubbotto e mitra, comandata di servizio 13/19 come “piantone” al magistrato del Tribunale dei minori, Livia Pomodoro. Improvvisamente arriva, quasi sgommando, la volante del m...

Caso Roggero, il miraggio della vendetta privata

(Introduzione ad a.p.). Il caso Roggero illustra un travisamento della legittima difesa, trasformata in vendetta privata.  Questo ha causato un “corto circuito” tra gli organi dello Stato, con pressioni del governo sul Quirinale per la grazia e critiche alla magistratura per una pena già minima. La politica, inseguendo atteggiamenti alla Vannacci, manipola il concetto di sicurezza, evidenziando la debolezza dello Stato nel garantire la certezza della pena e la legalità democratica. (a.p.). Vendetta travestita da legittima difesa Il caso Roggero, in cui il gioielliere di Grinzane Cavour ha inseguito e ucciso due rapinatori in fuga, ferendone un terzo nel 2021, è un esempio lampante di travisamento della legittima difesa.  Tre gradi di giudizio, basati su prove video schiaccianti, hanno escluso la legittima difesa, che richiede una minaccia imminente e inevitabile.  Le azioni di Roggero si sono svolte quando il pericolo era cessato, trasformando lo sparo alle spalle dei fug...

Se il grande manager contesta la giustizia, il caso della strage di Viareggio e il manifesto dei 400

(Introduzione ad a.p.) Una pagina di pubblicità politica, firmata da oltre 400 personalità, contesta la responsabilità penale personale dei vertici aziendali in caso di disastri, sostenendo il rischio di una “responsabilità oggettiva”. Il manifesto, pubblicato dopo la condanna di Mauro Moretti per il disastro di Viareggio, manifesta un’apparente neutralità ma ignora la serietà della vicenda giudiziaria. La competitività non si misura sulla capacità di blindare i manager dal sindacato giudiziario, ma sulla certezza del diritto e sulla trasparenza di una governance che sappia farsi carico delle proprie responsabilità di vertice, senza eccezioni. (a.p.) La responsabilità è il cardine su cui si regge l’equilibrio tra potere e giustizia. In una democrazia, dove il sindacato della magistratura è l'argine contro l’arbitrio, la posizione di vertice non è un semplice ruolo, ma una funzione di garanzia verso la collettività. Sebbene l’articolo 27 della Costituzione sancisca che la responsabi...

La Giustizia italiana è scritta nella Costituzione, ministro Nordio

(a.p.). La provocazione del ministro Carlo Nordio, che definisce il codice penale del 1930 "il libro più importante sulla giustizia" evocando la firma di Benito Mussolini, rappresenta un cortocircuito logico e storico. La dichiarazione, fatta a Roma durante l'evento editoriale "Più libri più liberi", nel mezzo di una polemica politica sull'antifascismo, è una battuta a effetto che svilisce il ruolo delle istituzioni in una Repubblica democratica. Il codice Rocco e il falso storico della continuità autoritaria È pur vero che il Codice Rocco è ancora in vigore grazie alla sua rigorosa impalcatura tecnica, scritta dai migliori giuristi dell'epoca. Ma l'idea che quel testo, nato per tutelare lo Stato autoritario a discapito del cittadino, sia il punto di riferimento della giustizia moderna è un falso storico. Il codice del 1930 è potuto sopravvivere solo perché è stato "costituzionalizzato": per decenni, il legislatore e la Corte Costituzionale...

La strage di Amendolara e il sistema del caporalato: contro le agromafie, una legalità del fare

(Introduzione ad a.p.). La strage di Amendolara del giugno 2026, in cui quattro giovani braccianti stranieri sono stati bruciati vivi per aver chiesto il proprio salario, svela la violenza mafiosa che governa il caporalato in Calabria.  La paura, l'isolamento linguistico e una "clandestinità funzionale" alimentano lo sfruttamento nell'economia agricola, controllata dalle ’ndrine. Due interventi concreti: una regolarizzazione trasparente della manodopera immigrata necessaria al sistema produttivo e l'applicazione rigorosa delle leggi di contrasto già esistenti attraverso controlli sistematici sul campo.  (a.p.) La brutalità del fatto e la reazione collettiva La mattina del primo giugno 2026, presso un'area di servizio sulla statale 106 ad Amendolara, in provincia di Cosenza, la barbarie ha squarciato il velo di ipocrisia che troppo spesso avvolge le campagne del nostro Mezzogiorno.  Quattro giovani braccianti agricoli – Amin, Ullah, Safi e Waseem, tre afghani e...

Pensioni? Facciamo un bello spot. Il solco tra disagio sociale e politica 📺

(Introduzione a Marina Zinzani – Commento a.p.). Malattie, invalidità e vecchiaia rendono la vita un percorso a ostacoli, fatto di privazioni quotidiane e continui accertamenti. Di fronte a questo scenario, il testo che segue dà voce a due realtà distanti: da un lato il vissuto intimo e sofferto di chi vive con una pensione minima, dall'altro il cinismo calcolatore della politica. Una distanza incolmabile oggetto di riflessione nel commento finale. (Marina Zinzani).  Le voci del disagio: storie di ordinaria rinuncia «Vivo con la pensione di mia madre, e una pensione di invalidità. Ho una malattia che non guarisce, può solo peggiorare. L’Inps mi chiama per le visite, per vedere se sono guarito. No, non sono guarito. Sono peggiorato. La mia piccola pensione non è aumentata. Devo pagarmi delle medicine, oltretutto, e quelle c’entrano con la malattia ma per lo Stato non c’entrano. È una cosa un po’ complicata. Così ho anche questa spesa. Mi hanno amputato una gamba, un incidente, anni ...

Sbarchi, paure e voti: l'emergenza migranti senza soluzione 🛟

(Introduzione ad a.p.). Il meccanismo paradossale che governa alcune scelte della politica contemporanea trova nella gestione dell’immigrazione la sua espressione più evidente e drammatica. Ci si trova di fronte a un’azione di governo che, concentrandosi sulla propaganda anziché sulla realtà, non solo non risolve i problemi, ma finisce per ampliarli e strutturarli, utilizzandone poi gli effetti deteriori per alimentare la paura e trarne profitto elettorale. Il miraggio del blocco degli ingressi L’intero dibattito promosso dalla destra si focalizza in modo quasi ossessivo sul tema degli sbarchi e degli ingressi. Si tratta di un posizionamento ideologico su cui, nei fatti, poco si fa e ancor meno si può fare. I confini terrestri sono per loro natura porosi e non sorvegliabili capillarmente, mentre quelli marittimi impongono vincoli umanitari e di diritto internazionale insuperabili. Dinanzi ai barconi in mare, lo Stato che dovrebbe teoricamente "difendere i confini" si trova gi...

Capaci 23 maggio 1992: il ricordo di quegli allievi agenti di Polizia 🧨 💥

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni - commento a.p.). Ci sono date che si imprimono a fuoco nella memoria collettiva di una nazione, spartiacque temporali capaci di dividere la vita di ognuno di noi in un "prima" e in un "dopo". Il 23 maggio 1992 è una di queste. Era un sabato pomeriggio quando il tritolo mafioso, allo svincolo di Capaci, sventrò l'autostrada e spezzò le vite del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Mentre l'Italia sprofondava nell'orrore, un'intera generazione di giovani che avevano scelto di servire lo Stato indossando la divisa della Polizia si trovò, d'un tratto, proiettata in prima linea in una guerra spietata. Ognuno di noi ha un ricordo incandescente di quel giorno, che è rimasto impresso nella mente e nel cuore per sempre, una lacerazione tuttora viva. Il racconto che segue, scritto dalla collaboratrice di Pagine Lette...

Il bavaglio di carta: come le querele temerarie soffocano le verità scomode 📃

(a.p.). In Italia, il diritto di cronaca non si scontra più solo con il segreto o il diniego, ma con un’arma più sottile: l'uso strumentale della giustizia. L’efficacia del sistema giudiziario è connessa alla sopravvivenza del giornalismo d’inchiesta, strumento di democrazia nel nostro Paese. Quando la "lentezza" dei tribunali e l’inazione del legislatore smettono di essere disfunzioni, diventano strategie di potere: la libertà di stampa finisce paralizzata. Il meccanismo di pressione si articola in tre fasi critiche: 1. L'abuso della querela: intimidire con i numeri Il punto di partenza è un dato allarmante fornito dall'Osservatorio Ossigeno per l'Informazione (creato dalla Federazione della stampa e dall’ordine dei giornalisti): il 70% delle querele per diffamazione viene archiviato dai magistrati perché giudicato privo di fondamento. Se sette denunce su dieci non hanno basi giuridiche, è evidente che non vengono intentate per ripristinare la verità. Lo scop...

Dai Rave alla maternità surrogata: perché la politica è a corto di idee 🦺 🛟

(a.p). L'attuale politica criminale italiana ha trasformato il diritto penale da "estrema ratio" a strumento di comunicazione. I dati descrivono un governo che risponde alle sfide sociali con una bulimia normativa senza precedenti, finendo però per scivolare in una crisi di autorevolezza e consenso. 🔹 L’illusione della sicurezza: i reati-manifesto Dal 2022 a oggi, abbiamo assistito a una penalizzazione record: circa 60 nuovi reati e oltre 60 aggravanti. La strategia è chiara: rispondere ai fatti di cronaca con "pacchetti" legislativi dal forte impatto emotivo, ma dalla scarsa efficacia pratica. • Decreto Rave (2022): Una bandiera ideologica contro i raduni illegali, applicata raramente. • Decreto Cutro (2023): Slogan sulla "universalità" del reato per i trafficanti, con zero impatto reale sugli sbarchi. • Decreto Caivano (2023): Risposta securitaria al disagio giovanile che colpisce i genitori ma ignora le cause sociali. • Eco-vandali (2024): ...

Dai fermi preventivi ai nuovi reati, quando le leggi illudono i cittadini ⛓️‍💥

(Introduzione ad a.p.). L’approvazione dell’ennesimo pacchetto sicurezza impone una riflessione sulla direzione che la giustizia sta imboccando nel nostro Paese. Non si tratta solo di nuove norme, ma di una visione che sembra privilegiare la repressione della marginalità a discapito della tutela dei diritti fondamentali e della funzione rieducativa della pena. (a.p.). Il nuovo testo approvato dal governo Meloni — il quinto in soli tre anni — delinea una politica criminale che rischia di accentuare profondamente le disuguaglianze sociali e minare i principi costituzionali. Le criticità del nuovo scenario normativo • Repressione selettiva e disuguaglianza: La strategia legislativa appare sbilanciata. Da un lato, si assiste a un inasprimento punitivo (nuovi reati e pene più severe) che colpisce principalmente la marginalità sociale e il degrado economico. Dall'altro, si registra un aumento delle garanzie di impunità per i "colletti bianchi" attraverso l'abolizione dell...

Il diritto a peso: quando la tangente diventa "modica" 💊

(Introduzione ad a.p.). L’Italia sperimenta la "farmacopea del diritto". Il ministro Carlo Nordio replica alle richieste di rigore dell’Unione europea in materia ammnistrativa e propone di sdoganare la corruzione di "lieve entità", equiparando la mazzetta alla modica quantità di stupefacenti. Un’analisi sul rischio di una democrazia svenduta al dettaglio, dove la legalità si misura col bilancino e il malaffare diventa un peccato veniale. (a.p.). Mentre l’Unione Europea sollecita l’Italia ad adottare misure più incisive contro la corruzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde in Parlamento con una tesi che ha il sapore del paradosso: «Non è una bestemmia parlare di modeste mazzette». Secondo il Guardasigilli, se l’ordinamento già contempla la "lieve entità" per il possesso di stupefacenti, lo stesso principio dovrebbe valere per il pretium sceleris della corruzione. La farmacopea del diritto: dosi omeopatiche di malaffare Siamo alla farmacope...

L'avvocato di Stato e il tramonto delle garanzie: la difesa diventa tradimento ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Esiste un limite oltre il quale la politica non dovrebbe mai spingersi: quel confine è il diritto alla difesa, sancito dalla nostra Costituzione. Eppure, nelle pieghe della legge di conversione del Decreto Sicurezza 2026, che deve essere approvata entro questo venerdì pena la decadenza, si sta consumando un attacco senza precedenti alla figura dell’avvocato. (a.p.). Il "premio" per il patrocinio infedele La norma inserita dalla maggioranza al Senato è abnorme: lo Stato offrirà un incentivo di 615 euro all'avvocato che convincerà il proprio assistito straniero a rinunciare alla richiesta di asilo per accettare il rimpatrio volontario assistito. In pratica, si istituzionalizza il patrocinio infedele. L’avvocato non è più il difensore dei desideri e dei diritti del suo assistito, ma diventa un ingranaggio della macchina governativa, pagato per remare contro gli interessi di chi dovrebbe tutelare. Mentre si introduce questo "bonus", contempor...

Decreto Sicurezza 2026: tra illusioni propagandistiche e rischi reali per la democrazia 🫆 🪪 🔒

(a.p.). Il Decreto Sicurezza (DL n. 23/2026) si presenta come soluzione al disagio sociale, una risposta decisa a un Paese che chiede ordine. Eppure, dietro la facciata della determinazione, emerge un provvedimento fortemente ideologico, più attento a soddisfare l’urgenza comunicativa che a risolvere i problemi reali. Le osservazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, tecniche e preoccupate, sono state ignorate dal Governo, che ha scelto di procedere senza mediazioni (l’approvazione deve avvenire entro il 25 aprile, pena la decadenza), sollevando dubbi sull’efficacia delle misure e sulla stessa legittimità costituzionale. Simboli al posto delle soluzioni: una sicurezza di facciata Il decreto non affronta le radici complesse dell’insicurezza, ma si concentra su temi circoscritti, trasformandoli in simboli di una battaglia politica più che in strumenti di reale cambiamento. L’attenzione del Governo sembra polarizzata su tre aspetti: • Violenza giovanile e minorile:  invece...

Il primato dell'umanità: la grazia oltre il rumore della politica 🫂 ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Il frastuono mediatico e la polarizzazione politica spesso trasformano una decisione istituzionale in uno scontro di piazza. È accaduto anche per la grazia concessa dal presidente Mattarella a Nicole Minetti, condannata a quasi 4 anni di carcere nei processi “Ruby-bis” e “Rimborsopoli”. Proprio qui, lo "spazio del silenzio" non è assenza di opinione, ma espressione di rispetto verso le zone d'ombra della condizione umana e verso le prerogative di chi detiene il compito di incarnare l'unità e l'umanità della Nazione. (a.p.). Il silenzio necessario: tra rispetto e complessità In un tempo di polarizzazione estrema, dove ogni notizia diventa terreno di scontro, esiste uno spazio che deve rimanere inviolabile: quello del rispetto. Davanti a vicende personali che toccano la vita di un minore, il silenzio non è assenza di opinione, ma il riconoscimento di una complessità che sfugge alle semplificazioni dei social e dei titoli urlati. C’è una sfera...

Difesa della Corte dei Conti: la battaglia dopo il "NO" 🏛️

(Introduzione di a.p.) Il verdetto delle urne è stato chiaro, tuttavia la politica sembra non recepire pienamente il messaggio. Mentre il Governo cerca di attenuare il malcontento attraverso le dimissioni di figure di secondo piano, si delineano cambiamenti significativi che incidono profondamente sulla struttura democratica. Magistrati ordinari (ANM) e contabili hanno deciso di unire le forze: un impegno condiviso per sensibilizzare i cittadini sul fatto che la riforma della Corte dei Conti non è una semplice questione burocratica, ma riguarda direttamente il rapporto tra istituzioni e sovranità popolare. (a.p.). 🗳️ La lezione del voto ignorata La vittoria del NO è stato un richiamo alla responsabilità: la gente chiede un cambio di passo, non manovre di palazzo. Se il ministro e il Governo avessero imparato la lezione, oggi non saremmo qui a discutere di una riforma che depotenzia chi deve vigilare sui nostri soldi. Invece, si è scelto di tirare dritto, lasciando il cittadino singolo...

La rappresentanza: se la legge elettorale diventa il cavallo di troia del Premierato 🐴

(a.p.) Nella gerarchia delle urgenze nazionali, il Paese sembra procedere a due velocità: da un lato la paralisi materiale, dall’altro l’iperattivismo sulle regole del potere. Mentre la crisi energetica morde il tessuto produttivo e le infrastrutture civili mostrano segni di un declino anacronistico — si pensi al paradosso della giustizia milanese, eccellenza europea costretta a regredire alla carta per il blocco del sistema digitale — l’agenda politica è monopolizzata dalla riscrittura della legge elettorale. Ma questa non è una mera riforma tecnica: è una sfida al cuore del patto costituzionale. Il valore del voto come fondamento, non come intralcio Un nodo cruciale merita di essere rielaborato oltre le contrapposizioni tra sistemi. Il punto focale non è la difesa d'ufficio del proporzionalismo come dogma, quanto la rivendicazione di un principio di civiltà: il rispetto e la valorizzazione dell'opinione popolare come precondizione di ogni legittimità. In una democrazia matura...

Dal caso Almasri al salva-Bartolozzi: quando la politica è refrattaria alla legge 👩‍⚖️

(a.p). Il quadro che emerge dalle recenti cronache giudiziarie e politiche delinea una frattura profonda tra l’attuale gestione del potere in Italia e i principi fondamentali dello Stato di diritto, sia sul piano interno che su quello internazionale. Il caso Almasri: dalla cattura alla "liberazione" di Stato Il deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati membri della Corte Penale Internazionale (CPI) affonda le radici in un episodio che rappresenta una ferita aperta nei rapporti tra Roma e la giustizia internazionale. Njeem (noto come Almasri), ricercato dalla CPI per gravi crimini, era stato individuato e arrestato in territorio italiano. Tuttavia, invece di dare esecuzione al mandato di cattura internazionale e procedere alla sua consegna all’Aia, le autorità italiane hanno intrapreso una strada opposta. L’Italia è accusata non solo di aver ignorato la richiesta di cooperazione della Corte, ma di aver attivamente ostacolato l’esercizio delle sue funzioni. Nonostante l...

Oltre il conflitto: la "veste nuova" dell’impegno civile 👕 🎓

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni – Commento di a.p.). Pubblichiamo questa riflessione di una collaboratrice. Un testo che nasce in un momento di sintonia, nei giorni di intenso impegno profuso per la difesa dei valori costituzionali. È una dedica, ma anche un manifesto per chiunque cerchi la Giustizia oltre la sterile contrapposizione delle parti. (Maria Cristina Capitoni). Il peso dell'anima Capitolerai rovinosamente sotto il peso di un’anima, la tua, alimentata inconsapevolmente ed involontariamente a suon di Giustizia ed imparzialità. Ti osserverai dall’alto della sua piena coscienza ormai completamente migrata e quel che vedrai non sarà uno, ma innumerevoli piccoli ego tremanti e impauriti intenti a chiedersi dove sei finito, perché li hai abbandonati. È lì che deciderai se tornare a mischiarti con loro, o prendere il volo, e tornare a casa. La scelta del distacco Seguire il gioco da sopra con pazienza fino alla vittoria non delle parti ma di chi non gioca questa la vest...