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Visualizzazione dei post con l'etichetta separazione

Tre anni insieme in uno scatolone, quando finisce la magia dell'amore

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono canzoni che non vorremmo mai ascoltare in determinati momenti della nostra vita, perché capaci di trasformarsi nella colonna sonora di un fallimento. Nel racconto che segue, le note dei Los Galos accompagnano Santiago mentre riempie scatoloni alla rinfusa, pronto a lasciare quella che per tre anni è stata la sua casa. Una confessione che scava nelle radici delle incomprensioni di coppia: dalle differenze culturali e generazionali, fino all'incapacità di comunicare, tra silenzi punitivi e sfoghi di rabbia. Una storia sulla fine dell'amore, le ferite dell'infanzia che riaffiorano quando meno ce lo aspettiamo e la difficile accettazione di un game over emotivo. (Daniela Barone). Il peso di tre anni in uno scatolone Sono seduto sulla montagna di scatoloni che ho riempito alla rinfusa dei miei vestiti e di tutte le mie cose. Non è facile farci stare dentro tre anni di matrimonio. Mi serviranno altri borsoni, magari quelli del supermercat...

Un attimo ancora: tra paura di cadere e voglia di volare ✈️

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Il distacco non è sempre un atto immediato. Può essere un lento e faticoso bilancio dell'anima. L’autrice ci conduce sulla soglia di questa scelta: un bagaglio troppo pesante, il desiderio di un nuovo slancio e il timore di inciampare ancora una volta lì dove il volo è stato solo accennato. Una riflessione sulla necessità di scegliere cosa portare con sé e cosa avere il coraggio di abbandonare. (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Un attimo ancora  devo controllare  prima di lasciare andare  il bagaglio è greve ed io non so  cosa buttare per primo o tutto insieme  per non cadere di nuovo  qui dove ho tentato il volo.

💔 Ti regalo la mia assenza: l’addio lacerante tra passione e diversità

(Introduzione a Laura Maria Di Forti). L'amore più vero e passionale può scontrarsi con l'insormontabile muro della diversità di carattere? Questa lettera d'addio di Laura Maria Di Forti svela il conflitto tra l'ego narcisista e la forza di un sentimento immenso. Un addio straziante, dettato dalla consapevolezza che due "parallele non si incontreranno mai", ma necessario per garantire la felicità altrui. Leggi la riflessione sul dolore della separazione e il coraggio di farsi fantasma. (Laura Maria Di Forti - LETTERA) ▪️ Caro amore mio, ti dico addio, addio per sempre. Lo so, sono stata superba, egocentrica, mi sono rivelata una sciocca narcisista, una donna insensata, forse troppo pretenziosa, all’apparenza persino superficiale. Ma io ti ho amato. E l’amore, quello vero, immenso, romantico e senza limiti, senza raziocinio, l’amore puro e fruttuoso di passioni, questo amore che io sento dentro di me e per te solo, mi aiuterà a sconfiggere l’ego che alberga so...

Il vento spazzò via le nuvole

Un’offerta di lavoro: l’occasione per chiudere la storia con lui di Cristina Podestà Una sera di molti anni fa ero uscita con Greta. Mentre eravamo sedute a leggere il menù, fingevo di essere indecisa, e riflettevo. Io e Matteo avevamo una relazione. Nessuno lo sapeva, né tanto meno avrebbe mai dovuto saperlo Greta.

Il nido vuoto

Il momento in cui il figlio va a vivere da un’altra parte: emozioni in famiglia di Marina Zinzani Piccolo uccellino che diventi grande, un adulto, un uomo prendi il volo vai altrove, lontano è vuoto il nido resta l'eco della tua presenza è la storia delle madri

Alla fine

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Relazioni sentimentali che finiscono. Talvolta all’improvviso, senza una spiegazione di cui si abbia consapevolezza in pubblico o dentro di sé, oppure dopo tante discussioni, scenate rumorose,   anni di logorio.   Succede ogni giorno.

Eliana

Il sabato di una donna, dopo una separazione dolorosa da cui non si è ancora guariti di Marina Zinzani (ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana,  occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, faccende di casa, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti.

La vita degli altri

Manca l’entusiasmo, subentra l’abitudine: la convivenza così difficile di Paolo Brondi La vita quotidiana ha un tempo misurato dalle convenzioni, dai media, dall’organizzazione del lavoro. Anche il tempo libero è occupato. I giorni precipitano nelle secche dell’abitudine, della routine. Questa routine porta con sé banalità, insignificanza, negazione dell’entusiasmo, della vivacità, della creatività.

Pranzo di famiglia

Cose importanti? Le occasioni per dirsele, o per tacere Racconto di Marina Zinzani Ci si forma con il dolore, con la fatica, con la rabbia, ho letto una volta. Ci si forma soffrendo e questo dovrebbe portare a migliorarsi, miglioramento di sé come accade per il vino invecchiato nelle botti, il tempo e il buio lo rendono anche unico, a volte.

Il colore delle disgrazie

La crisi dei matrimoni apre spesso uno scenario di problemi drammatici: mantenimento, precarietà economiche, i figli. Come affrontare il problema della ripartenza per una nuova vita? (ap) Le disgrazie non hanno colore. Sono come il vento che soffia dove vuole. Eravamo abituati, purtroppo, alle notizie di mogli e madri rimaste senza sostentamento, per se stesse e per i figli, dopo il fallimento del matrimonio. E impegnate nella ricerca faticosa di un lavoro impossibile da trovare ad una certa età.

Dormire in macchina, una storia di separazione familiare

Il comico Marco Della Noce, un passato a Zelig, “rovinato dopo la separazione” per il pagamento dell’assegno di mantenimento, è costretto a dormire in macchina dopo aver perso la casa di Marina Zinzani Succede. A volte se ne sente parlare. Magari un divorzio finito nel peggiore dei modi, con la perdita della casa coniugale, gli alimenti da pagare alla moglie, il mantenimento ai figli, il lavoro precario o perduto. Nessun paracadute sociale.

Arrivare ultimi

Il diritto dei figli alla felicità quando la coppia si divide di Paolo Brondi Vivere, e far vivere, durante l’infanzia, frequenti momenti di felicità, è decisivo per tutta la successiva evoluzione. Eppure, nella formazione di una nuova unione, dopo una separazione, spesso non si dà molta attenzione al diritto alla felicità dei figli! Ne possono derivare enormi sofferenze e la reazione dei figli può essere spietata e tale da ostacolare, spesso, la stessa formazione del nuovo nucleo familiare.

Sale che evapora

Il giorno dopo, proseguire dopo la fine di una relazione di Giovanna Vannini Mi sento sollevato ora, posso godermi l’attimo che più non sfugge, posso prendermi in carico per tutto il tempo che desidero. Nessuna distrazione, nessuna risposta dovuta alla domanda, qualsiasi essa sia. Passa aria fresca dalla porta aperta sul terrazzo, sa di sale, di sole, di pasto frugale consumato sulla spiaggia, di vino bianco tenuto in fresco tra le onde.

Il punto estremo

Scissioni? Il sapore amaro dello scontro politico di Francesco Gozzi (Commento a La tigre in agguato , PL, 24/2/17) L’impressione che si ricava osservando le ultime vicende politiche, e non solo, è che siano all’opera, come scritto, “ferocissime tigri”, ansiose di sbranarsi tra loro. Oppure si è davanti ad un covo di serpenti velenosi? L'eliminazione dei nemici politici/personali sembra infinitamente più importante che il bene del paese. Non avrei mai creduto che si arrivasse a questo punto.

Bambole perdute

di Marina Zinzani (I figli, che soffrono, nelle separazioni) Bambola di pezza sotto la neve sporca, insudiciata da passi che l’hanno calpestata, da macchine che sono passate. Bambola di qualche bambina, bambola perduta. E anche infanzia perduta, bambini che soffrono in silenzio, bambini come merce contesa fra genitori che litigano. Hanno lo sguardo triste degli adulti. E la crudeltà dell’amore trasformato.

Domenica sera

di Marina Zinzani (Essere padri nella separazione. Commento di Angelo Perrone) (ap) Padri separati che riportano i loro figli alla madre alla fine del tempo loro concesso. È storia quotidiana, non fa notizia. La lontananza tra padre e figlio è dolorosa per entrambi e crea un vuoto che richiede di essere colmato. Con la mancanza di frequentazione quotidiana si aprono nuove ferite nell’uomo oltre quelle percepite con la separazione dal coniuge e nutrite di sensi di colpa e malesseri sottili. Ma anche per i figli, il padre assente è un fantasma inquietante che preannuncia, nella crescita, un futuro difficile se non tragico. Per questo l’idea, resa possibile ed imminente dalla biotecnologia, di una “nascita senza padre” lascia intravedere un’ombra grande sul destino di quei figli. Si è padri, fino in fondo, e per sempre.

Giulia compie sei anni

di Marina Zinzani Tratto da I racconti della pioggia (ap) La pioggia è il tema ricorrente di questi racconti che sanno scavare nel profondo, toccando qui, al maschile, il tema doloroso della separazione, e del ruolo, a metà e a tempo, di genitore. Di fronte alla crisi, il dialogo nella coppia non serve sempre. Non più, quando la vita è tutta sfilacciata, ed è troppo tardi per parlare, per intendersi, per ricucire la storia, per una svolta decisiva magari. E allora, in chi rimane senza più nulla, subentra, a parte lo sconforto, quel brivido improvviso di freddo, come sotto una gran pioggia; quella sensazione di esclusione dalle cose care. Non solo rispetto a chi, come la moglie, si è amata e ora è terribilmente distante, rivolta altrove, ma persino verso chi si ama ancora e sempre, più di ogni altra cosa al mondo, un figlio. Giulia ha un anno. Soffia su una candelina, c’è una festicciola, la casa piena di gente. Siamo felici. Giulia ha due anni. Mia moglie Emma ha dimentica...