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Visualizzazione dei post con l'etichetta garfagnana

Garfagnana e Alpi Apuane: l'incanto di un rifugio tra cielo e terra ⛰️

(Introduzione ad a.p.). In alcuni luoghi, la geografia cede il passo alla memoria, e la montagna non è più solo una meta, ma un ritorno a un ritmo perduto. Lassù, dove le vette delle Alpi Apuane graffiano il cielo della Garfagnana, l’aria si fa più sottile e i pensieri perdono il peso del quotidiano. È la terra dell’attesa, dove la pazienza delle radici sfida l’altitudine e dove ogni sapore racconta la tenacia di chi sa ascoltare il respiro dei boschi. In questo angolo di mondo a Careggine, tra il profumo delle erbe selvatiche e il fruscio di un tempo che non vuole fuggire, la vita sembra ritrovarsi, umile e luminosa, come un filo d’erba al mattino. (a.p.)  ▪️ Dove il tempo si fa erba: l’incanto dell’alto silenzio Il rifugio agrituristico “Alpi Apuane”, a due passi dal paese di Careggine in Garfagnana, da poco è gestito dai tre soci (Andrea Elmi, Gianluca Guidi e Marco Raffaelli) della “Maestà della Formica”, l’azienda passata alle cronache per avere il vigneto più alto dell...

🐾 "Verrà a vivere da noi": lo scacco matto del destino che ha cambiato la vita

(Introduzione ad a.p.). Può un ingresso non voluto trasformarsi in una delle più grandi lezioni di vita? In questo racconto, l’autore ci conduce lungo il sentiero tortuoso di un’amicizia nata per "scacco matto" del destino. Quello che inizia come lo scontro tra il rigore di un uomo di legge — abituato a decodificare il mondo attraverso i principi di responsabilità e convivenza sociale — e l'anarchica vitalità di un piccolo meticcio, si risolve in un ribaltamento di prospettiva. È la storia di una resa necessaria: quella della ragione davanti alla sfrontata purezza della natura. Seguire i passi di Miki, dal primo rifiuto fino all'ultima corsa senza collarino tra i boschi dell'anima, significa riscoprire che il "giusto" non risiede solo nei codici, ma nel battito libero di un cuore che non ha mai avuto paura di rincorrere il vento. (a.p.) ▪️ Piccolo Miki, il cagnolino, l’uomo e la lunga amicizia Un ingresso inaspettato Il lungo rapporto tra l’uomo e un pic...

Pietra viva

Garfagnana (foto ap) Battiti, oltre la roccia di Lorenzo Mullon Prima di addormentarmi tenevo le mani sul petto pensando alla montagna alle rocce e sotto le dita ho sentito il cuore battere fortemente come una pietra viva

Parvenze

Garfagnana (foto ap) Il movimento, dietro l’apparenza dell’immobilità, che ispira malinconia di Davide Morelli La quiete è questa parvenza di immobilità, in cui le cose e i colori sembrano confidarsi alla malinconia.

Ascoltarsi durante una passeggiata

Lago di Vagli (foto ap) Colori, suoni, immagini che risvegliano i pensieri di Cristina Podestà Una corsa nel parco con l’aria fresca e frizzante. Sentire lo sciabordio delle acque del ruscello e, poco più in là, una musica, il cullare del mare. Profumi di terra, di erbe e di fiori mi inebriano completamente. Risveglio  i miei passi, scopro la freschezza della rugiada mattutina affondando i piedi.

Ciò che serve al risveglio del cuore

Garfagnana (foto ap) Poche cose rasserenano come la primavera: ma abbiamo bisogno anche di un altro risveglio che avvolga il cuore di Davide Morelli Ammiro gli scorci della Toscana dal finestrino dell'automobile. Con la primavera esco dalla tana. Ora si dilegua ogni nube ignobile. La strada serpeggia tra le colline.

In cerca di rugiada?

Careggine, Lucca (foto ap) La chiocciolina nel suo lento, ma sicuro cammino. Una condizione anche umana: la fragilità che si mescola alla forza. Con il mistero del suo destino finale (a.p.) La giornata, limpidissima. I raggi filtravano tra le foglie senza alcuna esitazione. Ma non fu per quello che la vidi subito. Nitidamente. Un momento ed avevo la macchina fotografica in mano. Uno, due, tre scatti. Non era né timida, né esitante, nonostante si fosse accorta di me, la chiocciolina dal guscio giallo con le striature nere, sul ramo d’albero. Anzi. Spedita, coraggiosa, sembrava sapesse dove andare.

Siamo noi, quella chiocciolina

Careggine, Lucca (foto ap) La fragilità, ma anche la bellezza: esserne consapevoli può aiutarci nel viaggio di Bianca Mannu (Commento a una foto di Fotografare, un’arte che si confronta con la vita , PL, 6/5/19) Diciamo spesso: la bellezza ci salverà. Una frase che, a furia di essere pronunciata, suona come uno scongiuro banale e anche un po' sciocco, se non fosse che allude scopertamente all'imminenza di una possibilità negativa. Le condizioni di vita sulla terra sono in seria difficoltà a causa della hybris dell'uomo collettivo moderno verso l'ambiente naturale e verso l'animalità che è insita nell'umano stesso.

Senza fiato

Careggine, Lucca (foto ap) Sospesi, nella dimensione incerta del tempo di Maria Cristina Capitoni Scese il buio in petto dimensioni mobili improvvisamente rassegnate all’esistenza e fiato corto vidi altro senza comprendere E sognando a oltranza ne uscii senza guardarmi indietro.

Il lontano profumo di selva

Garfagnana, Lucca (foto ap) Il passato si ripresenta e può essere una tentazione: troppo tardi di Cristina Podestà (Commento a Il tempo se ne va , PL, 3/5/19) Giorgia è davvero in difficoltà; Alessandro la stava tentando, riapparendo adesso dopo tanto tempo. Le parla apparentemente da innamorato che ha sofferto per la distanza che li ha tenuti lontani, la sente unita a lui da profumo di selva e sabbia, ricorda i baci e le carezze che si scambiavano ma le lascia intendere che presto avrà bisogno di lei.  Ricompare per necessità ed egoismo? Dove era stato fino a quel momento? 

Buon giorno

In cima alla montagna, tra ceppi trasformati in cenere e cocci di terracotta, un incontro di Giovanna Vannini Erano ore che camminavo. Il sentiero si era mostrato impervio fin dall'inizio della mia avventura ma giunto in cima alla collina vidi le sagome di alcuni tetti. Un piccolo abitato rurale; il camino che fuma all'orizzonte, il sole nascente del primo mattino, che aveva iniziato a risplendere sulle cime marcate e spoglie del massiccio Pratomagno casentinese. Cosi, decisi di scendere.

Foglie

Monte Sumbra in Garfagnana (foto ap) Oscillare e smarrirsi: la sensazione della fugacità di Marina Zinzani Si oscilla come le foglie si ondeggia come una barca in mezzo al mare si è in attesa, davanti a una porta sapere che non si è soli rende tutto migliore.

Geranei, alla finestra

Camporgiano (foto ap) Lo smarrimento e l’imbarazzo di fronte a una situazione difficile, poi la ricerca di qualcosa che dia sollievo di Marina Zinzani Non essere preparati. Arrivare pur sapendo che più o meno le cose non vanno bene, che gli anni sono quelli, che i segni della demenza senile ci sono, che forse le cose possono evolvere al peggio.

Salire in quota

Fermarsi qualche volta, per ritrovare la strada di Maria Cristina Capitoni Scovar nel marasma familiare Tracce confuse del genuino sentiero Ecco ciò che costringe davvero A sostare in quei pressi Prender nota Poi di nuovo in quota Per quel volo che terminerà All’inizio del nuovo giorno.

La voce delle foglie

Alberi di betulle,  di G. Klimt Un gesto semplice, quello di raccogliere ciò che è caduto a terra dagli alberi: può aprire orizzonti sconosciuti di Marina Zinzani Raccogli le foglie da terra, sono secche, sciupate, le prendi in mano e ascolti la loro voce, possono raccontarti la loro storia, le intemperie, le notti col vento che ululava forte e minacciava di staccarle dall’albero stanco e infreddolito.

Castagne in festa

Piccoli borghi, per le castagne

Una merenda? Con il contadino

Degustando in Garfagnana

Esposti al vento, sulla collina

Il paese di Sassi in Garfagnana (L’immagine che accompagna Pagine Letterarie riprende dall’alto l’abitato di Sassi in Garfagnana: è un piccolo sentiero quello che collega le case del paese alla sua Rocca, un antico possedimento lucchese e poi estense, a circa 700 metri di altezza. Il luogo suscita emozioni, ricordi, fantasie) (ap) Amo questi passi in salita, sino alla Rocca di Sassi che, dopo secoli, è ancora circondata dai resti di un recinto murario intorno alla chiesa di San Frediano e alla torre. Lassù, uno spazio ristretto raccoglie ora un piccolo cimitero, famiglie intere, spesso con lo stesso cognome. Esco di casa, percorro una strada tortuosa di montagna nel comune di Molazzana in Garfagnana, e lascio l’auto all’ingresso del paese; conta 166 abitanti, equamente distribuiti tra maschi e femmine: 5 di loro sono stranieri che tempo addietro hanno avuto l’idea di fermarsi qui.