(a.p.) ▪️ 19 luglio 1992: Il sacrificio di un uomo e della sua scorta Il 19 luglio segna una ferita profonda nella memoria collettiva italiana. Trentatré anni fa, in via D'Amelio, la violenza mafiosa spezzò le vite del giudice Paolo Borsellino e dei suoi “custodi”: Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Agostino Catalano. Un eccidio che non fu solo un attacco allo Stato, ma un colpo al cuore della giustizia, della legalità, della speranza stessa. Oggi, nel ricordo commosso di quel sacrificio, ci ritroviamo a riflettere sul significato di quelle vite donate. Borsellino e la sua scorta incarnarono un ideale di servizio pubblico puro, disinteressato, animato da una profonda etica e da un coraggio indomito. La loro dedizione alla ricerca della verità e all'affermazione del diritto risuona ancora oggi come un monito, un faro in tempi complessi. Oltre il rito: il dovere della verità e l'impegno civile La ferita di via D'Amelio resta aperta, ali...
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