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Sporca come una pozzanghera: l’incontro che trasformò una giornata storta 👩

(Introduzione a Marina Zinzani - Commento a.p.). L’acqua è un tema poliedrico. In questo specifico episodio, tratto dai “Racconti dell’acqua”, l'elemento acquatico si manifesta nella sua forma più umile e sgradevole: l'acqua sporca di una pozzanghera. Uno schizzo imprevisto, causato dal passaggio maldestro di un'auto, colpisce una giovane donna, Linda, bagnandole gli indumenti. Questo banale incidente domestico diventa però il catalizzatore di una riflessione interiore e l'inaspettato pretesto per una svolta nella sua vita. (Marina Zinzani).  Il peso dei giorni no C’erano dei giorni no. Giorni in cui il corpo faceva fatica a muoversi, come quelle auto che fanno fatica a mettersi in moto la mattina, colpa dell’usura degli anni o di una cattiva manutenzione.  Il corpo che risponde poco, malattia subdola e depressione dietro la porta: difficile restare in equilibrio e trovare il sorriso quando di anni, dentro, se ne sentono cento. Linda guardò dalla finestra appena sveglia...

Foglia sull'acqua

L'inquietudine, come una foglia caduta di Marina Zinzani Una foglia scivola sull’acqua scorre nel fiume, lentamente.

Goccia

L’arsura della terra e dell’anima, il bisogno di nutrimento di Bianca Mannu Scaturita dal tunnel del pensiero s’affaccia una parola sul labbro del tempo assorto a comporne il suono di goccia che s’allunghi dal tetto –

Ritorno a sé

L’acqua, flusso di energia e di ricomposizione della vita di Lorenzo Mullon Con la pioggia scendono le profondità del cielo termina la siccità riappare il torrente che sposta massi e montagne con l'agilità dell'onda per un istante ogni cosa ritorna una con se stessa e con il tutto fluendo nel mare dell'esistenza

Sorgente

Elemento limpido quanto torbido: la fragilità dell’acqua di Marina Zinzani Sorgente da cui nasce tutto acqua fra le pietre zampilli deboli dalla terra acqua calpestata da piedi violenti acqua e fango acqua che continua a scorrere fragile, delicata, essenziale nelle cose buone.

Il nostro tempo

Sfuma la percezione della realtà. E il suo incantesimo di Marina Zinzani Candide mani candide vesta erano così le poesie di un tempo si è perduto tutto i selfie con i morti si fanno ora molti like, questo conta l’800 è lontano le parole gentili sono rare e il cammino sembra fra le tenebre

Un po' di calore

di Marina Zinzani (Tratto da “I racconti dell’acqua”) (Commento di Angelo Perrone) (ap) Il lavoro che diventa precario, incerto, quasi affidato al caso. La minaccia dei licenziamenti perché c’è la crisi, e non tutti mantengono il posto. L’occupazione è soggetta a mille disavventure che possono cambiare il senso della vita, le sue possibilità concrete: le spese, gli studi dei figli, tutto l’avvenire della famiglia. Si vive la fragilità di certi momenti e si avverte un freddo dentro, molto più pesante di quello che accompagna la stagione invernale.

Quel che resta

di Marina Zinzani (Tratto da “I racconti dell’acqua”) (Commento di Angelo Perrone) (ap) Perché finisce una storia? Recriminazioni, nostalgie, pensieri. Un percorso lungo che richiede tempo, fatica. Non sempre riesce, e allora il cuore rimane dilaniato, senza una via di uscita. Non basta nemmeno l’impegno quotidiano, per capire e trovare la forza di reagire. Sono misteriose le risorse che possono aiutare a risollevarsi, fatichiamo a individuarle. A volte sono molto vicine, sono in noi stessi, tutto è così semplice: come l’acqua che dà nutrimento alla fragile piantina. E la fa rifiorire, se appassita. Basta solo saper riconoscere l’aiuto che possiamo riceverne, e lasciare che ci cambi la vita.

Due grandi mani

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) Un rubinetto che perde: le gocce di acqua fanno rumore in una notte silenziosa e angosciosa per i litigi avvenuti. Il loro suono richiama alla mente una perdita ben più importante: quanto si è smarrito inesorabilmente nel rapporto di coppia, usurato dal tempo e dagli egoismi. Più difficile rispetto a quel rubinetto, ma non impossibile, riparare i danni, ci vorranno tempo e piccoli gesti, di entrambi.

La bottiglia d'acqua

L’acqua, evocata in modi spesso diversi, è il tema ricorrente di questi "Racconti", e forma il filo principale di una trama sottile di significati e di esperienze di vita di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è elemento comunque prezioso, non potremmo mai farne a meno. Toglie la sete soffocante, è più importante per la sopravvivenza del cibo stesso, provoca un piacere gradito e sottile quando ci rinfresca dopo la fatica, ma ci allarma e spaventa se ha le forme impetuose e travolgenti dell’uragano e delle tempeste. Ci solleva permettendoci di nuotare ma può anche travolgerci facendoci sprofondare nell’abisso, in un gioco di ruoli che si alternano e scambiano in brevi istanti.

La poesia dell'acqua

La vicinanza all’acqua: ispirazione, conforto o minaccia di Marina Zinzani (Con un intervento di Angelo Perrone) Vivere vicino all’acqua acqua che scorre pensare vicino all’acqua acqua che scorre sentire vicino all’acqua acqua che scorre. Immagine riflessa fragile la verità che arriva.

Essenze. Le tracce sfuggenti della vita

di Marina Zinzani Essenze profumate, ricerca dell’Oriente. Essenze offerte in un negozio, che arrivano alla mente sotto forma di note per l’olfatto. Cambiare. Essenza di ricordi. No, i momenti quando si vivono appaiono confusi e veloci. Il ricordo li seleziona, li incasella, sa scindere ciò che era bello, ciò che appare dopo anni con struggenza. Si disegna quasi la felicità, come una donna apparsa qualche volta, misteriosa e velata, e poi scomparsa.