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Al cinema, "La dea fortuna"

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La stanchezza della routine, gli eventi che sconvolgono gli equilibri. L’umanità dolente che ritrova nell’amore la forza di reagire di Marina Zinzani (Commento al film La dea fortuna di Ferzan Ozpetek) I rapporti stanchi e la capacità di innamorarsi ancora della stessa persona.  Un sentimento espresso così poco a volte, talmente così poco che arriva a perdersi.  La capacità di andare oltre ciò che sarebbe giusto fare, in nome di qualcosa di più alto.

L’altra riva

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Il ritratto delle famiglie rivela a volte silenzi, paure, incomprensioni: mari in tempesta, quasi mine vaganti di Marina Zinzani (Guardando il film Mine vaganti, 2010,   di Ferzan Özpetek) I silenzi in casa, parole che si fermano nella gola, paura di andare oltre ai discorsi consueti di tutti i giorni. Il mondo dell’altro che appare così lontano. In mezzo, un mare difficile da percorrere a piedi, non si può attraversare il mare a piedi, ci vuole una barca che scivoli fra le acque, che si faccia portare dal vento, che possa compiere un viaggio ardito.