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Visualizzazione dei post con l'etichetta inverno

Dopo di noi

I nostri piccoli passi oggi, quelli degli altri dopo, in un susseguirsi di momenti destinati all’oblio di Davide Morelli Dopo di noi ci saranno altri
 esattamente come noi,
 che cercheranno un senso compiuto
 alle cose e si accontenteranno
 di vivere l’ordinaria amministrazione
 degli eventi e degli orizzonti.


Un po' di nebbia

Dal caldo dell’estate al freddo dell’inverno. La nebbia segna il cambiamento dei ritmi di vita di Marina Zinzani Batte le ali il gabbiano la nebbia è già scesa sul molo si ricorda l’estate animazione vivace il sole il mare la spiaggia cocomeri nebbia invece

S'addensa l'inverno

Sul mare, gli echi dell’inverno di Paolo Brondi In questo imbrunire i sogni infranti dormono e l’inverno s’addensa fischiando fra dune e cespugli marini stride stanco il gabbiano lungo fronde spumate di onde agitate

Mia lunga sera

Il tempo vuoto, il gelo dell’esistenza, lo strazio del cuore di Bianca Mannu La lunga sera sera sera, cucendo col dedalo dei fili un tempo vuoto, trapassa nel pieno d’uno spazio. La lunga sera sera sera, fuggita dai gelidi cortili – ceduto il moto – s’accuccia nel cuore dello strazio

Folate di freddo

Il sole che fa capolino tra le nubi d'inverno di Paolo Brondi Svaniscono sogni sognati e s’annuncia l’inverno con nebbia e neve tutta d’intorno Fra secchi e tristi cespugli passeri lenti sfuggono

Ombre antiche

Il vento che anima i nostri paesaggi di Paolo Brondi Mugghia il vento Pettinando l’aria su colline invernali sotto nubi in fuga che richiamano il denso dei ricordi tra passato e presente e antiche ombre incuranti di gocce

La festa della giovinezza

Mille cadute nella vita, la capacità di risollevarsi di Paolo Brondi  (Commento a Il sole asciuga il volto , PL, 19/3/18) Non sono rari gli eventi in cui si dimostra che gli occhi non vedono al di là di quello che sanno. E si cade, si soccombe.   Ma è sempre possibile una verità, l’aver fede.

In ascolto

Cuori che attendono il calore di un amore Poesia di Paolo Brondi La luna nonostante il gelo invernale Sa ancora, nel suo colore antico, scrivere con la polvere della sua luce su cuori in ascolto di voci lontane sempre più lontane

A tuo agio

La strada che abbiamo percorso un tempo, e nella quale ci siamo incontrati Poesia di Maria Cristina Capitoni Sento di nuovo quel rumore E guido in un percorso dimenticato dalla mente Ma non dal cuore

Momenti da nutrire

Attimi sfuggenti della vita, appunto quel senso di precarietà. In cui tutto si compie Poesia di Maria Cristina Capitoni Curi il senso di precarietà Fissando il punto Quasi che il soggetto Scelto Non fosse altro che te stesso

Voci perdute

Il vento freddo dell’inverno porta con sé voci che giungono da lontano di Paolo Brondi Un vento freddo pettina i pini del lido spingendo in danza fugace nubi gioiose, sul dorso del mare come folti pensieri sull’eco di voci lontane attese da anni e appena perdute in questo lungo grigiore di ore

Pioggia che brilla chiara

di Paolo Brondi Piove, felice è il verde dei teneri prati, con passeri in grido e sussurro di recenti memorie Mi guardi, i tuoi occhi sono laghi di gioia, hai occhi come luci d’amore pioggia che brilla chiara sul grigiore del giorno, percorso da lampi inebrianti dalle tue labbra di lampone catene che mi stringono dentro in un sogno, in nostalgiche frange d’estate

Di lei non immaginavo

di Giovanna Vannini Inverno, schiuma bianca, mare arretrato, sabbia: levigata dalla onde sulla battigia, smossa dove io siedo. Ho camicia lunga, un gilet di lana e i pantaloni arrotolati alle caviglie. Scalzi i piedi. Siedo con le gambe piegate, i palmi delle mani appoggiati sulla sabbia umida.