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Visualizzazione dei post con l'etichetta notte

Mare d’autunno, ascoltarsi mentre si avvicina la notte

(Introduzione a Cristina Podestà). In una fredda e inquieta giornata autunnale, l'eco del mare accompagna un viaggio tutto interiore. L’autrice ci conduce attraverso una lucida riflessione di stampo pirandelliano: un percorso intimo fatto di smarrimenti, lacrime e silenzi necessari, volto a spogliare l'anima dalle maschere quotidiane per ritrovare, finalmente, la propria autentica libertà. (Cristina Podestà) Il richiamo del mare e il gioco delle maschere Gocce di pioggia, il vento sulla pelle e il mare. Giornata autunnale freschina, la giacca sulle spalle non basta. Il mare urla il suo disappunto. E io cerco te. Che poi sono io. Cerco quel che sono, cerco chi ero, perché non mi riconosco. Ho provato in ogni modo a ritrovarmi tramite gli altri. Ma nulla da fare. Pirandello docet. Maschere! Indossiamo maschere per cui non possiamo vederci realmente. Con un amico sono una persona, con il mio amore un’altra, con un familiare un’altra ancora. Lo smarrimento e la forza di ritrovarsi ...

Il giorno è tristezza, la notte paura

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Esistono stati d'animo in cui la realtà sfuma e la percezione si fa liquida, quasi ingannevole. L'autrice qui esplora il territorio d'ombra in cui la mente confonde i confini del tempo e dello spazio interiore. Il giorno e la notte diventano le due facce di una stessa medaglia — l'uno fatto di malinconia, l'altra di angoscia — mentre lo specchio dell'anima restituisce immagini di un passato frammentato.  (Maria Cristina Capitoni). La matrice è la stessa ma la mente confonde di giorno è tristezza la notte paura è un riflesso scuro  affollato di volti che non conosci ma ricordano il tuo.

Effetto notte, la scoperta di un mondo

Lo strano effetto di ciò che accade di notte, quando la quiete è apparente di Bianca Mannu Col piovasco precipita la notte sul quartiere inzuppato di ogni inadempienza Tra spezzoni di buio detonante malumore sembra l’acqua erompere dai globi dei lampioni

Terra mia

Il desiderio di raccogliersi e di sfuggire alla velocità distruttiva di Giovanna Vannini Tuona. Ha tuonato prima, ora piove. Lo sento e non lo vedo, ma il rumore di pioggia battente sul vetro del lucernario racconta da sé. Lo scroscio notturno mette voglia di coperte e bevanda calda. Mette desiderio di tana, di accogliersi e ascoltarsi. Ci vorrebbero altre ore di energia, per finire il da farsi rimasto, per prendersi in cura senza sentirsi in colpa per ciò che indietro resta.

Pensieri nuovi

Oltre il buio ed il silenzio; quando il tempo riempie di senso le nostre ore di Maria Cristina Capitoni Se fosse della sera l’unico sguardo non avrei visto oltre qualche ora appena un’esistenza breve e tormentata popolata d’ansia e distorte previsioni

Guardarsi intorno

La notte, lo sguardo lontano di Florio Frau Incuneato nel desolato spessore della notte, che opprime l’arco teso dell’ansia, l’occhio, ridotto a un punto d’un piano, scorre sulla rugosa distesa dei giorni.

Dopo una notte di dormiveglia

Il sottile confine tra la luce e la notte, ci si immerge nei fondali finché dura il fiato. Per stare poi meglio a galla di Giovanna Vannini Non c’è nessuna linea tra la vita e la morte, nessuna distanza o distacco. E’ un intrecciarsi vicendevolmente. Esserci non esserci, siamo qui quelli che siamo, siamo lì quelli che in un’altra dimensione stanno. Si vedono volti, si sentono voci, si recepisce presenza, basta solo essere predisposti all'ascolto.

Il male oscuro

In equilibrio, lontano da inquietudini e paure di Marina Zinzani Ci si addormenta si addormenta il ghiro nascosto da qualche parte fruscio nella notte cos’era? Si percepisce una presenza non aver paura, vado a vedere la luna non si vede stasera è tutto buio

Sussurri di notte

Le suggestioni che accompagnano la notte di Laura Maria Di Forti Incantevole è la notte. La senti la magia nell’aria? Vibra di piacere, di un incanto che sussurra invece di parlare. Pullula di suggestioni, di un rituale fatto di baci e di carezze. Cos’è questa sensazione di gioia incontenibile?

Viaggio al termine della notte, gli ultimi fantasmi della giornata

Bianca Mannu -  Intemperante e vano gialleggiare di presunta primavera addosso a prode che s’accompagnano - umide  e senza cagione dimesse e gentili -  all’asfalto avverso della statale Piomboso asfalto che guizza convulso piombo che schiocca al succhio sbrigativo - ma pugnace - d’infocati pneumatici lanciati in vortici di danza rettilinea Piombo che si dipana.  Fuso piombo  lucido e selvaggio - sotto il mortale disappunto delle pupille spente e l’abissale tocco della notte che - pur inoltrandosi - non matura Dove sfoci e perché nessuno chiede né perché schizzi via obbediente - come serpe nastriforme di cadmio - agganciata a volubile puleggia che - non percepita - in un’altrove di senso caduco lesta trascina E - in alto - un cielo ammutolito smuore dentro una tenebra di vetro dentata d’intermittenze rosseggianti che l’ingordo orizzonte trangugia e restituisce in pallidi riflessi - del pallore dei moribondi lumi ...

Piccole cose, di sera

Gesti minuti ma preziosi, al termine di una giornata faticosa, quelli riservati a se stessi di Marina Zinzani Quando alla fine della giornata si accendono le luci, e il proprio mondo fatto di piccole cose, davvero piccole, una pietanza la sera, abiti comodi, il programma alla tv che sembra carino, quando alla fine della giornata si vive un piccolo momento per sé, oasi gradevole, come il caffè preso dopo cena, il giornale letto stesi sul divano, le proprie forze si raccolgono e si sente che in quelle piccole cose si è un po’ vissuto.

Un sogno

La danza delle sensazioni, di notte Poesia di Paolo Brondi Gioire nel bosco gocce di sole Nell’ora tutta sonora delle cicale Presso schiere silenti Di sudate formiche e voli radenti Di garrule rondini e passeri lieti

All'improvviso

di Gianantonio Tassinari Era come attraversare uno specchio e cadere giù, sempre più giù, tra le nuvole bianche sprofondare pesante nell’aria e poi nell’acqua di un mare blu. E toccare il fondo, sempre più in fondo, per poi risalire leggero: