Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta futuro

Quale futuro, dopo il Covid-19

Immagine
Nessun’altra epidemia è stata invasiva e globale come il Covid-19. Questa fase gravissima è comunque di passaggio verso il futuro. Dobbiamo ripartire da scuola e sanità, lavoro, infrastrutture, giustizia, istituzioni. Con la lezione civile del presente. Il cambiamento epocale non riguarderà i problemi da affrontare ma il modo di risolverli (ap*) Non si parla che di coronavirus. E come fare diversamente?, verrebbe da domandarsi. C’è apprensione, sgomento, paura del futuro. Ci scambiamo telefonate e messaggi in cui ci chiediamo, a volte trattenendo il fiato: “come stai?, tutto bene?” Temiamo una risposta negativa, ma, poi, cerchiamo anche di darci così un po’ di conforto. Con stati d’animo alterni, apriamo il giornale, guardiamo la tv, vediamo dipanarsi giornate, che non sono più come prima.

Lettera dal futuro

Immagine
Presente e futuro: pretese, aspettative, appelli. Prima di quel boato che accompagna il domani di Bianca Mannu Confidammo al domani l’involto degli auspici con la cauzione algebrica allegata Il domani diede forfait si presentò istante privo di credenziali

Quel che resta della memoria

Immagine
Costruirsi un’identità, tra passato e futuro di Paolo Brondi L'assenza della memoria è una perdita dell'identità. Dinanzi a mutamenti di regime politico, milioni di uomini sembrano non solo dimenticare un parte consistente della loro storia, ma trasformarla. La memoria che schiaccia i vivi attraverso il ricordo dei torti passati è una memoria che coltiva sentimenti di vendetta o di rivalsa.

Per mano

Immagine
Paure diffuse, il coraggio di affrontarle di Maria Cristina Capitoni Un’ondata di tiepidi timori Tradotti nel pensiero Come semplici distanze Discorsi da riprendere Ambienti da riempire Ma non è questa la chiave di lettura

Le mani sul futuro

Immagine
I ri cordi a volte attenuano il gusto dell’avventura, che comunque rimane un rischio (ap) Deposito di percezioni, di idee, di esperienze, la memoria è luogo del tempo vissuto e delle fantasticherie provate. Si muove in un orizzonte sconfinato, nel tentativo di trattenere ciò che può sfuggirci in ogni momento: presenze, spinte creatrici, illusioni.

Più vicina

Immagine
E’ trascorso il tempo, tutto è mutato: può ricominciare il cammino di Maria Cristina Capitoni Indossata infine anch’io Quella risata Sarà mutato il tempo, passo e situazione Volti umori e ricordi Di persone che scivoleranno accanto

L’utopia non basta

Immagine
L’infelicità? Può persino servire ad essere felici di Francesco Gozzi  (Commento a Il presente che vorremmo , PL, 10/7/17) Effettivamente l'esistenza del dolore e del male è forse il più grande dei problemi per un credente; e lo è ancor più il fatto che essi sembrano colpire più i buoni e gli innocenti che non i malvagi.

Perdere le ali

Immagine
I fantasmi che sconvolgono la mente “priva di ali” di Paolo Brondi La metafora dell’ “anima alata” ricorre spesso nel pensiero classico:   “ Un’anima sempre governa tutte le cose inanimate; essa circola per tutto il cielo, assumendo qua e là forme differenti. Alata è perfetta. Quando ha perduto le ali, è trascinata finché non mette stanza in un corpo terreno, mortale” ( Fedro di Platone).

Bagliori

Immagine
Le piccole cose che possono risvegliare il presente e farlo diventare il nostro futuro di Maria Cristina Capitoni Tenue movimento di coscienza  Preme sul diaframma accanto al cuore Pezzi di presente allontanarsi Fioco divampare di un bagliore questo il nome dato al tuo respiro Quasi senza rendertene conto Ciò moltiplicò quel tuo presente  Fino a diventarne l'infinito.

Amico mio

Immagine
Il senso della prigione e quello di libertà: il volo oltre il limite, talvolta senza una direzione di Maria Cristina Capitoni Come animale in gabbia cercar fessure dimenticate da trafiggere per volare oltre il consentito. Parte dell’esistenza dedicata alla fuga e l’altra a confermar d’esser fuggito.

Il fiato delle farfalle

Immagine
Il futuro? Comincia “aggrappandosi ad una foglia  che volteggia” di Paolo Brondi Cos'è il futuro, qual è il mio futuro? Molti si pongono questa domanda, e maggiore ancora è il numero di chi la rumina dentro senza parola, oggi che la crisi non è superata, ma ancora stende le sue ali, spesso funeste.

Le redini perse

Immagine
Tornare a progettare il futuro, rimedio al frastuono odierno di Francesco Gozzi (Commento a Non c’è solo il rumore , PL 13/2/17) Due riflessioni: la prima riguarda la condizione umana in se stessa, il dover vivere in una dimensione inafferrabile, il tempo presente, che implica una perenne sospensione tra il non più e il non ancora, e alla quale forse si può dare un senso, come dice Sartre, solo attraverso la progettualità, la proiezione in un futuro nel quale si possa, in qualche modo e in qualche misura, prendere possesso della propria vita.

L'utopia e il paese della Cuccagna

Immagine
Pieter Bruegel, Il paese della Cuccagna, 1567 di Paolo Brondi (Oltre il “particolare”: come aprire le porte al futuro) "I popoli, gli individui sono come degli innocenti fiorellini - diceva Hegel -, che la storia calpesta". Questa è un’immagine terribile degli effetti della storia e, di fatto, spesso sono stati assai pesanti, attraverso il ricordo dei morti, dei torti subiti e quindi fonte di sentimenti di vendetta o di rivalsa e d’ideologie nazionalistiche.

Eraclito, il non senso e i nuovi orizzonti

Immagine
di Paolo Brondi Quel che accade nell'attuale panorama politico dimostra che tutti sono rivolti verso un futuro replicante la stessa brama di potere e che solo per proclama ci sia idea del qui e dell'ora, di un presente che conosce, ogni giorno di più, il vertiginoso baratro in cui la società civile e la sua economia è stata condotta.

Quando saremo approdati

Immagine
di Giovanna Vannini Stupiscimi ancora come l’inizio oramai già in memoria. Avvolgimi nelle spire della tua fragranza in abbraccio. Invadimi di versi sussurrati sul collo.