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Lo spettacolo delle lucciole

Nonostante il Covid-19, torna la “ lusiroeula ” al Parco delle Cave, a Milano, per osservare le lucciole di notte di Marina Zinzani Lucciole di notte la natura e le sue magie il richiamo ai misteri lo stupore piccola meraviglia.

Come lucciole, i primi amori

Con la poesia del tramonto, i primi amori di Paolo Brondi I giovani di allora, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ballavano all’aperto, alle spalle della collina dove c’era una pista da ballo, al canto e alle musiche di Carnevale di Venezia, Ciribiribin, Gelosia, Tango delle rose, Sul bel Danubio blu, Onde del Danubio, La Cumparsita, Violino tzigano, La Vedova allegra.

La luce ai piedi del faro

Una lettera che riporta al tempo passato e suscita nostalgia, mentre la vita è così cambiata di Paolo Brondi Gianna continuava a leggere e rileggere la lettera che le era stata recapitata. Era Roberto che scriveva: " Il tempo se ne va e l'immagine tua è sempre qui, nel mio segreto mondo di rappresentazioni e di sentimenti e nel pensiero di dove sei, di cosa stai facendo, pensando, amando.

Un sottile mormorio

Canti di giovani attraversavano la campagna Poesia di Paolo Brondi Fu gioia in un tempo remoto Scartocciare sull’aia il grano vestito Fino al tepore del crepuscolo e udire in luna crescente canti lascivi di giovani agresti

Indugiare

Il tempo e lo spazio: la distanza dal bruciore della vita di Paolo Brondi Tante cose fan dolore Tante altre s’appressano Ma da remoti lidi Sono solo un miraggio Il tempo s’allunga

Un po’ di stupore

Percorrere sentieri nascosti, tra ricordi e pensieri: in fondo, forse, la luce di Giananatonio Tassinari Camminare lungo sentieri oscuri irti e contorti dell’anima. Guardare, scrutare, cercare cosa non so, ma so che c’è. Vagare qua e là nella coscienza, provare ad afferrare un ricordo, un ricordo che sfugge, pallida idea che sfuma.

Timide lucciole

Il ricordo della vita agreste di un tempo di Paolo Brondi Fu gioia in tempo remoto scartocciare sull’aia il grano vestito fino al tepore del sole calante e udire in luna crescente canti lascivi di giovani agresti

Alla ricerca delle lucciole

di Paolo Brondi Non lontano era il podere dello zio, fratello di mio padre, e da lui ero frequentemente ospitato, durante l’estate, a coronamento della promozione da una classe all’altra. Nell’aria quiete e serena della campagna era tutta una festa di voli, di luci, di strilli. Costretto per lunghi mesi a star chiuso in un’aula, non resistevo più alla voglia di correre folleggiando libero per i campi, di fare scorpacciate di frutti e poi quando mi sentivo stanco, di distendermi lungo gli argini di un fiumicello dove l’erba discendeva verde, disseminata di fiori, fino al pelo dell’acqua.