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Visualizzazione dei post con l'etichetta futuro

Antichi profumi: tra nostalgia del passato e coraggio di sorridere al domani 💐

(Introduzione a Cristina Podestà). Una riflessione sul conflitto tra la nostalgia del passato e la necessità di guardare avanti. L'autrice ci conduce lungo il confine sottile che separa i ricordi delicati e "antichi" dallo strazio di un'eccessiva introspezione, approdando infine a una dolce speranza per il domani. (Cristina Podestà).  Il bordo del precipizio A volte è difficile non guardare più indietro. La stanchezza degli anni lasciati alle spalle, il desiderio di sgusciare fuori dagli impegni gravosi e obbligati, un cielo pesante e ostile. E in un attimo ti ritrovi sul bordo del precipizio. Sei spinto a voltarti ma poi non lo fai. Una forza suprema ti agguanta e trattiene, ti intriga e confonde, lo slancio e l’urto per andare avanti senza voltarti sono forti e potenti. Antiche nenie e dolci sorprese Rielabori notti insonni e felici, metabolizzi giornate andate storte. E scruti l’eterno, la dolcezza che esiste e a volte non assaggi, scovi tra i rovi una mora zuccher...

Stupiscimi ancora: un amore che sfida il tempo e la vecchiaia ⏳

(Introduzione a Giovanna Vannini – Commento a.p.). Un’invocazione attraversa il tempo, dai sensi allo spirito. L’autrice ci conduce in un viaggio che parte dal desiderio di essere "invasi" dall'altro per approdare a una saggezza superiore. È il ritratto di un amore che non teme la vecchiaia e che, anzi, vede nel reciproco sostegno la soglia per un "oltre" dove la separazione non ha più cittadinanza. (Giovanna Vannini). L'invocazione dei sensi e della memoria Stupiscimi ancora  come l’inizio oramai già in memoria.  Avvolgimi  nelle spire della tua fragranza in abbraccio.  Invadimi  di versi sussurrati sul collo.  Guardami  unica alla tua vista che di me s’acceca.  La saggezza del dono silenzioso Sorprendimi  con le tue rughe di saggezza.  Dammi  ciò che in silenzio non chiedo. Traghettami  nel futuro in rimanenza. Sorprendimi con le tue rughe di saggezza. L'approdo dove il tempo si ferma Quando stupirsi  sarà soltanto la ma...

Il voto, il declino e la rinascita: oltre il giorno del giudizio 🪷

(Introduzione ad a.p.). Il voto non è mai solo un numero, ma il battito di una società che respira e reagisce. Una riflessione sul senso profondo di una scelta collettiva: un’analisi che scava sotto la superficie dei risultati per rintracciare i semi di una rinascita civile, nata dalla riscoperta della Costituzione come bussola irrinunciabile contro ogni deriva autoritaria. (a.p.). La geografia del dissenso Insistere sul senso di un voto, scomporne le correnti profonde, indagare e riflettere sulle sue ragioni non è l’esercizio sterile dei vincitori, né la celebrazione di un traguardo. È, al contrario, la prefigurazione di una speranza possibile in tempi sciagurati; è lo scavo necessario nei pertugi e nelle cavità spesso nascoste della società per rintracciarvi esigenze inespresse e intuizioni di riscatto. In questa geografia del dissenso, appare una scritta: "No Kings". Un’espressione che dice tutto e niente, sospesa in un’ambiguità di significati contraddittori e incerti, ep...

L’armadio vuoto: fare spazio al futuro 🚪

(Introduzione a Daniela Barone). Svuotare un armadio non è mai solo una questione di spazio. È un viaggio a ritroso tra le pieghe della vita, dove ogni abito scartato racconta chi eravamo e ogni spazio vuoto accoglie chi siamo diventati oggi. Tra tessuti logori e ricordi ritrovati, ecco cosa ho imparato mettendo ordine nel mio passato. (Daniela Barone) ▪️ Congedi necessari Non so se lo sgombero di ieri del mio armadio abbia a che fare con il senso di vuoto che talvolta mi ha colto o semplicemente coincida con la voglia di sbarazzarmi di un passato pesante, di una me che non corrisponde più a quella che sono diventata.    Per anni, nel cambio di stagione ho continuato a spostare gli abiti dalle ante più alte a quelle più basse senza avere il coraggio di sbarazzarmi dei vestiti non indossati da tempo immemorabile, come il tubino nero diventato troppo stretto o i tanti coprispalle oramai fuori moda. E che dire della giacca lucida dai bottoni argentati indossata il giorno del mio ...

L'infinita rincorsa dell’anima ♾️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Nel vortice della vita, spesso ci troviamo a rincorrere un futuro che sembra ripetersi, intrappolati in un ciclo di attese e ansie. L’autrice qui cattura questo paradosso e ci invita a riflettere su come la mente possa proiettare un domani già vissuto, trasformando il presente in un "adesso" senza fine.  (Maria Cristina Capitoni) ▪️ La fuga dal presente L’infinita rincorsa per saltare ogni volta alla prossima angoscia ignorando il presente come fosse passato Il circolo vizioso della mente è un inganno frequente la mente ripete il futuro uguale a sé stesso L'eterno adesso fin quando adesso diventa per sempre.

Quale futuro, dopo il Covid-19

Nessun’altra epidemia è stata invasiva e globale come il Covid-19. Questa fase gravissima è comunque di passaggio verso il futuro. Dobbiamo ripartire da scuola e sanità, lavoro, infrastrutture, giustizia, istituzioni. Con la lezione civile del presente. Il cambiamento epocale non riguarderà i problemi da affrontare ma il modo di risolverli (ap*) Non si parla che di coronavirus. E come fare diversamente?, verrebbe da domandarsi. C’è apprensione, sgomento, paura del futuro. Ci scambiamo telefonate e messaggi in cui ci chiediamo, a volte trattenendo il fiato: “come stai?, tutto bene?” Temiamo una risposta negativa, ma, poi, cerchiamo anche di darci così un po’ di conforto. Con stati d’animo alterni, apriamo il giornale, guardiamo la tv, vediamo dipanarsi giornate, che non sono più come prima.

Lettera dal futuro

Presente e futuro: pretese, aspettative, appelli. Prima di quel boato che accompagna il domani di Bianca Mannu Confidammo al domani l’involto degli auspici con la cauzione algebrica allegata Il domani diede forfait si presentò istante privo di credenziali

Quel che resta della memoria

Costruirsi un’identità, tra passato e futuro di Paolo Brondi L'assenza della memoria è una perdita dell'identità. Dinanzi a mutamenti di regime politico, milioni di uomini sembrano non solo dimenticare un parte consistente della loro storia, ma trasformarla. La memoria che schiaccia i vivi attraverso il ricordo dei torti passati è una memoria che coltiva sentimenti di vendetta o di rivalsa.

Per mano

Paure diffuse, il coraggio di affrontarle di Maria Cristina Capitoni Un’ondata di tiepidi timori Tradotti nel pensiero Come semplici distanze Discorsi da riprendere Ambienti da riempire Ma non è questa la chiave di lettura

Le mani sul futuro

I ri cordi a volte attenuano il gusto dell’avventura, che comunque rimane un rischio (ap) Deposito di percezioni, di idee, di esperienze, la memoria è luogo del tempo vissuto e delle fantasticherie provate. Si muove in un orizzonte sconfinato, nel tentativo di trattenere ciò che può sfuggirci in ogni momento: presenze, spinte creatrici, illusioni.

Più vicina

E’ trascorso il tempo, tutto è mutato: può ricominciare il cammino di Maria Cristina Capitoni Indossata infine anch’io Quella risata Sarà mutato il tempo, passo e situazione Volti umori e ricordi Di persone che scivoleranno accanto

L’utopia non basta

L’infelicità? Può persino servire ad essere felici di Francesco Gozzi  (Commento a Il presente che vorremmo , PL, 10/7/17) Effettivamente l'esistenza del dolore e del male è forse il più grande dei problemi per un credente; e lo è ancor più il fatto che essi sembrano colpire più i buoni e gli innocenti che non i malvagi.

Perdere le ali

I fantasmi che sconvolgono la mente “priva di ali” di Paolo Brondi La metafora dell’ “anima alata” ricorre spesso nel pensiero classico:   “ Un’anima sempre governa tutte le cose inanimate; essa circola per tutto il cielo, assumendo qua e là forme differenti. Alata è perfetta. Quando ha perduto le ali, è trascinata finché non mette stanza in un corpo terreno, mortale” ( Fedro di Platone).

Bagliori

Le piccole cose che possono risvegliare il presente e farlo diventare il nostro futuro di Maria Cristina Capitoni Tenue movimento di coscienza  Preme sul diaframma accanto al cuore Pezzi di presente allontanarsi Fioco divampare di un bagliore questo il nome dato al tuo respiro Quasi senza rendertene conto Ciò moltiplicò quel tuo presente  Fino a diventarne l'infinito.

Amico mio

Il senso della prigione e quello di libertà: il volo oltre il limite, talvolta senza una direzione di Maria Cristina Capitoni Come animale in gabbia cercar fessure dimenticate da trafiggere per volare oltre il consentito. Parte dell’esistenza dedicata alla fuga e l’altra a confermar d’esser fuggito.

Il fiato delle farfalle

Il futuro? Comincia “aggrappandosi ad una foglia  che volteggia” di Paolo Brondi Cos'è il futuro, qual è il mio futuro? Molti si pongono questa domanda, e maggiore ancora è il numero di chi la rumina dentro senza parola, oggi che la crisi non è superata, ma ancora stende le sue ali, spesso funeste.

Le redini perse

Tornare a progettare il futuro, rimedio al frastuono odierno di Francesco Gozzi (Commento a Non c’è solo il rumore , PL 13/2/17) Due riflessioni: la prima riguarda la condizione umana in se stessa, il dover vivere in una dimensione inafferrabile, il tempo presente, che implica una perenne sospensione tra il non più e il non ancora, e alla quale forse si può dare un senso, come dice Sartre, solo attraverso la progettualità, la proiezione in un futuro nel quale si possa, in qualche modo e in qualche misura, prendere possesso della propria vita.

L'utopia e il paese della Cuccagna

Pieter Bruegel, Il paese della Cuccagna, 1567 di Paolo Brondi (Oltre il “particolare”: come aprire le porte al futuro) "I popoli, gli individui sono come degli innocenti fiorellini - diceva Hegel -, che la storia calpesta". Questa è un’immagine terribile degli effetti della storia e, di fatto, spesso sono stati assai pesanti, attraverso il ricordo dei morti, dei torti subiti e quindi fonte di sentimenti di vendetta o di rivalsa e d’ideologie nazionalistiche.

Eraclito, il non senso e i nuovi orizzonti

di Paolo Brondi Quel che accade nell'attuale panorama politico dimostra che tutti sono rivolti verso un futuro replicante la stessa brama di potere e che solo per proclama ci sia idea del qui e dell'ora, di un presente che conosce, ogni giorno di più, il vertiginoso baratro in cui la società civile e la sua economia è stata condotta.