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Visualizzazione dei post con l'etichetta parola

La danza del pianoforte: quando il pensiero si fa melodia 🖋️ 🎹

(Introduzione a Giovanna Vannini). Un soliloquio interiore che corre tra i doveri del giorno e il desiderio di restare bambini. L’autrice ci conduce in quel momento sospeso in cui le dita del pianista sulla tastiera e quelle della scrittrice sul computer battono lo stesso tempo, trasformando il rumore del mondo in un respiro profondo. (Giovanna Vannini). Il passo del giorno Vado, parte anche oggi il giorno. Avrò pensiero da mettere in fila e programmi da portare avanti. Metto animo nel passo, porto lucidità dove manca. Ho ancora voglia di essere bambina senza i ma e i se che l'età mi porta. Sono quella che fin qui ho raccolto. Sarei quello che domani vorrei che fosse. Tra musica e lentezza Vado. Il tempo stringe e le cose incalzano. Ma la lentezza del non vivere è in agguato e allora qui rimetto insieme parole mentre ascolto la musica che va. Saranno parole per pochi. Saranno quello che io in fondo sono, con questo piano che snocciola note, con questa melodia che fuori ne esce, cos...

Magistratura o "plotone d'esecuzione"? La deriva di un dibattito e la dignità perduta delle parole 🧱🧨

(Introduzione ad a.p.). Le parole che abitano il dibattito pubblico non sono mai neutre: esse definiscono il perimetro della nostra democrazia. Tuttavia, quando il linguaggio delle istituzioni abbandona il rigore per abbracciare la violenza verbale, il rischio non è solo politico, ma culturale. Siamo di fronte a un’escalation che scivola dalla legittima critica verso una forma di alienazione istituzionale preoccupante. (a.p.)  Al centro di questa deriva ci sono due espressioni che non possono essere ignorate per la loro gravità distruttiva: la descrizione della “magistratura come un plotone di esecuzione” e l’appello esplicito ai cittadini: “votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”. Il ribaltamento del senso istituzionale Ciò che rende queste affermazioni un caso di studio inquietante è il profilo di chi le ha pronunciate. Colpisce, infatti, che a invocare la necessità di "togliersi di mezzo" un potere dello Stato sia chi ha vissuto quel mondo dall'interno, avend...

Di colpo, senza parole

Le 10 parole più frequenti (da Booktobook, Rizzoli) Un’ipotesi: la vita senza parole? Non ci basterebbero segni o gesti, privi di spiegazione. Impossibile esprimere pensieri e comunicare con altri. Ricordiamolo, quando ci capita di maltrattarle, le parole di Davide Morelli Un bel giorno scomparvero le parole. Si sentirono bistrattate, male utilizzate, talvolta strumentalizzate, talvolta incomprese, quasi sempre sottovalutate in un mondo ormai dove gli uomini davano importanza solo alle immagini e ai numeri. Gli uomini rimasero così senza linguaggio. Provavano a parlare, ma la loro voce non riusciva più ad articolare parole. Solo suoni incomprensibili.

In bilico

Il difficile equilibrio con l’altro di Maria Cristina Capitoni Tutta colpa tua non poté essere È evidente Che troppo peso Da una parte sola sbilancia E fa cadere Un disastro quello sì però Lo combinasti

Le parole della sera

La sera, l’intimità smarrita di Marina Zinzani Sono effimere le parole che si presentano la sera nelle case. Sono effimere, frammentarie. Cresce così la solitudine durante il giorno.

Lungo la corrente

Foto Flikr L’importanza delle parole, quelle che fanno bene, e quelle che nella cattiveria fanno tanto male di Marina Zinzani Quello che non fanno gli atti lo fanno spesso le parole. Ti ricordi cosa si diceva su quella donna, la vicina di casa? E quel giovane, era timido solamente, nient’altro, ma poi quel nome, quel nome insinuato è diventato per tanti il suo nome. Ecco, le parole feriscono. Cambiano le persone. Creano squilibri, inquietano animi, sono male che si propaga e contamina.

Quando parlare

Sempre difficile il colloquio con gli altri: sul crinale della riservatezza, o dei segreti di Marina Zinzani Fidarsi parlare cercare qualcuno che dica sì, è vero ti capisco rassicurazione del momento non si vive da soli

Fiumi di parole

La verbosità nei dibattiti nasconde il rifiuto di ascoltare le ragioni degli altri: non solo cattiva educazione, si tratta di accettare il confronto tra diversi di Paolo Brondi Chi può mettere in dubbio che alla società civile convenga  formare l’opinione pubblica con pensieri ben regolati al fine di produrre decisioni vincolanti, o esprimerli in contesti aperti per porgere, con misura ed educazione, pareri avveduti, o manifestare un vigile controllo sulle decisioni assunte?

Giostra dei giorni

Parole, possono essere pesanti come pietre di Marina Zinzani Ci sono tanti modi per dire ci sono sguardi che sono frecce avvelenate ci sono sorrisi finti ci sono foulard di seta che strozzano all’improvviso.

Alla ricerca di una nenia, il bisogno di un canto

Maria Cristina Capitoni -  Timide conseguenze  di un atteggiamento forgiato a stento Tenuto stretto dentro un pugno  disteso fiero in controvento T'ho pensato intensamente  senza impegno

Angeli, lassù

Le parole che feriscono, quelle che possono dare sollievo di Marina Zinzani Eco di parole dure, momento di sgomento e sconforto. Ma le parole si librano in volo ora, vedi, in volo, in volo, e tu viaggi in alto con quelle parole, sanno volare le parole, sai, vanno vicino alle stelle e ti riportano i loro sussurri, nella notte.