Passa ai contenuti principali

Voto: alleanze per il bene comune


(Angelo Perrone) Le critiche alla rappresentatività delle istituzioni colgono solo parzialmente nel segno. Gli strumenti alla fine contano e funzionano per come vengono usati.
È principalmente nostra la responsabilità se le elezioni non servono a scegliere un personale politico adeguato e preparato. Difficile lamentarsi se alla fine il potere pubblico è falsato, quasi inesistente, e la sua costruzione diventa una truffa ai danni dei cittadini.
Cosa impedisce di contrastare il pessimismo? Verrebbe da chiederselo. L’idea che gli accordi debbano essere necessariamente strumentali, di scarso spessore, buoni solo per superare il momento, per quanto anche esatta, per quanto diffusa e radicata, è perdente, e pure rinunciataria. Esprime la rinuncia allo sforzo morale e intellettuale per costruire una realtà politica efficace.
Le alleanze dovrebbero rifuggire dalle alchimie, comunque. Anche ora si è in tempo per evitare questo pericolo. A condizione che si creda nella forza delle integrazioni e delle assimilazioni, di persone, gruppi, movimenti, sull’essenziale. È questo il modo di unire senza penalizzare le differenze, anzi dando loro il giusto valore. Invece le iniziative sono troppo spesso elitarie, aristocratiche, sprezzanti nei confronti delle diversità presenti nella società.
A ben vedere quello solidale e includente è l’orientamento intrinsecamente democratico-progressista, ben diverso dall’atteggiamento che caratterizza la destra, anche in Italia. Qui la destra in pericolosa ascesa è intrinsecamente massimalista e “verticale”, cioè sogna una società verticistica nelle modalità di governo e nella postura mentale davanti ai problemi.
Lo si intuisce dalle singole proposte. Non a caso il tema che appassiona di più quel versante è l’individuazione preventiva della leadership, cioè di chi dovrà comandare e dare le carte.
Un atteggiamento fortemente competitivo caratterizza i partiti di destra (lo si vede oggi con la Meloni, ieri con Salvini e Berlusconi), per la costruzione innanzi tutto di un potere personale, inevitabilmente a scapito degli alleati. Una posizione che, volendo fare una questione di genere, appare fortemente maschilista e per nulla femminile, annullando così il potenziale innovativo di una leadership-donna.
Ecco che alla fine l’approccio riguardo al rapporto tra forze politiche per il raggiungimento di un fine comune rivela la sua implicazione anche programmatica, cioè manifesta la diversità della visione politica, tra area democratica e conservatrice, riguardo al vivere civile e allo stesso pluralismo delle idee.

Commenti

Post popolari in questo blog

"Move to Heaven", il potere delle cose che restano

(Introduzione a Daniela Barone). Lasciare andare le persone amate è uno dei passi più complessi dell'esistenza, un percorso in cui gli oggetti materiali cessano di essere semplici cose per trasformarsi in custodi di memorie, segreti ed emozioni taciute.  Qui, l'esperienza dolorosa dello sgombero della casa genitoriale diventa la chiave di lettura per esplorare Move to Heaven, celebre serie televisiva coreana targata Netflix. Il racconto ci invita a superare il tabù occidentale della morte, mostrandoci come il ricordo e la cura verso chi non c'è più possano diventare uno straordinario strumento di rinascita per chi resta. (Daniela Barone). Il doloroso addio Una persona amata ci lascia, le sue cose rimangono. Arriva per tutti il momento doloroso di svuotare la casa dei propri cari; c’è chi preferisce svolgere autonomamente l’incombenza e chi preferisce condividerla con qualcuno.  Io dovetti farlo da sola per entrambi i miei genitori, morti a distanza di sette mesi l’una dall’...

La rotta del mare: viaggio interiore oltre il passato

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni. Una potente allegoria sulla consapevolezza e sul libero arbitrio interiore. Come muoversi tra il rischio di rimanere imprigionati nella nostalgia e l'atto coraggioso di correggere lo sguardo? Un componimento che invita al silenzio e all'attesa attiva, ricordandoci che per tornare a navigare verso il futuro occorre smettere di guardare indietro. (Maria Cristina Capitoni) Abbagli e richiami improvvisi disturbano il flusso leggero un filo sottile conduce al sentiero  correggi lo sguardo  che guarda all’indietro  immagini e voci passate son solo riflessi e il fiato non basta per tutti  conviene aspettare  finché non riaffiora la rotta del mare.

Il mio mondo in una tazzina di caffè: ricordi di una donna

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono gesti quotidiani che scandiscono la nostra esistenza. Il profumo di una moka che sale, il rumore del macinino di legno, la schiuma calda di un espresso al bar: per la protagonista di questo racconto, il caffè non è soltanto una bevanda, ma una mappa emotiva. Attraverso il suo aroma, l'autrice ci riaccompagna nei ricordi della prima infanzia, tra le ombre delle relazioni passate e le prime scintille di una sofferta emancipazione, fino alla conquistata serenità della maturità.  (Daniela Barone). Il profumo dei primi anni e il rituale della moka Il primo caffè che assaggiai fu quello di Carlotta, la mia anziana vicina di casa. Io avevo solo quattro anni ma accettavo con piacere di mettere i grani lucenti e profumati nel macinino di legno che faceva un rumore simpatico.  Data la mia tenera età mi era concesso di berne solo un cucchiaino ma devo ammettere che non ne ero entusiasta. Imparai ad apprezzarlo da ragazzina, al ritorno dal liceo; a...

Un eroe silenzioso: recensione di “Piccole cose come queste”

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa spinge un uomo comune a trasformarsi in un eroe? Non servono gesti eclatanti: a volte la grandezza risiede nell'incapacità di voltarsi dall'altra parte di fronte all'ingiustizia. Nella recensione, il film “Piccole cose come queste” (disponibile su RaiPlay) diventa una profonda riflessione sul coraggio individuale, la coscienza morale e le cicatrici storiche lasciate dalle Case Magdalene in Irlanda. (Marina Zinzani) Chi è davvero un eroe? Cos’è un eroe? E’ una persona che mette a rischio la sua persona e quella dei suoi cari, il suo inserimento sociale, il suo lavoro, in nome di qualcosa di elevato: un ideale, il senso di giustizia, ciò che è giusto fare. Nel film “Piccole cose come questa”, disponibile su RaiPlay, l’eroe è un carbonaio, padre di cinque figlie, che porta il carbone nelle case.  Anche nel convento della sua città. Siamo negli anni ‘80, in Irlanda, e lui, per caso, si imbatte in alcune cose che lo turbano all’interno della...

"Il raggio verde": la definizione di sé nel film di Rohmer

(Introduzione a Marina Zinzani). In una società che spesso ci impone ritmi frenetici, socialità forzata ed etichette immediate, cosa significa rimanere fedeli alla propria sensibilità? L’autrice ci guida nel cuore di uno dei capolavori più intimi di Éric Rohmer: Il raggio verde. Attraverso lo sguardo malinconico e incompreso della protagonista Delphine, il testo esplora il peso delle definizioni altrui e la ricerca ostinata di un luogo dell'anima.  (Marina Zinzani) Il cinema di Rohmer tra verbosità e autenticità Il film “Il raggio verde” (disponibile su RaiPlay, Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1986) riporta immediatamente ai temi del suo regista, Eric Rohmer: il mondo dei giovani, i loro problemi e le contraddizioni. Con il passare degli anni, la realtà vista dagli occhi di Rohmer può sembrare rappresentata in modo troppo verboso, o con storie semplici e senza temi forti, rispetto ai film di oggi.  La solitudine nella Parigi estiva “Il raggio vede” è forse il...