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La trappola del confronto e l'arte di fare pace con sé stessi

(Introduzione a Marina Zinzani). Viviamo in un mondo costantemente sintonizzato sui successi altrui, dove il paragone rischia di diventare un veleno invisibile. Riconoscere questa trappola è il primo passo per riappropriarsi della propria libertà interiore. (Marina Zinzani). Il paragone che nasce da bambini Una parte della vita si vive basandosi sui confronti: non è una cosa necessariamente voluta, è qualcosa di cui uno magari non si accorge, ma che influisce sottilmente nella nostra considerazione, nella nostra sicurezza, nel nostro umore. I paragoni nascono da bambini, sono inevitabili, e a volte anche i genitori li sottolineano, per rimproverarci. “Guarda quel bambino come è buono, non fa capricci, a differenza di te.” Ecco, è una frase innocente che fa parte del cesto invisibile di cui ci caricheremmo le spalle lungo gli anni.  Vincenti e perdenti di fronte alla vita Si sviluppa questo peso misterioso, e il confronto prende varie diramazioni: da giovani non ci si sente a propri...

La malattia e i social: il coraggio di Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi, Il Messaggero di Marina Zinzani La precarietà, la malattia, il dirlo: quando questi tre eventi si incontrano, si pongono questioni molto difficili. Il raccontare di sé, del momento complicato che si sta vivendo, della tegola che è caduta in testa, significa molte cose: prima di tutto una trasformazione. Si diventa malati, agli occhi del mondo. Si acquisisce una nuova identità.

Vicolo cieco

La denigrazione a buon mercato di Marina Zinzani Ci si nasconde dietro un nickname, un nome di fantasia, a volte dietro un sorriso, o una forma di potere. Sono molteplici i mezzi per denigrare, era così anche ai tempi di scuola, lo è anche ora. Perdere in partenza quella forma minima di gentilezza, di coraggio, di accettazione dell’altro: si scivola in un vicolo buio, con incontri imprevedibili.