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Visualizzazione dei post con l'etichetta droga

Mio figlio trafficante: la doppia vita e il riscatto di uno studente modello

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando il ruolo pubblico di un genitore crolla sotto il peso della realtà privata? In questo memoir , un'insegnante referente per il progetto dipendenze si ritrova a fare i conti con l'arresto del figlio sedicenne. Attraverso una narrazione che scava nei silenzi, nei fallimenti educativi e nelle assenze, l'autrice ci conduce lungo il filo teso del rapporto con un figlio. Dalla vergogna in questura alla maturità della redenzione, una storia intensa sulla forza silenziosa del saper restare, anche quando tutto sembra crollare. (Daniela Barone). Una telefonata nella notte Tutto ebbe inizio una sera d’estate dopo mezzanotte. Mi ero addormentata da poco, sicura che il mio figlio sedicenne Giorgio non avrebbe tardato molto a rincasare. Il suono del cellulare mi destò: «Signora Balbi, chiamo dalla questura di Bergamo. Lei è la madre di Giorgio Valsecchi, vero?». Confermai che sì, ero proprio io. Cosa era successo? «Signora, dovrebbe rag...

Un padre e la droga

La droga sconvolge una famiglia: il rapporto padre - figlio di Marina Zinzani L’incapacità di un padre di avvicinarsi al cuore del proprio ragazzo, quel ragazzo cresciuto con amore, con attenzione, e ora svanito.  Il ragazzo è altro, è lontana la sua mente, c’è solo un corpo dimagrito, lo sguardo perduto, la rabbia che esplode a tratti, altre volte l’apatia lo prende, altre volte sembra presente, ma poi scompare all’improvviso.

Ciao Mario

La storia del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma: un amico di tutti di Marina Zinzani Ci si sofferma su pagine di giornale intrise di sangue e di dolore, il disorientamento su quanto poco possa valere una vita, i chiodi messi davanti alle porte di casa, scarafaggi nei piatti, bevande con additivi che possono portare alla morte.

Agata

(Una scheda "madre") (ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, faccende di casa, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti. Un tempo per fare ciò che si è rimandato in attesa di trovare spazio tra le proprie cose, oppure, invece, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente; leggere un libro, guardare un film, uscire con amici di vecchia data. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Accade anche di non fare nulla, guardarsi intorno in casa, fare una passeggiata. In compagnia dei propri pensieri.

Sogni troppo in alto

Quando la meta ci sembra irraggiungibile, c’è la tentazione delle scorciatoie: l’illusione del mondo artificiale della droga di Catia Bianchi (Commento a “Modica quantità”, il falso problema nello spaccio di stupefacenti , PL, 22/2/19) Detenere e usare modiche quantità di sostanza stupefacente può anche configurare - anzi configura - fatti di lieve entità, ma il fatto gravissimo sta a monte ed è costituito da ciò che induce ad utilizzarle.

"Modica quantità", il falso problema nello spaccio di stupefacenti

L’intervento del ministro leghista Fontana sulla “modica quantità” di droga dimostra quanto sia confuso l’approccio a problemi tanto complessi. L'emergenza richiederebbe una chiara  strategia nella prevenzione e repressione  (ap*) Droga, torna lo scontro sul concetto di modica quantità, mentre è sotto gli occhi di tutti un’emergenza, che mescola fenomeni diversi: diffusione delle sostanze, smarrimento di valori, prostituzione giovanile, vivere civile degradato. I numeri non bastano a dar conto di un fenomeno che investe ogni strato sociale perché la circolazione delle droghe non è mai diminuita, piuttosto si è allargata per la facilità di accesso alle fonti, la riduzione dei prezzi delle sostanze e la moltiplicazione dei canali di spaccio. Il cambiamento allarmante è l’abbassamento dell’età media dei consumatori , e non vi sono troppe distinzioni di genere, ormai la droga è molto diffusa anche tra le giovanissime.

La testa sotto terra, come uno struzzo

Frasi fatte per rispondere a problemi complessi: sarebbe meglio interrogarsi a fondo di Paolo Brondi “Gli stranieri? Mandarli a casa loro” - “Gli omosessuali? Come i drogati, che schifo!” - “I drogati? Ammazzarli subito, prima che ci ammazzino loro!”, oppure “Poverini sono ammalati”. Risposte pronte ad ogni uso.

Angela

Racconto di Marina Zinzani Ti tengo la mano. Sono qui, piccola mia, chissà se puoi sentirmi. Non lasciarmi, non lasciarci. Devi farcela, la mamma è vicino a te. Ho perso la cognizione del tempo. Da quando sono qui? E’ sera, mi hanno svegliata alle quattro del mattino e da allora sono entrata in questo film dell’orrore.