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Per le strade di Budapest


Appunti di viaggio
di Vespina Fortuna


Non ha l'eleganza di Parigi o il fascino misterioso di Istanbul, sembra quasi volersi far corteggiare e si svela maliziosa in un angolo cui nemmeno avevi fatto caso. E' colta senza ostentazione, severa ma non burbera, delicata ma mai melensa.

Ti offre piscine di acqua termale, ti fa entrare al Parlamento come se si trattasse del salotto buono della nonna, da rispettare e da godere al tempo stesso. Ti apre le porte del palazzo dell'Opera e ti guarda attenta e sorniona da un ponte o da un campanile multicolore.

E' una città fiera e orgogliosa che si fa ammirare e amare, che profuma di spezie orientali, di limone e di gelsomino. La mescolanza di culture ne fa una capitale multietnica dove il cibo è vario e spazia dal dolce della pasticceria austriaca al piccante dei salumi rossi di paprika tipicamente turchi.

E questa mescolanza è la sua forza, l'aver saputo apprendere il meglio di ogni Paese che l'ha sottomessa e allora resti estasiato dalla capacità di annodare tappeti giganteschi a quella della precisione degli orari dei mezzi pubblici, dalla pulizia accurata dei viali alla bellezza delle statue a grandezza naturale che trovi camminando per la strada o sedute su una semplice panchina.
foto vf

Tutto è bellezza. Persino la quantità di scarpe di bronzo scolpite sulla banchina a ricordare le migliaia di ebrei uccisi dai nazisti è naturale e semplice, senza esaltazione o odio, è una commemorazione o meglio, un dato di fatto. Ci si distacca da Budapest con grande rammarico e la consapevolezza che ci si ritornerà a breve.

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