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Visualizzazione dei post con l'etichetta baby-gang

🎵 Baby Gang e responsabilità: quando sceglievamo l’ultimo LP di Battiato

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Di fronte agli episodi di cronaca che vedono protagonisti i giovani e le cosiddette "baby gang", la tendenza comune è cercare colpevoli esterni: la scuola, la famiglia, la noia. Ma è davvero solo una questione di mancati insegnamenti? In questo commento, l'autrice ci riporta alla realtà cruda degli anni '80, dimostrando che anche in contesti difficili, tra degrado e tentazioni, esiste sempre uno spazio sacro e inviolabile: quello della scelta individuale. Le inclinazioni dei giovani: gli insegnanti e le scelte dei ragazzi (Maria Cristina Capitoni) ▪️ La criminalità tra i giovani? Ovvero baby gang? Non è solo un problema di insegnamenti. Non c'è bisogno che un professore ti insegni che dar fuoco ad un barbone, massacrare di botte un tuo coetaneo non è cosa buona e giusta. Spesso poi questi "ragazzi" provengono da situazioni agiate, tanto che dichiarano di aver agito per noia. La mia giovinezza, erano gli anni ‘8...

Baby gang, violenza giovanile e crisi di empatia nella società

(Marina Zinzani) ▪️ Giovani che non sanno cosa sia l’empatia, la compassione, la pietà. Giovani che dentro hanno un vuoto, un vortice che risucchia qualsiasi cosa di vivente. È la morte che predomina. Una vita di facciata, ma dentro c’è la morte, l’assenza di un ideale, a parte la violenza, l’assenza di cultura, l’assenza delle normali regole dello stare al mondo basate sul rispetto della vita altrui, delle opinioni altrui. Il vuoto di ideali e l'assenza di empatia Accendere la televisione e ascoltare un telegiornale fa impressione ormai: la violenza sembra un veleno che si sparge a macchia d’olio, dalle metropolitane fino ai paesini di campagna. Violenza gratuita, senza senso, se mai può esistere un senso. Violenza per un video da mettere sui social, o per vantarsi con gli amici, nell’immagine di forza falsata, immagine invece di orrore. Violenza sulle donne, tema continuo, ricorrente, facile per chi se la prende con le persone più deboli. Violenza gratuita: il senso della morte s...

Invalidità per 50 euro: l'indifferenza dietro l'aggressione della baby gang a Milano

(a.p.) ▪️ Cinquanta euro e una vita segnata: una sproporzione che riflette il fragile equilibrio dei nostri valori. La notizia dell'aggressione subita da un ragazzo, Davide Cavallo, a Milano, accoltellato da una baby gang e lasciato invalido per un bottino irrisorio, non è un semplice fatto di cronaca. Ci interroga piuttosto sull'indifferenza degli aggressori, che i giudici hanno amaramente evidenziato. Il disinteresse verso la sofferenza inferta alla vittima è un segno amaro della nostra contemporaneità. La ferita morale Non è tanto la violenza fisica in sé, ma l'assenza di empatia e la fredda esecuzione dell'atto a sconcertare. Ci commuove la giovane vita marcata da una tragedia irreversibile. Il dolore altrui è stato ridotto a dettaglio trascurabile, nell'esecuzione di un piano meschino. Dove si è smarrita l'empatia? Dove si è persa la capacità di riconoscere il confine tra gioco, finzione e violenza? Dal gesto all’interrogativo L'aggressione per 50 euro ...