(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono momenti in cui la televisione smette di essere spettacolo e diventa specchio dell'anima. Sul palco di Sanremo, tra luci e canzoni, si è aperto uno squarcio di pura commozione che ha trasformato il Festival in un rito collettivo di memoria e amore nel ricordo delle giovani vittime di Crans-Montana.
(Marina Zinzani) ▪️
❧ L'altrove in bianco e nero
Un momento unico sul palco del Festival di Sanremo: un coro si leva con la splendida voce di Valentina Gargano, in un’atmosfera in bianco e nero che sembra provenire da un luogo irreale, da un altrove. Un luogo che è anche un non luogo.
❧ Una canzone diventata simbolo
Il coro scivola delicatamente sulle note e sulla voce di Achille Lauro. Quella che lui canta non è una canzone come un’altra. È una canzone diventata simbolo di una tragedia, tragedia collettiva. “Perdutamente” era la canzone che Achille Barosi, una delle giovani vittime di Crans-Montana, cantava sempre in macchina con la madre.
❧ Il sorriso più straziante
Quella stessa canzone la madre, assieme a chi lo amava, l’ha cantata al suo funerale, con il sorriso più straziante che si possa immaginare. Accompagnare un figlio sulle note di una canzone. E cantarla poi ancora, ancora, quando tutto è finito, perché così lui sembra presente, vicino a lei. Parole della canzone non comuni, sulla nostra vulnerabilità più estrema, sulla consapevolezza che si può scomparire in una notte. Che tutto è effimero e può finire da un momento all’altro.
❧ Musica oltre l'infinito
La musica come veicolo di un’emozione forte. Eravamo tutti presenti col cuore e la commozione mentre la musica e le parole scorrevano. Da quel mondo in bianco e nero rappresentato, si è levata la voce del dolore, che ci ricorda per una volta il nostro essere niente, o anche tutto, se l’amore continua, oltre i corpi, le vite, per sempre.

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