Passa ai contenuti principali

Torta di pesche

di Marina Zinzani

In un giorno particolarmente afoso, in cui le strade sono vuote, perché la gente è sparita, è da altre parti in cerca di refrigerio o rinchiusa in casa anelando all’arrivo dell’inverno, la solitudine si può far sentire. C’è chi non parte, perché non ha nessuno con cui partire.
C’è chi non parte perché le vacanze in alta stagione costano troppo, e quest’anno si è arrivati ad episodi di follia. C’è chi non parte anche in bassa stagione, ed assiste alla visione in tv dei soliti vacanzieri che fanno chilometri di fila per arrivare al mare.
Cosa fare? Chiamare una vecchia amica, pensionata anche lei, che non ce la fa più con il caldo. L’aria condizionata le fa venire la cervicale e si arrangia con un ventilatore. I suoi figli sono altrove, la vita di una donna sola è pesante, specie nelle giornate di festa.
Una chiama l’altra, e fra il più e il meno una dice di aver visto fare una bella torta, in una trasmissione del mattino. Una torta di pesche. È pieno di pesche, in questo periodo. Ce le ho le pesche, replica l’altra. Quasi quasi, mi sono segnata la ricetta. Io provo a farla. Provo anch’io.
E così una delle due comincia la sua torta di pesche, anche l’altra inizierà tra poco nel suo appartamento dall’altra parte della città.
Dunque: miscelare il latte con il burro sul fuoco, non deve bollire, bisogna farli raffreddare. Nel frattempo frullare tre uova con lo zucchero. Le uova sono fresche, le ho appena prese. Una volta non avevano data di scadenza e si prendevano dal contadino, come si faceva? I nonni avevano le galline, me le ricordo le galline, e anche il pollaio. 
Delle volte andavo io a prendere le uova dal pollaio, era un bel gioco. E la sera la nonna faceva una bella frittata, con le cipolle. Nessun ristorante gourmet, come li chiamano adesso, può fare una frittata come la faceva la nonna, era di una bontà... Non divaghiamo. Frullare bene le uova con lo zucchero, devono diventare spumose. Poi mescoliamo una bustina di lievito con la farina. Mescoliamo bene, non devono esserci grumi. Adesso... Calma. 
La ricetta è qui, ho scritto le cose principali, e in fondo è semplice. Unire il latte e burro con le uova e lo zucchero, poi unire la farina e il lievito e poi con una spatola girare dal basso verso l’alto, importante questo, lo dicono sempre alla tv, dal basso verso l’alto! Ecco, ho mescolato e adesso metto tutto in un tegame da torta con la cerniera, così si stacca bene. 
Ho messo la carta da forno naturalmente. Poi taglio tre pesche noci a spicchi e le dispongo a raggiera. Una, poi l’altra... Quest’anno le pesche costano il doppio dell’anno scorso. C’è stata anche l’alluvione, sarà questo? Ma qui aumenta tutto ormai, va così... Bene, non divaghiamo. Forno ventilato a 160 gradi per 40 minuti.
Passa il tempo stabilito, e la casa è invasa da un intenso profumo di torta. Dicono che è cotta quando si sente il profumo nell’aria. Prova dello stecchino, è cotta.  Ecco, bisogna attendere.
Passata un’oretta per farla riposare, il primo assaggio. Buonissima. Poco dopo suona il telefono. Anche l’amica ha appena assaggiato la torta e dice che è buona, che il dolce della torta contrasta molto bene con l’aspro della pesca, è una torta fresca. Dice che la terrà per il figlio, le ha telefonato e va a trovarla stasera.
La giornata calda ed afosa volge al termine. Anche per lei una telefonata, la nipote verrà a trovarla domani, e vuole proprio assaggiarla, questa torta.

Commenti

Post popolari in questo blog

La faccia nascosta della Luna: da Apollo a Artemis, tra ricordi di famiglia e futuro 🌓

(Introduzione a Daniela Barone). Un filo invisibile lega il bianco e nero sfuocato del 1969 alla nitidezza digitale della missione Artemis II. Attraverso gli occhi di un bambino e i ricordi di una nonna, la Luna smette di essere solo un corpo celeste per diventare lo specchio delle nostre fragilità. Un racconto intimo sul senso di appartenenza a quel "piccolo puntino azzurro" che chiamiamo casa. (Daniela Barone).  Tra generazioni e memorie lunari «Nonna, vieni a vedere la luna.» Così aveva reclamato la mia attenzione Luca, il mio nipotino di due anni e mezzo. Era sul poggiolino della casa dei miei quella sera d’estate del 2019. Indossava un pigiamino corto leggero e si teneva alla ringhiera arrugginita. Mio padre, vedovo da diversi mesi, già dormiva ma lui non ne voleva sapere di andare a letto. Aveva buttato per gioco nel cortile sottostante numerose mollette e si trastullava con le poche rimaste nel cesto. Stringendo la manina di Luca non potei fare a meno di pensare a qua...

Lettera a Elisabetta, la figlia nata due volte 🤱

(Introduzione a Daniela Barone). I legami superano le distanze, le incomprensioni e persino le separazioni forzate. In questa lettera, una madre ripercorre la storia di sua figlia Elisabetta: un viaggio fatto di ribellioni necessarie, rinascite dolorose e una ricerca incessante della propria libertà. Dalla sofferenza di un "secondo parto" emotivo alla conquista di una vita autentica, questo racconto è un inno all'amore indissolubile e alla forza di ricominciare. (Daniela Barone). Il debutto di "Pentolina" e i primi anni Eri nata una mattina soleggiata di dicembre, alla stessa ora in cui avevo dato alla luce Francesco, il tuo fratello maggiore. Quando ti avevano messa fra le mie braccia ero rimasta un po’ delusa dalle tue fattezze: mi aspettavo una bimba dai capelli biondi e radi come quelli di Francesco ma tu stranamente avevi una capigliatura castana lunga e folta che ti faceva assomigliare ad una scimmietta.  Il tuo visino era così largo che tuo padre ti aveva...

Odore di arance e rimpianti: l’estate a Tindari che decise il destino 🍊

(Introduzione a Daniela Barone – Commento a.p.). L'estate del 1972 è stata il palcoscenico di un bivio esistenziale, non solo una vacanza. Tra i profumi di una Sicilia mitica e l’azzurro di Tindari, la protagonista Mara sperimenta per la prima volta l'ebbrezza di un amore che sa di imprevisto. Eppure, al ritorno, la sicurezza di un fidanzamento solido e il conflitto mai risolto con una madre critica la spingono verso una scelta conservativa. Un racconto spietato su come la paura della solitudine e il desiderio di ribellione possano tracciare il destino di una vita intera. (Daniela Barone). Verso la Sicilia: una profezia materna L’estate del ‘72 fu un periodo esaltante per me. La partenza tradizionale con i miei per il campeggio in qualche luogo marino incantevole si stava avvicinando. Papà aveva scelto la Sicilia, desideroso com’era di mostrare a me e alla mamma il suo paese natio, il borgo di Novara al confine fra i Nebrodi e i Peloritani. «Conoscerete mia zia e i miei cugini....

Concerto all'alba: quando la musica incontra il risveglio del mondo 🌅

(Introduzione a Liana Monti). Un acquerello sensoriale che cattura la magia di un concerto all'alba. Non è solo la cronaca di un evento musicale, ma il racconto di una sinergia perfetta tra l'arte umana e lo spettacolo della natura, dove il sorgere del sole diventa parte integrante della partitura. (Liana Monti). L'attesa: tra marea e aurora Ore 05.30, in riva al mare, una mattina di estate, fra poco sorgerà il sole. Il pubblico è arrivato presto, con largo anticipo, dalle varie parti della zona, per essere puntuali a questo evento. C’è attesa nell’aria. Il panorama offre uno spettacolo molto suggestivo. Il mare è calmo, la marea si sta ritirando. Nel cielo uno spettacolo in evoluzione dal buio della notte piano piano verso il chiarore. Ed ecco giungere l’aurora che ci mostra nubi che adornano il cielo ed un gioco di luci e colori affascina i presenti che con gli occhi puntati verso l’orizzonte attende anche l’imminente arrivo dell’alba. L'incanto: violino, chitarra e m...

Il treno all’alba: Vincenza e il sogno proibito di un altro destino 🚉 📚

(Introduzione a Vespina Fortuna). Alcuni destini sembrano scritti sulla pelle prima ancora di nascere, eredità pesanti come catene che passano di madre in figlia tra i profumi di zagara e il silenzio di case senza porte. In questo crudo spaccato tratto da "Donne maledette", l’autrice ci racconta di Vincenza: una bambina "secca e lungagnona" che commette l'errore più imperdonabile in un mondo di rassegnazione: sognare una vita diversa. Una storia di resistenza silenziosa, colletti bianchi e un treno all'alba che diventa l'ultimo, disperato confine tra il fango e la libertà. (Vespina Fortuna).  Un’eredità di profumi e peccato Vincenza già conosceva il suo destino, sino dal giorno in cui era nata. La madre e le sorelle trascorrevano la vita a compiacere gli uomini del paese. Era cresciuta tra essenze di violetta e profumi di rosa canina in una casa un poco fuori dal paese, tra vigneti e agrumeti abbandonati. Il profumo delle zagare indicava la strada ai fru...