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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sanremo

Sanremo e la guerra, il salto brusco tra leggerezza e dramma 🖥️

(Introduzione ad a.p.) E' possibile gioire mentre il mondo brucia? Viviamo sospesi tra una canzonetta e un conflitto sanguinoso, in un'oscillazione continua che spesso ci fa sentire in colpa. Questa alternanza fragile tra il grave e il lieve è il modo di restare lucidi e umani? (a.p.) ▪️ Il salto interiore Viviamo in un mondo dove le emozioni si intrecciano, creando una sinfonia di contrasti: un applauso per un brano di Sanremo può risuonare nello stesso momento in cui le notizie tragiche dall’Iran o dai fronti di guerra ci colpiscono con la loro durezza. Questo salto emotivo ci lascia spesso disorientati, generando una frattura interiore che la psicologia definisce dissonanza cognitiva. In questi momenti, siamo tentati di sentirci in colpa, domandandoci se sia giusto provare gioia mentre altrove regna il dolore. Il bisogno di oscillare: una necessità umana Concedersi una risata o un momento di leggerezza non è un atto di indifferenza. È una risposta naturale e necessaria per p...

Achille Lauro e Sanremo: il coro per le vittime di Crans-Montana 🎼

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono momenti in cui la televisione smette di essere spettacolo e diventa specchio dell'anima. Sul palco di Sanremo, tra luci e canzoni, si è aperto uno squarcio di pura commozione che ha trasformato il Festival in un rito collettivo di memoria e amore nel ricordo delle giovani vittime di Crans-Montana. (Marina Zinzani) ▪️ ❧ L'altrove in bianco e nero Un momento unico sul palco del Festival di Sanremo: un coro si leva con la splendida voce di Valentina Gargano, in un’atmosfera in bianco e nero che sembra provenire da un luogo irreale, da un altrove. Un luogo che è anche un non luogo. ❧ Una canzone diventata simbolo Il coro scivola delicatamente sulle note e sulla voce di Achille Lauro. Quella che lui canta non è una canzone come un’altra. È una canzone diventata simbolo di una tragedia, tragedia collettiva. “Perdutamente” era la canzone che Achille Barosi, una delle giovani vittime di Crans-Montana, cantava sempre in macchina con la madre.  ❧ ...

Vedrai vedrai

Cinquant’anni fa, il 27 gennaio del 1967, moriva Luigi Tenco di Marina Zinzani Dimenticare e volare… Vedrai altre cose, mondi sconosciuti, posti dove il cielo è più azzurro e i prati più verdi e i fiori hanno colori lucenti, e le stelle parlano, sono amiche che sussurrano parole dolci prima di dormire. Vedrai il buono che trionfa, nella sua quotidianità semplice, nella bellezza preziosa delle piccole cose, e il buono si accompagnerà al giusto, e il giusto ad un vivere nuovo, sereno, una serenità che non credevi di avere.

La stanza particolare di Ezio Bosso

di Marina Zinzani (Ascoltando https://www.youtube.com/watch?v=RFDKBy0lBMM) La meraviglia che ci ha regalato Ezio Bosso è stata descritta con parole su tanti giornali, sul web, ognuno ha cercato di spiegare, di definire le sue emozioni.  Scossa profonda al nostro cuore, e allora tanti commenti, quasi una liberazione da maschere quotidiane fredde, apatiche, improvvisamente sentire il cuore che pulsa, sentire gioia per un brano di musica, chiedersi  perché non si era scoperto prima Ezio Bosso, sentire di avere perso qualcosa, ma essere felice di provare ora una folgorazione, un piacere profondo verso l’uomo prima di tutto, l’artista, la sua musica.